Dott. Paolo Zerbinati

Psicologo · Altro

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Esperienze

Essere accogliente. Saper ascoltare. Poter stare anche in empatia.

Se a qualcosa posso pensare, e se questo pensare è un pensare con il paziente, credo che empatia, sostegno e accoglienza possano essere utili per aiutare il paziente a pensare quei pensieri che non riesce a pensare da solo, a sentire quello spazio interno che a volte non riesce a vedere, che sfugge e si ritrae.

Propongo sedute individuali -per adulti e adolescenti- e di coppia. Inoltre mi occupo di Plusdotazione negli adulti e nei minori, di Alta Sensibilità, di Supporto e Sostegno, di Counseling e Coaching psicologici (metodo Voice of Dialogue), di Mindfulness; faccio colloqui, consulenze e percorsi per individui, coppie e gruppi, somministro Test di QI per adulti e minori.

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  • Psicologia clinica

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  • Consulenza psicologica

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ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su consulenza psicologica

Buonasera ho 45 anni, non sono mai stata sposata e non ho figli. Dopo una convivenza durata 10 anni con una persona con la quale non è stato possibile proseguire un rapporto di coppia sano, ho incontrato un ciarlatano che voleva solo sesso (storia durata pochi mesi), fino a credere in uomo di 55 anni. Con quest'ultimo, che conoscevo da ragazzina e pur non avendolo mai frequentato credevo fosse una persona "per bene", ho trascorso gli ultimi tre anni della mia vita. Sembrava tutto perfetto. Lui, come me, era completamente libero...tante cose in comune. Credevo non mi potesse mai far del male e di poter costruire qualcosa di serio e concreto, ma si è rivelato tutto un bluff. Lui vive con la sorella maggiore (anch'essa single) e di fatto non si è mai impegnato con me, mettendo in atto tutta una serie di comportamenti decisamente infantili e che mi hanno fatta molto soffrire. Tantisdimo. Spesso mi faceva credere in un possibile futuro insieme, ad asempio quando mi invitava a trascorrere le feste con la sua famiglia (visto che non aveva mai portato una donna in casa).La cosa che mi addolora di più è che con lui ho provato con amore ad avere un figlio, peraltro dietro suo desiderio, cosa mai fatta prima in vita mia alla quale ho dato un'importanza grandissima. Una vera contraddizione a pensarci...visto che mi diceva di non essere pronto per una convivenza, che lo privavo della libertà e che non vedeva piùi suoi amici per stare con me. Io, invece, avrei voluto sposarmi. Rendendomi conto di non valere nulla per questa persona, dopo l'ennesimo furibondo litigio, non l'ho più cercato. Lui ha fatto altrettanto.

Sono passati tre mesi. Adesso sto malissimo perché sento di essere stata sfruttata, umiliata, un elemento d'arredo ...ma soprattutto non credo che io possa più incontrare qualcuno che mi ami davvero. I consigli classici sull'aprirmi alla vita, uscire con gli amici, fare sport, "amarmi" e bla bla bla non servono a nulla perché queste sono tutte cose che faccio già. Io so solo che basta un alito di vento per farmi piangere a dirotto. L'amore che ho dato a questa persona non ha lasciato un segno positivo, nulla di buono. In mente ho solo brutti ricordi, come quando dopo aver subito una fattura lui è partito con gli amici a sciare come se niente fosse o la sua risposta :"se vuoi posso aggiunger un altro giorno a settimana ". (La domanda era :"perché dormi da me solo venerdì e sabato? E se io avessi voglia di stare con te lunedì, martedì o qualsiasi altro giorno come mai non stabiliamo insieme?").

Io sento di essere una fallita. Una pagliaccia e che l'amore non esiste. Di contro sono terrorizzata al fatto di vivere una vita intera senza amore. Come si fa ad accettare questo? Tutti sminuiscono la mia situazione ma io mi sento la persona più triste del mondo. A volte penso che forse avrei dovuto accettarlo così com'è...tanto prima stavo male con quelle briciole ma ora è pure peggio. Grazie a chi vorrà rispondermi.

Leggo tanta sofferenza. Ci sono molti nodi da sciogliere in tutto questo dolore. Trovare qualcuno -ad es., ma io parlo per me, uno psicologo- che possa aiutare ad affrontare l'incertezza (o a volte la certezza fin troppo certa) che si cela nei nostri periodi -a volte molto molto lunghi- più difficili, può condurre a uno spazio di calma che ci permette di dare valore a noi stessi, al nostro tempo trascorso e a quel desiderio di mondo che ancora non siamo riusciti a conoscere o a interpretare. Vorrei un emoji -non prefabbricato- per dare un'immagine alle possibilità di dare e richiedere aiuto.

Dott. Paolo Zerbinati

Domande su psicoterapia

Salve a tutti, vorrei chiedervi un consiglio su una dinamica che mi sta stressando ultimamente.
È da 3 mesi che mi frequento con una ragazza, la quale mi piace molto esteticamente e abbiamo anche molti interessi comuni, e avrei il piacere di iniziare una relazione.
Purtroppo non mi trovo d'accordo con lei su un punto, lei posta foto osé sui social ed inoltre frequenta molti amici maschi, e spesso anche in contesti un po' ambigui (a casa da soli).
Ho chiesto se è possibile trovare un compromesso (tipo vederli in luoghi pubblici e anche più sporadicamente) ma lei mi dice che non devo preoccuparmi di queste cose, e che non può limitare la sua libertà solo perché non mi fido..dicendomi che dovrei avere solo fiducia
Ciò che mi frena è proprio questo, sento che voglia una eccessiva libertà, come se tutto le è dovuto.
Mi rivolgo a voi perché da sempre mi sono trovato in queste situazioni e non riesco a decidere.
Questo perché penso che quando ci si relaziona ci sono cose che non bisogna fare (cose ambigue) a prescindere, e non c'è nemmeno bisogno di dialogo per trovare compromessi.. cioè dovrebbe essere tutto spontaneo.
Cioè penso che in nome della libertà non si può pretendere la qualsiasi.
Io per amore e rispetto metto da parte alcuni miei bisogni perché penso che posso fare star male l'altro.
Il punto è che non capisco se la ragazza in questione vuole approfittarsi della mia fiducia oppure è una richiesta lecita, voi che ne pensate?
Inoltre vi chiedo, che tipo di percorso terapeutico dovrei affrontare per capire cosa non dovrei mai accettare dagli altri perché possono mettermi nella posizione di essere abusato (cioè a livello oggettivo)
La mia paura è che le mie richieste in amore e rispetto possano limitare ingiustamente la libertà altrui, ma non posso mica accettare tutto, altrimenti gli altri se ne approfittano.

Non saprei dire, così da parole scritte -non c'è un volto in video o un corpo in presenza, che sono il quasi tutto in una comunicazione e in una relazione-, non saprei dire una persona cosa potrebbe non dover accettare. E' possibile, in un percorso, capire cosa è accettabile e cosa sta dietro l'accettabile e ciò che non lo è. Ognuno di noi è la propria storia, con le proprie possibilità di cosa accettare e cosa no. Sì: essere la propria storia e da lì ripartire.

Dott. Paolo Zerbinati
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