Chi sono e come lavoro: L'approccio Lacaniano alla Psicoanalisi
Ciao, sono la Dott.ssa Beatrice Di Somma, e voglio parlarti del mio approccio alla psicoanalisi, un metodo che si ispira all'insegnamento di Jacques Lacan. La mia pratica non si limita a un semplice richiamo a un autore del passato, ma rappresenta un modo vivo e dinamico di guardare alla sofferenza umana nel qui e ora.
Mi definisco una psicoanalista "post-lacaniana", perché porto avanti l'eredità di Lacan adattandola ai sintomi e alle complessità del mondo contemporaneo. La sua genialità, infatti, risiede nell'averci fornito degli strumenti concettuali che, ancora oggi, ci permettono di comprendere le nuove dinamiche psichiche, come l'eclissi del desiderio o il dilagare di pratiche compulsive.
Inconscio, linguaggio e sintomo: Un modo nuovo di ascoltare
La psicoanalisi classica, quella di Sigmund Freud, ha scoperto l'inconscio. Lacan, però, ha fatto un passo avanti fondamentale: ha dimostrato che l'inconscio non è un luogo oscuro e misterioso, ma è strutturato come un linguaggio. Questo significa che i nostri sintomi, che siano una contrattura muscolare inspiegabile o un pensiero fisso e ossessivo, non sono altro che il linguaggio dell'inconscio che cerca di esprimersi attraverso metafore.
In questo senso, il sintomo non è un nemico da eliminare, ma una spia, un messaggio prezioso che ci parla di pulsioni, di idee rimosse, di un qualcosa che non trova voce e che si mette "di traverso" alla nostra volontà cosciente. La mia terapia consiste proprio nell'aiutarti a decifrare questo linguaggio, a dare un senso a ciò che ti tormenta, a scoprire il "desiderio" che si cela dietro la tua sofferenza.
La critica all'Io e il coraggio della "divisione"
Lacan ha messo in discussione l'idea che l'Io, la parte cosciente di noi, sia il centro di tutto. Il famoso "cogito ergo sum" di Cartesio, "penso dunque sono", viene smascherato dalla realtà del sintomo. Nessuno di noi coincide mai completamente con ciò che crede di essere. Siamo creature "divise", portatrici di contraddizioni interne che la vita, l'educazione e la società ci spingono spesso a reprimere.
La sofferenza, in quest'ottica, nasce dal rifiuto di questa complessità, dal voler a tutti i costi aderire a un'immagine di noi stessi monolitica e perfetta. L'obiettivo della mia psicoanalisi non è, come sostengono altre correnti, "rinforzare" l'Io o raggiungere una padronanza totale su noi stessi. Al contrario, l'analisi ha successo quando riusciamo ad accettare la nostra contraddizione interna, a fare un'alleanza con la parte più scomoda, scabrosa e vitale di noi stessi. La fine di un'analisi non è la riconquista di una padronanza illusoria, ma l'assunzione di sé stessi con tutte le proprie crepe.
Il desiderio al centro della vita: Una sfida moderna
Nella società di oggi, spesso dominata dall'imperativo del "tutto e subito", il desiderio sembra essersi eclissato. Non si tratta di una sua semplice repressione, ma di una vera e propria cancellazione. La ricerca di una soddisfazione immediata e convulsa, l'abuso di sostanze, le relazioni "usa e getta", la depressione "da comfort" o il panico, sono tutti segnali di una pulsione non incanalata, di un desiderio che non trova più spazio.
Il mio lavoro si concentra proprio su questo: aiutarti a riappropriarti del tuo desiderio, ad ascoltare quella voce che, se trascurata, può diventare una fonte di tormento. L'assunzione del proprio desiderio, infatti, comporta la possibilità dell'errore, del rischio, del "provarci e riprovarci". Ma è proprio in questo che risiede la vita. Non è mai troppo tardi per iniziare, per invertire un destino già segnato e far risorgere la vita dalla "desertificazione dell'ormai".
In molti casi, un percorso di psicoanalisi comincia proprio quando ci si pone la domanda più profonda e radicale: "Ho vissuto davvero la mia vita o il sogno di un Altro?".
"La mia psicoanalisi non ti darà risposte preconfezionate, ma ti accompagnerà a trovare le tue, permettendoti di affrontare con coraggio e autenticità la tua storia".