Esperienze

Sono psicologa e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico lacaniano, ricevo adulti e adolescenti presso il mio studio a Livorno e a Firenze , accolgo domande di colloqui on line. Mi occupo di disturbi alimentari, disturbi dell'umore, dipendenze, disturbi d'ansia, disagio adolescenziale, il mio approccio metodologico mi orienta a ricevere la domanda di ogni persona nella sua singolarità e specificità, tracciando la via più adatta a quella persona per il percorso di cura. Esercito la professione da circa 10 anni. Ho partecipato in qualità di relatrice a 1 convegno nazionale e 2 congressi europei di psicoanalisi e sono autrice di diverse pubblicazioni. Ho lavorato presso l'Asl nord ovest Toscana. Attualmente svolgo la libera professione in studio privato. Per saperne di più visita il mio sito www.veronicarinaldo.com.
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Veronica Rinaldo

Via di Franco 9, Livorno 57123

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ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buon giorno a tutti! :-)
Ho deciso di scrivervi perché da un paio di anni, ho la tendenza a lasciare tutto aperto: cassetti, mobiletti di bagno/cucina, armadi, tutto e senza rendermene conto!
Me ne sono accorta perché mia madre e mia nonna me l'hanno fatto notare parecchie volte e di recente si è aggiunto anche mio padre. Può essere legato a qualcosa del mio inconscio che tenta disperatamente di fare capolino? Volevo chiedervi a cosa potrebbe essere agganciato simbolicamente..
Ogni tanto, di sera, mi capita di prepararmi una tisana prima di andare a dormire... Appena finisco la tisana, alzo gli occhi e lo spettacolo è sempre lo stesso: tutti gli armadi aperti! Non riesco a controllare questa cosa... Assurdo! Che dire?
Spero in una vostra risposta e vi auguro una buona giornata...

Lasciare aperto qualcosa, che però resta fermo nell'armadio! Forse è arrivato il tempo di iniziare a parlarne a un'analista, il suo interrogativo è già nella direzione giusta. Sul significato di ciò che le dice il suo inconscio, in merito a questioni sue senz'altro più ampie, di cui l'atto mancato (le ante aperte) ne è un segno, un rappresentante, può saperne qualcosa solo parlando in seduta, sempre che ne voglia davvero sapere! Che aspetta ancora?
Un caro saluto,
Dr.ssa Veronica Rinaldo, Psicoterapeuta a indirizzo psicoanalitico,Firenze.

Dott.ssa Veronica Rinaldo

Buongiorno,

è da qualche mese che ho iniziato un percorso di psicoterapia perchè ero veramente stanco di sentirmi male con me stesso e di vedere tutte le giornate grigie ed uguali, senza uno scopo. Durante le sedute sono usciti diversi aspetti principali come ansia, insicurezze ecc.

Sono passati sei mesi circa da quando ho iniziato, dopo quattro mesi mi sembrava di star ingranando. Ho sempre seguito i 'compiti' che il mio psicologo mi dava, capitava di pensare spesso alle questioni che uscivano durante le sedute. Insomma mi sembrava di sentire almeno un'aria di cambiamento. Da due mesi circa mi sembra di essere tornato indietro, quasi come quando avevo iniziato... io mi sono approcciato a questo percorso senza saperne molto, però spesso durante le sedute affrontiamo le questioni riguardanti sogni ecc. solo che non mi viene mai spiegato quasi nulla. Difficilmente il mio terapeuta mi dice qualcosa, ho capito bene che questo è parte del gioco e che devo essere io a trovare le risposte però in questa situazione di regressione trovo davvero frustrante la cosa. Non capisco cosa devo fare e come devo pormi, sto arrivando a pensare che sia quasi tutto inutile a risolvere i miei problemi. All'inizio questo fatto di non avere feedback pensavo fosse parte del fatto che lui dovesse conoscermi però dopo tutto questo tempo ancora ad affrontare le cose che racconto del mio passato, sogni ecc. buttandole lì senza avere un feedback e poi passare avanti mi sta un po' stancando. Soprattutto la questione che mi sembra di risentirmi come all'inizio senza vedere una possibilità mi preoccupa abbastanza anche perchè per la mia situazione attuale questa della psicoterapia è parecchio costosa.

Quest'ultimo tema del sentirmi regredire è stato affrontato durante le ultime sedute ma non mi pare di aver ricevuto risposte in merito. Magari me le sono perse io.

Volevo avere quindi un parere da altri esperti sulla questione e se sia tutto normale, mollare dopo un periodo che, anche se non lungo, però comunque mi sembra abbastanza significativo mi sembra un peccato. Però anche continuare così mi sta dando molta frustrazione.

Grazie per le risposte.

Buongiorno, non è semplice "avanzare" in un percorso di psicoterapia ed è abbastanza diffuso il fatto di aspettarsi, ad un certo punto, dei risultati in progressione costante. Regredire in un alcuni momenti, in concomitanza di alcune questioni che emergono, fa parte del percorso. Come dice lei sarebbe un peccato cedere dopo aver iniziato.. chiaramente è lei a decidere fino a che punto le è sostenibile. Porre la questione in modo chiaro al suo psicoterapeuta forse potrebbe aiutarla.

Resto a disposizione,

Un caro saluto,
Dott.ssa Veronica Rinaldo

Dott.ssa Veronica Rinaldo
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