Dott.ssa
Marta Nizzero
Terapista del dolore
·
Anestesista
Chirurga generale
Altro
Verona 1 indirizzo
Esperienze
Anestesista Rianimatore con particolare expertise in Terapia del Dolore e Palliativa.
Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Padova (2016)
Esperienza come Medico Assistente in Pediatria presso Locarno Svizzera (EOC)
Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore presso l'Università degli Studi di Verona (01/2025)
Aree di competenza principali:
- Terapia del dolore
- Medicina d'emergenza-urgenza
Principali patologie trattate
- Articolazione
- Coccigodinia
- Colon irritabile
- Cervicalgia
- Artrosi
- +2 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
-
Consulenza online
40 € -
-
Infiltrazione
100 € -
Indirizzi (2)
Viale del Lavoro, Verona 37121
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Recensioni
2 recensioni
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L
L.G.
La Dr.ssa Nizzero è un'eccellente professionista ma in lei ho altresì trovato molta empatia e umanità. La visita é stata esaustiva e la terapia per il mio problema di schiena efficace. La consiglio vivamente.
• Studio Online Dottoressa Marta Nizzero • consulenza online •
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A
Antonio Murano
Ottimo professionista! Molto consigliato!
Professionalità e disponibilità top• Visite a Domicilio • infiltrazione •
Dott.ssa Marta Nizzero
Grazie molte del prezioso riscontro!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno ho 30 anni donna, sono stata in ospedale in osservazione per 1 notte per occlusione intestinale che attesta la tv con mdc. Mi hanno dimessa dopo che mi ha vista il chirurgo e visitata(sono migliorata con mal di pancia e non ho piu vomito) questa situazione è iniziata a 3 giorni dopo assunzione di brufenlik per altri dolori (ho il reflusso e quindi gia sentivo nausea ma non ho stoppato nulla perché non pensavo arrivassi a sto punto di ieri 5novembre)
Questo il referto della tc se potete darmi un secondo parere
Il referto evidenzia diverse problematiche:
Distensione Intestinale: È presente una discreta distensione delle anse intestinali digiunali e ileali (parte dell'intestino tenue) con contenuto liquido e alcuni livelli idroaerei. Il calibro si riduce nella fossa iliaca destra, senza un'immagine di "stop" evidente, il che potrebbe suggerire un ileo (blocco intestinale) parziale o funzionale piuttosto che un'occlusione completa.
Versamento Addominale: È stato riscontrato del liquido libero (versamento) in diverse aree dell'addome: perisplenica (vicino alla milza), peri- e sottoepatica (vicino al fegato), nella fossa iliaca destra e, in modo più cospicuo, nello scavo pelvico (massimo spessore di circa 3,5 cm). Non è stata rilevata aria libera nell'addome.
Annesso Destro: L'ovaio e la tuba di destra appaiono anteriorizzati, iperemici (con maggiore flusso sanguigno) e presentano una formazione cistica ipodensa di circa 20 mm.
Utero: L'utero presenta un endometrio ispessito e una formazione nodulare sul versante sinistro, sospettata essere un fibroma, di circa 20 mm.
Linfonodi: Alcuni linfonodi mesenteriali sono leggermente ingranditi.
Altri Organi: Fegato, milza, pancreas, surreni e reni non mostrano alterazioni significative.
Conclusioni
Il referto descrive un quadro complesso che include segni di parziale o funzionale occlusione intestinale e un significativo versamento libero nell'addome e nel bacino, oltre ad alterazioni a carico dell'ovaio destro e dell'utero.
Buongiorno,
chiedo scusa, ma non ho capito esattamente quale sia la sua domanda. Vorrebbe che la aiutassi a interpretare il referto dell'indagine TC? I colleghi che la hanno in cura non le hanno dato chiarimenti in merito?
Resto in attesa di suo gentile riscontro
Buonasera
Ho 47 anni dopo 3 aghi aspirati e 4 biopsie in loco e mi hanno diagnosticato una lesione di 7mm b3 con proposta di asportazione tramite un magnete impiantato.Considerate che ho anche silicone.
Il mio dubbio è perche non mi fanno l operazione lo stesso giorno?
Grazie per celere risposta
Buongiorno.
Le segnalo innanzitutto che io sono specialista in Anestesiologia, Terapia Intensiva, Rianimazione e Terapia del Dolore, dunque questa domanda è poco di mia pertinenza specifica (andrebbe indirizzata a oncologi e chirurghi generali e/o plastici), ma penso di poterle rispondere ugualmente. Premesso ciò, la proposta di intervenire ad escissione (asportazione) della lesione da lei descritta risulta perfettamente in accordo con le ultime Linee Guida in materia di diagnostica e trattamento di patologia mammaria oncologica (EUSOMA, NHSBSP, SIAPEC-IAP 2023). La modalità di intervento dipende dall'aggressività (stabilita secondo diversi criteri specifici che per semplicità non riporto) del tessuto costituente la lesione. In soldoni, un B3 indica una lesione di significato incerto o a rischio di malignità secondo il sistema B1-B5 (NHS Breast Screening Programme/EUSOMA), ma rimane una definizione istologica e non descrive il dettaglio citologico. In termini più semplici, si immagini come se stessero descrivendo una macchia di unto su un tessuto, dicendo quanto brutta "appare" nel suo insieme, ma ciò non dà informazioni specifiche circa le singole "particelle" di unto. Se queste sono caustiche o corrosive, per esempio, il tessuto a contatto viene danneggiato gravemente e addirittura la lesione potrebbe estendersi ulteriormente (si immagini l'effetto della soda caustica..!), quindi la soluzione migliore sarebbe di eliminare tutta la porzione di tessuto entrata in contatto e magari anche i margini che sembrano puliti, ma nel dubbio di dover poi eliminare tutto il capo meglio allargare il taglio. Nel nostro esempio, il tessuto della lesione nel suo insieme ci dice che il comportamento è potenzialmente molto "cattivo", ma se non ho altri elementi non posso dire quanto siano aggressive le cellule (particelle di unto/sostanza chimica riversata sul capo di vestiario) che costituiscono la lesione. Per meglio capire a che tipo di chirurgia andrà incontro nello specifico avrei bisogno di sapere se vi siano atipie cellulari (indice di maggiore aggressività- termine non tecnicamente preciso, ma per semplificare a noi va benissimo). La lesione è comunque < 15 mm per cui nel contesto è ragionevole pensare che andranno incontro a una escissione chirurgica marcata con- nel suo caso- magnete. Si tratta di una tecnica minimamente invasiva che consente di individuare la lesione in modo precisissimo senza utilizzo di radiazioni ionizzanti (es radiografia/fluoroscopia/altro) e con un accesso chirurgico di dimensioni estremamente ridotte.
Nel suo caso, essendo presenti anche protesi mammarie la cautela deve essere massima e l'approccio mininvasivo è l'ideale anche per non rischiare di lesionare e dover eventualmente sostituire prematuramente suddette protesi.
Per rispondere nello specifico alla sua domanda, secondo il protocollo standard la marcatura con clip o marker magnetico si fa di default alcuni giorni prima dell'intervento, ciò per permettere organizzazione del blocco operatorio e conferma radiologica della sede. In altre strutture e solo se i percorsi sono già integrati e la pianificazione del blocco operatorio lo consente, la marcatura e l'intervento possono essere fatti lo stesso giorno.
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