Esperienze

Sono il Dott. Massimiliano Rielli ricevo pazienti a Salerno per percorsi di psicoterapia, psicoanalisi e di cura per l'adulto, il bambino e l'adolescente che soffrono e sono in difficoltà.

I sintomi per cui ci si può rivolgere sono diversi e vengono presi in cura secondo le caratteristiche particolari di ciascuna persona: ansia, attacchi di panico, depressione, pensieri suicidari, malessere fisico, problematiche nella sfera sessuale, autismo, ADHD, problematiche relative alla infanzia e adolescenza, ma anche un malessere non ben definito.

La mia formazione: laurea triennale in "Scienze e tecniche psicologiche per la persona, il gruppo e le istituzioni" presso "La Sapienza" a Roma e laurea magistrale con lode in Psicologia Clinico-dinamica presso l'Università di Padova, iscritto all'albo degli psicologi della regione Veneto n° 11058.

Analizzante. Membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano e della Associazione Mondiale di Psicoanalisi (AMP).

Specializzazione con lode come psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico lacaniano presso l'Istituto Freudiano di Roma.

Tutor allievi in formazione presso Istituto Freudiano di Roma.

Nel corso di questi anni ho fatto esperienza clinica nei servizi per la Salute Mentale di Padova (Centro di Salute Mentale e Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), praticando colloqui individuali e collaborando alle attività di reparto (gruppi verbali e di arteterapia) rivolte ad utenza psichiatrica adulta.

Grande ambito di interesse è per me quello della clinica del bambino (autismo, ADHD, psicosi infantili), dei disturbi psicosomatici e della sofferenza espressa mediante il corpo.

Ho partecipato come volontario al progetto di Servizio Civile "Informacancro Nord" presso l'Istituto Oncologico Veneto di Padova, collaborando con l'equipe di psiconcologia.

Esperienza clinica nei servizi di salute mentale di Padova (centro di salute mentale e SPDC), collaborando alle attività rivolte ad utenza psichiatrica, esperienza anche presso l'Unità Operativa di Salute Mentale dell'ASL di Salerno.

Formazione psicoanalitica lacaniana. Specializzazione in psicoterapia - Psicoanalisi.

Ho lavorato nell'ambito delle dipendenze patologiche in comunità per adulti, seguo minori rientranti in quadri di autismo e psicosi infantile e adolescenti che manifestano disagio. Lavoro inoltre con adulti per la diagnosi e cura di psicopatologie.

Nella pratica clinica mi baso sulla parola e il discorso della persona che si rivolge al terapeuta poiché sofferente. Un percorso di psicoterapia o psicoanalisi non impone nulla alla persona, la aiuta a saper leggere cosa le causa sofferenza, cosa le crea ostacoli, per poter trovare nuove strategie favorenti la propria vita. e ritrovarsi proprio quando ci si sente persi.

Partecipo a conferenze e giornate di studio nazionali e internazionali presentando e commentando casi clinici.

Pubblicazioni recenti in ambito clinico:

"Sulla non divisione dell'autismo" in Attualità Lacaniana, n. 36, Rosenberg & Sellier editore, dicembre 2024.

"En suivant Dario, pas sans sa famille", in Mental, n. 52, Revue Mental editeur, 2025.

Ricevo in presenza a Salerno.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia
Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicosomatica
  • Psicoterapia psicoanalitica

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico


  • Psicoterapia di gruppo


  • Visita a domicilio


  • Test psicologici


  • Superamento di eventi traumatici


Indirizzo

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Massimiliano Rielli

Via Torquato Tasso, 43, Salerno 84121

Disponibilità

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Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, mi chiamo Simonetta ed ho 55 anni. Sono sposata ed ho 2 figli di 19 e quasi 15 anni. Da qualche tempo mi trovo in un turbinio emotivo, dal quale lentamente sto uscendo. Ciò perché gli equilibri familiari si sono scardinati, e come tutti ho dovuto abituarmi a parlare e non con l’adolescenza, confrontarmi ma poi o litigare o chiudermi in me stessa con il marito. Ora, la figlia maggiore studia in altra città e quindi io ci sono sempre, ma in modalità non difensiva, e spartitrice di rassicurazioni e stimoli per lo studio e qualche raccomandazione … mentre il ragazzo sta avendo i segnali di voler essere autonomo e indipendente. Sono sempre guardinga, e controllore cercando un margine di empatia. E mi capita di ritornare in quel tunnel, anche se ho fatto esperienza! Cerco di allontanarmi dalle provocazioni del figlio che talvolta emette, e dall’altra discuto con il marito in modo più riflessivo.
Tuttavia, non mi sento in armonia.
Come si fa a farsi piacere un nuovo equilibrio fatto di riscontri, o sensazioni o discussioni che non piacciono? O che non sono nelle mie corde?
Premesso che la crisi adolescenziale ha risollevato dal mio passato cose poco gradite (figura materna non empatia, che ora in età avanzata è egoismo…con tutte le sue sfumature subdole e non) modificando il quadro della famiglia di origine, e il risultato relazionale attuale lo percepisco poco in sintonia con il mio carattere di partenza.
Tutti noi cambiamo ed evolviamo, ma lo spirito di libertà, l’ottimismo, l’allegria e l‘indipendenza sono aspetti che mi riconosco e che ora vedo si sono adattati ad un contesto in evoluzione si, ma che difficilmente può rientrare all’origine.
Quindi come faccio a farmi piacere ciò che la mia natura mi direbbe non essere?
L’adolescenza mi ha prodotto impotenza, la crisi emotiva personale nella famiglia di origine mi ha portato al distacco parziale emotivo, la disabilità peggiorata nel tempo di mio marito, mi sta mettendo in crisi perchè non accompagnata alla sintonia mentale, di sensazioni, di espressione delle emozioni… ed ogni tentativo viene malinteso o deriso….

Questo interrogativo mi sorge dopo una serie di riflessioni che ho fatto con me stessa, dopo alcuni piccoli percorsi di crescita personale e approfondimenti. Peró questo è ciò che provo spesso.

Vedendo una ragazza che manifesta libertà e voglia si di realizzarsi, ma con le modalità di un bradipo, che il marito in conseguenza alla malattia non riesce a smontare, mentre io ho passato anni a incitare fatica, pro attività, concessione a goccia di soldi/uscite …non mi fa ben.

Poi il mio corpo è in trasformazione, con una volontà che vacilla sempre di più, per volermi bene e curarmi meglio come dovrei… insomma raccolgo risultati che non mi piacciono e non mi mettono a mio agio.
Che si può fare?
Attendo e ringrazio a chi mi darà suggerimenti.

Sicuramente è opportuno parlarne all'interno di un suo spazio privato, in un colloquio psicologico.

Dott. Massimiliano Rielli

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