Dott.ssa Redaelli Francesca

Nutrizionista · Altro

Valbrona 2 indirizzi

20 recensioni

Esperienze

Con il mio approccio, disegniamo insieme un percorso nutrizionale personalizzato, che ti accompagnerà passo dopo passo. Ti aiuterò a scoprire la tua vera motivazione e a rafforzare la tua autoefficacia. Insieme, intraprenderemo un'educazione alimentare che rispetta i tuoi bisogni unici, permettendoti di raggiungere il tuo peso ideale senza rinunce estreme.

Nutrirsi bene non deve essere un sacrificio, ma un percorso verso il benessere. I mie piani alimentari sono il risultato di un'analisi approfondita della situazione globale di ogni paziente. Sono progettati per aiutarti a perdere peso senza stravolgere la tua vita con richieste alimentari irrealistiche e spesso inefficaci.
Creiamo piani nutrizionali personalizzati basati su un colloquio dettagliato, in cui esploriamo le tue condizioni di salute, le tue abitudini alimentari, il tuo stile di vita lavorativo e la gestione quotidiana. Il nostro obiettivo è offrirti soluzioni pratiche e sostenibili che si integrino perfettamente nella tua routine, portandoti a raggiungere i tuoi obiettivi di benessere senza stress eccessivo.
Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Scienze dell'alimentazione umana

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Prestazioni e prezzi

  • Prima visita nutrizionistica

    Da 90 €

  • Consulenza online

    Da 100 €

  • Analisi della composizione corporea

    Da 70 €

  • Consulenza nutrizionale

    Da 70 €

  • Controllo nutrizionale

    Da 70 €

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studio

Via Vittorio Veneto 68, Valbrona 22039

Disponibilità

Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio privato Dott.ssa Redaelli Francesca

Corso XXV Aprile, Erba 22036

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20 recensioni

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  • D

    Serietà e professionalità molto chiara nella spiegazione

     • studio prima visita nutrizionistica  • 

  • A

    Brava spiegazioni dettagliate ti fa sentire a proprio agio . Adesso tocca a me fare il bravo

     • studio prima visita nutrizionistica  • 

  • A

    Molto positiva e non intenzionata a stravolgere le abitudini che danno serenità

     • studio prima visita nutrizionistica  • 

  • V

    Sempre super gentile e disponibile molto professionale

     • studio consulenza nutrizionale  • 

  • P

    Professionale e cortese come sempre.
    La consiglio vivamente

     • studio analisi della composizione corporea  • 

  • C

    Seria e professionale. Sono riuscita a raggiungere il mio obbiettivo grazie a lei!!

     • studio controllo nutrizionale  • 

  • N

    Ottima presa in carico del paziente, disponibilità

     • Altro Altro  • 

  • E

    Molto disponibile,ti mette proprio a tuo agio e assolutamente professionale.

     • studio consulenza nutrizionale  • 

  • M

    Sono alcuni anni che conosco la dr.ssa Redaelli.
    È una persona cordiale e attenta alle esigenze del paziente. I piani nutrizionali li costruisce anche in base ai gusti personali.Con me hanno sempre dato dei risultati.La mia valutazione è più che positiva.

     • studio consulenza nutrizionale  • 

  • C

    Brava, chiara nelle spiegazioni!
    Ha una marcia in più

     • studio consulenza nutrizionale  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 27 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentili dottori,
chiedo una delucidazione su un argomento molto dibattuto (da quello che leggo online e sui libri specifici).
L’intolleranza al grano/frumento.
Esiste o no?
La scorsa estate ho fatto il test iGe per le intolleranze alimentari e sono usciti “pallini rossi” per alcune cose, tra cui il grano e la segale. Da brava inesperta (?), ma confermata dal mio medico di base, ho tolto i suddetti alimenti dalla dieta, stando bene o male a periodi alterni. Recentemente mi sono informata meglio su riviste e siti e trovo discordanza. C’è chi dice che il test iGE non ha validità scientifica e chi afferma il contrario. C’è chi parla di intolleranza al frumento e chi la nega… non ci sto più capendo niente e pertanto chiedo a voi, dottori, di delucidarmi. Grazie

Gentile Signora,
la sua confusione è assolutamente comprensibile: online (e purtroppo anche su alcuni libri e ambulatori) si trovano informazioni contraddittorie su grano, frumento e “intolleranze”. Provo a fare ordine, in modo scientifico ma chiaro.
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Partiamo dai TEST IgE
Qui è fondamentale fare una distinzione netta.
IgE specifiche: cosa indicano davvero
Le IgE sono anticorpi che indicano ALLERGIA, non intolleranza.
Un test IgE positivo al grano o alla segale significa sensibilizzazione allergica, che:
può essere clinicamente rilevante
oppure silente (cioè senza sintomi reali)
Il test da solo NON fa diagnosi
Conta sempre:
presenza di sintomi immediati (orticaria, prurito, gonfiore, difficoltà respiratoria, disturbi gastrointestinali rapidi)
relazione temporale chiara con l’alimento
Se lei non ha mai avuto sintomi allergici immediati, non si parla di allergia clinica, anche se le IgE sono positive.
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Esiste l’intolleranza al grano/frumento?
La risposta corretta è:
dipende da cosa si intende per “intolleranza”
NON esiste
una “intolleranza al grano” come quella al lattosio (enzimatica, misurabile, univoca)
ESISTONO invece condizioni diverse, spesso confuse tra loro:
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Le vere condizioni legate al grano/frumento
1. Allergia al grano (IgE-mediata)
Rara negli adulti
Sintomi rapidi e evidenti
Diagnosticata con:
IgE + storia clinica + test di provocazione
Non sembra il suo caso, da quello che descrive.
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2. Celiachia
Malattia autoimmune
NON dipende dalle IgE
Si diagnostica con:
anticorpi specifici (tTG, EMA)
biopsia
Se non è stata esclusa con esami specifici, va sempre esclusa, prima di togliere il glutine.
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3. Sensibilità al glutine NON celiaca (NCGS)
Questa è la più dibattuta, ma oggi riconosciuta dalla letteratura scientifica.
Non è allergia
Non è celiachia
I test IgE sono negativi
I sintomi sono intestinali e/o sistemici:
gonfiore
dolore addominale
stanchezza
cefalea
nebbia mentale
alvo alterno
La diagnosi è clinica, per esclusione, con:
eliminazione temporanea
reintroduzione controllata
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4. Problema NON con il glutine, ma con i FODMAP
Molto spesso il problema non è il glutine, ma:
fruttani (zuccheri fermentabili del grano e segale)
In questi casi:
si sta male con pane, pasta, pizza
ma non per il glutine in sé
bensì per la fermentazione intestinale
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E i “test per intolleranze”?
Qui è importante essere onesti:
Test IgG, IgE “per intolleranze”, biorisonanza, test con pallini colorati
NON hanno validità diagnostica per le intolleranze
indicano al massimo esposizione frequente, non un problema reale
Le principali società scientifiche (allergologia, gastroenterologia) NON li raccomandano.
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Perché togliendo il grano a volte si sta meglio?
Perché:
si riducono cibi ultra-processati
si abbassa il carico fermentativo
si mangia in modo più semplice
Il miglioramento NON è una prova diagnostica, ma un indizio da interpretare bene.
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conclusione (il punto più importante)
Non esiste una “intolleranza al grano” unica e misurabile
Esistono condizioni diverse, spesso confuse
I test che ha fatto non bastano per giustificare eliminazioni a vita
Eliminare il grano “alla cieca” può portare:
carenze
intestino più sensibile
rapporto conflittuale col cibo
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Cosa le consiglierei, da biologo nutrizionista:
Verificare che celiachia e allergia vera siano escluse correttamente
Valutare una prova guidata (non fai-da-te) su:
glutine
frumento
FODMAP
Lavorare su intestino e microbiota, spesso il vero nodo
Se vuole, posso aiutarla a capire se il suo problema è davvero il grano o qualcos’altro, e soprattutto come tornare a mangiare senza paura.
Ha fatto benissimo a chiedere chiarimenti.

Dott.ssa Redaelli Francesca

Buonasera, ho comprato un pacchetto di Rodeo (le patatine al mais). Prima di aprirle ho notato che la busta era stranamente gonfia, ma mio figlio (16 anni) ha insistito per aprirla e mangiarne una. Puo' essere pericoloso? Puo' esserci il rischio che sia botulino? Vi ringrazio.

Nel caso delle patatine al mais (come i Rodeo), una confezione gonfia nella stragrande maggioranza dei casi non è segno di pericolo.
Questi prodotti vengono confezionati in atmosfera protettiva, cioè con aria o azoto, per:

evitare l’ossidazione

mantenere la croccantezza

Per questo motivo la busta appare spesso gonfia già di suo. A volte può sembrare “più gonfia del solito” per:

variazioni di temperatura

trasporto

pressione esterna

Rischio botulino: molto improbabile

Dott.ssa Redaelli Francesca
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