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Esperienze

Ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Psicologa nel 2022 e mi sono specializzata ottenendo un master di sessuologia clinica e terapia di coppia (gennaio 2020). Sono attualmente iscritta al quarto anno della Scuola di Psicoterapia Li.s.t.a di Milano, Libera Scuola di Terapia Analitica ad orientamento Junghiano.
Collaboro con il consultorio di via Sant’Antonio Milano della Fondazione Guzzetti.

Ho iniziato a lavorare come educatrice (sono laureata anche in Scienza dell’educazione) e, nel tempo, ho aperto con altri soci psicologi la Cooperativa sociale Calypso Onlus nel 2008, che si occupa di riabilitazione psichiatrica collaborando con diversi enti pubblici e privati (ATS, Fondazione Lighea Onlus, Crest Italia, Fondazione Aliante) specializzati nella cura di adulti e nell’ultimo periodo anche di minori.
Mi sono occupata di gestione e supervisione di gruppi di lavoro multiprofessionali in ambito sanitario-sociale, organizzazione, formazione e gestione del personale, responsabile di progetti mirati all’inserimento lavorativo di categorie protette e curato la relazione con la rete territoriale.
Dal 2005 sono responsabile di progetti innovativi culturali e coordino progetti di inclusione sociale nell’ambito sportivo in collaborazione con l’associazione Playmore!Moscova.

Coordino progetti di Interventi assistiti con gli animali per la quale sono abilitata dal 2019 come progettista e coadiutore cane.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Pedagogista clinico
  • Sessuologia

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Dott.ssa Silvia Nava

Via Oberdan 30, Brugherio 20861

I servizi possibili nel mio studio sono:
- terapia individuale/di coppia/familiare
- terapia sessuologica individuale e di coppia
- supervisioni
- interventi assistiti con il cane
- consulenza pedagogica
- progetti scolastici sull'affettività e sessualità

29/12/2023

Prestazioni e prezzi

  • Sostegno psicologico adolescenti

    75 €

  • Pet therapy

    75 €

  • Colloquio psicologico individuale

    75 €

  • Sostegno alla genitorialità

    75 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    85 €

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Studio di Psicologia

Via Oberdan 30, Brugherio 20861

Disponibilità

Telefono

039 968...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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50 recensioni

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  • S

    Silvia è una professionista seria e attenta alle necessità personali. Sa ascoltare e soprattutto mette a proprio agio chi chiede il suo aiuto.

     • Consulenza online psicoterapia  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    La ringrazio sinceramente per le sue parole, a presto


  • A

    Mi sono trovata molto bene perchè è riuscita a comprendere le mie difficoltà, dimostrando grande attenzione ed empatia. Mi sono sentita a mio agio ad aprirmi su problematiche personali che da tempo mi tenevo dentro per timidezza.

     • Studio di Psicologia analisi dello stress  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Grazie per le sue parole e per la grande sensibilità che ha condiviso nella sua storia. A presto


  • A

    Dopo la prima visita penso che sia iniziato già molto bene il percorso. Ho avuto subito la sensazione di avere di fronte un'ottima professionista.

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    La ringrazio molto per le sue parole e per la fiducia. Sono contenta che il primo incontro le abbia trasmesso una buona sensazione: è un ottimo punto di partenza per il lavoro che faremo insieme


  • S

    Incontrare Silvia è stato un punto di svolta. Mi sono rivolta a lei in un momento di totale smarrimento: non sapevo più cosa volessi, mi sentivo senza direzione. Le persone a me più care mi avevano deluso, i miei genitori non c’erano più e, pur avendo tante responsabilità, non trovavo le energie né una ragione per affrontarle ogni giorno.
    Silvia mi ha accolta con un’empatia rara e una presenza autentica. Non mi ha detto cosa fare: mi ha aiutata a capirlo da sola. Ha saputo leggermi anche quando io stessa non trovavo le parole, restituendomi ordine, lucidità e fiducia.
    Con lei ho imparato che la fragilità può essere un punto di partenza e non una condanna. Il suo modo di lavorare è delicato ma incisivo, sempre rispettoso e profondamente umano.
    Posso dire che il percorso con lei mi ha cambiata in profondità. È una terapeuta straordinaria, che consiglio a chiunque voglia ritrovare sé stesso o solo il coraggio di ripartire.

     • Studio di Psicologia psicoterapia  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Ti ringrazio di cuore per le tue parole. Sapere che il percorso condiviso è stato per te un punto di svolta mi commuove profondamente. Credo che ogni incontro terapeutico sia innanzitutto un cammino reciproco: la fiducia e la disponibilità con cui ti sei affidata hanno reso possibile il lavoro che abbiamo fatto insieme.
    La fragilità, quando viene accolta e ascoltata, può davvero diventare una forza trasformativa, capace di aprire spazi nuovi di consapevolezza e di vita.
    Ti auguro di continuare a percorrere la tua strada con la stessa autenticità e coraggio che hai mostrato nel nostro percorso. Con gratitudine, Silvia


  • G

    È una professionista molto competente, che sa ascoltare con attenzione e guidarci attraverso le difficoltà con grande empatia. La sua capacità di comprendere i bisogni e di affrontare temi delicati con discrezione e cura ha davvero fatto la differenza. Consiglio vivamente di affidarsi a lei.

     • Studio di Psicologia psicoterapia di coppia  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Grazie per le sue parole e la fiducia. Ci vediamo presto :-)


  • M

    All’inizio ero un po’ scettico sull’idea di andare da una psicologa, pensavo non sarebbe servito a molto. In realtà mi sono trovato subito a mio agio: non mi ha mai giudicato e mi ha fatto sentire libero di parlare anche delle cose che mi pesavano di più, come l’ansia per la scuola e le mie difficoltà con le relazioni. Una cosa che mi ha sorpreso è stato lavorare sui sogni: non pensavo potessero avere un senso, invece mi hanno aiutato a capire meglio quello che provo. Con lei ho imparato a gestire la pressione e a guardare i miei rapporti in modo diverso, senza sentirmi “sbagliato”. Non è stato sempre facile, ma ogni volta uscivo con la sensazione di avere qualche strumento in più.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Grazie per la condivisione, sono contenta che tu abbia trovato nello spazio della terapia un luogo in cui sentirti libero e sostenuto nel tuo percorso. Ci vediamo presto :-)


  • D

    Offre spinti di riflessione interessanti, con molta empatia

     • Studio di Psicologia sostegno alla genitorialità  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Grazie di cuore per le sue parole, a presto :-)


  • G

    La Dott.ssa unisce grande empatia a un approccio professionale ed efficace, creando un percorso di cura realmente utile e sereno.

     • Studio di Psicologia psicoterapia  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    La ringrazio sinceramente per le sue parole, a presto


  • L

    Consiglio la dottoressa per la sua umanità. Paradossale dirlo, eppure non è riscontrabile in tutti. La dottoressa inserisce molto della sua esperienza personale ed è molto attenta a livello umano ed empatico, soprattutto alle vibrazioni.
    Abbiamo intrapreso un percorso di coppia, probabilmente continuerò/continueremo individualmente.
    Un'ottima risorsa per l'umanità, sicuramente :-)

     • Studio di Psicologia psicoterapia di coppia  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Grazie di cuore per le sue parole. Sono felice che il percorso sia stato sentito come umano e autentico.Vi auguro che il cammino continui a portarvi chiarezza e possibilità, in ogni forma.


  • V

    Con la Dott.ssa Nava mi sono sentita a mio agio nel raccontare quanto stavo vivendo. Non mi sono mai sentita giudicata ed ho percepito molta empatia. La consiglio.

     • Studio di Psicologia colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Silvia Nava

    Grazie per le sue parole, ci vediamo presto in studio









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Risposte ai pazienti

ha risposto a 52 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve,sono una ragazza di 30 anni. Vi scrivo perché sto avendo delle difficoltà a trovare nuove amicizie e mi sto in un certo senso “fissando”. Da quasi due anni ho interrotto quei pochi legami che avevo. Chi si è allontanato senza spiegazione e persone con cui mi sono allontanata io perché non ci stavo bene. Ho provato a ricercare altre persone del passato ma con scarso risultato. Ho provato ad iscrivermi all’autoscuola,Zumba,scuola di ballo,ma altrettanto con scarsi risultati. Non ho un ragazzo e nemmeno una famiglia a parte i miei genitori. Mi sento davvero sola e con l’arrivo del periodo natalizio mi ci sento ancora di più. Non so che altro fare. So solo che la situazione non mi fa stare bene e nemmeno il continuo cercare gente(anche sui social)mi fa bene.

Capisco davvero quanto possa essere doloroso attraversare un periodo così, soprattutto quando sembra che ogni tentativo di creare nuovi legami vada a vuoto.
A volte però, quando nessuna relazione “tiene”, non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te: può voler dire che stai attraversando una fase di transizione, in cui la tua vita interiore sta cambiando ritmo e forma.
Quando ci si sente soli, è naturale cercare subito qualcuno che riempia quel vuoto.
Ma la ricerca continua, soprattutto se spinta dall’ansia, spesso produce l’effetto opposto: ti stanca, ti espone, e alla fine ti fa sentire ancora più distante dagli altri.
Forse, invece di correre verso nuove persone, questo è un momento in cui potrebbe essere più utile rallentare e chiederti di cosa ho davvero bisogno? Quale tipo di relazione vorrei costruire, e quale parte di me chiede attenzione adesso?
Le amicizie arrivano quando c’è spazio per accoglierle.
E lo spazio nasce quando ci si dà il permesso di non rincorrere continuamente l’esterno, ma di ascoltarsi un po’ di più.
Il dolore che senti ora non è inutile: può diventare la base per legami più solidi, più sinceri, più adatti a te.
Intanto, non devi affrontarlo da sola: parlarne, anche come stai facendo qui, è già un modo per iniziare a creare un ponte verso l’altro.

Dott.ssa Silvia Nava

Buongiorno,

argomento amore-passione.

Sto attraversando una crisi di matrimonio. Stiamo insieme da 11 anni e abbiamo due meravigliose figlie (la più piccola ha quasi 3 mesi).

Tre settimane fa mio marito mi ha confessato di aver evaso da me per tanti anni perché non sta più bene insieme e di essersi accorto solo un mese prima della nascita di nostra figlia. Afferma che siamo due persone completamente diverse. Dice che per lui il sesso fa il 90% del rapporto e che gli manca la passione.

Le domande che mi pongo sono: quando una passione è funzionale a un rapporto duraturo e quando, invece, è sintomo di una sofferenza? È realistico sostenere un rapporto stabile dove la componente passionale prevale sull’amore focolare?

A me piacerebbe avere rapporti intimi con lui ma la sua intensità e brama carnale mi hanno sempre intimidita e soffocata. Mi sentivo un oggetto da desiderare e questo mi metteva molto a disagio. Lui ha sempre speso la maggior parte del suo tempo fuori casa e c’era poco spazio per un noi e non volevo che il rapporto si riducesse all’intimità carnale e basta. Lui è stato molto paziente con me. Abbiamo avuto i nostri alti e bassi con problemi familiari e lavori stressanti e poco appaganti per entrambi ma poi, nell’ultimo anno, ci siamo persi.

Io ho sempre puntato su un amore più costruttivo e focolare e ci sono stati vari momenti del nostro rapporto in cui ho trascurato la passionalità, sottovalutando la sua importanza. Inconsapevolmente ho fatto sentire mio marito rifiutato e poco desiderato e sono terribilmente dispiaciuta. Mi sento in buona parte responsabile della sua sofferenza e vorrei capire meglio come poter soddisfare entrambe le esigenze senza che l’amore ci intrappoli e ci spenga con la sua monotonia e senza che la passione ci travolga in un ciclo di insaziabilità.

Grazie per la gentile attenzione.

Buongiorno, mi ha colpito molto il suo tema. Porta con sé una domanda antica almeno quanto l’essere umano: come convivono amore e passione, stabilità e desiderio, focolare e fuoco? Provo a risponderle anche se questo tema è davvero immenso. In ogni relazione autentica queste due forze si intrecciano, si cercano e a volte si respingono, come due correnti che danno vita alla stessa acqua, ma ne rendono talvolta turboloso il flusso.
L’amore che costruisce, che si fa casa, sicurezza, continuità, appartiene alla dimensione dell’anima: è ciò che ci unisce al mondo, che ci radica, che accoglie. La passione, invece, appartiene allo spirito vitale, all’eros che ci mette in movimento, che ci ricorda di essere vivi e imperfetti, che ci spinge a incontrare l’altro come mistero, non come certezza. Quando una delle due forze prevale e cancella l’altra, la relazione si impoverisce.
Suo marito sembra aver cercato, forse in modo confuso e doloroso, di riafferrare quel senso di vitalità perduto. Ma la passione di cui parla, quella che pretende di essere tutto, che diventa brama, che riduce l’altro a oggetto non è eros, è fame di sé stessi. Non parla d’amore, ma di un vuoto interiore che cerca di colmarsi attraverso l’altro. In questo senso, lei percepisce bene il disagio: quando l’intimità non nasce da un incontro di anime ma da una tensione di possesso, diventa una forma di alienazione.
Lei, al contrario, ha coltivato la casa, la cura, la maternità, il tempo. Ma anche il suo amore rischia, se non nutrito dal desiderio, di trasformarsi in abitudine. L’anima ha bisogno di calore, ma anche di scintille.
Forse il punto non è scegliere tra passione o tenerezza, ma accogliere entrambe come voci diverse dello stesso bisogno di unione. La passione può essere funzionale a un rapporto duraturo quando nasce dal riconoscimento dell’altro come essere intero, non come fonte di gratificazione o sollievo. E l’amore, per restare vivo, ha bisogno di conservare un margine di mistero, di gioco, di alterità.
Non si colpevolizzi troppo. Lei e suo marito siete stati travolti da anni intensi, figli piccoli, fatiche quotidiane: il corpo e il cuore cambiano, e la coppia si ritrova diversa. Questo non significa che tutto sia perduto, ma che qualcosa in voi chiede trasformazione.
La invito a non domandarsi solo come “soddisfare” entrambe le esigenze, ma come integrare le due parti dentro di sé: la donna che ama e la donna che desidera, la madre e l’amante, la custode e la creatrice. Quando queste parti dialogano in lei, anche il rapporto con l’altro potrà trovare un nuovo equilibrio.
Forse non si tratta di tornare a ciò che era, ma di lasciar nascere un amore più consapevole, in cui l’intimità non sia più dovere né brama, ma incontro tra due persone che hanno imparato a guardarsi davvero.

Dott.ssa Silvia Nava
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