Esperienze

Ciao a tutti, sono una Psicologa, Psicoterapeuta, Neuropsicologa e Practitioner EMDR.
Nel mio lavoro accolgo le persone con rispetto, ascolto profondo e uno sguardo attento alla loro storia, ai legami, ai traumi e alle risorse interiori spesso dimenticate.
Mi occupo in particolare di dipendenze emotive e comportamentali, sostenendo chi si sente intrappolato in legami disfunzionali, abitudini compulsive o cicli ripetitivi di sofferenza.
Utilizzo l’approccio EMDR per elaborare esperienze dolorose del passato, sbloccare emozioni cristallizzate e facilitare un nuovo equilibrio interiore. Questo metodo si è dimostrato particolarmente efficace anche in caso di traumi relazionali precoci, perdite, abusi o vissuti legati al rifiuto e all’abbandono.
Integro nella mia pratica strumenti di psicologia positiva, mindfulness, valutazione neuropsicologica e supporto motivazionale, con l’obiettivo di accompagnare ogni persona verso un cambiamento autentico, radicato e duraturo.
Credo in una psicoterapia che onori la persona nella sua interezza, che non si limiti a “curare il sintomo”, ma che aiuti a riscoprire il valore di sé, la direzione e il senso.
“Ogni ferita può diventare una porta verso una nuova possibilità di vita, se accolta con cura, ascolto e verità.”
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ha risposto a 21 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao, sono iscritta ad un sito di incontri e a gennaio circa mi ha contattato un ragazzo un po piu grande di me che ha iniziato a scrivermi e chiedermi di uscire frequentemente. io ho sempre rifiutato, perche a primo impatto pensavo sarebbero stati i soliti appuntamenti in cui perdi tempo. Un giorno a fine febbraio usciamo e passiamo un bel pomeriggio, io rimango piacevolmente sorpresa perche si rivela essere una persona con caratteristiche che ho sempre cercato: lavora in ambito finanziario, si allena molto, vive da solo ed è meta americano quindi parla inglese ma trovandomi in francia parliamo in francese. In piu ha una grande passione per la musica, canta e ha un contratto per un'etichetta discografica. Decido di dargli un'opportunità e lo ricontatto, usciamo piu volte , per lo piu vado a casa sua e rimango li a dormire. Non parliamo mai di aspettative ne nulla di tutto cio, ma quando sono con lui mi sento bene, mi fa scoprire nuove cose, mi affascina e anche dal lato fisico c'è attrazione. Tuttavia, se io mi comincio ad avvicinare , lui si distanzia: da che era lui quello che mi cercava ed insisteva, la situazione si capovolge, e lui inizia a non contattarmi piu, se non sono io che lo faccio. Quindi decido di affrontare il discorso e di dirgli che voglio una cosa seria e se lui no forse è meglio smettere di vedersi. Inizia una discussione in cui alla fine lui mi dice che vuole vedere dove la cosa porta, vuole lasciare le cose naturali e spontanee. Io inizialmente dico di no, poi mi lascio convincere perche ho pensato che avrei voluto continuare a vederlo, anche se scendo alle sue condizioni. le successive due volte lui mi dice di uscire in una data precisa ma all'ultimo momento mi dice che non c'è , che è molto impegnato.Io sono sicura che sia sicuramente una reazione alla discussione precedente. Gli chiedo se ce un motivo particolare per ignorarmi e che era meglio comunicarmelo chiaro e tondo. Invece lui dice ancora che è stato impegnato e mi propone di uscire in una data. Nel frattempo conosco un ragazzo molto bravo e che mi tratta bene e mi prometto di non uscire piu con il primo. Ripensando al suo comportamento, penso che mi abbia usata e che abbia utilizzato un modo di fare che non mi merito. Quindi dico che non ci sono per questa uscita senza fornire motivi. Tuttavia, sempre il ragazzo in questione mi dice che presto sarebbe partito per l'America e che ci sarebbe stato per vedersi in un giorno preciso. Di fronte a questo imminente trasferimento penso che un'ultima uscita sarebbe stata opportuna, con la convinzione che visto il suo comportamento non l'avrei piu idealizzato, l'avrei visto piu brutto e mi sarei convinta della mia scelta. Invece, uscendoci mi sono ricreduta: per l'ennesima volta il tempo passato con lui è stato bello, mi è piaciuta la sua personalita e tutto, mi da qualcosa di forte che l altro ragazzo non mi da. Scopro che non si trasferisce in America ma che avevo frainteso e lui avrebbe si cambiato casa ma sempre in Francia e avrebbe poi fatto un viaggio a giugno in America.
è chiaro che una relazione con una persona del genere non sarebbe possibile: lui mi respinge, non è coinvolto emotivamente anche se passiamo dei bei momenti insieme, le sue successive azioni parlano per lui. Dovrei sicuramente dare il mio tempo e i miei pensieri ad una persona che non mi tratti cosi. Ed invece, mi ritrovo a pensare a lui constantemente, a ripensare ai nostri scambi, quando pensavo mi fosse passata ed invece rivedendolo l effetto è stato contrario. Molto probabilmente non ci vedremo piu anche se vorrei..ho pensato di essere attratta dal suo personaggio piuttosto che dal vero lui, visto i suoi comportamenti, ma mi chiedo anche come sia possibile che io mi sia ossessionata cosi, quando la situazione iniziale era il contrario.Vorrei che capisse quanto valgo effettivamente e fosse lui ad inseguire me , non il contrario. Mi rimane sempre il pensiero che in realta saremmo stati bene insieme, se lui non fosse scappato e si fosse aperto ed è evidente che abbia del lavoro da fare su se stesso. Ma al tempo stesso non posso piu cercarlo, visto che mi evita e io voglio attrarre, non inseguire. Probabilmente con il tempo mi passerà, ma mi rimane sempre il pensiero di non aver fatto il possibile o di non averlo conosciuto meglio, per capire il suo passato, le sue relazioni visto che mi ha parlato di una convivenza passata. So cosa devo fare per me stessa ovvero cancellarlo dalla mia vita e non parlargli piu ma non è quello che voglio e quello che provo, anche se capisco che insistere non cambierebbe le cose ma le peggiorerebbe. A letto lui non è mai riuscito ad avere un rapporto completo, perche dopo un po'con una scusa o con un'altra si distaccava e finivamo a fare dei preliminari, penso questo possa essere un segnale di assenza di coinvolgimento emotivo o paura in questo senso. Non spetta a me capire questo ma avrei voluto fargli capire che potevamo essere veramente una bella coppia insieme, anche se non posso essere il mezzo per guarire dal suo passato. In piu, evita di guardare le mie storie sui social e lo fa raramente. C'è qualcosa che potrei fare per attrarlo o dovrei lasciare stare totalmente?

Ciao,
prima di tutto ti ringrazio per la sincerità con cui hai condiviso la tua esperienza. Non è facile raccontare certi intrecci emotivi, specie quando ci troviamo a vivere un conflitto tra ciò che sappiamo e ciò che sentiamo.
Quello che descrivi è un legame intermittente, dove la connessione c’è, è reale, ma non si stabilizza. Da un lato c'è l'affascinazione per qualcuno che risveglia emozioni intense, dall’altro il bisogno di una relazione solida, reciproca, nutriente. È come se fossi rimasta emotivamente sintonizzata su una frequenza che lui non riesce, o non vuole, sostenere.
Spesso, in psicologia relazionale, si parla di attivazione-disattivazione: l’altro si fa avanti, genera coinvolgimento, ma quando percepisce che l’altro (tu, in questo caso) si avvicina troppo, prende le distanze. Non sempre per cattiveria, ma per difese emotive, per immaturità relazionale, o per paura di perdere il controllo.
E chi è dall’altra parte, può sviluppare un attaccamento più forte proprio per l’alternanza tra presenza e assenza, tra apertura e chiusura: il nostro cervello tende a idealizzare ciò che appare irraggiungibile. E così, anche se sai che meriti di più, una parte di te continua a sperare che cambi, che si accorga del tuo valore, che ti insegua.
Hai fatto passi importanti: hai posto limiti, hai ascoltato te stessa, ti sei messa in discussione. Il fatto che lui non riesca ad avere un rapporto completo, che sfugga alla comunicazione chiara, che eviti persino il contatto visivo social, sono segnali eloquenti. Non sempre abbiamo bisogno di una spiegazione per validare quello che sentiamo: le azioni raccontano più delle parole.
Ti chiedi se si possa fare qualcosa per attrarlo. È comprensibile. Ma spesso la domanda più profonda è: perché desidero tanto attrarre chi non è disposto a restare?
La risposta non è un giudizio, ma un invito gentile a esplorare la parte di te che ha bisogno di essere scelta, riconosciuta, vista per davvero. Ed è lì che il lavoro su di sé può diventare trasformativo, non per capire o salvare l’altro, ma per riconoscere cosa meriti davvero tu, senza compromessi.
Non è debolezza provare nostalgia o pensare “avrei voluto mostrargli chi ero davvero”. Ma forse, più che con lui, ora è il momento di farlo con te stessa.
Se vorrai uno spazio protetto dove dare un senso a tutto questo, senza forzarti a “superare” in fretta, ma per comprendere profondamente, io sono qui.
Quando sei pronta a parlarne davvero.

Dott.ssa Nicoleta Pop Span

Salve prendevo di tanto in tanto almeno 2 o 3 volte alla settimana piccole quantità di metadone per non fumare l'ero poi ho smesso perché la quantità era irrisoria qualche goccia...ma dopo 8gg sono ancora in astinenza tipo un'influenza sento giornalmente che mi sento pochissimo meglio ma senza tachipirina e minias non riesco a far nulla... Dovrei sopportare ancora? perché non è proprio fortissima come astinenza...ne ho provate di più forti almeno 10 volte con tremori sudorazioni diarrea vomito ecc ecc.

È normale che dopo 8 giorni tu senta ancora una specie di “influenza da astinenza”, soprattutto con una storia di uso di oppiacei alle spalle.
Dal punto di vista medico:
Se hai febbre alta, vomito/diarrea forti, difficoltà a respirare, confusione o pensieri autolesivi, è necessario andare subito in PS.
Tachipirina e Minias non andrebbero gestiti a lungo da soli: il Minias in particolare può dare dipendenza, quindi è bene parlarne con il medico o il servizio che ti segue.

La psicoterapia qui è molto importante, non solo per “sopportare l’astinenza”, ma per lavorare su: gestione del craving e delle situazioni‑triggers, regolazione emotiva (ansia, vuoto, irritabilità, insonnia), prevenzione delle ricadute e costruzione di alternative sane alla sostanza.

Un percorso psicoterapico (meglio se integrato con un servizio per le dipendenze) può aiutarti a: dare senso a quello che stai vivendo adesso, non vivere l’astinenza come una punizione, ma come una fase di passaggio, costruire un piano concreto per i prossimi mesi (strategie giornaliere, rete di supporto, obiettivi).

Se non lo stai già facendo, ti suggerisco di contattare il medico/SerD per la parte farmacologica e di monitoraggio fisico ed iniziare una psicoterapia .

Dott.ssa Nicoleta Pop Span
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