Esperienze
Benvenuto/a! Sono Asia Fulgenzi e sono una psicologa clinica ad integrazione mente-corpo.
Lavoro con persone che stanno attraversando momenti di difficoltà emotiva, relazionale o di confusione personale. Mi rivolgo in particolare a chi si sente bloccato, disorientato o scollegato da sé, a chi “capisce tutto” ma fatica a tradurre la consapevolezza in un cambiamento concreto nella vita quotidiana.
Il mio è un approccio integrato: unire la mente, il corpo e le emozioni permette di comprendere meglio ciò che accade dentro di noi e di trasformarlo in modo più efficace.
Per questo, accanto alla psicologia tradizionale, utilizzo anche:
Strumenti di consapevolezza corporea,
Regolazione emotiva e mindfulness
Tecniche di presenza e radicamento.
Nelle mie sedute troverai uno spazio accogliente, protetto e non giudicante, in cui poterti esprimere sempre. Al tuo ritmo.
Il mio obiettivo è aiutarti a sciogliere ciò che ti blocca o ti fa male e sviluppare nuove risorse per stare meglio.
Lavoro sempre con obiettivi chiari e concreti, definiti insieme, perché per me è fondamentale accompagnarti verso una maggiore autonomia emotiva e personale:
->il fine ultimo del percorso è che tu possa essere la miglior guida di te stesso con strumenti reali e utilizzabili nella tua vita quotidiana.
Sono qui per accompagnarti in questo viaggio con delicatezza, profondità e umanità.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Stress
- Trauma
- Problemi di coppia
- Autostima
- Disturbi psicosomatici
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Colloquio psicologico
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Via Paolo Paruta 20, Roma 00179
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Recensioni
1 recensione
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S
Sara
La dott.ssa Asia mi ha fatto sentire accolta fin dal primo incontro.
È stata molto sensibile ed empatica. Anche se sono poche sedute mi sta facendo riflettere su aspetti di me che ignoravo.
Grazie!• Consulenza online • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Asia Fulgenzi
Grazie mille Sara!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
vi scrivo perché sto vivendo una fase di forte confusione emotiva legata alla mia relazione di coppia.
Io e il mio compagno veniamo da famiglie molto diverse e abbiamo caratteristiche personali differenti: io sono più impulsiva, ho bisogno di controllo e tendo a esagerare nelle reazioni, mentre lui è più razionale e distante da queste dinamiche. Sono consapevole delle mie difficoltà e negli ultimi mesi ho lavorato molto su me stessa, facendo passi concreti e importanti che anche lui riconosce.
Il problema principale, però, è che lui vive questa nostra incompatibilità con molta paura verso il futuro. Teme che queste differenze possano rendere difficile, un domani, la gestione di un matrimonio, dei figli e della vita familiare. Io invece, pur riconoscendo le differenze, sento di poterle affrontare con consapevolezza e fiducia, credendo che i problemi possano essere superati insieme.
Questa diversa visione che lui mi ha presentato, mi sta facendo pensare che l’amore, da solo, in questo momento non sta bastando e mi trovo divisa tra il desiderio di continuare a crescere insieme e la paura che stiamo andando verso il futuro con passi diversi.
Non ho lucidità nel chiudere questa relazione, ma il fatto stesso che lui mi abbia confidato che si sta portando dietro tanti strascichi di litigate precedenti, mi sta convincendo che forse il sentimento perché io accetto che i problemi ci saranno, lui ha paura che il conflitto distrugga tutto
Buongiorno!
prima di tutto vorrei dirle che il disagio che descrive è profondamente comprensibile.. Quando una relazione entra in una fase in cui amore, paura e visioni diverse del futuro si "intrecciano", è normale sentirsi confusi e poco lucidi.
Leggendo il suo messaggio, non emerge tanto un problema di incompatibilità “oggettiva”, quanto una diversa modalità interna di stare nel conflitto. Spesso il vero nodo non è se si litiga, ma come ciascun partner dà significato al conflitto.
Per lei il conflitto appare come qualcosa di faticoso ma attraversabile, parte della crescita e della costruzione del legame. Per il suo compagno, invece, sembra rappresentare qualcosa di potenzialmente distruttivo, che lascia ferite (“strascichi”) e alimenta il dubbio sulla possibilità di costruire un futuro stabile. Questa diversa lettura del conflitto può generare una sensazione di disallineamento che viene facilmente vissuta come “incompatibilità”. Ma non è detto.
In questi casi, può essere utile chiedersi se l’incompatibilità che si percepisce sia strutturale o derivata dalla paura. Un criterio importante è questo:
se immaginando una gestione più condivisa e sicura del conflitto, il dubbio sul futuro si attenua, allora probabilmente il problema riguarda il come si affrontano le difficoltà, più che il "chi siete". Se invece, anche al netto del conflitto, resta la sensazione di andare verso direzioni di vita diverse e nature diverse, allora si può parlare di un’incompatibilità più profonda.
Forse, prima di arrivare a una decisione definitiva, potrebbe essere utile provare a entrare maggiormente nel mondo emotivo l’uno dell’altro, per capire cosa accade davvero dentro entrambi e in particolare dentro di lui in questo momento, visto che sembra attraversato da molta paura.
Può essere utile chiedervi, insieme:
– cosa proviamo davvero durante i litigi?
– cosa temiamo che il conflitto significhi per il nostro legame?
– di cosa avremmo bisogno, ciascuno, per sentirci più al sicuro nel futuro?
A volte la chiarezza non nasce subito dal prendere una decisione, ma darsi tempo di di distinguere ciò che è una paura che chiede ascolto da ciò che è una reale divergenza di direzione. Un abbraccio!
Gentili dottori,soffro da anni e anni di ansia e attacchi di panico anche se ultimamente non avevo più questi problemi,dopo un percorso psicologico. Giovedì scorso però mi è successo mentre facevo pulizie a casa (convivo da luglio ormai),improvvisamente mi sento male(attacco di panico) e chiamo mio cognato che era l'unico che c'era,mi alza le gambe e dopo chiama il mio compagno. Da quel giorno sempre ansiosa e paura di sentirmi male. Il venerdì avevo l'ansia a palla anche perché dovevo partire e nonostante ho superato la paura dell'aereo sto sempre in ansia. A bucarest sono stata abbastanza bene ma ho avuto periodi in cui non respiravo però pensando ad altro mi passava. Non so cosa abbia causato quest'ansia forte o il viaggio,il cane,lasciare casa pulita,lavori anche se 4 ore al giorno(assisto la nonna deli mio compagno e faccio servizi in casa a mia zia che ha bisogno),forse un pò di stress mi ha provocato tutto questo perché ho dovuto fare la valigia per tutti (papà,sorella,cognato,me e compagno) 1 valigia in 5... ieri nuovamente attacco di panico,viene mia madre e mi aiuta....questi due giorni o tre sto male non mi sento nel mio corpo,mi sento strana,ho sbandamento e giramenti di testa,faccio i servizi con ansia e vado via da mia suocera o dai miei nonni. Non voglio stare a casa forse perché mi fisso che mi succede dinuovo? Ho avuto un periodo brutto,i miei genitori a novembre si sono divorziati,forse è tutto collegato? Insomma ho al testa ovattata,sbando,mi girano la testa e gli occhi,cerco di stare sempre straiata anche se mi gira lo stesso,sto prendendo le tisane ma mi calmano poco,non respiro bene e non sento estranea a questo mondo come se non fossi qui realmente. Mi sento strana come se le cose non le faccio realmente. Come se stessi sognando o in un altra dimensione. Scusate lo sfogo spero mi aiuterete a tranquillizzarmi. Grazie e saluti
Buongiorno!
prima di tutto voglio dirle che capisco che quello che sta vivendo possa essere spaventoso, ma non è pericoloso né “strano”. Tuttavia è fisiologico averne paura..
Lei ha già avuto in passato ansia e attacchi di panico, e questo significa una cosa importante: il suo corpo conosce già questo tipo di reazione. Anche dopo periodi in cui si sta meglio, in momenti di forte stress può riattivarsi. Negli ultimi mesi ha tenuto insieme tante cose: convivenza, responsabilità familiari, lavoro di cura, un viaggio, la separazione dei suoi genitori. Tutto questo, anche se lei pensa di reggerlo, pesa da un punto di vista psicologico.
I sintomi che descrive ( sentirsi ovattata, giramenti, sentirsi “strana”, come in un sogno o fuori dal corpo) sono tipici dell’ansia intensa. Quella sensazione di irrealtà è una risposta di protezione del sistema nervoso: è molto fastidiosa e puo' essere spaventosa ma non è pericolosa e passa.
Spesso dopo un primo attacco nasce la paura che torni, e questa paura mantiene l’ansia alta. È un circolo vizioso che fa sentire sempre in allerta.
La cosa importante da ricordare è questa: non sta perdendo il controllo e non sta tornando “al punto di partenza”. Sta attraversando un momento difficile, e il suo corpo sta chiedendo una pausa e più sostegno..
Se può, si conceda di riparlare con uno psicologo, anche solo per rimettere a fuoco strumenti che già conosce. E quando l’ansia sale, provi a concentrarsi sul respiro e toccarsi (punzecchiarsi una mano, muoversi) cosi da tornare nel corpo. L'ansia è uno stato transitorio, provi a lasciarsi attraversare. Per qualsiasi cosa, sono a sua disposizione. Un abbraccio!
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