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Esperienze

Ciao sono Sara, Biologa Nutrizionista, il mio lavoro è aiutare i miei pazienti ad avere un rapporto soddisfacente ed appagante con la propria alimentazione, e raggiungere risultati su ricomposizione corporeaperdita di pesoregolarità del cicloPCOSIBS/colon irritabiledisbiosidisturbi gastro-intestinalimalattie metabolicheeducazione alimentare e nutrizione per sportivi.


Come lavoro

  • Approccio evidence-based: niente diete “miracolose”, ma scelte che funzionano nel tempo.

  • Empatia e pragmatismo: obiettivi chiari, strumenti semplici, zero sensi di colpa.

  • Mindful eating e educazione all’autonomia: impari a gestire cibo, fame e allenamenti con serenità.

  • Salute a 360°: attenzione a benessere fisico e psicologico.

Prima visita (cosa succede)

  1. Anamnesi completa (stile di vita, attività fisica, sintomi GI, storia clinica).

  2. Valutazione corpo: misure antropometriche; BIA e plicometria quando utile.

  3. Piano personalizzato: strategia nutrizionale su misura, linee guida pratiche e indicazioni per l’allenamento in sinergia con la tua routine.

  4. Follow-up: monitoraggio e aggiustamenti graduali per consolidare i risultati.

In cosa posso aiutarti

  • Ricomposizione corporea e dimagrimento sostenibile

  • Regolarità del ciclo, PCOS e benessere ormonale

  • IBS/colon irritabiledisbiosi e nutrizione nelle patologie GI

  • Metabolismo e profili lipidici/glicemici

  • Nutrizione per sportive/i con attività regolare

  • Educazione alimentare e gestione degli “sgarri” senza ansia

Prenota la prima visita: iniziamo con obiettivi realistici e un percorso che rispetta la tua vita a 360°.

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  • Scienze dell'alimentazione
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21 recensioni

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  • S

    Mi sono sentita accolta e capita. La dottoressa è paziente,gentile e attenta è stata un ottima esperienza

     • Istituto Medico Toscano prima visita nutrizionistica  • 

  • V

    Brava e professionale.
    Entra subito in empatia.
    Ascolta molto e dettaglia professionalmente chiarendo le perplessità del paziente.

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  • G

    Professionalità e competenza, cortesia e puntualità, empatia e chiarezza nelle spiegazioni minuziosità nei dettagli... Mi ha messo a mio agio usando un linguaggio semplice e diretto. Ho trovato la dottoressa Bini una vera eccellenza, la consiglio vivamente!

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  • G

    Sara è una nutrizionista perfetta in tutti i sensi! Mi sono rivolto a lei perché volevo migliorare la mia composizione corporea e perché stavo ingrassando a vista d’occhio. Sara con la sua grande empatia e col suo meraviglioso sorriso è riuscita a crearmi una scheda nutrizionale perfetta che mi ha fatto raggiungere gli obiettivi in poco tempo! Oltre a questo è sempre super disponibile per consigli e altro

     • Istituto Medico Toscano visita nutrizionale  • 

  • G

    Mi sono rivolta a Sara dopo il parto, per perdere qualche chiletto rimasto e per sentirmi meglio.
    Non avrei potuto trovare di meglio!!!
    Persona disponibilissima, molto seria,che ascolta i bisogni di chi si rivolge a lei!!!
    In pochissimo tempo sono tornata più in forma di prima del parto e guadagnando un sacco di energia!
    Merita più di 5 stelle!!!!!!

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  • C

    La Dottoressa Sara mi ha aiutato e sta continuando ad aiutarmi nel mio percorso nutrizionale. I kili da perdere per me erano tanti ma grazie a lei ad ora sono a più di metà nel mio percorso. Oltre ad aiutarmi in questo mi sta insegnando a come bilanciare il tutto e come poter avere un ottimo piano alimentare con tutto ciò che mi soddisfa. È una Dottoressa/persona che ascolta e capisce cosa tu paziente stai chiedendo, empatica, simpatica e professionale. Grazie Dottoressa è diventata il MAI più senza.

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  • D

    Sara è un'ottima professionista ,e molto preparata e umana

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  • V

    Mi sono rivolta a Sara per perdere alcuni kg e ho trovato una professionista competente, preparata e attenta. Il piano alimentare che ha creato per me è stato davvero efficace e mi ha aiutata a vivere il cibo con più serenità. Sono felicissima di averla incontrata!

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  • A

    La dottoressa mi segue ormai da due anni. Il primo anno sono riuscita a dimagrire 10 chili raggiungendo un valore glicemico ottimale seguendo piani alimentari che pur avendo dei contenuti sempre simili permettono di non annoiare in quanto variano ad ogni controllo nella formulazione. Persona inoltre molto empatica, che sa ascoltare i pazienti e che cerca di incontrarne le esigenze senza pero' cedere nelle sue linee guida.

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  • B

    Ho trovato gentilezza e professionalità, attenzione alle mie esigenze con spiegazioni chiare e dettagliate..

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Insulino resistenza

Buon giorno , ho fatto il test della curva glicemica e insulinica. La glicemia basale è a 90. Mentre la glicemia sta nei limiti della norma. L'insulina basale è a 16. E nelle mezzora successiva sale fino a 120µU/mL. Mentre a 180 minuti è ancora a 78µU/mL.
È considerabile come insulino resistenza? Se così fosse , cosa consigliate? Considerando che ho seguito una dieta per mesi che non ha portato risultati è possibile che sia per questo motivo?

Salve, molto piacere.
Le rispondo come biologa nutrizionista, quindi mi concentro soprattutto su alimentazione e stile di vita; per una diagnosi vera e propria di insulino-resistenza e per eventuali terapie farmacologiche il riferimento resta sempre il suo medico / endocrinologo.

I suoi valori cosa fanno pensare?
Da quello che scrive:
-Glicemia basale: 90 mg/dL → nella norma
-Glicemia durante la curva: nei limiti
-Insulina basale: 16 µU/mL → già piuttosto alta come valore di partenza
-A 30 minuti: 120 µU/mL → risposta insulinica molto marcata
-A 180 minuti: 78 µU/mL → ancora decisamente sopra il valore basale

In generale, in una situazione di buona sensibilità all’insulina ci aspettiamo che:
-l’insulina a digiuno sia più bassa
-dopo il picco iniziale torni vicino ai valori basali entro le 2–3 ore

Nel suo caso, il fatto che:
-l’insulina parta già alta,
-faccia un picco molto elevato,
-e rimanga ancora alta dopo 180 minuti
è un quadro compatibile con iperinsulinemia e possibile insulino-resistenza compensata: il pancreas produce tanta insulina per tenere la glicemia nei limiti, e per ora ci riesce.

Non posso dirle “sì, è sicuramente insulino-resistenza” perché:
-servirebbe vedere tutti i valori della curva (glicemia e insulina a ogni punto)
-il suo quadro clinico completo (peso, circonferenza vita, familiarità, eventuali altre analisi).
Ma è assolutamente sensato che il suo medico valuti questo quadro come sospetto per insulino-resistenza.

Questo può spiegare la difficoltà a dimagrire?
Può contribuire, sì.
Quando c’è resistenza insulinica, il corpo tende a:
-“preferire” l’accumulo di grasso, soprattutto a livello addominale
-avere più facilmente fame, cali di energia, voglia di dolce, soprattutto se la dieta è ricca di zuccheri semplici o di farine raffinate
-rispondere meno bene alle classiche diete “uguali per tutti”

Detto questo:
l’insulino-resistenza rende il dimagrimento più lento e faticoso, ma non lo rende impossibile: serve solo un approccio più mirato su carboidrati, orari dei pasti e movimento.
Se lei ha seguito “una dieta per mesi” senza risultati, potrebbe essere che:
- il deficit calorico non fosse reale (magari troppo piccolo o compensato da spuntini, weekend, ecc.),
- la distribuzione di carboidrati durante la giornata non fosse adeguata alla sua risposta insulinica, mancasse il giusto tipo di attività fisica di forza (che è fondamentale per migliorare la sensibilità insulinica).

Cosa si può fare, in pratica?
Senza sostituirmi al medico, come nutrizionista in un quadro come il suo lavorerei su:
- Gestione dei carboidrati (non eliminazione totale):
preferire cereali integrali (riso integrale, farro, orzo, avena, pane integrale vero)
limitare zuccheri semplici, succhi, dolci, prodotti da forno industriali
evitare grandi quantità di carboidrati in un unico pasto, soprattutto alla sera
- Composizione del pasto:
ogni pasto principale con proteine adeguate (legumi, pesce, uova, carne magra, latticini se tollerati), sempre verdure in abbondanza (fibre → aiutano glicemia e insulina)
introdurre grassi “buoni” (olio extravergine, frutta secca, semi) per modulare l’assorbimento dei carboidrati
- Ritmo dei pasti:
evitare lunghi digiuni seguiti da pasti molto abbondanti
costruire pasti più regolari, completi, per ridurre i picchi di fame e di glicemia
- Movimento:
oltre all’eventuale attività aerobica, inserire (se non lo fa già) esercizi di forza/muscolari:
aumentare la massa muscolare è uno dei modi più potenti per migliorare la sensibilità all’insulina

A chi rivolgersi adesso?
Io le consiglierei:
-di portare i risultati della curva al suo medico / endocrinologo per una valutazione diagnostica (eventuali altri esami, uso o meno di farmaci/integrazioni);
- di impostare con una nutrizionista un piano alimentare specifico per insulino-resistenza, cucito su di lei (gusti, orari, lavoro, attività fisica), così che la dieta non sia solo “mangiare meno”, ma mangiare meglio in funzione della risposta insulinica.

In sintesi:
Sì, i valori che riporta sono compatibili con una possibile insulino-resistenza compensata e potrebbero essere uno dei motivi della sua difficoltà a dimagrire. Non è colpa sua, e non significa che “non funziona niente”: significa che serve un approccio più mirato.

Dott.ssa Sara Bini

Domande su Ipercolesterolemia

Buongiorno a tutti Dottori,
Mi chiamo Anna,ho 46 anni peso 58 kg per un altezza di 1/73 ho fatto sport al livello agonistico per 15 anni da altri 15 pratico Pilates e running per una buona forma fisica
Sono da tanti anni quasi vegetariana mangio a volte il pesce,non mangio formaggi e grassi saturi non fumo e faccio un aperitivo una volta a settimana
Da più di 12 anni il mio colesterolo e alto in totale 260/270 ho fatto con mio medico ,diverse prove sul alimentazione e sono stata a stecchetto per 3 mesi non toccando dolci, formaggi e alcool nulla mio colesterolo era li stesso anzi più alto di qualche valore.ero veramente demoralizzata
Il punto è che non sono molto favorevole alle statine, nonostante il mio dottore mi ha raccomandato di fare una terapia perché sicuramente è genetico,ma io essendo una sportiva ho paura di effetti collaterali i dolori muscolari e mal di testa in principale perché soffro già di emicrania e prendo il Max Alt al occorrenza
Grazie a tutti voi, mi potete aiutare a capire sé ce un modo di farlo abbassare senza le statine, posso fare qualcosa? E sé questi valori per la mia età sono pericolose
Cordiali saluti

Salve Anna, prima di tutto: lei sta già facendo tantissimo
Da quello che racconta, il suo profilo è questo:
-46 anni
-peso e BMI ottimi (58 kg per 1,73 m)
-sport agonistico in passato, ora Pilates e running da anni
-alimentazione quasi vegetariana, poco pesce, niente formaggi, pochi grassi saturi
-non fuma, alcol con grande moderazione
Capisco benissimo la sua frustrazione:
“Sono stata a stecchetto per 3 mesi… e il colesterolo era uguale, anzi più alto.”
Questo è proprio il classico quadro che fa pensare a un colesterolo a forte componente genetica: in pratica, il suo fegato tende a produrre più colesterolo del “normale”, indipendentemente da quanto lei stia attenta a tavola.
Non è colpa sua, non è un fallimento dello stile di vita: è una caratteristica biologica.

Quanto può fare davvero l’alimentazione in questi casi?
In un colesterolo “alimentare”, cioè molto legato a dieta scorretta e sedentarietà, cambiando stile di vita possiamo vedere cali anche importanti.
Nel suo caso, però:
-stile di vita ottimo
-dieta già molto pulita
-colesterolo totale fisso da anni su 260–270
Questo ci dice due cose:
-lei ha già messo in campo quasi tutte le armi non farmacologiche.
-l’alimentazione, da sola, in un quadro genetico può ridurre il colesterolo magari di un 10–15%, non molto di più.
Questo non significa che “non serve a niente”, ma che ha un margine limitato: quello che lei ha fatto è già tanto, e anzi le sta probabilmente proteggendo cuore e vasi da tanti altri punti di vista.

Ci sono ancora cose che può fare senza farmaci?
Qualcosa c’è, ma con aspettative realistiche. In generale, si lavora su:
-Fibre solubili: avena, orzo, legumi, frutta, semi di lino/macinate, semi di chia → aiutano a ridurre un po’ l’assorbimento del colesterolo.
-Frutta secca oleosa (noci, mandorle, nocciole): 20–30 g al giorno, all’interno di un piano calorico adeguato.
-Alimenti o integratori con steroli/stanoli vegetali: possono abbassare ulteriormente il colesterolo LDL, ma vanno usati in modo mirato e concordato col medico.
-Schema alimentare tipo “portafoglio” (portfolio diet) o mediterranea potenziata: cioè una combinazione strutturata di:
-legumi quotidiani
-cereali integrali
-frutta e verdura in abbondanza
-frutta secca
-pochi zuccheri semplici e prodotti industriali
Tutto questo, però, nel suo caso è più un affinare che uno “stravolgere” la dieta.
Come nutrizionista posso aiutarla a costruire un piano molto preciso su questi punti, ma onestamente non le prometterei un passaggio da 270 a 180 solo con la dieta, proprio perché il quadro sembra genetico.

I suoi valori sono “pericolosi”?
Qui bisogna essere onesti:
Non possiamo dire “sono pericolosi” o “non lo sono” guardando solo il colesterolo totale.
Va valutato il profilo completo di rischio:
valori di LDL, HDL, trigliceridi, pressione arteriosa, familiarità per infarto/ictus in età giovane, presenza di prediabete/diabete, eventuali placche alle carotidi o altri segni di aterosclerosi.

Detto questo, un colesterolo totale stabile da anni sui 260–270 a 46 anni, anche in una persona magra e sportiva, merita attenzione, proprio perché è una “quota fissa” che si accumula nel tempo sulla parete delle arterie.

Qui entra in gioco il medico/cardiologo, che valuta:
il rischio globale, non solo il numero del colesterolo
se la sua situazione rientra in un profilo per cui “possiamo continuare solo con stile di vita”
oppure se è più prudente aggiungere una terapia ipolipemizzante (statine o alternative).

La paura delle statine: comprensibile, ma va contestualizzata
Le sue paure (dolori muscolari, mal di testa, già soffre di emicrania) sono legittime. Molte persone hanno timore delle statine, anche perché se ne sente parlare spesso in modo allarmistico.
Alcuni punti importanti:
Gli effetti collaterali non sono automatici: molte persone le tollerano benissimo.
In caso di disturbi, esistono molecole diverse, dosaggi più bassi, somministrazioni a giorni alterni, farmaci non statinici (come ezetimibe, o altre categorie).
Nei casi in cui il rischio cardiovascolare è alto, non prendere nulla per paura degli effetti collaterali può, alla lunga, essere più rischioso del farmaco stesso.

Però la decisione finale chiaramente non è nelle mie mani (di nutrizionista), ma dev’essere frutto di un dialogo sereno tra lei e il suo medico/cardiologo.

In sintesi:
Sì, qualcosa si può fare ancora con lo stile di vita, ma nel suo caso il colesterolo sembra avere una forte componente genetica, quindi l’effetto della dieta da sola ha un tetto.
I suoi valori non sono un’urgenza, ma non vanno sottovalutati nel lungo periodo.
La scelta di evitare per principio qualsiasi farmaco va ponderata bene, perché il suo stile di vita è già al massimo e il margine “naturale” potrebbe non bastare. Magari potrebbe valutare di iniziare con degli integratori ad azione ipolipemizzante ed in base all'andamento poi valutare altro.

Dott.ssa Sara Bini
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