Domande del paziente (4)
salve, ho fatto il trapianto renale doppio circa 3 mesi fa'. ho 68 anni. mi hanno fatto un riconfezionmento di retero-cistoanastomosi per evidenza di fissurazione a livello del tratto distale dell'uretere. dovrei fare un intervento con laser per l'IPB tra un mese (4 mese post-trapianto). l'intervento potrebbe causare problemi all'uretere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
no, può essere sottoposto ad intervento per IPB senza problemi di danno all'uretere
Buonasera,
Ho fatto una fistola nuova per dialisi e dopo una settimana si è scoperto che è chiusa al Inizio era trillo adesso una volta al giorno perde sangue dal taglio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
salve. bisogna effettuare una revisione della FAV. altrimenti se non è possibile ripristinare il flusso, conviene rifare una fistola nuova
Buongiorno, mio marito ha 53 anni. Ultima creatinina 1.34, la precedente 1.2. Ha già fatto eco renale e visita nefrologica. L'ecografia non ha evidenziato nulla di patologico. Il nefrologo ha doto solo indicazione di bere molta acqua. Mio marito e normopeso, non eccessivamente muscoloso . Corre 2 volte a settimana . Si alimenta in modo normale.
Potrebbe esserci una predisposizione famgliare o patalogia autoimmune?
Ha una dermatite che semprerebbe essere psoriasi, sta facendo gli accertamenti..potrebbe essere collegato?
A parte il colesterolo un po' alto gli altri valori sono normali. Non prende farmaci . Solo integratore NAC nelle ultime settimane ma la creatinina era già in rialzo da prima. Ultimo gfr 59.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve. Bisogna indagare per quanto riguarda i familiari di suo marito per patologie renali o metaboliche. L'aumento lieve della creatinina dipende anche dal peso di suo marito e dalla massa grassa e magra. Bisogna prediligere una dieta con proteine di origine animali a scapito di una dieta con proteine di origine vegetale come pane e pasta
Buonasera, mio padre è ricoverato da un mese per insufficienza renale acuta, partita come un dolore improvviso alla schiena erroneamente scambiato per un colpo d'aria. Dopo 4-5 giorni dal manifestarsi dei primi dolori e diverse consulenze con il medico che aveva prescritto degli antidolorifici, il secondo giorno di anuria si è ritenuto opportuno andare al PS con conseguente trasferimento in ospedale, dove è stato attaccato, in rianimazione, alla macchina della dialisi continua per diversi cicli di depurazione. La scelta di questo tipo di dialisi delle prime settimane è stata dovuta all'instabilità emodinamica: mio padre si è sottoposto a un intervento di sostituzione dell'aorta ascendente lo scorso luglio, e nell'immediato post intervento c'è stato un inaspettato vasospasmo coronarico che pare abbia "danneggiato" tessuti e valvole, portando a un rimodellamento della geometria del cuore nei mesi successivi, motivo per cui si è sottoposto a un secondo intervento per sostituzione della valvola mitralica e cerchiaggio della valvola tricuspide a dicembre. In quei mesi ha sviluppato una lieve insufficienza renale dovuta al malfunzionamento del cuore, che attualmente ha una frazione di eiezione del 20% circa. Quindi i "benefici" decantati dagli interventi si sono rivelati alquanto vani, e anzi se possibile hanno provocato altre problematiche interconnesse, come scompenso cardiaco ed edema (gestito abbastanza bene con i diuretici), fino a quest'ultima batosta, poiché probabilmente il blocco renale è stato dovuto al cuore che non pompa a sufficienza. Al momento sta facendo dialisi in ospedale 3 volte a settimana (in attesa di rimettersi in forze per la dimissione, poiché non ha una buona mobilità dovuta all'allettamento - è seguito da un fisioterapista). I nefrologi sono concordi nel dire che i reni non riprenderanno (benché in una prima fase la situazione sembrava potersi ripristinare con qualche settimana) e quindi dovrà proseguire la dialisi una volta dimesso. Notizia delle ultime ore è che, dopo una tac con contrasto effettuata ieri, il rene sinistro presenta un tumore di 5 cm. Si è parlato di nefrectomia, ma la possibilità di intervento va valutata con il cardiologo e l'anestesista, perché c'è la possibilità che possa non sopportare l'intervento.
La vera domanda, benché vaga, è: cosa dobbiamo aspettarci dal futuro? Che qualità di vita può avere un cardiopatico in dialisi, se decide di non operarsi? Un ultimo appunto alla fine di tutto questo sfogo: mio padre ha 72 anni, e fino a prima dell'intervento di luglio stava bene e prendeva solo un farmaco per l'ipertensione.
Credo che si sia inanellata una serie di sfortunati eventi. Che ne pensate di questa situazione? Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il problema principale di suo padre è l'insufficienza cardiaca con FE del 20% che a seguito di interventi ha generato anche una grave insufficienza renale per cui l'emodialisi è l'unico rimedio possibile. Non valuterei l'intervento di nefrectomia dato il grado di rischio per la patologia cardiaca di cui è affetto
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