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Esperienze

Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia – Psicologa Iscritta all'Albo A degli Psicologi del Lazio (n. 30830) Psicologa con formazione in Psicologia Clinica e Giuridico-Forense. Mi occupo di benessere psicologico lungo tutto l'arco della vita, dall'infanzia all'età adulta e anziani, con percorsi di sostegno individuale, familiare e di coppia. Offro supporto in situazioni di ansia, stress, disturbi dell'umore, difficoltà relazionali o di autostima, e accompagno le persone nei momenti di crisi, lutto o cambiamenti significativi. Lavoro anche nell'ambito della psicologia perinatale, con attenzione alla triade madre-padre-bambino e alla prevenzione della depressione post partum. Svolgo attività di consulenza e formazione per scuole e professionisti su educazione emotiva, gestione dei conflitti e promozione del benessere. Collaboro con insegnanti, medici, avvocati e assistenti sociali per interventi integrati di sostegno e prevenzione. In ambito giuridico-forense mi occupo di valutazioni psicologiche del minore, osservazioni familiari, analisi delle competenze genitoriali e Consulenze Tecniche di Parte (CTP) nei procedimenti civili e penali. Promuovo percorsi di empowerment, potenziamento cognitivo-emotivo e crescita personale per bambini, adolescenti e adulti, anche attraverso tecniche espressive e narrative. Credo in una psicologia concreta e rispettosa della storia di ciascuno, capace di restituire alla persona la propria forza e autonomia interiore. Ricevo in studio  Piazza delle Regioni, 14, 58015 Albinia (GR)  e online.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia perinatale
  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica

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  • Superamento di eventi traumatici

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Martina Celeste Bertuglia
Studio Dottoressa Bertuglia Martina Celeste

Piazza delle Regioni, 14, Piano terra, Orbetello 58015

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9 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Spiegazioni dettagliate
  • Efficacia del trattamento
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  • C

    Ogni volta che ho terminato un trattamento mi sono sentita sollevata e piena di speranza. La dottoressa Martina è sempre stata attenta a farmi sentire a mio agio e mi sta aiutando molto a trovare la forza dentro di me per vivere con più consapevolezza e serenità. Grazie ancora dotttoressa

     • Studio Dott.ssa Bertuglia & Dr.Bertuglia sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sapere che il percorso le stia lasciando maggiore consapevolezza, serenità e fiducia nelle sue risorse è molto importante. Il lavoro fatto insieme nasce anche dalla sua capacità di mettersi in gioco e ascoltarsi con autenticità. Le auguro di continuare a riconoscere e valorizzare questa forza anche nel tempo.


  • M

    È stato il mio primo percorso psicologico, ero un po’ dubbioso. La dottoressa è riuscita a tirare fuori molto da me e mi sono visto con occhi diversi.

     • Studio Dottoressa Bertuglia Martina Celeste primo colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio molto per le sue parole. Sono contenta che sia riuscito a vivere questo percorso con apertura e che abbia potuto guardarsi con occhi diversi. È stato un lavoro importante, costruito insieme e le auguro di continuare a portare con sé questa nuova consapevolezza, anche fuori dal percorso terapeutico .


  • A

    Oggi ho avuto un primo colloquio con la dottoressa è stata molto attenta ad ascoltarmi . Consiglio a tutti di seguire.

     • Studio di consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Mi fa piacere sapere che si è sentita ascoltata: un primo incontro sereno e attento è il passo iniziale per costruire un percorso significativo.


  • P

    Con mia figlia la dottoressa è stata disponibile, competente e professionale nell’affrontare le difficoltà emerse. Ha saputo supportare anche noi genitori, offrendo strumenti concreti per un percorso educativo positivo. La consiglio a chi cerca un professionista preparato e attento alla famiglia nel suo insieme.

     • Studio Dott.ssa Bertuglia & Dr.Bertuglia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio vivamente per la sua condivisione. È stato un piacere poter accompagnare vostra figlia e sostenere anche voi genitori in questo percorso. Credo molto nel lavoro condiviso con la famiglia, perché è fondamentale per costruire cambiamenti solidi e duraturi. Vi auguro un buon proseguimento del vostro cammino.


  • V

    Ottima esperienza, con professionalità ed empatia mi ha aiutato ad affrontare la situazione problematica che stavo vivendo . La consiglio vivamente.

     • Studio Dott.ssa Bertuglia & Dr.Bertuglia consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio per il suo riscontro positivo, sono lieta che abbia percepito empatia e supporto.

    Chiedere aiuto non è sempre semplice e richiede coraggio: nonostante le difficoltà, lei ha scelto di farlo e questo rappresenta un passo molto importante.


  • A

    Consiglio vivamente la dottoressa Martina Celeste Bertuglia. Si è dimostrata una professionista estremamente competente, attenta e disponibile. La sua capacità di ascolto e la sensibilità nel comprendere le esigenze altrui fanno davvero la differenza.

    Esperienza molto positiva: bravissima sotto ogni aspetto.

     • Studio Dottoressa Bertuglia Martina Celeste  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    Ringrazio di cuore per aver condiviso la sua esperienza e che sia stata cosi positiva.

    La relazione terapeutica rappresenta un elemento fondamentale del percorso e il traguardo raggiunto è frutto di un lavoro di squadra costruito insieme.


  • M

    Psicologa molto professionale, empatica e attenta all’ascolto. Riesce a mettere le persone a proprio agio e dimostra grande competenza. Consigliata per chiunque.

     • Studio Dottoressa Bertuglia Martina Celeste  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio per la sua recensione e per aver condiviso la sua esperienza. Sono lieta che nel suo percorso sia sia potuta sentire a proprio agio: è proprio da li che può nascere un cambiamento significativo


  • A

    Una persona molto competente, sensibile ed empatica. Mi ha aiutato molto. Sono veramente soddisfatto.

     • Studio Dottoressa Bertuglia Martina Celeste  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    La ringrazio per il suo riscontro positivo e sono lieta che il percorso sia stato per lei utile e soddisfacente.


  • P

    Mi sono trovato bene con la dottoressa, mi ha fin da subito messo a mio agio e ho trovato comprensione, inoltre super disponibile

     • Studio Dottoressa Bertuglia Martina Celeste  • 

    Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

    Grazie per la sua recensione e per aver condiviso la sua esperienza. Sono felice che si sia sentito a suo agio e ascoltato: per me è molto importante creare uno spazio di comprensione e disponibilità per ogni paziente.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sono una ragazza di 20 anni. Scrivo qui perché dagli ultimi 5 mesi non riesco più a provare emozioni piacevoli e a sentirmi coinvolta negli avvenimenti. È come se tutto fosse ovattato e privo di intensità e avendo avuto modo di sperimentare emozioni forti in passato la differenza è percepibile. Inoltre non ho più desiderio sessuale. Ho paura che si tratti di una condizione permanente. Ho sempre avuto una forma di ossessione verso lo studio, è sempre stato un rifugio per me, soprattutto durante i cinque anni di liceo in cui i miei litigavano molto e mia madre si tagliava di fronte ai miei occhi. Tuttavia, adesso mi sembra di aver perso la motivazione verso qualsiasi attività, compreso lo studio. Negli ultimi giorni vedo dei peggioramenti, ho molte crisi di pianto e sto sempre a letto, anche se ad un certo punto mi vengono tanti sensi di colpa per come mi sento e per il tempo che sto sprecando. Mi sento un po' in trappola, come se volessi cambiare la situazione ma non riuscissi, in una specie di limbo da cui non riesco a uscire. Ho smesso di coltivare i rapporti sociali perché mi sento fortemente distaccata, tanto da aver saltato tutte le lezioni all'università nell'ultimo mese per stare in stanza da sola. Mi chiedevo se tutto questo potesse derivare da eventi passati che mi hanno segnata. Aggiungo che ho avuto una relazione piuttosto turbolenta con una ragazza, iniziata due anni fa e conclusa qualche mese fa. Mi ha lasciata più volte in maniera improvvisa nel corso della relazione, dandomi sempre tante colpe. La prima volta in particolare mi ha lasciata esattamente lo stesso giorno in cui mio padre se ne andò di casa. Il fatto è che ho sempre dato molto peso alle sue parole e penso che a partire da questi momenti la mia autostima sia venuta meno. Inoltre non ho mai smesso di sognare momenti passati con lei in cui mi diceva cose che mi hanno fatta soffrire. Non capisco perché questi sogni si ripresentino nonostante adesso non penso di essere più legata a lei dal punto di vista sentimentale. Dopo di lei ho avuto una storia molto breve con un ragazzo con cui pensavo sarebbe andata bene dato che sentivo di aver voltato pagina. Poi ho avuto il covid e lui ha approfittato di questo momento per lasciarmi a distanza. Da lì ho avuto un altro crollo, ma non perché sentissi di provare qualcosa nei suoi confronti, ma perché sentivo di nuovo di avere qualcosa di sbagliato, come con la mia ex. Tornata all'uni dopo un periodo in dad pensavo di poter cambiare aria trascorrendo più tempo con una collega con cui era nata una forte amicizia. Tuttavia, lei non mi parla più a causa del mio distacco sui social nel periodo in dad (dovuto al mio malessere) e da lì, avendo una forte tendenza a cercare di sistemare le situazioni, non ho fatto altro che provare con tutte le mie forze a ricostruire qualcosa, ma nulla. Mi ha dato solo false speranze. Anche in questo caso mi sono colpevolizzata molto, finendo per pensare ossessivamente a questa situazione. Dopo mesi ho perso completamente la voglia di impegnarmi nei legami. Ho solo coltivato un legame con una persona a distanza, che mi è stata vicino, ma ogni volta che sorge l'ipotesi di vederci di presenza trovo delle scuse. il fatto è che sono molto negativa, mi sento un peso per il mio stato d'animo attuale e non so come affrontare questa situazione. Cosa mi consigliate di fare?

Quello che descrive non sembra “pigrizia” né mancanza di volontà. Dal modo in cui racconta la situazione emerge una sofferenza importante che sta coinvolgendo più aree della Sua vita: emozioni, energia, relazioni, studio, autostima e capacità di sentirsi coinvolta negli eventi. Il fatto che percepisca tutto come “ovattato”, che si stia isolando, che passi molto tempo a letto e che abbia perso interesse anche per attività che prima erano centrali per Lei, merita attenzione e non va minimizzato.

Inoltre ha attraversato diversi eventi emotivamente molto pesanti: conflitti familiari, episodi traumatici vissuti in casa, relazioni instabili e svalutanti, abbandoni improvvisi, senso di colpa costante e la tendenza a caricarsi addosso la responsabilità di ciò che accade nei rapporti. Quando una persona vive per molto tempo in tensione emotiva o nel timore di perdere legami importanti, può arrivare a sentirsi svuotata, distaccata o “spenta”, quasi come se il sistema emotivo andasse in protezione.

Il fatto che continui a sognare alcune situazioni dolorose non significa necessariamente che sia ancora legata sentimentalmente alla Sua ex partner. Spesso il cervello continua a riproporre esperienze che hanno colpito profondamente l’autostima, il senso di sicurezza o il valore personale, soprattutto se vissute con intensa sofferenza emotiva.

La cosa importante è questa: il fatto che oggi si senta così non significa affatto che questa condizione sarà permanente. Quando si resta dentro il malessere per mesi è facile convincersi che “ormai si è diventati così”, ma molto spesso non è così. Quello che descrive è qualcosa su cui si può lavorare, soprattutto se affrontato con un aiuto adeguato.

Il mio consiglio concreto è di non affrontare tutto questo da sola e di iniziare un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta. Non perché ci sia “qualcosa di sbagliato” in Lei, ma perché in questo momento sembra molto affaticata emotivamente e intrappolata in dinamiche di autosvalutazione, isolamento e rimuginio che da sola fatica a interrompere. Un professionista potrebbe aiutarLa a comprendere meglio ciò che sta accadendo, dare un senso alle esperienze vissute e soprattutto recuperare gradualmente contatto con sé stessa, con le emozioni e con la propria quotidianità.

Le direi anche di non aspettare che la situazione “passi da sola”, soprattutto considerando il peggioramento recente con crisi di pianto, ritiro sociale e perdita di motivazione generale. Chiedere aiuto adesso può fare molta differenza.

Nel frattempo provi a non giudicarsi continuamente per come sta. Una persona in sofferenza tende spesso a colpevolizzarsi anche per il fatto stesso di stare male, ma questo finisce soltanto per aumentare il blocco e il senso di fallimento. In questo momento non ha bisogno di dimostrare di essere forte da sola: ha bisogno di essere sostenuta e compresa in modo adeguato.

Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia

Buongiorno sono mamma bis, un bimbo di 6 anni, una bimba di 1 anno. Tra poco devo tornare al lavoro, pur non avendone voglia, anche se mi piace, ho studiato tanto. Come affrontare il ritorno in serenità? Premetto che sono sempre sola con i bimbi, sono bravi la piccola dorme pochissimo, il marito poco presente, lavora molto e su turni notturni. I nonni non sono disponibili, amici non ne ho, alcuni persi, altri non ne potevo più. Ma va bene così non mi interessa più. Oltre al mio ritorno ci sarà da affrontare l'inserimento al nido della piccola, con relativi pianti e disperazione da parte mia. Se avessi avuto un parente non l'avrei mai portato, ma sono obbligata. Come fare?
Grazie
E.

Quello che descrive è una condizione di carico molto elevato, più che una semplice “difficoltà di rientro al lavoro”. Qui non c’è solo il ritorno lavorativo, ma una gestione quotidiana quasi completamente sulle sue spalle, con due bambini piccoli, poche o nessuna reti di supporto e un bambino in fase di inserimento al nido. In questo contesto, la fatica e la resistenza emotiva che sta già anticipando sono comprensibili.

Il punto centrale non è “riuscire a farcela senza soffrire”, ma costruire una modalità sostenibile per attraversare questa fase. Quando le risorse esterne sono limitate, diventa fondamentale lavorare su due livelli: organizzativo e mentale.

Sul piano organizzativo, anche piccoli supporti strutturati possono fare differenza (anche se minimi): routine il più possibile prevedibili, riduzione delle decisioni quotidiane non necessarie, e se possibile accordi chiari con il partner rispetto a momenti specifici di presenza e responsabilità. Anche una presenza non continua, ma stabile in alcuni punti fissi della settimana, può ridurre il carico percepito.

Sul piano emotivo, è importante distinguere tra la sofferenza inevitabile del cambiamento (come l’inserimento al nido e il distacco) e la tendenza a trasformare questa sofferenza in qualcosa di insostenibile o “sbagliato”. Il pianto e la fatica in queste fasi sono reazioni frequenti, soprattutto nei genitori con forte coinvolgimento affettivo. Non sono un segnale che sta facendo qualcosa di errato.

Un aspetto delicato che emerge è anche il senso di isolamento e la rinuncia progressiva alle relazioni sociali. Quando si è in una condizione di sovraccarico, è frequente “chiudere” anche i legami, ma nel lungo periodo questo tende a ridurre ulteriormente le risorse disponibili. Anche un solo contatto di supporto, se realistico, può avere un impatto.

Infine, sì: in una situazione come questa può essere molto utile un supporto psicologico, non perché ci sia qualcosa che non va, ma per avere uno spazio in cui rielaborare la fatica, gestire il senso di colpa e costruire strategie concrete di regolazione emotiva e organizzazione della quotidianità.
L'obiettivo non è di affrontare tutto “in serenità perfetta”, ma di rendere questa fase gestibile senza sentirsi costantemente al limite.

Dott.ssa Martina Celeste Bertuglia
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