Esperienze
Sono una nutrizionista con 6 anni di esperienza in nutrizione clinica, maturata attraverso l’attività ambulatoriale e il lavoro a stretto contatto con pazienti di diverse fasce d’età e condizioni cliniche.
Il mio approccio si basa su una valutazione personalizzata, sull’educazione alimentare e sull’integrazione della nutrizione come strumento di prevenzione e supporto terapeutico.
Mi occupo di elaborare piani alimentari personalizzati, fondati sulle evidenze scientifiche e adattati allo stile di vita, alle esigenze e agli obiettivi della persona, con particolare attenzione alla sostenibilità nel tempo.
Nel corso della mia attività ho maturato esperienza nel supporto nutrizionale per le seguenti condizioni:
sovrappeso e obesità
sindrome metabolica ed insulino-resistenza
iperuricemia e gotta
diabete mellito (tipo 1, tipo 2 e diabete gestazionale)
dislipidemie (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia)
ipertensione arteriosa
disturbi gastrointestinali (colon irritabile, gastrite, reflusso gastroesofageo)
celiachia
intolleranze alimentari e sensibilità al glutine non celiaca
patologie tiroidee (ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite di Hashimoto)
sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
osteoporosi e salute dell’osso
supporto nutrizionale per la fertilità femminile e maschile
integrazione nutrizionale personalizzata
supporto nutrizionale in condizioni di stress, affaticamento e alterazioni dello stile di vita
Il mio obiettivo accompagnare le persone a costruire un rapporto più sano e consapevole con il cibo e con se stesse, attraverso un percorso condiviso, umano e scientificamente fondato, sempre nel rispetto delle esigenze individuali e del benessere globale della persona.
Nel mio percorso di formazione e nella pratica professionale ho compreso che la nutrizione non può essere ridotta a numeri, schemi o protocolli standardizzati: prendersi cura di una persona significa prima di tutto ascoltarla, comprenderla e costruire con lei un rapporto basato su fiducia, empatia e rispetto. Credo infatti fermamente che la vera professionalità nasca dall’unione tra solide competenze scientifiche e una profonda attenzione alla dimensione umana: ogni percorso nutrizionale efficace passa attraverso il dialogo, l’accoglienza e la capacità di considerare la persona nella sua globalità, non solo nei suoi bisogni fisiologici ma anche emotivi e relazionali.
Per questo negli anni ho scelto di investire costantemente nella mia crescita personale e professionale, affiancando alla formazione tecnico-scientifica percorsi come il Coaching Nutrizionale, l’Empowerment Professionale e la Mindful Eating. Questi strumenti mi permettono di accompagnare chi si rivolge a me in modo consapevole e personalizzato.
Il confronto con colleghi e mentori di grande valore ha contribuito a definire un metodo di lavoro fondato su etica, ascolto e centralità della persona.
Negli ultimi anni ho inoltre approfondito l’ambito della nutraceutica, così da poter offrire, a chi lo desidera, percorsi nutrizionali ancora più completi e integrati, sempre nel rispetto delle esigenze individuali e del benessere globale.
Aree di competenza principali:
- Scienze dell’alimentazione
- Nutrizione clinica
Principali patologie trattate
- Malattie metaboliche
- Diabete
- Esofagite da reflusso
- Osteoporosi
- Colon irritabile
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Recensioni
1 recensione
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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S
S.F.
Dottoressa molto precisa e scrupolosa, percorso davvero efficace e soprattutto empatica e propensa ad ascoltare
• IGEA Medical Center • educazione alimentare •
Dott.ssa Veronica Grifoni
Grazie mille! Molto gentile!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno: mi hanno detto di evitare i semi dei pomodori perché la lectina può influire negativamente, e così le melanzane ricche di ossalati, i frutti rossi tranne le ciliegie, le verdure a foglia scura (bietole, spinaci, verze) i cavolfiori, gli asparagi (cui devo la mia prima crisi di gotta) e i broccoli. Resta pochino: insalate chiare e carote crude (cotte pare abbiano un alto contenuto di zuccheri). Vorrei buttarmi sulla soia: tofu, tempeh, ma ho il dubbio: non sono ossalati anche quelli? Mi hanno invece raccomandato 5 noci al giorno. Nessun'altra frutta secca. Grazie della risposta
Buongiorno! Capisco le incertezze e provo a chiarirle punto per punto, distinguendo ciò che è realmente rilevante per la gotta da ciò che spesso viene escluso per eccesso di prudenza.
1. Lectine e semi del pomodoro
Ad oggi non ci sono evidenze solide che le lectine dei pomodori (né tantomeno dei loro semi) peggiorino la gotta. I pomodori non sono ricchi di purine, non aumentano l’acido urico in modo significativo e, nella maggior parte dei pazienti, possono essere consumati senza problemi.
2. Ossalati (contenuti soprattutto negli spinaci) + asparagi, cavolfiori e broccoli (più ricchi in purine)
Sono rilevanti sia per chi soffre di calcolosi renale da ossalato di calcio che per la gotta, poiché potrebbero imitare l'eliminazione dei componenti purinici responsabili di iperuricemia e gotta. Consiglio quindi la limitazione ad eventi occasionali in fase remissiva e l'eliminazione in fase acuta.
3. Frutti rossi e ciliegie
Le ciliegie sono effettivamente protettive sulla gotta (riduzione delle crisi documentata), ma questo non rende gli altri frutti rossi “pericolosi”. Fragole, mirtilli e lamponi hanno un contenuto di zuccheri moderato e non sono associati a un aumento significativo dell’acido urico.
4. Soia, tofu e tempeh
Ottima domanda.
La soia contiene purine, ma anche in questo caso si tratta di purine vegetali, che gli studi mostrano essere meglio tollerate nella maggior parte dei pazienti con gotta. Hanno un impatto minimo sull’uricemia, sono una buona fonte proteica alternativa alla carne e non sono un problema rilevante per gli ossalati nella quantità normalmente consumata. In buona sostanza tofu e tempeh possono essere inseriti, soprattutto se servono a ridurre proteine animali più problematiche.
5. Frutta secca e noci
La raccomandazione di 5 noci al giorno è sensata: basso contenuto di purine --> effetto antinfiammatorio, beneficio cardiovascolare. Anche mandorle e nocciole, in quantità moderate, non sono generalmente controindicate, a meno di specifiche indicazioni personali.
Nella gotta il vero focus dovrebbe restare su:
- riduzione di bevande alcoliche
- limitazione di carni rosse, frattaglie, selvaggina, acciughe, sardine
- attenzione agli zuccheri semplici e al fruttosio
- buona idratazione e regolarità dei pasti
Una dieta troppo restrittiva sulle verdure rischia di essere inutile e controproducente.
Ovviamente tutto va rimodellato in base alle esigenze personali, all'anamnesi dello specialista e alla fase remissiva o attiva.
Buongiorno vorrei sapere come sospendere il Saxenda dopo tre mesi di utilizzo.Va ridotto gradatamente o si può terminare di colpo?
Buongiorno! Capisco bene la sua domanda perché la sospensione della liraglutide (Saxenda) è un passaggio delicato e va gestito con attenzione. È importante sapere che è consigliato non interromperla bruscamente, soprattutto se la sta assumendo da tempo.
In genere, la sospensione avviene diminuendo progressivamente la dose per un certo periodo di tempo. Durante questa fase è fondamentale prestare particolare attenzione anche all’alimentazione e allo stile di vita, così da aiutare il corpo ad adattarsi e ridurre il rischio di riprendere peso una volta sospeso il farmaco. Le consiglio comunque di rivolgersi al medico che le ha fatto la prescrizione, in modo che abbia tutte le informazioni che la riguardano in suo possesso.
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