Domande del paziente (213)

    Buonasera, dopo quanto si può fare diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo? Posso fidarmi di una specialista che dopo solo una seduta ha già diagnosticato e detto apertamente che soffro di DOC?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Buongiorno,
    a volte ci sono sintomi molto evidenti per cui diventa più immediato diagnosticare un disturbo: anche i dettagli forniti dal paziente aiutano molto lo specialista ad orientarsi su una diagnosi piuttosto che un'altra. Se ha qualche dubbio, sarebbe in ogni caso utile parlarne con il professionista che la segue e se desidera può anche chiedere di fare alcuni test specifici.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buongiorno dottori ho una domanda da farvi faccio una terapia da molto tempo per ansia e disturbo dell umore però non riesco a prendere tutta la terapia perché sento che quando prendo tutti i farmaci il corpo mi cambia molto sento questa calma addosso molta sedazione che è benefica ma che mi porta a toglierli sistematicamente aggravano magari gli impulsi ogni tanto del gioco non so come fare per risolvere una volta per tutte questa situazione voi cosa ne pensate grazie per l aiuto

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    la invito a parlare di questo con il medico che le ha descritto la terapia poichè potrebbe essere utile per determinare il dosaggio e la molecola migliore per lei per gli effetti che si vogliono ottenere.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buongiorno per ansia e attacchi di panico la terapia cognitivo comportamentale va bene?
    E in cosa consiste,il metodo?
    Grazie Cordiali Saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    si quel tipo di terapia è consigliata per chi soffre di attacchi di panico.
    Se dovessimo descrivere in breve l'approccio di lavoro potremmo dire che è molto pratico poichè da delle tecniche e degli strumenti che il paziente può imparare ed utilizzare anche a casa. Tali tecniche servono per gestire i momenti più intensi così da poterli avvicinare e poi fare un lavoro più profondo.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Ho una preoccupazione che mi assilla tanto .
    Mamma si era appena fatta la doccia e si era asciugata le parti intime. Siccome lei ha una difficoltà mi ha chiesto di aiutarla e cosi ho fatto.
    Adesso ho costantemente il pensiero che io abbia toccato i suoi vestiti precedentemente toccati da lei , ho paura che dopo magari andando in bagno mi sia mischiata qualcosa anche avendo lavato le mani.
    So che è strana la cosa

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    sembra essere una preoccupazione che la fa pensare e quindi le causa preoccupazione: immagino sia un pensiero presente e che forse non si riduce solo a questo episodio con sua madre. Ha mai pensato dunque di approfondire tale pensiero così da conoscerlo di più e vedere da cosa è originato? Con un percorso psicologico questo potrebbe essere possibile, così che possa sganciarsi un po' da questo pensiero e dalla sua conseguente preoccupazione.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buongiorno è da circa un anno che sto andando dallo psicologo per un cambiamento che volevo attuare nella mia vita, fino a dicembre andava tutto bene e mi sembrava di aver fatto progressi, ma da febbraio dopo ogni seduta non mi sento meglio.... anzi mi sento più confusa e persa e in agitazione,
    in particolare nelle ultime sedute mi sono sentita attaccata perché non stavo facendo nulla di pratica per cambiare (però stavo vivendo un periodo di stanchezza emotiva e fisica veramente difficile) e sentirmi dire che se non mi fossi decisa a fare qualcosa non avrei concluso niente, sarei stata infelice etc mi sono sentita veramente male; ho sentito che c'erano su di me aspettative che avevo deluso, deadline non rispettate etc ma io in quel periodo mi sentivo proprio immobile e non nello stato mentale per cambiare.
    Quando le ho esposto il mio stato d'animo riguardo le sue pressioni mi ha detto che l'aveva fatto per istigarmi, per smuovermi un po' ma io mi son sentita attaccata, non sicura e forzata a fare cose che nel momento non riuscivo, inoltre poi parlando di altre cose che avevo scoperto su di me in questo periodo etc mi ha chiesto se le parole che dicevo erano mie o di altri e questo mi ha fatto sentire umiliata e messa in dubbio (durante il percorso ci sono state anche alcune occasioni in cui non percepito di esser compresa appieno)
    inoltre sento di non riuscire più a dire certe cose perché percepisco la sua agitazione
    per il resto non ci sono stati atteggiamenti sbagliati nei miei confronti, mi appare comunque come una persona disponibile e aperta all'ascolto
    ma dopo queste sedute io continuo a ripensare alle sue parole e sento che metto in dubbio in me stessa, e mi agito
    l'idea di proseguire mi mette agitazione perché temo di sentirmi di nuovo male e giudicata, mi sento osservata e sotto esame
    e invece il pensiero di cambiare terapeuta mi fa sentire meglio
    spero di essermi spiegata,
    cosa dovrei fare?
    Vi ringrazio

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    Si ascolti e faccia ciò che sente: se in quella terapia con quel terapeuta non si sente più a suo agio e quindi non c'è possibilità di lavorare bene insieme come prima, allora non c'è nulla di sbagliato. Anzi, è meglio cambiare terapeuta e conoscere un nuovo percorso che possa farla sentire in primis a suo agio così che si possa lavorare insieme. La relazione tra terapeuta e paziente è la base imprescindibile per qualsiasi percorso psicologico.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Ho un vissuto problematico con il cibo da quando ho memoria. Da quando ho 6 anni vivo un rapporto conflittuale tra desiderio e repulsione. Ho fatto diete, di tutti i tipi possibili, che ho sempre portato a termine con successo, ma vivendole come una privazione dalla mia “dipendenza” ne annullavo l’effetto non appena le terminavo, riprendendo tutti i chili che avevo perso. Sono pienamente consapevole delle mie difficoltà e dell’approccio adeguato per poter raggiungere il peso e la forma fisica che vorrei ma mi rendo conto che le mie emozioni, sempre di più, bloccano la mia parte razionale e prendono il sopravvento. Sono entrata in un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire. Ho consultato specialisti che mi hanno sempre indirizzato su metodi pratici invece di lavorare sulle emozioni e sulla dipendenza per il cibo. Vorrei arrivare ad eliminare questa dipendenza e considerare il cibo come un mezzo di sussistenza e basta. Come posso fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    quello che posso consigliare non è un'altra dieta e un'altra tecnica pratica, bensì un percorso che le possa permettere di lavorare sulle emozioni e capire cosa c'è dietro a questo rapporto con il cibo che le causa fatica. Che significato ha il cibo per lei? Da dove ha origine questo rapporto? ...e tante altre domande. Ora, quindi, è forse giunto il momento di guardare tale dinamica da un'altra prospettiva che fino adesso è mancata.
    Provi a trovare dunque un professionista specializzato in DCA vicino a lei.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Salve vorrei avere un vostro consiglio.
    Ho in mente di iniziare un percorso terapeutico , fare seduti in un pisocolog*. Ho scoperto avere tanti disturbi come la DOC.
    Soltanto che ho tanta paura e timore nel parlare dei miei problemi e paure.
    Non vorrei andare fisicamente ma tipo online però ho il timore della videochiamata, io avevo pensato tipo all'inizio o se sia possibile un colloquio Soltanto scrivendo e poi se riesco anche con videochiamata.
    Diciamo che una volta siamo andati da una psicologa per trattare una questione ed eravamo in famiglia, questa vostra collega tratto male mia madre , alzo la voce e disse che lei era esagerata e ci consigliò di dare delle medicine tranquillanti.
    Appena mamma fu sgridata uscì dallo stupido e la trovammo che piangeva.
    Per questo ho timore.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    se vuole iniziare un percorso lo faccia nelle modalità che preferisce: l'importante è iniziare e fare il primo passo. Dunque, se preferisce online faccia online, se preferisce in presenza faccia in presenza: se è indeciso scelga un professionista che abbia una modalità mista. Il professionista lo scelga anche sulla base delle sue preferenze e che effetto le fa a pelle: dunque, guardi la foto, gli parli al telefono e capisca che sensazioni le arrivino. Se sono positive, allora provi a prendere un primo colloquio così da capire meglio. Qualora poi non gli piacesse può sempre tornare indietro o chiamare un'altra persona.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Salve dottori a volte porgo domande su curiosità e dubbi in forum del genere cerco appunto dei forum di professionisti mi chiedevo quando basti scrivere su forum del genere oppure quando c’è bisogno di un incontro reale ? Spesso dove aver ricevuto risposte alle mie domande comunque mi risolvono il dubbio , ma quando è attendibile ? Grazie per una vostra risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    se le piace confrontarsi con altri, risolvere dubbi e discutere di certi argomenti allora potrebbe avvicinarsi a quei gruppi di persone che danno vita a dibattiti intellettuali ritrovandosi ogni tot in uno spazio comune. La modalità è proprio quella di parlare di diversi argomenti, aprire riflessioni e condividere idee. Se interessato potrebbe dunque cercare la realtà più vicina a lei.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buongiorno sono passati quasi 7 mesi da mio intervento di isterectomia e tolto anche le tube… volevo sapere se è normale non sentire il desiderio e avere paura di avere rapporti? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    si dovrebbe approfondire che tipo di paura sente nell'avere rapporti e se il calo del desiderio corrisponde a quest'ultima operazione effettuata. Solitamente, l'operazione non incide a livello fisico sul desiderio sessuale, ma a livello psicologico potrebbe invece essere elaborata in modo differente. Se la sente di fare qualche colloquio con uno psicologo? Anche solo una chiacchierata potrebbe aiutarla.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
    Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    questa persona deve avere significato qualcosa nella sua vita e ad oggi torna presente attraverso i sogni. Quest'ultimi sono un canale di comunicazione con il nostro inconscio e qualcosa dunque vuole dire. Rifletta che significato ha questa persona per lei, quello che è stato e come è adesso, che valore ha tutto ciò e provi a capire anche in che momento di vita si trova adesso e se c'è qualcosa che la può far pensare. Cerchi i significati dentro di lei.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    quali sono i disturbi della personalità, me ne diagnostico tanti?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    I disturbi di personalità sono diversi e per diagnosticarli serve uno specialista che attraverso colloqui e test standardizzati riesce ad identificare un certo profilo psicologico e quindi nel caso anche dei tratti di personalità che magari possano soddisfare i cluster per diagnosticare un disturbo.
    Cordiali Saluti


    Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    se vuole iniziare a prendere la pillola allora potrebbe rivolgersi ad un ginecologo privato oppure se preferisce al consultorio della sua città. In entrambi i casi, si può recare in totale autonomia non solo per la pescrizione in sè, ma anche per una visita ginecologica. Rispetto al voler condividere tutto ciò con la mamma, non conoscendo che tipo di persona sia, risulta difficile consigliarle un approccio piuttosto che un altro: mi sento di dirle però di parlarle in modo molto spontaneo, condividendo come si sente e quali sono i suoi pensieri. Non serve entrare nel dettaglio della sua relazione con il fidanzato, è più importante parlare di sè e di ciò che sta vivendo: la mamma probabilmente sarà in ascolto perchè interessata a ciò che sua figlia sta condividendo e qualora dovesse esprimere dubbi o perplessità provi ad ascoltarle e a rispondere, ma senza farsi influenzare sulla sua scelta che parla di prevenzione.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buonasera ho 29 anni non ho mai avuto una ragazza 0 relazioni per non essere più vergine sono andato a escort ma da 1 anno a questa parte, fra rabbia e frustrazione sono diventato un diavolo soprattutto verso me stesso mi trovo così per via delle circostanze principalmente, avendo un attività ho 0 tempo libero quindi ho vado a fare il dipendente per avere più tempo libero oppure ci metto una pietra sopra , il tempo che passa è un veleno perché io faccio distinzione tra non avere relazioni momentanee e non averne mai avute e quindi 0 esperienze è ritardo per questo vado in tilt, penso rimarrò inferiore a vita. Grazie a chiunque mi darà un parere.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    dalle righe che scrive traspare della fatica e del malessere. Ha mai pensato che oltre ad un parere potesse davvero giovarle un supporto psicologico? Credo possa esserla utile per sfogare un po' e iniziare a parlare di ciò che la fa stare male. Inoltre, sarebbe un impegno fattibile anche con gli orari di lavoro poichè noi terapeuti siamo abituati.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Domande su Borderline

    Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato su consiglio di una psicologa da cui vado, ma mi sono sentita rispondere che ho bisogno io di curarmi. Mia figlia ha una bimba di due anni e sono molto preoccupata!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    non c'è un modo giusto per dire a sua figlia di intraprendere un percorso, sopratutto diventa difficile consigliarle quando non si sanno le dinamiche famigliari e il funzionamento psicologico della persona stessa. Dunque, ciò che le posso consigliare è di parlare a sua figlia con il cuore in mano: da madre preoccupata per la propria figlia e nipote che cerca un dialogo e non accusa. Una madre pronta a sostenere e supportare e non ad etichettare con un disturbo magari non ancora diagnosticato. Comunicare in modo sincero, non è mai un errore.
    Un saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buonasera dottori, volevo chiedervi un parere/consiglio. Secondo voi è utile fare sedute di psicoterapia con uno psicologo che sta terminando la scuola di specializzazione oppure è meglio rivolgersi a professionisti la cui formazione è già completa?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    gli psicoterapeuti in formazione stanno concludendo un percorso di specializzazione molto lungo ma questo gli permette, dopo un certo anno, di poter lavorare esattamente come uno psicoterapeuta già formato. La grande differenza è che spesso, chi ancora in formazione, è più seguito a livello di supervisioni e a volte anche più aggiornato poichè fresco di studi sulle diverse tecniche. In ogni caso, che sia giovane, in formazione o anziano con esperienza la regola fondamentale è che ci si debba trovare bene con il proprio psicologo poichè ciò che conta è la relazione terapeutica che si instaura. Quindi oltre a scegliere lo psicologo per i suoi studi, non dimentichi il lato umano e il suo valore.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buonasera, 40 enne, Avvocato di Rovigo , sposato con prole, mi sono innamorato di una collega più giovane di quasi 10 anni, appena lasciata dal Suo fidanzato.
    Una volta confessato il mio sentimento, nonostante una scarsa frequentazione precedente, lei ha sminuito tutto, con la classica crisi coniugale, confessando un flirt attuale (non veritiero?).
    Abbiamo deciso però di continuare a frequentarci lavorativamente, siamo andati a cena assieme, ma ogni volta che io mi avvicino a Lei, preoccupandomi di Lei, lei mi allontana o ignora.
    Io cerco di non chiamarla o messeggiarla per vicende personali, per non essere pesante o petulante, però causa lavoro sono piacevolmente contento di condividere del tempo con Lei.
    Alterno poche ore di gioia passate con Lei a giorni che sto male, rimedio, cerco di fare attività fisica, cerco di non seguire i suoi social, di non pensarci, di pensare ai Suoi difetti, alternandolo con sedute Psicologiche, ma niente, e la cosa peggiore è che dall'altra parte ho una famiglia che mi sta perdendo, ed a me la cosa mi pesa, ma non come l'amore non ricambiato.
    Quanto è brutto innamorarsi a 40 anni !

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    da ciò che scrive traspare l'intensità e la confusione di questo momento delicato della sua vita. Le consiglio un supporto psicologico per poter parlare di ciò che le sta accadendo e di ciò che sente, poichè è importante prendersi cura della propria salute (anche mentale e non solo fisica) sia per lei che per i suoi figli per essere un buon genitore presente.
    Saluti
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buongiorno dottori faccio questa domanda perchè in questi giorni mi sta dormentando nel senso quando sento qualche notizia in tv oppure vedo qualcosa sul tavolo ecc... mi passano in mente immagini di farmi del male a me oppure alla gente che ho vicino... questa cosa mi era successo anche l'hanno scorso dopo passata adesso si e ripresentata di nuovo.. in piu sto facendo una cura con il daprxo da 15 anni.. vorrei capire sono solo pensieri o mi devo preoccupare? grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Caro utente,
    riferisca la cosa al suo medico/terapeuta curante poichè è importante monitorare la situazione.
    Saluti
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Buonasera, sono una donna di 40 anni che deve essere operata per rimuovere un fibroma all'utero di 13 cm che non dà sintomi ma date le dimensioni è bene togliere.
    Ebbene: il mio problema è il terrore dell'anestesia totale a cui devo sottopormi. Ho paura di addormentarmi e non svegliarmi più. Il problema non è il fibroma ma la mia paura, ci penso sempre tutti i giorni. Non faccio altro che ripetere: "ho paura, ho paura, ho paura". Il risultato è che mi rovino la vita... Per favore, come posso uscire da questo inferno?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    cosa potrebbe farla stare meglio? Di che tipo di rassicurazione ha bisogno? Provi a rispondere a queste domande, definisca quindi il suo bisogno e provi a soddisfarlo: ad esempio, avere più informazioni su come funziona l'anestesia totale e le possibili complicanze potrebbe aiutarla a capire meglio il processo e rassicurarla? Oppure sapere le percentuali rispetto ai rischi che potrebbe correre? Oppure conoscere chi si occuperà dell'anestesia così da sapere chi è e affidarsi ad una persona conosciuta?
    Provi un po' a trovare ciò che le può essere più utile per stare più tranquilla.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Salve, sono una ragazza di 28 anni e da circa un’annetto soffro di ansia anticipatoria. Ho paura di perdere le persone che amo, prima i miei genitori e ora che convivo e sono incinta il mio compagno. Vivo costantemente con l’ansia, evito di allontanarmi in auto con lui perché ho paura. So di aver bisogno di un supporto psicologico ma attualmente non posso andare e quindi vorrei sapere se esiste qualche modo per lavorare su me stessa

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    anche in vista della nuova nascita potrebbe essere utile un supporto psicologico soprattutto se ne sente il bisogno. Le consiglio dunque di iniziare un percorso, anche online qualora ci fossero problemi a recarsi in un luogo fisico. Se fosse invece una questione economica, ci sono diverse opportunità a differenti prezzi, in alcune città sono presenti anche dei consultorio che offrono colloqui gratuiti terapeutici.
    Un caso saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


    Premetto che non ho nessuna patologia o malattia diagnosticata.
    Il mio problema è che mi sento così inutile, mi sento sola ogni giorno anche se ho le persone intorno, io sono totalmente apatica, penso sempre che tutti in realtà mi odino, sono sempre lì zitta e tranquilla sento di essere una brava persona ma di non essere abbastanza per nessuno,non sento di avere uno scopo nella vita.
    Ogni giorno mi sento sempre più a pezzi, perché mi sento così? Stamattina mi sono detta oggi devo essere positiva con me stessa ma quando sono tornata a casa ho pianto.
    tutti sono felici io non ci riesco, perché non ho niente di bello nella mia vita, ho paura di sentirmi per sempre così

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Claudia Fontanella

    Cara utente,
    da ciò che scrive traspare la grande sofferenza che sente in questo momento...deve essere difficile affrontare tutto questo e sentirsi sola nonostante si sia circondati da persone. La invito a parlarne con qualcuno, perchè questa sofferenza è giusto che abbia uno spazio per venire fuori sia come valvola di sfogo sia come inizio di un percorso.
    Si prenda cura di sè stessa e dia importanza a ciò che sta vivendo: questo è un primo passo per iniziare a stare meglio.
    Un caro saluto
    Dott.ssa Claudia Fontanella


Domande più frequenti

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