Dott.ssa
Silvia Farina
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Milano 1 indirizzo
Esperienze
Sono Psicologa Clinica e Pedagogista con una formazione ampia e integrata, orientata al benessere della persona lungo tutto l’arco della vita. Mi occupo di sostegno psicologico in diverse aree, tra cui gestione delle emozioni e dello stress, ansia, momenti di difficoltà personale, relazionale e familiare e cambiamenti di vita.
Una particolare attenzione è dedicata al supporto alla genitorialità. Accompagno madri, padri e caregiver nel loro percorso, offrendo strumenti pratici e riflessioni utili per affrontare le sfide educative quotidiane.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Parent training
60 € -
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Test di personalità
60 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
60 € -
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Sostegno psicologico
60 € -
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Recensioni
3 recensioni
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I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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R
R.B.
Sono arrivato dalla dottoressa Farina in un momento molto difficile in cui l’ansia mi stava mettendo veramente in difficoltà. Non è stato tutto immediato, ma con il tempo ho visto dei veri miglioramenti, oggi mi sento molto più in controllo rispetto a prima. La consiglio sinceramente a chiunque stia affrontando difficoltà di simili.
• La Pepita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Silvia Farina
Grazie di cuore per aver condiviso la sua esperienza. Sono molto contenta dei progressi che ha fatto e del percorso che abbiamo costruito insieme nel tempo.
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S
S.B.
Mi sono rivolta alla dottoressa Farina per mia figlia di 6 anni ed il percorso intrapreso mi è servito per affrontare le difficoltà quotidiane. È una professionista molto preparata ed accogliente, la consiglio con sincera gratitudine.
• La Pepita • sostegno alla genitorialità •
Dott.ssa Silvia Farina
La ringrazio di cuore per le sue parole così gentili. È stato un piacere poter accompagnare lei e sua figlia in questo percorso.
Rimango a disposizione per qualsiasi esigenza futura.
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M
M.D.
Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Farina da pochi mesi e mi sono trovato fin da subito a mio agio. Grazie al suo supporto ho già potuto intraprendere i primi cambiamenti positivi nella mia vita. Molto consigliata.
• La Pepita • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Silvia Farina
Grazie per la fiducia.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 8 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno mio figlio di 8 anni ha cominciato ad essere aggressivo, scatti di rabbia , si offende per tutto, sembra in continua sfida con noi genitori, ci offende e picchia (piu la mamma). A scuola sembra tutto un altro bambino, ascolta e aiuta i compagni. Non sappiamo più come fare... qualche consiglio?
Buongiorno,
per dare dei consigli utili bisognerebbe capire meglio in cosa consistono questi attacchi di rabbia e cosa succede poco prima che il bambino perda la pazienza diventando aggressivo. Contestualizzare e descrivere il comportamento è necessario per capire se si è di fronte ad un disturbo specifico oppure ad una fragilità momentanea del bambino. Di conseguenza anche gli interventi saranno differenti. Quello che consiglio sempre è di non dare punizioni e di non utilizzare stili educativi autoritari altrimenti il rischio potrebbe essere quello di ottenere l'esatto contrario di quello che si vuole. Davanti agli insulti o agli agiti violenti del bambino consiglio di intervenire in modo assertivo quindi decisi e ma accoglienti nello stesso tempo.
Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre studiato e devo essere onesta anche con buoni risultati, però sono rimasta indietro a causa della mia ansia non riuscendo a dare più di 3/4 esami all'anno fino poi a bloccarmi del tutto per 2 anni in cui, pur preparandomi per gli esami, non sono mai riuscita a presentarmi. Quest'estate per la prima volta sono tornata a dare un esame e ho preso anche 30, sul momento mi sono emozionata ed ero soddisfatta, però poi dal giorno successivo già ero in pensiero per gli altri esami da recuperare e i tirocini. A settembre dovevo dare un esame, ma il giorno prima, come è capitato qualche altra volta, ho avuto crisi di pianto, forte ansia e sensazione di non ricordare nulla, per questo non mi sono presentata più all'esame. In 6 anni di università non ho mai preso in considerazione la rinuncia agli studi come oggi, non so più se voglio questa laurea, se la laurea stessa presa con tutte queste difficoltà abbia un senso. Ad oggi se mi fermo a pensare, non riesco neanche ad immaginarmi a dare ad esempio alcune tipologie di esami oppure non mi immagino nel contesto di tirocinio. Essendo fin dai tempi della scuola quella brava della classe, della mia famiglia stessa, non ho mai immaginato la mia vita senza studio, ma ad oggi mi sento arrivata al limite, ma al tempo stesso ho paura del futuro che mi aspetta non avendo un piano B. Mi sento in una situazione terribile di stallo e non so come muovermi per uscirne, ho paura di parlarne con i miei genitori perché temo saranno molto delusi da me oppure temo di non essere presa sul serio/che non mi capiscano. Mi sento inadatta alla vita sotto tanti punti di vista, è come se non mi sentissi all'altezza del vivere stesso. A volte guardo sui social miei ex compagni di scuola, vecchi amici, e li vedo realizzati, vedo che tutti sono andati avanti, io invece sono rimasta immobile. L'immagine più adatta per descrivere come mi sono sentita negli ultimi anni credo sia quella delle sabbie mobili. Tante volte ho pensato di intraprendere un percorso psicologico, però non saprei neanche come spiegare alla mia famiglia, che ha già tanti pensieri, la mia necessità. Ultimamente informandomi un po' sul servizio che potesse essere più adeguato alla mia situazione, ho notato anche di avere moltissime caratteristiche riconducibili al DOC, ci sono cose che faccio/penso da anni e anni pensando semplicemente di essere una persona un po' strana, ma che in realtà non sono "normali" e che ad essere sincera ultimamente sento peggiorate. A volte ho anche paura di parlarne, perché dire a voce alta le cose che vivo in relazione al DOC mi fa paura, ne ho vergogna, ho paura di sembrare pazza ad uno sguardo esterno. Non so, spero che qualcuno sappia consigliarmi come muovermi in questa situazione, perché mi sento troppo sopraffatta da tutto e ho paura di aver rimandato già per troppo tempo la mia richiesta di aiuto e di conseguenza di non poterne più uscire. Grazie.
Buongiorno,
leggendo il suo racconto avverto un forte senso di sofferenza e mi sento dispiaciuta per lei. Ho notato che ha usato anche molto le parole vergogna, paura e senso di impotenza. La vergogna è un'emozione legata al sentirsi sbagliati, inadeguati e riguarda la nostra identità. Secondo me lei ha una buona consapevolezza di quello che le sta accadendo ma non trova il coraggio di chiedere aiuto per paura di pesare sulle persone che le stanno accanto. Rimandare non è mai positivo ma pensare che non ci sia più modo di uscire da questa situazione è sbagliato. Le consiglio di contattare una psicologa e di provare a dire ai genitori, a parole sue, quello che le sta accadendo e che ha bisogno di un aiuto.
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