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Esperienze

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia medica
  • Psicoterapia cognitivo comportamentale

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Adulti
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Consulenza online

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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    70 €

  • Psicoterapia di coppia

    90 €

  • Seduta di psicoterapia

    70 €

  • Diagnosi DSA

    400 €

  • Psicoterapia di gruppo

    120 €

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Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo

Via Umberto Iᵒ 330, Giardini-Naxos 98035

Disponibilità

Telefono

02 8126...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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23 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • S

    Semplicemente perfetta , si connette col paziente a pieno e riesce a togliere ogni dubbio, bravissima!

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo seduta di psicoterapia  • 

  • D

    Si distingue per l’ascolto autentico, la chiarezza nelle spiegazioni e la capacità di mettere a proprio agio fin dal primo colloquio.

    La consiglio vivamente a chi cerca serietà, empatia e professionalità.

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo Altro  • 

  • L

    Estremamente competente e professionale. È molto brava a comprendere i bisogni di chi ha di fronte e in maniera quasi naturale trova il modo per guidarlo verso la soluzione.

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo seduta di psicoterapia  • 

  • V

    Ottima accoglienza e professionalità di alto livello.

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo Altro  • 

  • L

    Precisione nella spiegazione e sollecitazioni motivazionali.

     • Consulenza online Altro  • 

    Dott.ssa Marilena Oriolo

    La ringrazio: la precisione, fondata sulla psicoterapia cognitivo-comportamentale, sostiene comprensione e cambiamento.


  • C

    Dottoressa brava preparata e molto attenta nelle spiegazione

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo seduta di psicoterapia  • 

    Dott.ssa Marilena Oriolo

    La ringrazio: la chiarezza e il rigore della psicoterapia cognitivo-comportamentale aiutano il cambiamento.


  • T

    Empatia immediata con la dottoressa che mi ha subito messo a mio agio e mi ha aiutato ad aprirmi senza sentirmi a disagio

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo seduta di psicoterapia  • 

    Dott.ssa Marilena Oriolo

    La ringrazio per il suo feedback. Sapere che si è sentito/a a proprio agio mi conferma che creare uno spazio sicuro aiuta davvero ad aprirsi e a riflettere sul percorso.


  • G

    La dottoressa Oriolo oltre ad essere una spiccata professionista, mi ha trasmesso un senso di tranquillita' e serenita', mettendomi a mio agio sin da subito.
    Lo studio e' molto accogliente e si riesce ad interagire con facilita'.
    Grazie.

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo seduta di psicoterapia  • 

    Dott.ssa Marilena Oriolo

    La ringrazio sinceramente per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza.
    Creare fin dal primo incontro un clima di accoglienza, sicurezza e ascolto è per me fondamentale nel percorso terapeutico.
    Sono lieta che si sia sentito/a a suo agio e che lo spazio di lavoro abbia favorito un'interazione serena.
    Grazie per la fiducia.


  • M

    Super! Un’ artista sotto forma di dottore! Miracolosa!

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo Altro  • 

    Dott.ssa Marilena Oriolo

    Perfetto, mantengo lo stesso stile sobrio e professionale:

    Grazie per questo apprezzamento così generoso. Le sue parole mi onorano e rafforzano il valore del lavoro condiviso, fondato su ascolto, competenza e continuità nel percorso.


  • M

    La dottoressa mi ha subito messa a mio agio. La sua non è una seduta monologo, è dinamica e interessante. Il suo studio è piccolo ma molto accogliente. Mi sono trovata molto bene.

     • Studio Privato Dott.ssa Marilena Oriolo psicoterapia di coppia  • 

    Dott.ssa Marilena Oriolo

    Grazie di cuore per il suo feedback.
    Sono felice che si sia sentita subito a suo agio: creare uno spazio accogliente, sicuro e basato sul dialogo è per me fondamentale. La seduta, nell’approccio cognitivo-comportamentale, è un lavoro condiviso e attivo, pensato per essere utile e concreto.
    La ringrazio per aver colto e apprezzato anche l’atmosfera dello studio.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,
la ragione per la quale scrivo qui è per ricevere un parere circa il mio stato d'animo.
Lavoro in un'azienda industriale da poco più di due anni. Premesso che il mio lavoro mi piace, sin dal principio ho sempre puntato all'instaurazione di rapporti dettati dalla massima collaborazione e aiuto reciproco. Tuttavia mi ritrovo spesso a scontrarmi con dinamiche comportamentali che non reputo giuste. La collaborazione non è l'obiettivo di tutti, al contrario sembra di più il polemizzare continuo. La mia indole mi spinge a ribellarmi in nome del rispetto di tutti e del lavoro degli altri, ma quando noto parecchia accondiscendenza tacita o implicita da parte degli altri colleghi a tali comportamenti tossici, dispettosi, irrispettosi, percepisco quindi di essere solo. Sento costantemente di imbarcarmi in una battaglia completamente nudo, con gli altri che si limitano ad osservare e a non prendere nessuna posizione, ciò anche da parte di persone che sostengono di essermi vicine, che mi reputano caro a loro, ma che puntualmente piuttosto che scontrarsi, preferiscono il quieto vivere, anche quando ciò significa far passare atteggiamenti che non dovrebbero passare, bensì essere ripresi. Le frasi più comuni sono: "qui è sempre stato così", "è una guerra persa", "chi te lo fa fare", "tanto vince sempre quello o quell'altro", "ne vale la pena?". A mio sfavore, devo altresì confessare che la rabbia prende il sopravvento e commetto l'errore di sfogare anche con chi dice di starmi vicino, ma che puntualmente non reagisce mai a tali soprusi, sempre in nome del "quieto vivere", sententomi ribadire sempre che "lo si dice per me, per il mio bene, per il mio benessere mentale altrimenti mi ammalo". Inizio a pensare di non aver capito niente dell'ambiente, di aver, nell'intento di collaborare ad un'armonia pura, contribuito invece a creare solo fastidi con i miei appelli, di aver rotto degli equilibri, di aver innescato il pensiero negli altri ad una mia disfatta o dimissione, ad una immagine di me disadattata. Al momento continuo a svolgere il mio lavoro, cercando di limitare i rapporti a ciò che essenziale e a costruire la mia vita fuori dall'ufficio, cercando di imparare a non aspettarmi niente da nessuno. Grazie per i professionisti che leggeranno questo topic e che avranno la gentilezza di esprimere loro impressioni e pareri. Cordialità

Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro e articolato il suo vissuto. Dalle sue parole emergono **valori molto forti** – rispetto, collaborazione, senso di giustizia – e allo stesso tempo **un notevole carico emotivo**, in particolare rabbia, frustrazione e solitudine. È importante riconoscere che ciò che sta provando **non è segno di fragilità**, ma di un conflitto profondo tra ciò che per lei è giusto e il contesto in cui si trova a operare.

In una lettura di tipo **cognitivo-comportamentale**, possiamo osservare alcuni punti chiave.

1. **La discrepanza tra valori personali e ambiente**
Lei sembra muoversi guidato da regole interne molto chiare (“la collaborazione è fondamentale”, “i comportamenti irrispettosi vanno contrastati”). Quando l’ambiente non risponde a queste regole, si attiva una reazione emotiva intensa. Questo non è sbagliato in sé, ma diventa fonte di sofferenza quando l’aspettativa implicita è che *gli altri dovrebbero* reagire come farebbe lei.

2. **Il senso di solitudine e le interpretazioni**
Il sentirsi “solo in battaglia” è un vissuto potente. Dal punto di vista cognitivo, però, è utile distinguere tra:

* il **comportamento degli altri** (evitamento del conflitto, quieto vivere),
* e le **interpretazioni** che ne derivano (“sono disadattato”, “pensano alla mia disfatta”, “ho rotto equilibri”).
Queste conclusioni, comprensibili emotivamente, non sono necessariamente fatti, ma ipotesi che meritano di essere messe alla prova, perché tendono ad aumentare il senso di isolamento e autosvalutazione.

3. **La rabbia come segnale, non come colpa**
La rabbia che descrive appare come una risposta a un’ingiustizia percepita e a un senso di impotenza. In CBT non viene vista come un errore, ma come un **segnale**. Il lavoro consiste nel trovare modalità di espressione più efficaci, che non finiscano per ritorcersi contro di lei (ad esempio deteriorando i rapporti con chi le è vicino o rafforzando l’immagine di “quello che crea problemi”).

4. **Controllo vs. influenza**
Un passaggio cruciale riguarda il distinguere ciò che è **sotto il suo controllo** (il modo in cui si esprime, i confini che pone, le battaglie che sceglie) da ciò che non lo è (le dinamiche storiche dell’azienda, il coraggio o meno dei colleghi). Continuare a combattere tutte le battaglie, da solo, può diventare emotivamente molto costoso.

5. **La strategia attuale**
Il fatto che stia cercando di investire di più nella vita fuori dal lavoro e di ridurre le aspettative sugli altri è comprensibile e, in parte, protettivo. Andrebbe però verificato che non si trasformi in una rinuncia forzata o in un irrigidimento emotivo (“non devo aspettarmi niente da nessuno”), che nel lungo periodo può aumentare il distacco e l’amarezza.

In un percorso terapeutico CBT, il lavoro potrebbe concentrarsi su:

* chiarire **quali valori vuole difendere e come farlo in modo sostenibile**,
* sviluppare modalità di comunicazione assertiva che non coincidano con lo scontro,
* ristrutturare alcune convinzioni che oggi sembrano molto dure verso se stesso,
* valutare realisticamente se e quanto questo contesto lavorativo sia compatibile con il suo benessere, senza leggere un’eventuale difficoltà come un fallimento personale.

In sintesi, sembrerebbe essere ma una persona che sta pagando un prezzo alto per la coerenza con i propri valori in un ambiente che funziona secondo logiche diverse. Il punto non è smettere di essere chi è, ma **imparare a proteggersi meglio mentre sceglie dove e come esporsi**.

Resto fiducioso che, con uno spazio di riflessione adeguato, possa ritrovare maggiore equilibrio e chiarezza.
Un cordiale saluto.

Dott.ssa Marilena Oriolo

buongiorno vorrei chiedere come mantenere la motivazione costante ed essere sempre energica per il raggiungimento degli obiettivi

Buongiorno,
la ringrazio per la domanda, che tocca un tema molto frequente e spesso fonte di frustrazione: **l’idea di dover essere sempre motivati ed energici** per raggiungere i propri obiettivi.

Da una prospettiva **cognitivo-comportamentale (CBT)** è utile partire da un punto fondamentale: **la motivazione non è uno stato costante**, né realistico. Pensare di dover essere “sempre” energici può diventare, paradossalmente, uno dei principali ostacoli al cambiamento.

### Alcuni punti chiave in ottica CBT

**1. Motivazione vs. azione**
In CBT lavoriamo molto sul concetto che **l’azione spesso precede la motivazione**, non il contrario. Aspettare di “sentirsi motivati” rischia di bloccare. Al contrario, piccoli comportamenti coerenti con i propri obiettivi tendono a generare, nel tempo, maggiore motivazione ed energia.

**2. Obiettivi realistici e scomposizione**
Obiettivi troppo grandi o vaghi consumano rapidamente energia mentale. Suddividerli in **passi piccoli, concreti e misurabili** permette al cervello di sperimentare più spesso un senso di efficacia, che è uno dei principali motori della motivazione.

**3. Il ruolo dei pensieri**
Spesso dietro al calo motivazionale troviamo pensieri come:

* “Se non sono carica, vuol dire che non ci tengo abbastanza”
* “Dovrei riuscirci senza fatica”
* “Se rallento, fallisco”
In CBT si lavora per riconoscere e ristrutturare questi pensieri, rendendoli più realistici e funzionali.

**4. Energia ≠ forza di volontà**
L’energia non dipende solo dalla volontà, ma anche da fattori comportamentali: sonno, recupero, equilibrio tra doveri e piacere, capacità di dire dei no. Spesso le persone molto orientate agli obiettivi trascurano questi aspetti, andando incontro a stanchezza cronica o demotivazione.

**5. Valori, non solo risultati**
Un obiettivo sostenibile è ancorato a un valore personale (“perché è importante per me?”), non solo a una prestazione. Quando il contatto con il valore si perde, anche l’energia tende a calare.

### Perché un percorso CBT può essere utile

Un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale può aiutarla a:

* comprendere **come funziona la sua motivazione personale**,
* individuare i meccanismi che la portano a perdere energia,
* costruire strategie pratiche e personalizzate per mantenere la direzione anche nei momenti di calo,
* sviluppare un rapporto più flessibile e meno auto-esigente con se stessa.

In sintesi, l’obiettivo non è essere sempre motivati, ma **imparare a muoversi verso ciò che conta anche quando la motivazione oscilla**, senza colpevolizzarsi. Questo è un apprendimento che difficilmente avviene solo a livello teorico, ma che trae grande beneficio da un lavoro guidato e strutturato.

Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.

Dott.ssa Marilena Oriolo

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