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03/09/2024
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28 recensioni
Ho cercato aiuto psicologico dopo un periodo particolarmente difficile in cui l'ansia e la tristezza mi bloccavano nel fare tutte le attività nella mia vita. Dopo alcune settimane con il dottor bassano ho notato un netto miglioramento, sono riuscita a fare cose che quest'estate per me erano impensabili.
Sono in terapia dal dottor Bassano da circa un anno, ho aspettato a fare la recensione perché gli effetti del percorso devono essere valutati nel tempo. Ritengo sia un professionista molto empatico, ascolta molto e lascia esprimere molto. Con poche domande, spesso aperte, mi rendo conto di tirare fuori tante riflessioni che solo con la mia mente non riesco a razionalizzare veramente. Come approccio non dà "compiti" da svolgere, cerca di indirizzare il meno possibile ma di tirare fuori da me stesso quello che sento; di conseguenza non è lui che dà consigli ma cerca di far sì che sia io a consigliare a me stesso cosa fare e come gestire certe dinamiche del quotidiano.
Sto facendo terapia con il Dr Bassano da qualche mese e, nonostante fossi molto spaventata, mi sono sentita a mio agio fin da subito. Mi sta aiutando a mettere a fuoco i punti su cui desidero lavorare, i meccanismi che fanno parte di me e quali sono le emozioni che li reggono. Da molto spazio alle mie parole, integrandole con spunti precisi che aiutano a riflettere dopo la seduta.
Ho fatto terapia con Davide per un anno e mezzo. Era la mia prima esperienza. Ho iniziato perché non riuscivo a gestire l’ansia legata alla mia libera professione: a 25 anni avevo aperto partita IVA e preso troppi clienti, fino a sentirmi sommerso. Da lì, sensi di colpa e ansia da prestazione.
Col tempo, ho capito che il mio approccio al lavoro rispecchiava il mio modo di vivere le relazioni: paura di deludere, difficoltà a dire “no”, mania della perfezione. Con Davide ho imparato a conoscermi meglio, ho chiuso relazioni tossiche, smesso di fumare e perso 10 kg.
Non fa miracoli: ascolta con empatia, ma il lavoro lo fai tu. Spesso mi lasciava parlare, poi arrivava un suo spunto, mai un consiglio diretto. E alla fine della seduta: "Cosa ti porti via oggi?"
All'inizio sembra una frase di chiusura, poi nei giorni successivi unisci i puntini e capisci qualcosa in più su di te e sul tuo rapporto con il mondo.
Lo consiglio a chiunque voglia iniziare terapia, soprattutto per la prima volta
Mi sono recato dal dottor Davide per affrontare una fase di crisi che non riuscivo a gestire da solo, in poco tempo abbiamo trovato i fattori scatenati e ho potuto affrontare meglio questo periodo di vita. Consiglio vivamente.
Mi sono subito sentito a mio agio, cordiale e comprensivo, con il suo metodo sono riuscito a risolvere alcune delle mie problematiche
Professionale e accogliente, non invasivo aiuta a vedere le cose con un occhio diverso e ad elaborare delle azioni pratiche volte al miglioramento.
Mi ha subito messo a mio agio ha capito il mio problema e i punti cardinali dove lavorare x migliorare il mio essere. Persona attenta e professionale e competente sviscerando tutte le tematiche del caso.
Dr. Davide Bassano
Grazie Stefano, la tua attenzione e sensibilità sono doti preziose per un bel percorso terapeutico. Un saluto grande
Mi ha messo a mio agio sin dall'inizio ed é stato paziente con la mia reticenza. É molto comprensivo ed empatico, ma sa quando é necessario far tornare le cose in riga.
Dr. Davide Bassano
Ciao e grazie della tua recensione! Il tuo impegno nel percorso terapeutico si è appoggiato sulla tua sensibilità, che è una qualità preziosa. Grazie!
Molto disponibile nonostante la mia negligenza negli appuntamenti. Sa dosare le spiegazioni agli esercizi pratici
Dr. Davide Bassano
Grazie della tua recensione, sono contento che il percorso terapeutico ti abbia aiutato. Ciao!
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera ho un figlio di 25 anni che non vive con me ma per cui sono molto preoccupata. Carattere chiuso, deciso e sicuro ma solo in apparenza. Fin da piccolino ermetico, non mi dava modo di entrare nel suo profondo. Io e suo padre separati quando aveva due anni, non ha mai vissuto un vero ambiente familiare. Ho presto notato comportamenti inusuali per la sua età, peggiorati in adolescenza, ho sempre provato con molta attenzione a stabilire un contatto più profondo, ma anche se mi vuol bene non si confida, chiude dicendo che sa lui cosa deve fare.
Gli ho spesso proposto di farsi aiutare se non vuole il mio o di amici, magari con una persona estranea sarebbe più facile, ma si altera e se ne va. Oltre cio che ho compreso da sola nei rari momenti di apertura mi ha fatto capire che non è mai stato felice in vita sua, che anche ora quando è a casa per reazione vorrebbe uscire e quando è in giro con gli amici vorrebbe tornare a casa. Che molto del suo tempo lo passa da solo a casa, girando in auto o fermo nella stessa ad ascoltare musica. Non ha delle vere passioni o interessi, non vedo nulla che lo esalta, eccita o stimola. Inoltre soffre di dipendenze. Slot machine, poker online, scommesse su partite, gratta e vinci e stupefacenti. Lo vedo lottare testardamente contro tutte queste cose ma vince per qualche mese e poi perde o una o l'altra battaglia. So che vorrebbe tanto stare bene ma non si fa avvicinare. Orgoglioso, testardo e anche disilluso non crede in nessuno e vuole farcela da solo. Ho paura, come posso aiutarlo?
Le dipendenze creano uno zoccolo duro di resistenza al cambiamento, che ha bisogno di anni di lavoro per essere ammorbidito. La situazione andrebbe approfondita: le sue amicizie o frequentazioni per lui sono supportive? è mai stato seguito per la dipendenza dal gioco?
Anche il rapporto col padre, sia attuale che passato, sarebbe da capire meglio.
Comunque, per come è stata presentata la situazione, credo che si debba intervenire non solo con la psicoterapia, ma con un approccio integrato che comprenda anche il consulto coi servizi territoriali. Comprendo però che la resistenza a farsi aiutare di suo figlio sia uno scoglio importante e forse ancora non è pronto ad affidarsi. Come suggerito dai colleghi potrebbe lei intraprendere un percorso di terapia con la scopo di farsi aiutare a gestire la relazione con suo figlio.
Un caro saluto
Carissimi allora mi dovete aiutare a capire e gestire questa cosa io non RIESCO A PRENDERE UNA DECISIONE. sono fidanzata col mio ragazzo da 7 anni e pensiamo di andare a convivere. Io non ho una casa di proprietà e vivo con mio padre e mia madre ho un lavoro a 10 minuti di distanza e tutto ciò che mi occorre intorno perché vivo in città quindi mi trovo bene e comoda. Qui sussiste il problema... Il mio ragazzo vive da sempre casa di proprietà in un paesino lontano dal centro a 30 minuti dalla città un paese dove c è poco o nulla in montagna molto isolato ora si è spostato giù per vivere da solo ma con il padre e la madre che abitano sopra di lui .. vorrebbe che andassi a vivere lì perché dice io gia ho una casa perché dobbiamo spendere soldi per affitto o addirittura un mutuo? E non pensa minimamente al mio disagio psichico n 1 la distanza sicuramente dai miei ma ci posso passare .. 30 minuti di macchina in stradine di montagna che di sera non essendo abituata mi spaventano un paese in cui non c è nulla luii dice vabbe ma quanto devi viverlo dobbiamo solo DORMIRCI. io non devo solo dormire io devo vivere in quella casa che penso sia quella che sarà la nostra casa per sempre perché nella convivenza può nascere un bambino ecc quindi sicuramente rimarrà per sempre quella casa... Ma io sono contentissima di vivere con lui ma non mi capisce e io non so cosa fare.....
La decisione di cambiare casa ci mette sempre in contatto con emozioni forti e ambivalenti. E la paura in questi casi può da cauta consigliera diventare soffocante. Quando non ci fidiamo delle nostre capacità, infatti, la paura tende a proteggerci facendoci chiudere e procrastinare; facendoci rifugiare nel non agire e nel non esprimersi, con la credenza che è meglio non fare nulla che sbagliare. Da qui ne consegue la decidofobia: la difficoltà a prendere decisioni o ad intraprendere i passi necessari per arrivare a prenderle.
Per chiarirsi le idee potrebbe chiedere a sé stessa quali sono i suoi bisogni all'interno della coppia, cosa lei vuole dalla relazione e come la coppia può rispondere ai suoi bisogni evolutivi (il figlio ad esempio per lei è importante dove lo crescerà? sia a livello emotivo che di gestione concreta del bambino). Insomma potrebbe soppesare le varie alternative e il valore che lei gli dà.
Ovviamente non è un percorso facile e la decisioni sono in questi casi complesse. Una terapia che possa approfondire e supportarla nel gestire e entrare in contatto con la sua ambivalenza e paura potrebbe essere per lei una guida e un supporto.
La saluto
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