Dott.ssa
Susanna Brandolini
Psicologa
·
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Treviso 3 indirizzi
Esperienze
Sono la Dott.ssa Susanna Brandolini, psicologa clinica, e aiuto persone che stanno vivendo momenti di ansia, confusione o fatica emotiva a ritrovare equilibrio, lucidità e sicurezza nelle proprie risorse.
Accolgo individui e coppie che attraversano periodi difficili – crisi personali, relazioni complesse, stress lavorativo, calo dell’autostima, attacchi di panico, lutti o cambiamenti di vita – offrendo uno spazio calmo, empatico e concreto, in cui sentirsi ascoltati senza giudizio.
Come lavoro
Durante il percorso ti aiuterò a:
comprendere cosa sta succedendo e perché ti senti così
ridurre ansia, tensione e pensieri ricorrenti
migliorare la gestione delle emozioni
rafforzare autostima, confini e consapevolezza personale
ritrovare chiarezza nelle relazioni (di coppia, familiari o professionali)
Integro esperienza clinica e competenze nella formazione e nelle risorse umane, unite alla certificazione Magister Your Trainers Group nelle tecniche di apprendimento efficace, memoria, comunicazione e gestione emotiva. Questo mi permette di unire un approccio psicologico profondo a strumenti pratici e subito applicabili nella vita quotidiana.
Quando posso esserti utile
ansia, stress, attacchi di panico
relazioni tossiche e dipendenza affettiva
difficoltà di coppia
depressione e sbalzi dell’umore
bassa autostima, insicurezza, autosvalutazione
disturbi psicosomatici
lutto, cambiamenti e transizioni di vita
burnout, mobbing e difficoltà lavorative
sostegno alla genitorialità e alle relazioni familiari
La prima seduta
Nella prima seduta ci prendiamo il tempo per capire ciò che stai vivendo, cosa desideri cambiare e quali passi concreti iniziare a fare.
Costruiremo insieme un percorso personalizzato, realistico e orientato al benessere.
Ricevo a Treviso (zona Borgo Cavalli – Vicolo Biscaro, 1) e online.
Se senti il bisogno di fermarti, fare chiarezza e ritrovare equilibrio, sono qui per accompagnarti.
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
- Psicologia del lavoro
- Psicologia della salute
Principali patologie trattate
- Depressione
- Ipocondria
- Crisi
- Paura
- Autostima
- +57 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Orientamento scolastico
70 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
70 € -
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Sostegno psicologico
70 € -
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Sostegno genitoriale
70 € -
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Indirizzi (4)
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Via Strada della Serenissima, 3 a, Silea 31057
Disponibilità
Telefono
Vicolo Girolamo Biscaro 1, Treviso 31100
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Via Marina Cattaneo, 4, presso Poliambulatorio Dosson, Dosson 31030
Disponibilità
Telefono
Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
28 recensioni
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L
L.B.
Mi sono rivolta alla Dottoressa Brandolini nel suo studio in centro a Treviso per un periodo di ansia e confusione personale. Mi sono trovata bene, mi ha messo subito a mio agio e mi ha aiutato a fare un po’ di chiarezza su alcune cose che mi stavano pesando. Percorso per me utile e positivo.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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F
F.G.
Professionista seria,ti mette a proprio agio e ti aiuta in maniera concreta
• Studio Consulenza online • Altro •
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S
S.T
Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con la psicologa Susanna e non posso che definirlo un’esperienza profondamente positiva e trasformativa. Sin dal primo incontro ho percepito la sua professionalità elevata, la capacità di ascoltare con empatia e la chiarezza con cui guida il percorso, rendendo ogni seduta utile e costruttiva.
Susanna sa creare un clima di fiducia e accoglienza, che permette di affrontare argomenti anche complessi senza timore di giudizio. Grazie al suo approccio competente e al contempo umano, ho notato un netto miglioramento nel mio benessere e nella gestione delle situazioni quotidiane.
Consiglio vivamente a chiunque di provare questa esperienza: se stai cercando una psicologa seria, preparata e davvero attenta alle esigenze della persona, Susanna è una scelta eccellente. Sono molto soddisfatto del percorso intrapreso e lo reputo un investimento prezioso sulla mia crescita personale.• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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P
Pietro
Disponibilità e professionalità fanno della dottoressa brandolini una consulente preparata nel suo campo ringrazio per il percorso effettuato con risultati più che soddisfacenti
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico di coppia •
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M
M.R
Dottoressa molto attenta alle problematiche, riesce subito a metterti a tuo agio con empatia. Una professionista
• Studio di Psicologia • sostegno genitoriale •
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S
Sonia P.
L'incontro con la Dott.ssa Brandolini é stato molto importante per me e mi sono trovata veramente bene! Alla fine della seduta mi sono sentita finalmente piú leggera, con una strada davanti che é possibile percorrere. Era da tanto che non mi sentivo cosí. Mi ha ascoltata veramente e mi ha restituito un po' di ordine e speranza. Grazie mille Dottoressa!
• Studio Consulenza online • Primo colloquio gratuito •
Dott.ssa Susanna Brandolini
Grazie a te Sonia di questo feedback! Sapere che il nostro incontro è stato vissuto come uno spazio di ascolto e sollievo è per me molto importante.
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L
Loredana
La dottoressa centra subito il problema e fornisce gli strumenti per affrontarlo seguendoti con molta attenzione
• Studio Consulenza online • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Susanna Brandolini
Grazie mille Loredana per questa recensione!
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C
C.G.
Professionalità serietà e molta umanità nello svolgere il proprio lavoro.
Ti fa sentire molto a proprio agio• Studio di Psicologia • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Susanna Brandolini
Grazie mille per il suo feedback!
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A
Andrea
Mi sono trovato subito molto bene. La dottoressa è disponibile, chiara nelle spiegazioni e trasmette molta tranquillità. Ho apprezzato la sua attenzione e il modo semplice con cui affronta ogni dubbio. Consigliata!
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Susanna Brandolini
Grazie mille per questo riscontro! Sono molto contenta che si sia trovato a suo agio e che abbia percepito disponibilità, chiarezza e tranquillità durante il percorso. Per me è fondamentale offrire uno spazio di ascolto attento e comprensibile, in cui ogni dubbio possa essere accolto senza giudizio. La ringrazio di cuore per la fiducia e per le sue parole.
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L
Laura C.
Ho trovato una professionista competente, accogliente e capace di mettere davvero a proprio agio. Durante i nostri incontri mi sono sentita ascoltata senza giudizio e accompagnata con delicatezza ma anche con grande chiarezza nel comprendere meglio ciò che stavo vivendo. Il suo approccio è empatico, profondo e al tempo stesso pratico, orientato al cambiamento reale.
Consiglio vivamente a chi sta cercando una guida sicura, attenta e rispettosa del ritmo personale. Un’esperienza molto positiva!• Studio di Psicologia • colloquio psicologico di coppia •
Dott.ssa Susanna Brandolini
Ti ringrazio davvero per aver condiviso la tua esperienza. Mi fa piacere sapere che ti sei sentita ascoltata e accompagnata in modo chiaro e rispettoso, e che il nostro lavoro insieme ti abbia permesso di vivere un cambiamento concreto. È stato un piacere poterti sostenere nel tuo percorso e leggere le tue parole mi conferma quanto sia prezioso creare uno spazio sicuro e attento per chi decide di intraprendere questo cammino.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 111 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sono una ragazza di 28 anni e sto attraversando un periodo difficile. Di recente ho chiuso una frequentazione, ormai circa due mesi fa, anche se l’ultimo contatto è avvenuto circa un mese fa e sto ancora molto male, ho paura di non riuscire a superarla.
La frequentazione è durata circa 3 mesi e mezzo, anche se gli ultimi due mesi è stata una frequentazione a distanza, per dei miei motivi personali.
Il motivo del mio malessere deriva dal fatto che a me lui piaceva molto e mi ero molto affezionata. Lui via messaggio era sempre presente, ci sentivamo ogni giorno e mi ascoltava anche quando parlavo di momenti stressanti. Di presenza siamo usciti circa dieci volte, durante il mese di frequentazione di presenza. A me sembrava davvero un bel rapporto, ci sentivamo ogni giorno e lui mi dava attenzioni, dimostrava molto interesse nel conoscermi.
Il fatto è che mentre io avevo chiarito che volevo che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione, lui probabilmente non ha mai voluto una relazione, ma solo una frequentazione così, senza nessun impegno. Mi fa rabbia il fatto che parlandone lui mi aveva detto che anche lui voleva che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione.
Alla fine è stato lui ad allontanarsi, proprio quando dopo due mesi era arrivato il momento di rivedersi. Ha accampato scuse, dicendo che aveva bisogno di più tempo per capire, di non essere affidabile emotivamente, di non riuscire a lasciarsi andare (non gli piaceva sbilanciarsi) ma non prendendo mai realmente le distanze, dicendo di non volersi allontanare, ma di volerla vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi al momento. Ha preso come scusa anche il fatto di essersi lasciato non molto tempo fa. Quindi alla fine l’ho chiusa io, perché non volevo starci di nuovo male e avevo paura che lui effettivamente non stesse prendendo le cose seriamente.
Lui ha provato a ricontattarmi via messaggio, ma io sono stata molto fredda.
Il problema è che tutt’ora non riesco a superarla. Non riesco a superarla perché mi sembrava che potesse nascerne davvero un bel rapporto. Non capisco se il problema fosse il fatto che non gli piacevo abbastanza, anche se tra noi c’era molta chimica, o se effettivamente lui aveva bisogno di più tempo per via della precedente relazione. O se effettivamente non volesse impegnarsi.
Ho paura di non incontrare mai nessuno che mi ami, perché lui è stata la mia prima “relazione” e nonostante io non mi consideri brutta credo di non piacere in fondo a nessuno, perché non ricevo molta considerazione maschile, o comunque non da qualcuno che mi interessi. Sono sempre stata un po’ introversa, ma non credo sia questo il problema. Non so come superare questa fase. Vorrei conoscere nuove persone ma ho paura di rimanere di nuovo delusa.
Buongiorno,
capisco quanto questo momento sia difficile per lei. Non sta soffrendo “solo” per una frequentazione finita, ma per qualcosa che aveva iniziato ad avere un significato, con presenza, attenzioni e una continuità che faceva pensare a un possibile futuro. È naturale che lasci un vuoto.
Da quello che racconta, lui probabilmente provava interesse, ma non aveva una reale disponibilità emotiva. Le frasi che le ha detto (“non sono affidabile”, “ho bisogno di tempo”, “viviamola leggera”) non sono segnali confusi: sono già un limite. E questo limite riguarda lui, non il suo valore o il fatto che lei possa piacere o meno.
Capisco però che dentro di lei si attivi la paura di non essere scelta o di non trovare qualcuno che la ami davvero. Questa è una ferita più profonda, che questa esperienza ha riacceso. Ma il fatto che questa relazione non sia evoluta non significa che lei non sia abbastanza: significa che non c’era un incontro tra due persone pronte allo stesso modo.
C’è anche un aspetto importante: lei si è protetta. Ha scelto di chiudere quando ha sentito che non le bastava. Questo è un segnale di consapevolezza, anche se fa male.
Sul fatto che non riesca ancora a superarla: è comprensibile. Due mesi non sono tanti quando c’è stato coinvolgimento e, soprattutto, quando resta il dubbio di “cosa sarebbe potuto essere”. Più che forzarsi a dimenticare, può aiutarla accettare che una parte di lei è ancora legata a quell’idea.
Per ora non deve dimostrare niente a nessuno, né buttarsi subito in nuove conoscenze. Può ripartire con gradualità, senza aspettative, e intanto provare a capire meglio cosa cerca davvero e cosa per lei è imprescindibile in un legame.
Se ne sente la necessità, rimango a disposizione se volesse lavorare su ciò che la tiene ancora agganciata a lui: spesso non è solo la persona, ma come ci faceva sentire.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.
Buongiorno,
quello che descrive ha un senso profondo, e merita di essere preso sul serio. Non è “solo una fase” da minimizzare: è un insieme di esperienze emotive importanti che stanno cercando spazio per essere comprese e integrate.
La perdita di Sua nonna sembra essere stato un punto di svolta. Quando un lutto arriva in un momento della vita in cui si sta ancora costruendo il proprio equilibrio, può lasciare una traccia molto intensa: la paura della morte, gli attacchi d’ansia, le notti difficili… sono tutte modalità con cui la mente prova a gestire qualcosa di troppo grande per essere elaborato da sola. Il fatto che Lei non sia mai riuscita a parlarne davvero con qualcuno per quattro anni è significativo: è come se quella parte fosse rimasta “in sospeso”, senza un posto dove appoggiarsi.
Anche quello che racconta del rapporto con Sua madre fa pensare a una delusione profonda. Non è solo il litigio in sé, ma il sentirsi non compresa, non riconosciuta, e forse anche un po’ sola proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno di vicinanza. Il fatto che poi Lei “faccia finta di niente” per evitare conflitti è comprensibile, ma alla lunga accumula molta tensione interna, che poi esce sotto forma di pianto, sensibilità intensa o stanchezza.
Mi colpisce molto anche questo doppio aspetto che descrive: da una parte una ragazza ironica, che fa ridere gli altri, capace di ascoltare e aiutare; dall’altra una parte più fragile, che tende a nascondere, che fatica a fidarsi e a mostrarsi davvero. Non è una contraddizione: è una forma di protezione. Spesso chi è molto empatico impara presto a “tenere su” gli altri, ma non sempre trova lo spazio per essere sostenuto a sua volta.
La difficoltà nello studio, quella sensazione di voler fare ma poi non riuscire, la stanchezza, il rifugiarsi nel sonno o nel telefono… sono segnali coerenti con tutto il resto. Non parlano di pigrizia, ma di un carico emotivo che sta occupando molte energie.
Vengo alla Sua domanda: sì, rivolgersi a uno psicologo o una psicologa sarebbe non solo opportuno, ma anche molto utile. Non è necessario “stare malissimo” o essere adulti per chiedere aiuto. Anzi, farlo adesso significa prendersi cura di sé in modo precoce e intelligente.
Un possibile percorso potrebbe aiutarLa a: elaborare il lutto per Sua nonna, dando finalmente spazio a ciò che non è stato detto; comprendere e gestire l’ansia e la paura della morte, senza esserne sopraffatta; trovare modi più sani per esprimere ciò che prova, senza dover sempre trattenere o “fare finta di niente”; lavorare sulla fiducia e sulle relazioni, partendo da uno spazio sicuro; recuperare energia e concentrazione per la scuola, senza sentirsi bloccata.
Nel frattempo, Le lascio un piccolo spunto concreto: quando sente quella fatica a mettersi a studiare, provi a non pensarlo come “devo fare tutto”, ma inizi con qualcosa di molto piccolo e definito (anche solo 10 minuti). Non risolve tutto, ma può aiutare a riattivare un senso di possibilità, invece del blocco totale.
Lei non è “troppo sensibile” nel senso negativo del termine: è una sensibilità che ha bisogno di essere accolta e capita, non nascosta. E non è sola in questo, anche se può sembrarlo.
Se vuole, possiamo anche provare insieme a capire come affrontare una delle situazioni che Le pesa di più, passo dopo passo. Se ne ha desiderio, può contattarmi in privato.
Un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
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