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Esperienze

La Dott.ssa Raffaella Gervasoni è psicologa e psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale, consulente familiare e di coppia. È inoltre terapeuta EMDR, un approccio riconosciuto che facilita l’elaborazione dei traumi e degli eventi stressanti.

Svolge colloqui clinici conoscitivi finalizzati alla prevenzione, alla diagnosi e al sostegno psicologico, rivolti all’individuo, alla coppia e alla famiglia.

Si occupa in particolare di disturbi d’ansia e depressione, difficoltà relazionali e familiari, problematiche di coppia, nonché di supporto nei momenti di cambiamento personale e professionale.

Propone percorsi personalizzati che valorizzano la persona nella sua globalità, favorendo una maggiore consapevolezza di sé e lo sviluppo della capacità di compiere scelte autonome e responsabili.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia

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  • Colloquio psicologico

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  • Consulenza psicologica

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    70 €

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Dott.ssa Gervasoni Raffaella Psicologa

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15 recensioni

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  • L

    Sinceramente una professionista meravigliosa. Trasmette tutta la passione che nel suo lavoro, cercando insieme una chiave di lettura ad ogni incontro. Grazie.

     • Studio di psicologia Livorno colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Raffaella Gervasoni

    La ringrazio molto per il suo feedback. Cari saluti


  • C

    Della dottoressa Gervasoni apprezzo molto il mix tra l'ascolto empatico e la deterninazione nel cercare insieme chiavi di lettura di un dato argomento. Alla fine di ogni seduta porto via con me un pò della sua grinta e risolutezza. Professionale, dolce e solare.

     • Dott.ssa Gervasoni Raffaella Psicologa colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Raffaella Gervasoni

    La ringrazio molto per la sua descrizione sul mio modo di lavorare. Cari saluti


  • S

    Dai primi incontri sembrerebbe di avere a che fare con una professionista preparata e obiettiva.

     • Dott.ssa Gervasoni Raffaella Psicologa psicoterapia di coppia  • 

    Dott.ssa Raffaella Gervasoni

    La ringrazio di questa descrizione rispetto alla sua iniziale impressione con me.


  • S

    Dottoressa gentile, dolce, empatica. Impressione super positiva

     • Studio di psicologia Livorno psicoterapia di coppia  • 

    Dott.ssa Raffaella Gervasoni

    La ringrazio molto per questa sua descrizione


  • M

    Empatica e professionale, sono contenta e non vedo l'ora di tornarci.
    Consigliatissima Grazie Dottoressa

     • Studio di psicologia Livorno sostegno alla genitorialità  • 

    Dott.ssa Raffaella Gervasoni

    La ringrazio per il suo feedback


  • S

    Ho iniziato un percorso con la Dottoressa da qualche mese e mi sto trovando molto bene.
    La Dottoressa è sempre molto disponibile, puntuale, sa ascoltarti e soprattutto riesce a mettere il paziente a proprio agio, come è successo a me, già dal primo incontro.
    Ottima professionista!

     • Studio di psicologia Livorno colloquio psicologico  • 

  • J

    Sin da subito mi ha fatto sentire meglio, e dopo qualche settimana sento di dire di aver gia fatto grandi passi. Consigliatissima.

     • Studio di psicologia Livorno consulenza psicologica  • 

  • A

    Mi sto trovando molto bene con la Dottoresssa Gervasoni. La reputo molto professionale ed empatica, è riuscita a farmi sentire a mio agio fin dal primo momento. Sa ascoltare e capire i problemi. Sono molto fiducioso dell’efficacia di questi incontri.

     • Studio di psicologia Livorno colloquio psicologico  • 

  • F

    La dottoressa si è subito dimostrata molto empatica riuscendo a comprende il fulcro delle mie angosce, sulle quali stiamo tutt'ora lavorando.

     • Studio di psicologia Livorno colloquio psicologico  • 

  • A

    sto facendo un percorso insieme alla dott.sa da qualche mese. Dopo un’iniziale fase conoscitiva abbiamo concordato gli obiettivi e le strategie di intervento che hanno permesso fino ad oggi un netto miglioramento della mia persona che permettono una più soddisfacente condizione di benessere e di crescita personale, un grosso ringraziamento alla dot.sa Gervasoni.

     • Studio Dott.ssa Gervasoni - Pisa colloquio psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, ho una bimba di 4 mesi e mezzo. Ho paura a fare un po’ tutto con lei. È una bimba buona, urla solo quando ha sonno. Oggi ho provato ad andare al mare, ma ho visto altre 3 mamme con figli ancora più piccoli che li allattavano e io mi sono sentita inferiore perché io non ci sono riuscita e le do il latte artificiale. In più sgambettavano e ridevano mentre mia figlia è sempre molto seria..fatto sta che me ne sono andata dopo neanche mezz’ora anche perché aveva sonno e ha urlato. Mio marito è molto arrabbiato ma non riesco a superare questa cosa. Non parliamo poi della paura di andare al ristorante. Consigli?

Buongiorno. L'impressione che ho avuto dal suo messaggio è che lei sia molto attenta a sua figlia, che desidera che stia bene e sia felice, ed è comprensibile. In lei sento una preoccupazione per come si comporta la sua bambina di quattro mesi e mezzo, quando piange, magari perché é stanca, timore che forse è aumentato dal senso di responsabilità di voler essere una mamma davvero brava. Le paure, soprattutto con il primo figlio, sono molto comuni e diffuse, per questo è importante trovare delle modalità attraverso le quali riusciamo ad accettarle e ad affrontarle. Parlarne è un primo passo fondamentale, approfondirle con un professionista può aiutare agevolando questo processo di crescita nel compito di diventare genitori. Cari saluti, dottoressa Raffaella Gervasoni

Dott.ssa Raffaella Gervasoni

Ho 20 anni e questa è stata la relazione più intensa che abbia mai vissuto. È anche la prima volta in cui posso dire di aver amato davvero qualcuno.

La relazione è iniziata con un forte coinvolgimento emotivo reciproco. Fin dall’inizio ho percepito qualcosa di diverso rispetto alle esperienze precedenti: un legame profondo, autentico, che nel tempo è cresciuto fino a diventare amore.

Tuttavia, fin da subito ci siamo trovate a vivere la relazione in condizioni difficili. I principali ostacoli non erano interni al rapporto, ma esterni: in particolare la famiglia dell’altra persona e, in parte, anche la mia situazione familiare.

Questo ha comportato numerose limitazioni:

impossibilità di vivere la relazione apertamente

incontri molto brevi e sporadici

difficoltà nel comunicare liberamente

necessità costante di nascondere il rapporto

Nonostante queste difficoltà, ho investito molto nella relazione. Ho cercato di adattarmi, di essere paziente e di sostenere anche il suo disagio, nella convinzione che col tempo la situazione potesse migliorare.

Con il passare dei mesi, il mio coinvolgimento emotivo è aumentato significativamente. Ho iniziato a sviluppare un attaccamento molto forte, arrivando a immaginare un futuro insieme, cosa che non mi era mai successa prima.

Parallelamente, la relazione è stata caratterizzata da momenti di forte sofferenza per entrambe. Ci sono state diverse interruzioni, seguite da ritorni, proprio perché il sentimento era presente ma la situazione rimaneva difficile da sostenere.

Un punto di svolta è avvenuto quando l’altra persona ha deciso di parlare con un familiare della relazione. Questo, inizialmente, mi aveva fatto sperare in un possibile alleggerimento della situazione e in una maggiore libertà nel vivere il rapporto.

Invece, successivamente a questo evento, è stata presa la decisione di interrompere definitivamente la relazione.

Le motivazioni riportate riguardano:

la pressione e le aspettative familiari

il timore di conseguenze più gravi

la consapevolezza che la situazione stava generando sofferenza

anche alcune preoccupazioni legate al mio contesto familiare

La scelta è stata presentata come necessaria per il benessere di entrambe.

Io però faccio molta fatica ad accettarla. La mia percezione è diversa:

ero disposta a continuare nonostante le difficoltà

ritenevo che la situazione fosse gestibile nel presente

non percepivo un rischio concreto tale da giustificare una chiusura definitiva

Questo mi porta a sentire che forse le motivazioni non sono completamente allineate tra ciò che viene detto e ciò che viene vissuto.

L’aspetto più difficile da elaborare è che il sentimento sembra ancora presente da entrambe le parti, e che la fine della relazione non è dovuta alla mancanza di amore, ma a fattori esterni.

Dopo la rottura ho avuto una reazione emotiva molto intensa:

episodi di panico con difficoltà respiratorie

forte agitazione fisica (nodo allo stomaco, senso di oppressione)

difficoltà ad alzarmi dal letto e a svolgere attività quotidiane

pensieri costanti e intrusivi legati all’altra persona

perdita di appetito e di energia

Sento un dolore molto forte, sia emotivo che fisico, e ho la sensazione di aver perso una figura centrale nella mia vita.

Uno dei pensieri più ricorrenti è che il problema sia io:

che in qualche modo rovino le relazioni

che non sono in grado di mantenerle

che non sono “adatta” a rapporti duraturi

Allo stesso tempo, riconosco di aver investito molto:

ho cercato di esserci

ho fatto sacrifici

ho lavorato su me stessa

Questa contraddizione mi genera confusione: mi sento contemporaneamente “troppo” e “non abbastanza”.

Sto sviluppando anche una convinzione negativa rispetto alle relazioni:

che l’amore porti inevitabilmente sofferenza

che ogni rapporto sia destinato a finire

che forse sarebbe meglio evitare di coinvolgersi emotivamente

Attualmente mi sento:

emotivamente sopraffatta

molto stanca

confusa

bloccata nelle attività quotidiane

noi ci amiamo veramente tanto entrambi, ed è stata una scelta dolorosa da ambo le parti, ma non so bene come riuscire a superare questo momento di buio totale

Carissima,
direi che lei racconta una situazione e un vissuto che le causano, comprensibilmente molta sofferenza. Quando le famiglie ostacolano le relazioni amorose dei figli, o si oppongono, diventa difficile continuare a stare insieme, soprattutto quando si hanno vent’anni e siamo ancora dipendenti emotivamente e spesso economicamente. Immagino quanto vi siate dovute adattare per continuare a frequentarvi di nascosto, e con quali sacrifici.
Penso che sia molto difficile per lei accettare una chiusura che non avrebbe voluto, dato che i suoi sentimenti erano, o sono, così intensi da progettare un futuro insieme. È chiaro che questo dolore si manifesti intensamente sia a livello emotivo che fisico: quello che lei descrive sembrano sintomi di intensa ansia e di umore depresso, che purtroppo accompagnano spesso periodi di sofferenza, dovuti ad una perdita come questa, la rottura con una persona amata.
Sentire di essersi molto impegnata, di avere investito tanta energia emotiva e mentale in queste situazioni è comprensibile e, al contempo, temere di non aver fatto tutto il possibile o di non essere abbastanza. Così come perdere la fiducia nelle relazioni amorose dopo una chiusura è un effetto che avviene ma che di solito con il passare del tempo si attenua.
Per concludere, quello che lei sta vivendo è un periodo complicato, complesso e doloroso, che però può diventare occasione di ancora maggiore consapevolezza su se stessa e sul suo modo di stare in relazione.
Le auguro di utilizzare al meglio le sue capacità di adattarsi, di determinazione e di cura di sé che emergono dal suo racconto.
Cari saluti
Dott.ssa Raffaella Gervasoni

Dott.ssa Raffaella Gervasoni
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