Dott.ssa Claudia Silvaggi

Psicologa · Altro

Lido Di Ostia 1 indirizzo

5 recensioni
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Esperienze

Credo profondamente nel potere del cambiamento e nella forza della relazione terapeutica. Nel mio lavoro, guardo alla persona prima dei sintomi o delle difficoltà che porta, valorizzando le risorse individuali e accompagnando con rispetto e autenticità ogni percorso di crescita.

Offro sostegno psicologico, abilitazione e riabilitazione psicologica, con un approccio integrato e flessibile.
Mi occupo in particolare di:
• sostegno alle relazioni e alla comunicazione
• supporto alla genitorialità
• elaborazione del lutto e dei momenti di transizione
• stati d’ansia e attacchi di panico
• promozione del benessere psicologico

Il mio obiettivo è creare uno spazio sicuro e accogliente, in cui sentirsi ascoltati e accompagnati in un percorso di crescita e trasformazione personale.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico

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Tipologia di visite

Consulenza online

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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    60 €

  • Consulenza psicologica

    60 €

  • Superamento di eventi traumatici

    60 €

  • Sostegno psicologico

    50 € - 60 €

  • Sostegno alla genitorialità

    60 €

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Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia

Viale Vasco de Gama 66, Lido Di Ostia 00121

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

06 8587...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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5 recensioni

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  • U

    Claudia sa metetrti a tuo agio ed è incredibilmente attenta a tutto ciò che dici. Sa ascoltare con pazienza e arrivare dritta al punto delle problematice in maniera chiara e umana. Consigliata anche per chi è alla prima esperienza: non mette fretta e sa rassicurare.

     • Claudia Silvaggi consulenza online  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Sono felice che tu ti stia trovando bene in questo percorso. Grazie!


  • M

    La Dottoressa Silvaggi è una professionista empatica e competente. Nel suo studio mi sono sentito ascoltato e accolto fin dal primo incontro. Il percorso iniziato con lei lo trovo davvero utile e rispettoso dei tempi personali. Grazie davvero Dottoressa!

     • Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie di cuore Marco per le sue parole e per la fiducia.
    Sapere che si è sentito ascoltato e accolto fin dal primo incontro è per me molto importante. Continueremo il percorso con attenzione e rispetto dei suoi tempi. Un caro saluto.


  • M

    Lavora con i bambini e le famiglie che necessitano di aiuto guida e supporto, scrupolosa attenta e soprattutto molto empatica dote necessaria per lavorare con i bambini.
    Consiglio la Dottoressa per la sua professionalità, gentilezza e disponibilità.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie mille Marina!


  • S

    Psicologa eccezionale, professionale e molto preparata. I suoi metodi sono davvero efficaci e curati nei minimi dettagli. Riesce a mettere subito a proprio agio e a seguire il percorso con grande competenza ed empatia. Senza dubbio una professionista di altissimo livello. Consigliatissima.

     • Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia Altro  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie mille per la bellissima recensione!


  • A

    Molto cordiale ed accogliente.
    E' stato come parlare con una persona familiare e con la quale ho potuto aprirmi (finalmente).
    Il percorso è ancora lungo ma penso che stiamo andando nella giusta direzione!

     • Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Claudia Silvaggi

    Grazie Alessandro, far sentire accolte le persone è uno degli standard che cerco sempre di raggiungere! Lieta della tua attuale soddisfazione.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno oggi vorrei parlarvi di una cosa per me molto sensibile.
Sono un ragazzo di 20 anni, sono sempre stato molto sensibile come persona che soffre spesso di sensi di colpa e non é la prima volta che mi fisso su una cosa cosi come quella che vi sto per raccontare. Quando ero piu piccolo penso avessi 16 o 17 anni incuriosito da articoli sui internet durante la masturbazione provai alcune cose tipo l'auto fellatio senza neanche riuscirci o la stimolazione del punto L dall'interno. Sono cose su cui al momento non diedi nessun tipo di peso , ma 1 mesetto fa circa mi é tornato in mente questo chiodo fisso e mi vergogno da morire. Avrei vergogna anche a parlarne con uno psicologo (in passato ci sono gia stato). Non so quanto dovrei dare peso a questa cosa e quanto possa essere considerata "normale" . É una di quelle cose di cui mi vergognerei a parlare con chiunque e cio mi fa sentire non degno di amore e cose cosi. Vorrei poter tornare alla vita normale senza sentire questo peso sulla coscienza ma non so come fare. La visione di me e quella dei miei amici su di me é di una persona molto sensibile e molto romantica ,mi piacie romanticizzare un po tutto. Ma questo ricordo mi allontana da tutto cio e infatti faccio faticare ad avere la visione delle cose che avevo prima. Ho paura che in futuro con una ragazza non mi sentiro accettato finche non avró detto queste cose,che faranno da muro . Ho bisogno di qualche consiglio, grazie in anticipo

Ti ringrazio per la fiducia e per il coraggio con cui hai scritto. Quello che racconti tocca una parte molto sensibile di te, e la vergogna e il senso di colpa che provi oggi non dicono nulla di sbagliato su chi sei.
Le esperienze che descrivi rientrano nell’esplorazione della sessualità adolescenziale e non definiscono il tuo valore, la tua identità o la tua capacità di amare. Ciò che sembra farti soffrire ora non è tanto ciò che è accaduto allora, quanto il modo in cui la tua mente è tornata su quel ricordo, trasformandolo in un pensiero fisso e carico di giudizio.
La paura di non essere accettato e l’idea di dover “confessare” per poterti sentire degno di una relazione sono comprensibili, ma l’intimità non nasce dal mettersi sotto accusa. Una relazione sana non richiede di punirsi per il proprio passato.
Il desiderio di tornare a sentirti leggero e in continuità con la persona che senti di essere è molto importante. Capisco la difficoltà di parlarne, ma questi temi, all'ordine del giorno in terapia, possono essere affrontati in uno spazio psicologico sicuro e senza giudizio. Un percorso potrebbe aiutarti a ridimensionare questo ricordo, lavorare sul senso di colpa e ritrovare uno sguardo più gentile verso di te.
Saluti

Dott.ssa Claudia Silvaggi

Buonasera sono Marisa ho 59 anni e due figlie di 26 e 22 anni. Ho sempre fatto da "tramite" fra la grande ed il padre, che è stile patriarcale,. Questo ad oggi non viene tenuto in considerazione da mia figlia che ha un atteggiamento ostile nei miei riguardi. Ora ha il ragazzo (però non ha detto niente in casa) e vorrebbe fare più i suoi "comodi" (andare tutti i week end fuori) inventando varie scuse con l padre. Ed io x il quieto vivere cerco di reggere la parte. Ma la situazione è molto critica perché ricevo risposte a tono da entrambi. Lui perché do troppa libertà alla figlia e lei non lo so! Il mio problema è che ho soggezione di lei e di suo padre non riesco ad affrontarli x risolvere questa situazione. Mi sento un fallimento. Come posso fare ad uscire da questa situazione?

Buona sera Marisa,
Dalle sue parole si sente quanta fatica stia facendo nel cercare di tenere insieme tutti, facendo da “tramite” tra sua figlia e suo marito. È un ruolo molto impegnativo, e spesso chi sta nel mezzo finisce per sentirsi sotto pressione da entrambe le parti.
Sua figlia ha 26 anni: è una donna adulta, e come tale dovrebbe poter gestire in prima persona le sue scelte e la sua libertà, compreso come organizzare i fine settimana o come comunicare con il padre. Continuare a fare da intermediaria la espone a tensioni che in realtà non le competono del tutto.
Allo stesso tempo, anche suo marito è un adulto con cui sarebbe importante poter aprire un dialogo diretto, senza che lei debba fare da filtro.
Forse il primo passo potrebbe essere proprio questo: uscire gradualmente dal ruolo di “tramite” e provare a dire con calma a entrambi che non vuole più trovarsi nel mezzo. Non si tratta di schierarsi, ma di restituire a ciascuno la propria responsabilità.
Mi colpisce quando scrive di sentirsi un fallimento, il fatto che stia cercando un modo per affrontare la situazione dice invece che tiene molto alla sua famiglia e al clima in casa. Più che un fallimento, sembra una donna stanca di sostenere un peso troppo grande da sola.
Se sente di avere soggezione e difficoltà ad affrontarli, potrebbe essere utile farsi accompagnare da un professionista per lavorare sulla sua sicurezza e sull’assertività, così da trovare un modo più sereno e fermo di esprimere i suoi bisogni.
Uscire da questa situazione è possibile, ma probabilmente passa dal fare un passo indietro dal ruolo di mediatrice e dal costruire un dialogo più diretto e sincero con entrambi.
Cordialmente

Dott.ssa Claudia Silvaggi
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