Dott.ssa Claudia Silvaggi

Psicologa · Altro

Lido Di Ostia 1 indirizzo

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Esperienze

Credo profondamente nel potere del cambiamento e nella forza della relazione terapeutica. Nel mio lavoro, guardo alla persona prima dei sintomi o delle difficoltà che porta, valorizzando le risorse individuali e accompagnando con rispetto e autenticità ogni percorso di crescita.

Offro sostegno psicologico, abilitazione e riabilitazione psicologica, con un approccio integrato e flessibile.
Mi occupo in particolare di:
• sostegno alle relazioni e alla comunicazione
• supporto alla genitorialità
• elaborazione del lutto e dei momenti di transizione
• stati d’ansia e attacchi di panico
• promozione del benessere psicologico

Il mio obiettivo è creare uno spazio sicuro e accogliente, in cui sentirsi ascoltati e accompagnati in un percorso di crescita e trasformazione personale.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico

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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    50 €

  • Consulenza LGBTQIA+

    50 €

  • Consulenza psicologica di coppia

    75 €

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350 122...

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia

Viale Vasco de Gama 66, Lido Di Ostia 00121

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  • M

    Lavora con i bambini e le famiglie che necessitano di aiuto guida e supporto, scrupolosa attenta e soprattutto molto empatica dote necessaria per lavorare con i bambini.
    Consiglio la Dottoressa per la sua professionalità, gentilezza e disponibilità.

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    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie mille Marina!


  • S

    Psicologa eccezionale, professionale e molto preparata. I suoi metodi sono davvero efficaci e curati nei minimi dettagli. Riesce a mettere subito a proprio agio e a seguire il percorso con grande competenza ed empatia. Senza dubbio una professionista di altissimo livello. Consigliatissima.

     • Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia Altro  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie mille per la bellissima recensione!


  • A

    Molto cordiale ed accogliente.
    E' stato come parlare con una persona familiare e con la quale ho potuto aprirmi (finalmente).
    Il percorso è ancora lungo ma penso che stiamo andando nella giusta direzione!

     • Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie Alessandro, far sentire accolte le persone è uno degli standard che cerco sempre di raggiungere! Lieta della tua attuale soddisfazione.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sono la mamma di un bimbo di due anni e 4 mesi, che da qualche giorno, appena è in compagnia di altri bambini più piccoli o anche della sua età, reagisce con dei conati di vomito. Li cerca, vuole giocarci ma appena si avvicina ha quella reazione.
Non lo ha mai fatto. È un bambino molto vivace, super socievole con grandi e piccini.
Un mesetto fa o poco più guardando un neonato ha avuto questa reazione, ultimamente rivendendolo ha fatto uguale e adesso lo fa anche con gli altri.
Sempre da un mesetto quando piange molto forte, vomita.
Stessa cosa, se vede dell’acqua uscire da alcuni giochi (lui fa il bagno con alcuni giochini) si fa venire i conati di vomito.
Io ho pensato che collegasse “il liquido” al latte che prima beveva controvoglia e si disgustava.
Adesso però con il latte va meglio. Purtroppo lui è allergico alle plv e quindi il suo latte non è molto buono ne appetibile.
Può essere una cosa passeggera? Del tipo che collega adesso tutti i bambini a quel neonato.
Mi dispiace tanto questa sua reazione e non so come aiutarlo.

Salve, capisco la sua preoccupazione nel vedere una reazione così nuova nel proprio bambino mette inevitabilmente in allarme. A questa età però il corpo è spesso il primo “linguaggio” che i bimbi usano per esprimere emozioni intense o cambiamenti che non sanno ancora raccontare a parole.

Il fatto che cerchi gli altri bambini ma poi reagisca così, e che il vomito compaia anche quando piange forte, potrebbe indicare non tanto un rifiuto, quanto una modalità per segnalare un disagio o per richiamare attenzione e contenimento da parte dell’adulto. Non in senso volontario, ma come risposta automatica.
Spesso queste fasi sono passeggere, soprattutto se accolte con calma, senza enfatizzare troppo l’episodio (che sarebbe un rinforzo positivo di attenzione nei confronti del bambino, quindi portandolo nel tempo a reiterare), ma offrendo e presenza.
Naturalmente è sempre utile parlarne con il pediatra, soprattutto per escludere cause fisiche sottostanti e valutare con il pediatra stesso una valutazione psicologica se il problema dovesse protrarsi nel tempo. Colgo l'occasione per augurarle buone Feste.

Dott.ssa Claudia Silvaggi

Buongiorno, ho bisogno di un consiglio per capire la vera identità di mio padre che sembra passarle tutte lui ,definendosi "santo" .
Da circa 8 mesi la madre di mio padre è deceduta e mio padre si è stabilito a casa di mio nonno ( non dando più un euro a mia madre per le spese avvantaggiato del fatto che non ha guadagno perchè non lavora ) e a casa passa soltanto per avere un caffè. Mia madre ovviamente ne risente perché lui non vuole prendere nemmeno le casse d'acqua mentre per mio nonno ( a cui sta facendo compagnia) si. Ogni volta che gli si chiede qualcosa abbiamo sempre paura di una sua reazione ,va in giro a dire che mia madre è pazza e prova odio per la famiglia di mia madre accusandoli di averlo spinto ad averla sposata. Ho chiesto di accompagnarmi a prendere le casse ma ha chiamato un cliente e preso dalla fretta non siamo andati perché doveva venire e ritenere me e mia sorella colpevoli del fatto che non riesce a fare nulla perché deve accompagnarci con la macchina e che noi due dobbiamo imparare a cavarcela da sole ( non è che nel suo magazzino abbia una clientela fissa perché lo vediamo che vengono anche perché sono anziane senza far nulla ). Cosa posso fare? Grazie per i vostri consigli.

Buongiorno,
da quello che racconta emerge una situazione familiare molto dolorosa e carica di tensione emotiva. È comprensibile che lei sia confusa, arrabbiata e anche spaventata: vivere con la sensazione di dover “stare attente” alle reazioni di un genitore è qualcosa che pesa molto, soprattutto nel tempo.
Più che cercare la “vera identità” di suo padre, che è una domanda naturale ma rischia di farti rimanere intrappolata nel tentativo di capirlo o giustificarlo, potrebbe essere utile spostare l’attenzione su come il suo comportamento impatta su di lei, su sua sorella e su sua madre. Si potrebbe partire dal Condividere apertamente questi vissuti con sua madre e, se possibile, valutate insieme un supporto psicologico: non per “curare” suo padre, ma per aiutare voi a non restare sole dentro questa dinamica.
Infine, una domanda che può aiutarla a fare chiarezza non è “chi è davvero mio padre?”, ma: “Come mi fa sentire il suo comportamento e cosa mi serve per stare meglio?”
Da lì può partire un percorso di maggiore consapevolezza e, nel tempo, di maggiore forza.
Cordiali Saluti.

Dott.ssa Claudia Silvaggi

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