Dott.ssa
Simona Giri
Dietista
·
Nutrizionista
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sulle specializzazioni
Pavia 5 indirizzi
Esperienze
Sono una dietista clinica con un approccio empatico, aperto all’ascolto e sempre rispettoso dei tempi e delle esigenze di ogni persona. So bene cosa significa avere un rapporto complesso con il cibo, e proprio per questo accolgo ogni paziente con attenzione e senza giudizio, offrendo uno spazio sicuro in cui costruire insieme un percorso sostenibile.
Seguo i miei pazienti con supporto settimanale e continuo, perché modificare il proprio stile di vita richiede tempo, motivazione e una guida costante. Sono sempre disponibile per chiarimenti, dubbi e suggerimenti pratici su alimentazione quotidiana e scelte di acquisto.
Mi impegno costantemente nella formazione e nell’aggiornamento professionale per garantire un intervento efficace, integrato e personalizzato, che vada oltre la dieta e si prenda cura della persona nella sua interezza.
Aree di competenza principali:
- Scienze dell’alimentazione
Principali patologie trattate
- Diabete
- Intolleranze alimentari
- Bulimia
- Celiachia
- Errore congenito del metabolismo
- +78 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Prima visita dietistica
170 € -
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Visita a domicilio
190 € -
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Visita di controllo
95 € -
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Adipometria
Da 0 € -
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Analisi del microbiota intestinale
Da 0 € -
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Indirizzi (6)
Presso Dott.ssa Monica Prina -Via Emilia 24, Pavia 27100
Disponibilità
Telefono
Presso Studio dott.ssa Marta Sabbatini - Piazza Leone Dehon 11, Villa Musone 60025
Disponibilità
Telefono
Viale Montegrappa 15, Pavia 27100
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Telefono
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Via Monsignor Angelini, 3, via G. Belli, 4 c/o Fondazione Ferrata Storti, San Genesio ed Uniti 27010
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
57 recensioni
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I
Ilenia
Puntualità, serietà, competenza, preparazione analitica, cordialità e umanità.
• Studio CoWorking Pavia • prima visita dietistica •
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M
MR
Un medico competente e professionale…ha saputo comprendere la mia situazione attuale fisica ed emotiva…non vedo l’ora di incominciare questo percorso!!
• Studio CoWorking Pavia • prima visita dietistica •
Dott.ssa Simona Giri
Grazie MR, sono contenta che tu ti sia sentita compresa, sia dal punto di vista fisico che emotivo: è la base per iniziare un percorso che funzioni davvero. Partiamo con questo obiettivo, passo dopo passo
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G
Giusy Devinu
La Dottoressa Giri mi ha dato un’ottima impressione disponibile all’ascolto e soprattutto molto professionale
• Ambulatorio Medico Pavia • prima visita dietistica •
Dott.ssa Simona Giri
Grazie Giusy, un’ottima impressione è sempre un buon punto di partenza. Ora lavoriamo per trasformarla in risultati concreti
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M
Marta Tavazzani
Estremamente professionale e persona molto umana !
• Studio CoWorking Pavia • prima visita dietistica •
Dott.ssa Simona Giri
Grazie Marta, sono sempre contenta quando oltre al lato professionale i miei pazienti riescono a percepire anche quello umano perché rivela quanta passione metto nel fare questo lavoro.
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M
Monica
Mi sono trovata davanti una dottoressa molto professionale, e molto attenta a tutto. Abbiamo parlato molto ed è stata molto gentile
• Studio CoWorking Pavia • dieta •
Dott.ssa Simona Giri
Cara Monica, grazie mille. È stato un piacere confrontarci con calma durante la visita. L’attenzione ai dettagli e il dialogo sono fondamentali per costruire un percorso che abbia senso davvero per te
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G
G.B.
La dottoressa ha mostrato disponibilità, attenzione e competenza: mi sono sentita completamente a mio agio
• Studio Dietistico - Marche • prima visita dietistica •
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L
Lucia
Attenta, precisa e che dire, semplicemente fantastica!
• Studio CoWorking Pavia • dieta •
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L
LB
Attenzione ad ogni aspetto del paziente, non solo a livello nutrizionale ma anche psicologico
• Studio Dietistico - Marche • dieta •
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C
Cristina
Persona molto attenta e soprattutto preparata .Spiega ogni cosa nei minimi dettagli e non si limita solo alla dieta ma al benessere di tutto il corpo
• Studio Dietistico - Marche • prima visita dietistica •
Dott.ssa Simona Giri
Cara Cristina,
Ti ringrazio molto per queste parole. Mi fa davvero piacere che tu abbia colto l'importanza di guardare al benessere di tutto il nostro organismo e non solo alla dieta in sé: è esattamente il modo in cui preferisco lavorare.
Entrare nei dettagli e spiegare i "perché" serve proprio a renderci alleati in questo percorso. Grazie ancora per la fiducia e a presto!
-
C
Cinzia
Ho effettuato oggi la visita con la Dott.ssa, mi ritengo molto soddisfatta.
Un’ottima professionista, empatica ed estremamente esaustiva nelle spiegazioni.
• Ambulatorio Medico Pavia • prima visita dietistica •
Dott.ssa Simona Giri
Grazie mille Cinzia per aver condiviso la tua opinione sulla nostra visita!
Mi fa davvero piacere che le spiegazioni ti siano state d'aiuto: per me la chiarezza è il punto di partenza fondamentale per iniziare a collaborare bene insieme verso i tuoi obiettivi.
A presto e grazie ancora per la fiducia.
Un caro saluto,
Simona
Risposte ai pazienti
ha risposto a 32 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
vi scrivo perché sono seguita in un percorso dopo bypass gastrico e avrei bisogno di un vostro parere sia su un episodio che mi è capitato oggi, sia sulla mia alimentazione in generale.
Oggi, in un momento di impulsività, ho mangiato una piadina (tipo piadina farcita “normale”, non dietetica).
Quello che mi ha colpito è che:
• non ho avuto dolori,
• non ho avuto nausea,
• niente sintomi di dumping (sudorazione, tachicardia, malessere forte),
e fisicamente mi sono sentita “normale”.
Questo mi sta creando molta confusione e preoccupazione, perché:
• da una parte mi sembra di “poter mangiare tutto”, visto che il corpo non ha reagito male in quel momento;
• dall’altra ho paura di mettere a rischio il risultato del bypass e di non rispettare le indicazioni nutrizionali.
In generale, faccio ancora un po’ di fatica a:
• seguire con costanza lo schema alimentare,
• gestire la fame nervosa e i momenti di impulsività,
• capire bene cosa è ancora vietato/sconsigliato in questa fase e cosa invece posso reinserire, e in che quantità.
Vi chiedo quindi se possiamo:
• chiarire se è “normale” che dopo un alimento come la piadina io non abbia avuto sintomi;
• capire quali sono i rischi reali di episodi come questo sul medio-lungo periodo;
• rivedere insieme la mia alimentazione attuale, in modo da avere uno schema chiaro e sostenibile, con indicazioni pratiche su cosa fare quando “sgarro” o sento l’impulso a mangiare cibi non adatti.
Il mio obiettivo è proteggere il risultato dell’intervento, imparare a gestire meglio l’alimentazione e non tornare ai vecchi schemi.
Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione e resto disponibile per una visita o un confronto.
grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che è accaduto. Capisco bene la confusione e la preoccupazione che possono nascere quando si vive un episodio come questo dopo un intervento di bypass gastrico, soprattutto quando il corpo “sembra non reagire” come ci si aspetterebbe.
Cerco di rispondere ai tuoi dubbi:
Può essere assolutamente normale non avere sintomi
Il bypass non garantisce che ogni alimento “non ideale” scateni automaticamente dumping o fastidi:
• la risposta varia da persona a persona,
• dipende dal contenuto della piadina (quantità di grassi, zuccheri, tipo di farcitura),
• dipende dal momento della giornata, dalla velocità con cui si mangia, dalla fase del percorso post-operatorio.
Il fatto che tu non abbia avuto sintomi non significa che “puoi mangiare tutto” o che l’intervento abbia perso efficacia. Significa solo che in quel frangente specifico il tuo corpo non ha manifestato reazioni acute.
Un singolo episodio non compromette il risultato del bypass.
Il rischio non è l’errore in sé, ma la possibile ripetizione costante nel tempo:
• aumento dell’introito calorico oltre la capacità ridotta dello stomaco → rischio di stop al calo ponderale o ripresa del peso;
• reintroduzione abituale di alimenti ad alta densità energetica;
• ricomparsa di vecchie abitudini impulsive o emotive.
Quindi l’attenzione non deve essere sull’episodio isolato, ma su come gestire quello che è successo per prevenire che diventi un pattern.
Quello che descrivi non è un “fallimento”, ma un segnale:
• stai affrontando ancora impulsività alimentare e fame emotiva;
• hai bisogno di una guida più strutturata su cosa è permesso, cosa no, e in quali quantità;
• forse lo schema attuale non è ancora sufficientemente chiaro o sostenibile per la tua quotidianità.
E questo è normale: dopo un bypass l’alimentazione non si regola “da sola”, va accompagnata.
Si può e a mio avviso si deve lavorare su tre aspetti:
capire
• in che fase del post-operatorio sei,
• quali alimenti puoi reintrodurre,
• come farlo in sicurezza,
• come leggere le tue reazioni senza interpretarli come “via libera”.
Rinforzare gli aspetti nutrizionali
• schema settimanale pratico e sostenibile,
• porzioni, frequenze, distribuzione dei macronutrienti,
• opzioni rapide per quando hai poco tempo,
• cosa fare quando senti arrivare un impulso (strategie pratiche).
Lavorare sulla parte emotiva e impulsiva
Gli episodi di fame nervosa non sono “mancanza di volontà”:
sono pattern appresi che possono essere rimodellati con strumenti specifici.
In questi casi è molto importante farsi seguire da un terapeuta perché i problemi relativi ad una scorretta gestione del cibo non si risolvono con l’intervento, purtroppo.
Quindi, bisogna rivedere
• il tuo percorso post-bypass,
• la tua alimentazione attuale,
• le difficoltà emotive collegate,
• una strategia chiara e personalizzata.
Nel frattempo, ti rassicuro: l’episodio della piadina non mette a rischio il tuo intervento.
Sono una ragazza di 18 anni e ho sempre avuto problemi con il mio corpo. Vado in palestra da 4 anni ma ho iniziato a seguire una dieta e ad allenarmi seriamente soltanto da 1 e mezzo. Partivo da una situazione non molto grave ma con una genetica abbastanza sfortunata ( fianchi a violino, gluteo quadrato, parte alta più sviluppata rispetto ai fianchi ecc…) e avevo del grasso corporeo localizzato. Ho seguito una dieta e per i primi mesi è andato tutto bene, ho perso diversi chili, ma soprattutto massa grassa (da 30% al 22,6%) e ho messo massa muscolare. Vedevo effettivamente dei cambiamenti ma quel grasso localizzato sembrava non voler andare via.
Con il passare del tempo il nutrizionista mi dava da mangiare sempre di più per poter aumentare la massa muscolare, ma ho iniziato a vedermi troppo “grossa”, forse anche a causa del fatto che in quel periodo non mi allenavo costantemente ma nel frattempo mangiavo ciò che mi aveva prescritto. Ho visto cambiamenti che non mi piacevano soprattutto sulla parte alta che vedevo molto più larga ma con un muscolo non definito.
Ho smesso poi di andare dal nutrizionista per vari problemi e ho deciso di continuare da sola, ritornando alla fase di deficit iniziale (quella con cui avevo iniziato) ma ho avuto dei riscontri ancora peggiori: adesso, soprattutto sulla schiena e spalle sembra proprio che io abbia rimesso il grasso che avevo perso e mi vedo sempre più grossa. Non capisco come questo sia successo in quanto mi sembra di aver visto un leggero miglioramento sui fianchi, sulla pancia e sul gluteo che sembrano più tonici e definiti. Mi sono resa conto anche che forse ho sbagliato soprattutto ad allenare la schiena, perché mi sono focalizzata troppo sul gran dorsale, quindi può essere stato anche un problema di allenamento. Ora, cosa dovrei fare?
Capisco molto bene la tua confusione, ed è importante dirti una cosa subito: quello che descrivi è una dinamica molto comune, soprattutto nelle ragazze giovani che iniziano a “fare le cose seriamente”, ma proprio per questo va letta con lucidità.
L’errore principale non è stato “mangiare di più” in sé, ma aver aumentato l’introito calorico senza una reale continuità e qualità nell’allenamento. In quella fase, il surplus non è stato supportato da uno stimolo allenante adeguato, e questo porta quasi inevitabilmente a un aumento della massa grassa più che della massa muscolare, soprattutto nella parte alta, che nel tuo caso è già geneticamente più predisposta.
A questo si è aggiunto un secondo errore, altrettanto frequente: tornare autonomamente al deficit iniziale, cioè a una dieta pensata per un corpo diverso, con una composizione corporea e un metabolismo che nel frattempo erano cambiati. Questo tipo di “ritorno indietro” non riporta alla situazione di partenza, ma spesso favorisce una redistribuzione del grasso (come stai notando su schiena e spalle), peggiorando la percezione corporea nonostante alcuni distretti appaiano più tonici.
Questi non sono “fallimenti”, ma errori tecnici che rivelano un’imperizia comprensibile alla tua età, non una mancanza di impegno.
Per quanto riguarda l’allenamento, è molto probabile che una focalizzazione eccessiva sul gran dorsale, senza un lavoro più equilibrato su catene posteriori, controllo scapolare e proporzioni globali, abbia accentuato visivamente la larghezza della parte alta senza dare definizione.
Cosa fare ora?
Non serve né continuare a stringere le calorie né inseguire la massa a tutti i costi. Serve:
ristabilire una fase di equilibrio calorico (non deficit aggressivo),
un allenamento strutturato e coerente, con obiettivi chiari e continuità,
smettere di inseguire correzioni “a tentativi” sul tuo corpo.
Il tuo corpo non è “andato indietro”: sta rispondendo in modo coerente agli stimoli che ha ricevuto. Ora va semplicemente rimesso nelle condizioni giuste per rispondere meglio.
E soprattutto: a 18 anni, il lavoro più importante non è solo fisico, ma anche imparare a leggere i segnali del corpo senza farsi guidare dalla paura di “diventare grossa”. Quella paura, più delle calorie, è spesso ciò che porta agli errori più grandi.
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