Esperienze

Mi sono avvicinata a quello che sarebbe stato il mio percorso formativo (e poi il mio lavoro), "semplicemente" perchè sono stata io stessa, per prima, a sentire la necessità di essere aiutata a comprendere meglio me e ciò che, di me, percepivo come "stonato".
Il disagio psicologico e la sofferenza psichica assumono svariate forme e possono convertirsi in mancanza di libertà, tormento della condizione umana; hanno inoltre ripercussioni sulle relazioni sociali, di coppia, genitoriali e lavorative, esprimendosi attraverso una moltitudine di sintomi.
Per questo, qualche anno dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, ho deciso, grazie anche all'analisi personale, di prendere in mano quella che è sempre stata la mia aspirazione e mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Unversità di Genova, conseguendo successivamente, con lode, la laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità.
Ho continuato il mio percorso formativo svolgendo il tirocinio presso il Centro Regionale per i Disturbi Alimentari dell'opedale Santa Corona di Pietra Ligure e continuandolo presso il Centro Salute Mentale di Savona.
Sono quindi riuscita ad ottenere l'abilitazione alla professione, grazie alla quale mi sono potuta iscrivere all'albo delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria (numero di iscrizione: 3564).
Attualmente sono specializzanda presso la SPP (scuola di Psicoterapia Psicoanalitica) di Milano.

Credo che la libertà di pensare e quella di agire pensando, che si ottengono a seguito della (faticosa) conoscenza profonda di ciò che realmente siamo, siano esperienze impagabili e imprescindibili per ogni essere umano.
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Studio Psicologia dott.ssa Silvia Sibilio

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2 recensioni

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  • A

    La dottoressa Sibilio è una professionista empatica, attenta e puntuale. Mi sono sentita accolta.

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    Professionista attenta nel mettere a proprio agio il paziente. Ho percepito subito un'ottima sintonia che mi ha permesso di avere ottimi risultati. Consiglio vivamente Silvia come professionista.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, scrivo questo messaggio per chiedere aiuto, sto insieme ad una ragazza da poco più di due anni, con lei mi ci sono trovato subito bene, quando l'ho conosciuta la vedevo come la ragazza perfetta, premurosa ecc. e me ne sono innamorato, sin da quando ci siamo conosciuti è sempre stata sovrappeso (obesità grado I calcolando IMC), inizialmente credevo per una situazione di "mancanza di voglia" nel seguire un percorso da un dietologo/nutrizionista.
Un anno fa mi ha confessato che in passato aveva sofferto di bulimia nervosa con episodi di abbuffate di cibo e che ne era uscita, (è stata in cura da una psicologa per un periodo) poi il discorso è finito lì e non lo abbiamo più riaperto, nel mentre eravamo andati insieme anche da un nutrizionista (che poi a distanza di mesi ha mollato perché a suo dire si era stufata, non aveva risultati, e le cambiava spesso piano alimentare) .

Arrivo al dunque, per aiutare e incoraggiarla a dimagrire le ho regalato un abbonamento e ci alleniamo insieme nella stessa palestra, a novembre sceglie lei una nutrizionista e decide di ricominciare il percorso, io la accompagno ogni volta agli appuntamenti e le sto vicino, la dieta da i suoi frutti all'inizio ottenendo risultati, andiamo al controllo a febbraio e fra feste, compleanni e sgarri vari ha ripreso un pò di peso, io le dico di non demordere e continuo a sostenerla incoraggiandola, fino a quando la scorsa settimana decide di disdire la visita di controllo perché, secondo il suo ragionamento, inutile visto che non l'ha seguita e che non ha avuto risultati durante questo mese. Io, mi sono un pò arrabbiato, anzitutto perché mi aspettavo mi consultasse prima di prendere questa decisione e invece ha deciso di parlarne dopo aver agito, seconda cosa perché le ho fatto notare che è il modo di approcciarsi sbagliato. Lei ha iniziato a chiudersi dicendo che la faccio sentire sempre sbagliata e giudicata, che non la capisco e che l'ho portata a chiudersi ancora di più, mi ha detto che in determinati momenti "no" ha avuto bisogno di mangiare e il cibo l'ha fatta stare bene, che a volte è facile da gestire altre volte no e le ritornano in mente episodi passati, ha provato a dirmelo ma non ci è riuscita per la paura di sentirsi giudicata.
Ora, io non credevo la situazione fosse così grave e magari alcuni miei atteggiamenti possono essere stati sbagliati, ma mi trovo in una situazione di confusione, vorrei aiutarla ma non so come, lei ovviamente non accetta di iniziare un percorso di terapia, dicendo che sa perché succede ciò e sa gestirla, ma in alcuni momenti mancano le forze.
Da come ho capito è una cosa di cui non ne parla con nessuno, (infatti io ne sono venuto a conoscenza solo adesso, dopo due anni che questi episodi continuano) e quindi anche i suoi genitori sono all'oscuro della situazione. Non so se posso aiutarla provando a far presente anche la situazione parlando io con i genitori oppure posso solo peggiorare la situazione.
Non mi sono mai trovato in una situazione del genere e chiedo il vostro aiuto. Grazie

Buongiorno,
posso immaginare il senso di frustrazione che può derivare dal cercare di stare accanto, a modo nostro, ad una persona alla quale vogliamo bene, senza percepire tuttavia che quest'ultima, per certi versi, gradisca il nostro aiuto o che questo sia effettivamente a lei utile.
Come Le hanno chiarito già altri colleghi, è solo la diretta interessata a poter decidere se e come affrontare un percorso di cura.
Quello che può fare Lei è riflettere su come si sente e porsi eventualmente delle domande.
Cordiali Saluti,
Silvia Sibilio

Dott.ssa Silvia Sibilio

Salve a tutti. Mio marito di 30 anni ad agosto ha sofferto di depressione, ha assunto (analfracil, Wellbutrin , brintellix e Resilient). Al giorno d’oggi si può dire che sta bene ma non ancora al 100% poiché non riesce a tornare a lavoro , e avverte una leggera leggera ansia ma che gli permette di fare tante cose come andare a ballare, uscire al bar con gli amici e uscire con me. Il suo psichiatra non gli ha modificato nulla nella sua cura ma gli ha detto di andare a fare la psicoterapia. Può essere effettivamente utile per questi ultimi piccoli residui di depressione? Come viene effettuata? Cosa ne pensate a rigaurdo?

Buonasera, la psicoterapia è certamente utile, perchè, tra le altre cose, permette di viaggiare dentro sè stessi e comprendere le origini dei nostri vissuti, per avere quindi la possibilità di conoscerli ed elaborarli. Con la sola terapia farmacologica, molto utile e, in certi casi, imprescindibile, tutto questo non sarebbe possibile.
Cordiali Saluti,
Silvia Sibilio

Dott.ssa Silvia Sibilio

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