Chi è il Reumatologo?

Fisioterapia • 2 febbraio 2017 • Commenti:

La reumatologia è per definizione la branca della medicina che studia e tratta le malattie delle articolazioni, del tessuto connettivo, le vasculiti e le patologie autoimmuni.
Deriva dal greco “reuma” che significa flusso, in quanto molte di queste malattie hanno come fattore comune il flusso di un liquido all’interno di un tessuto in seguito ad infiammazione e danno.

Una base comune

Molte di queste malattie sono dovute ad alterazioni del sistema immunitario, responsabile di riconoscere agenti nocivi per il nostro corpo e combatterli. Quando una normale componente del nostro corpo viene attaccata dal nostro sistema immunitario, oppure si scatena una risposta infiammatoria, si ha l’evento iniziale di molte patologie reumatologiche.

La formazione

In Italia un medico specialista in Reumatologia ha svolto sei anni di studio e tirocinio presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, seguiti da altri 5 di formazione clinica per poter acquisire la specializzazione in questa branca.

Problematiche che portano a consultare un reumatologo

Il consulto specialistico è in genere suggerito dal proprio medico di medicina generale (anche noto come medico di base) quando si hanno sintomi articolari come dolore, rigidità, limitazioni del movimento, senza un pregresso trauma che potrebbe indirizzare più verso una visita ortopedica.
Le patologie più comuni in questo senso sono:

  • artrite reumatoide: è un’infiammazione della sinovia, una membrana che riveste l’interno della capsula articolare e contiene il liquido sinoviale, il quale permette un movimento fluido e indolore dell’articolazione. L’articolazione è gonfia e dolente, i movimenti sono limitati e si può perdere la capacità di svolgere le attività quotidiane. Quando la patologia progredisce, si creano attriti ed erosioni che progressivamente limitano la mobilità e creano deformità invalidanti;

  • gotta: chi ha un problema nel metabolismo dell’acido urico può avere accumuli di cristalli di urato all’interno delle articolazioni, che creano un gonfiore e dolore acuto, spesso coinvolgendo l’articolazione dell’alluce, in quanto vanno a depositarsi nelle sedi in cui la temperatura corporea è più bassa, come le estremità.

  • lupus: patologia caratteristica per la “facies” tipica, ovvero il volto del paziente che indirizza subito verso una diagnosi, presentandosi con un rossore a forma di farfalla tra zigomi e naso;

  • osteoartrosi: è una degenerazione della cartilagine articolare trattata non solo dai reumatologi, ma anche dagli ortopedici. La cartilagine si assottiglia e nel tempo determina sfregamento di osso contro osso, con dolore, ridotta mobilità e deformità che impediscono ulteriormente il movimento.

  • vasculiti: malattie piuttosto rare, normalmente sono appannaggio sia del Reumatologo che del Nefrologo, in quanto il rene è uno degli organi più riccamente vascolarizzati del corpo e dove si manifestano molto facilmente le complicanze dei danno ai vasi, tipici di queste malattie.

Un lungo percorso

Generalmente, avendo come base una disregolazione del sistema immunitario, le patologie reumatologiche non sono curabili in maniera definitiva, ma solo trattabili cronicamente con farmaci antidolorifici e antinfiammatori che permettano di migliorare la qualità di vita e prevenire gravi complicanze nel tempo. Per questo motivo, il reumatologo sviluppa un rapporto particolare con i pazienti, che continuerà a visitare con cadenza regolare anche per decenni, ponendo progressivamente sempre più attenzione alla risposta terapeutica e personalizzando il trattamento.

Strutture apposite

Questa necessità controlli continui e frequenti ha fatto nascere dei centri di cura dell’artrite  delle unità che seguono in toto una particolare patologia reumatologica, dagli esami del sangue alle visite con il reumatologo, ai percorsi di fisioterapia. Tali strutture hanno reso possibile una migliore visione unificata di tutti i dettagli e di conseguenza un miglior percorso di cura, evitando al paziente spostamenti, passaggi di consegne e burocrazia, che non solo sono onerosi in termini di tempo, ma influiscono negativamente anche sulla cura e sulla qualità di vita.

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