Piazza Pontelandolfo, 9, Piano 2 - interno 6, Vicenza 36100
presso studio: SiEvolve
Leggi di più17/09/2026
Sono Roberto Barbieri, psicologo a orientamento strategico. Lavoro con adulti e adolescenti che stanno attraversando difficoltà legate ad ansia, stress, relazioni, momenti di blocco, dipendenze o comportamenti ripetitivi.
Nel colloquio non mi limito ad ascoltare il problema: cerco con la persona di capire come funziona oggi, cosa lo mantiene e quali tentativi di soluzione finiscono, a volte, per alimentarlo. Da qui costruiamo obiettivi concreti e un percorso adattato alla situazione specifica.
Mi occupo anche di psicologia applicata allo sport e alla prestazione, con percorsi rivolti a giovani atleti e adulti per lavorare su ansia da prestazione, pressione, fiducia, gestione dell'errore e continuità mentale in allenamento e gara.
Il primo incontro serve a mettere a fuoco la richiesta, comprendere il contesto e valutare insieme su cosa lavorare. Ricevo in presenza in diverse sedi tra Vicenza e provincia e anche online.
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13 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Il dottor Barbieri è un professionista preparato ed una persona attenta ed empatica. Sa leggere i vissuti personali, cogliere i nuclei problematici e fornire indicazioni concrete. Con il suo supporto sto prendendo maggiore consapevolezza delle mie modalità relazionali. Lo consiglio vivamente.
Dott. Roberto Barbieri
Grazie di cuore per le sue parole. Mi fa molto piacere sapere che si sia sentito accolto, compreso e accompagnato in modo concreto. La consapevolezza che sta maturando nasce anche dalla disponibilità con cui sta guardando a sé stesso e alle proprie relazioni. È un percorso che stiamo costruendo insieme, passo dopo passo.
Un caro saluto.
Dopo aver cambiato vari psicologi dovuto ad esperienze negative il Sig Barieri è quello con cui mi sono trovato decisamente meglio, entrando subito in sintonia con I miei problemi e accompagnandomi in ragionamenti che mi hanno aiutato molto. Sempre disponibile anche per messaggio in qualsiasi momento se ne abbia bisogno.
Dott. Roberto Barbieri
La ringrazio sinceramente per queste parole e per la fiducia che mi ha accordato. Sapere che si è sentito accolto, compreso e accompagnato in modo utile nel suo percorso è per me motivo di grande soddisfazione. La sintonia e la collaborazione che si costruiscono nel lavoro psicologico sono aspetti fondamentali, e sono lieto che abbia trovato uno spazio in cui sentirsi a proprio agio. Grazie ancora per aver condiviso la sua esperienza.
Mi ha messa subito a mio agio, mi sono sentita capita e ascoltata
Dott. Roberto Barbieri
La ringrazio molto per le sue parole. Sapere che si è sentita accolta, capita e ascoltata è per me un aspetto importante del lavoro terapeutico. Un caro saluto.
Grazie al dott.Roberto sono riuscita a chiarire la mia situazione attuale di vita, elaborando le esperienze vissute ed esaminando con occhi diversi con profonda chiarezza e profonda calma interiore. Ringrazio il dottore per quanto risultato ottenuto in breve tempo e per quanto rimarrà' una esperienza di aiuto che ha dato una svolta importante . Grazie di cuore
Dott. Roberto Barbieri
La ringrazio sinceramente per queste parole. Sapere che il percorso le abbia permesso di guardare la sua situazione con maggiore chiarezza e calma interiore è per me molto significativo. Ogni cambiamento importante nasce anche dal coraggio di fermarsi, rimettere ordine e dare un nuovo senso a ciò che si è vissuto. Sono lieto che questo lavoro sia stato per lei un aiuto concreto e una svolta importante. Le auguro di custodire quanto emerso e di continuare a farlo crescere nel tempo.
Dottore molto diretto e professionale mi a dato fiducia
Dott. Roberto Barbieri
La ringrazio davvero per queste parole.
La fiducia, quando arriva dopo tanta fatica, non è mai una cosa piccola. Sono contento se il nostro incontro le ha permesso di ritrovare una direzione e un punto da cui ripartire.
Le auguro di continuare a camminare con la stessa forza che ha già dimostrato.
Un caro saluto.
Senplicemente una persona meravigliosa. Spero di poter continuare un percorso assieme a lui. È stato umano, d’impatto, mi ha fatta sentire a mio agio e bene.
Dott. Roberto Barbieri
Grazie di cuore per queste parole. Sono contento che si sia sentita accolta e a suo agio: per me è un aspetto fondamentale del lavoro psicologico. Sarò lieto di accompagnarla nel percorso, passo dopo passo, con attenzione e rispetto.
Mi sono trovata molto bene fin dal primo incontro. È una persona estremamente empatica, professionale e capace di mettere a proprio agio senza mai far sentire giudicati. Mi ha aiutato a comprendere meglio alcune dinamiche personali e a gestire momenti di forte ansia e stress con strumenti concreti. Consiglio assolutamente a chi cerca un professionista serio, umano e disponibile all’ascolto.
Dott. Roberto Barbieri
Grazie di cuore per le sue parole. Sono contento che si sia sentita accolta e non giudicata: per me è un aspetto fondamentale del lavoro psicologico. Sapere che il percorso le sia stato utile per comprendere meglio alcune dinamiche personali e affrontare ansia e stress con strumenti concreti è davvero prezioso. Le auguro di continuare a portare con sé quanto costruito nel percorso.
Un caro saluto.
Dottore molto competente ed empatico, ti da la spinta giusta facendoti sentire a tuo agio. Mi sto trovando bene.
Dott. Roberto Barbieri
La ringrazio per le sue parole. Sapere che si sta trovando bene e che nel percorso si sente a suo agio per me è molto importante. Cerco di offrire uno spazio accogliente e utile, in cui la persona possa sentirsi ascoltata e accompagnata nel cambiamento. Grazie per la fiducia.
Mi sono trovata molto bene! Professionale, attento e capace di mettere subito a proprio agio.
Dott. Roberto Barbieri
Grazie per le sue parole. Sono lieto che si sia trovata bene e che abbia percepito attenzione, professionalità e un clima accogliente. Per me è importante offrire uno spazio in cui la persona possa sentirsi ascoltata e a proprio agio fin dal primo incontro.
Consiglio vivamente il Dott. Roberto Barbieri . È un professionista dotato di una rara capacità di ascolto e di una sensibilità profonda. In diverse occasioni, le sue parole e le sue riflessioni mi hanno aiutato a fare chiarezza in momenti di incertezza, offrendomi una prospettiva equilibrata e rassicurante. Una guida preziosa per chiunque cerchi non solo competenza, ma anche vera empatia.
Dott. Roberto Barbieri
La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sapere che i miei interventi le siano stati utili nei momenti di incertezza e che abbia percepito ascolto, equilibrio ed empatia è per me molto importante. Cerco di offrire uno spazio di confronto serio, accogliente e rispettoso, in cui la persona possa sentirsi sostenuta nel fare maggiore chiarezza dentro ciò che sta vivendo.
ha risposto a 382 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dottori, volevo chiedere un consiglio. Sono sempre stata una persona timida e riservata.
Buongiorno dottori, volevo chiedere un consiglio. Sono sempre stata una persona timida e riservata. Ho incontrato un uomo di cui mi sono innamorata poi, per il fatto che lui non si confidava con me e per il fatto che non voleva confrontarsi con me riguardo al suo progetto precostituito su me, io l’ho lasciato. Ho passato un brutto periodo e lui non ha mai smesso di scrivermi. Io cercavo di tenere i miei spazi e limiti. Ho fatto un percorso psicologico per riprendere coscienza di me e di chi sono con limiti e pregi e desideri e man mano ho preso fiducia in me. Ho ripetuto più volte al mio ex di lasciarmi stare, ma lui insiste che ha imparato a confrontarsi ed esprimersi. Io non ho permesso incontri ma solo mail. Via mail non si è mai confidato se non per dirmi qualche sparuto esempio di confidenza. Ora, io non mi fido di lui e ho paura di essere ricattabile e di tornare a stare male, perché mi sentivo e mi sento ingabbiata nel suo progetto. Mi vuole donare tutto di sé, ma di fatto non mi accoglie e non mi dà fiducia. Inoltre nel percorso psicologico ho imparato a conoscere cosa mi fa stare bene e questo, nello stare con lui, scomparirebbe. Quindi devo assolutamente chiudere con lui. Ho provato a dirglielo ma lui non ne vuole sapere e insiste a dire che ha imparato a confidarsi e vuole mostrarmelo. Cosa posso fare? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei non deve convincerlo che la relazione non può funzionare, né dimostrare che lui non sia davvero cambiato. Per chiudere una relazione è sufficiente che uno dei due non voglia continuarla. Il suo “no” non è una proposta da discutere fino a quando lui troverà l’argomento giusto.
Da quanto scrive, lei ha già spiegato più volte la propria decisione. Continuare a rispondere alle sue mail, anche per ribadire il rifiuto, rischia però di mantenere aperto proprio lo scambio che desidera interrompere. Potrebbe inviargli un ultimo messaggio breve e non negoziabile:
“Ho deciso di non riprendere la nostra relazione e non desidero incontri, dimostrazioni o ulteriori spiegazioni. Ti chiedo di non contattarmi più, né direttamente né attraverso altre persone. Non risponderò ad altri messaggi.”
Dopo averlo inviato, eviti nuove spiegazioni e non entri nel merito delle promesse che lui farà. Bloccare i contatti non è una punizione: è rendere concreto un limite già comunicato. Conservi comunque le mail e gli eventuali messaggi, informi una persona fidata e non accetti incontri da sola soltanto per “chiarire definitivamente”. Anche la Polizia di Stato, nelle indicazioni rivolte a chi subisce contatti persecutori, consiglia di non alimentare lo scambio e di informare le persone vicine.
Non posso stabilire da una domanda se il comportamento configuri atti persecutori. Tuttavia, se i contatti continuassero nonostante una richiesta esplicita di cessare, se lui si presentasse nei luoghi che frequenta, la minacciasse o le provocasse paura e cambiamenti nelle abitudini, sarebbe opportuno chiedere subito un consiglio qualificato. Il 1522 è il servizio pubblico antiviolenza e antistalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, contattabile anche tramite chat. In una situazione di pericolo immediato chiami il 112.
Il percorso psicologico sembra averla aiutata a riconoscere ciò che le fa bene e ciò che la fa sentire ingabbiata. Ora il passaggio difficile non è capire ancora meglio la relazione, ma tollerare il disagio di mantenere una decisione anche quando l’altro non la accetta. Può dispiacerle che lui soffra senza assumersi il compito di convincerlo o rassicurarlo.
Un caro saluto.
5 Come sto? La mia situazione attuale è quella di dover utilizzare, spesso e volentieri, una sedia a
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Come sto?
La mia situazione attuale è quella di dover utilizzare, spesso e volentieri, una sedia a rotelle (anche se ancora zampetto col deambulatore).
Non vivo la sedia a rotelle come un freno, una condanna o una tortura, la vivo come una via per vivere sereno, senza stress e con indipendenza.
La SM è una tegola che mi è caduta in testa e nessuno ci può fare nulla ma, nonostante la malattia, la consapevolezza, il disagio e il dispiacere, di non avere il corpo che mi rappresenta: non è scomparsa (questo voleva essere il parallelo con l'incongruenza di genere, solo la sensazione di distanza da me stesso e la sofferenza).
Non avere il peso che desidero (parlo di poco di più) a causa della SM, è ciò che mi ha spinto a scrivervi.
La domanda sta tutta qui: come faccio a essere più sereno con una condizione come la mia?
Grazie a chi vorrà rispondermi :)
PS chiedo scusa, ma amo scrivere e, quando racconto qualcosa, mi piace farlo con tutti i crismi eheheheh
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La sedia a rotelle, da come la descrive, non sembra essere il problema principale: è diventata uno strumento che le consente di conservare autonomia, energia e serenità. Il nodo più doloroso sembra invece la distanza tra il corpo che sente di avere e quello nel quale si riconoscerebbe maggiormente.
Per stare più sereno non è necessario obbligarsi ad “accettare tutto” o convincersi che la perdita non conti. Può essere più utile imparare a distinguere tre aspetti: ciò che la malattia le ha tolto, ciò che gli ausili le permettono ancora di fare e ciò che, nonostante tutto, continua a rappresentarla come persona. Quando questi tre piani si confondono, il corpo rischia di diventare l’unica misura della propria identità.
Potrebbe provare, per una settimana, a concludere ogni giornata con tre brevi frasi:
“Oggi la SM mi ha imposto…”
“Oggi, grazie a una scelta o a un aiuto, ho potuto…”
“Oggi mi sono sentito me stesso quando…”
Non serve a negare il dispiacere, ma a evitare che la malattia occupi tutto lo spazio disponibile.
Anche il desiderio di avere un peso leggermente diverso merita di essere ascoltato, senza però trasformarlo nell’unica condizione necessaria per sentirsi rappresentato dal proprio corpo. Sarebbe utile distinguere, insieme al neurologo o a un professionista della nutrizione che conosca la SM, ciò che è concretamente modificabile da ciò che richiede un diverso adattamento.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non tanto ad amare ciò che le è accaduto, quanto a elaborare le perdite e a costruire un rapporto più abitabile con il corpo attuale. La serenità, in questo caso, potrebbe non coincidere con l’assenza di dispiacere, ma con la possibilità che quel dispiacere non decida ogni giorno chi è e cosa può ancora vivere.
Mi chiederei soprattutto: in quali momenti sente più forte che il suo corpo non la rappresenta, e che cosa teme che questa distanza dica di lei?
Un caro saluto.
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