Cupa San Pietro 73, Napoli 80147
Lo studio si trova a Ponticelli, presso il Parco Azzurro.
Leggi di più04/09/2025
Sono Sara Tarantino, Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Familiare in formazione presso l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Maurizio Andolfi.
Nel 2019 conseguo la laurea magistrale in Psicologia clinica e successivamente svolgo il tirocinio post laurea presso il Consultorio Materno Infantile del distretto 50 dell’Asl Napoli 3 Sud e presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ho svolto attività di ricerca, confluita poi in un articolo scientifico.
Nel 2022 ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Psicologa e mi sono iscritta all’Albo degli Psicologi della Campania (n. 10084).
Attualmente svolgo tirocinio presso l’Unità Operativa di Salute Mentale (UOSM) di Casoria Distretto 43 ASL Napoli 2 Nord.
Collaboro come Psicologa con diverse istituzioni scolastiche del territorio campano, occupandomi di sostegno psicologico a bambini, adolescenti e famiglie e di interventi a supporto della genitorialità.
Attualmente seguo i miei pazienti sia online che in studio a Ponticelli.
Cupa San Pietro 73, Napoli 80147
Lo studio si trova a Ponticelli, presso il Parco Azzurro.
Leggi di più04/09/2025
11 recensioni
Sono molto contenta di aver scelto la Dott.ssa Tarantino, il percorso che sto affrontando non è facile, ma la dottoressa mi accompagnando con dolcezza e attenzione.
La dottoressa è una professionista estremamente gentile ed empatica. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e ascoltata senza alcun giudizio. La sua delicatezza nel trattare anche temi difficili crea un clima di grande fiducia e serenità. È una persona attenta, disponibile e capace di mettere davvero a proprio agio. Un supporto prezioso che consiglio sinceramente
Dott.ssa Sara Tarantino
C. Grazie davvero per le parole che mi ha dedicato. Un caro saluto.
Tra le doti della dottoressa, unitamente alla dolcezza e all’empatia, c’è sicuramente la dote dell’ascolto. Il suo é un ascolto attento, premuroso e comprensivo. Una professionista, che ti prende per mano e ti aiuta a trovare la versione migliore di te.
Dott.ssa Sara Tarantino
Valeria la ringrazio di cuore per le sue parole.
Un caro saluto!
La dottoressa Tarantino mi ha fatto sentire accolta da subito. Ho apprezzato molto la sua dolcezza e la sua empatia. Mi sento più serena all'idea di cominciare per la prima volta un percorso di psicoterapia
Dott.ssa Sara Tarantino
G. La ringrazio di cuore per la recensione. A presto!
Iniziare un percorso psicologico è stata una scelta molto difficile, non ho visto per tanto tempo il mio malessere fino a quando il mio corpo non ha “parlato”. Soffrire d’ansia e attacchi di panico é tremendo, in ogni posto non mi sentivo al sicuro .
Dopo un percorso con la dottoressa, ho compreso tante cose, che il mio malessere aveva a che fare con tante cose che mi ero tenuta dentro e che appartenevano al mio passato. Posso solo ringraziarla dottoressa!
Dott.ssa Sara Tarantino
E. Deve ringraziare se stessa per la cura che sta dedicando a sé. Un caro saluto.
La dott.ssa Tarantino mi è sembrata fin dal primo momento empatica e rispettosa dei miei tempi e delle mie difficoltà. Non mi sono mai sentita giudicata e questo per me è fondamentale. Grazie a lei sono riuscita ad ascoltarmi e a capire perchè la mia vita stava assumendo una forma che non mi piaceva. Grazie dottoressa!
Dott.ssa Sara Tarantino
L. Grazie di cuore per le sue parole. Un caro saluto!
Esperienza molto positiva. È una professionista gentile, empatica, attenta e molto preparata. Sin da subito si è creato un clima di fiducia e ascolto autentico, che per me sono elementi fondamentali. Mi sono sentita finalmente compresa.
Consigliatissima!
Dott.ssa Sara Tarantino
M. La ringrazio sinceramente per le parole che mi ha dedicato.
Un caro saluto.
Complimenti per la professionalità, gentilezza e competenza
Dott.ssa Sara Tarantino
Ciro la ringrazio per il suo feedback. A presto.
Dottoressa molto competente e professionale. Empatica, gentile ma soprattutto di una dolcezza incredibile.
Felice di aver intrapreso un percorso con lei.
Dott.ssa Sara Tarantino
Laura la ringrazio per le sue parole. A presto!
Sento che è in grado in capirmi e non mi fa sentire giudicata. Alla fine della seduta mi sento “liberata” dal peso dei miei pensieri.
Dott.ssa Sara Tarantino
R. Grazie per queste parole! A presto!
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno sono una signora di 57 anni , tre anni fa mi sono separata ,la casa coniugale è stata assegnata a me e miei figli oggi maggiorenni.Il problema è questo circa un anno fa io e il mio ex coniuge ci siamo riavvicinati ci siamo dati un'altra possibilità per rimettere insieme il nostro rapporto,però legalmente non ci è stata nessuna riconciliazione.A distanza di tempo mi sono resa conto di aver commesso un enorme errore farlo ritornare ,in quanto i miei sentimenti per lui non sono più gli stessi.Ho parlato con lui ma non viole sentire ragioni e non vuole andarsene.Come dicevo prima la separazione è sempre valida ,come posso fare io sto male anche i miei figli che spesso mi accusano che non so quello che voglio e che mi devo accontentare ma io non me la sento ho un malessere interiore che mi attanaglia.Vorrei un consiglio .Grazie
Buon pomeriggio, grazie per essersi aperta e per aver raccontato una situazione così delicata.
È comprensibile che oggi lei senta di aver fatto un passo che non la rispecchia più. I sentimenti possono cambiare nel tempo e accorgersene richiede coraggio.
Capisco anche la difficoltà con i suoi figli: spesso i familiari, pur con buone intenzioni, non colgono il peso emotivo che una persona sta vivendo. Essere sincera con loro, spiegando che non si tratta di “accontentarsi” ma di rispettare il proprio benessere, può aiutarli a comprendere meglio. Spesso, nel tentativo di far star bene gli altri può succedere di trascurare i propri bisogni.
Il disagio che prova non va ignorato: è un segnale importante che merita ascolto e rispetto.
Lei ha diritto a sentirsi serena nella sua casa e nella sua vita. Ascolti ciò che sente: è il punto di partenza per prendere la decisione più giusta per sé.
Un caro saluto.
Dott.ssa Sara Tarantino
Stallo nella terapia e rabbia nei confronti del terapeuta. Cosa fare adesso?
Gentili dottori,
mi trovo in una strana situazione che condivido con voi perché non so come comportarmi. Sono in psicoterapia da circa due anni, perché due anni fa ho vissuto un evento traumatico nella mia famiglia d'origine che non sono mai riuscito ad elaborare completamente, e che si è sovrapposto ad ulteriori problemi che ho vissuto nella mia vita lavorativa. Penso che la terapia abbia potuto in parte tamponare i problemi permettendomi di resistere all'impatto, anche se ho dovuto anche trovare un supporto psichiatrico farmacologico per far andare via gli attacchi di panico (e poi ho chiesto anche allo psichiatra di tenere d'occhio il rischio che io potessi esordire).
In questo periodo però, dopo che la situazione che mi terrorizzava si è stabilizzata, e dopo una serie di cambiamenti per me imponenti (di lavoro, di casa, di conoscenze: io sono una persona estremamente insicura e abitudinaria) ho iniziato ad avvertire una crescente frustrazione per la terapia, e una crescente rabbia nei confronti del terapeuta. Non mi è del tutto chiaro perché. Le sedute sono diventate ripetitive e un po' superficiali e, forse per via anche della forte stanchezza da adattamento al nuovo lavoro, mi sono spesso bloccato, senza sapere cosa dire. Volevo provare ad approfittare della terapia per affrontare alcuni nodi irrisolti che mi accompagnano da sempre, legati al fatto di essere un po' "difettoso", cioè alla mia inettitudine sociale e relazionale e a quello che sospetto essere una specie combinazione fra il mio disturbo ossessivo e forse qualche tratto autistico.
Ma appunto ho avuto la sensazione che la terapia sia entrata in stallo. Non sono riuscito più a esprimere contenuti e mi sono bloccato mentre provavo a forzarmi. Ho sentito fastidio e vergogna. Il problema è che la mia perplessità iniziale si è velocemente trasformata in rabbia. Fra l'altro ricordo che una tendenza del terapeuta è stata spesso quella di spingermi ad esprimere la rabbia. Comunque adesso la rabbia è troppa ed è rivolta anche verso di lui. Con una scusa ho messo in pausa la terapia perché mi provoca frustrazione invece che sollievo. Non so esattamente come comportarmi, forse dovrei interrompere la terapia e smettere definitivamente? Oppure cambiare terapeuta? Non so, sono molto confuso, per questo chiedo il vostro consiglio.
La ringrazio per aver condiviso in modo così approfondito e onesto la sua esperienza. I percorsi terapeutici, soprattutto dopo eventi traumatici e in fasi di grandi cambiamenti di vita, possono attraversare momenti di stallo, confusione e l’emergere di emozioni intense come rabbia o frustrazione. Questi vissuti, per quanto difficili, non sono rari e spesso rappresentano elementi significativi del processo terapeutico.
Proprio per questo, quando emergono sentimenti di blocco o di rabbia anche nei confronti del terapeuta, può essere molto importante trovare uno spazio per parlarne apertamente all’interno della relazione terapeutica stessa, così da comprendere insieme cosa sta accadendo e quale direzione possa essere più utile in quel momento.
Cordialmente, Dott.ssa Sara Tarantino
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