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Esperienze

Ciao! Sono Maria Canadè, Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale. Il mio approccio considera la persona all'interno del proprio sistema di relazioni (familiari, affettive, lavorative) con particolare attenzione al contesto in cui i sintomi e le difficoltà emergono. Lavoro con adulti, adolescenti, coppie e famiglie, affrontando tematiche quali: difficoltà relazionali e familiari, disturbi d'ansia e dell'umore, crisi di coppia, separazioni, lutti, supporto alla genitorialità, momenti di crisi personale o transizioni di vita. 

Nel mio lavoro creo uno spazio di ascolto accogliente e non giudicante, in cui poter esplorare insieme le difficoltà e trovare nuove modalità per affrontarle.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Terapia di gruppo

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia perinatale
  • Psicoterapia sistemico relazionale

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Dott.ssa Maria Canade'

Un sostegno psicologico ai ragazzi che si possono trovare in difficoltà durante il loro percorso di studi sia on line che in studio.

19/11/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    65 €

  • Consulenza online

    65 €

  • Psicoterapia

    60 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    120 €

  • Primo colloquio psicologico

    65 €

Indirizzi (2)

Disponibilità

Telefono

0984 176...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio di Psicoterapia

Via Ernesto Fagiani 15 B, Cosenza 87100

Disponibilità

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0984 176...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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10 recensioni

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  • G

    Ho apprezzato molto la sua capacità di ascolto attivo: non si è limitata ad ascoltare passivamente, ma ha posto le domande giuste, aiutandomi a inquadrare meglio alcune situazioni e a vedere prospettive a cui non avevo pensato.Non vedo l'ora di proseguire questo percorso con lei.

     • Consulenza online primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie per la fiducia!


  • A

    Ho iniziato il percorso con la dottoressa Canadè con un'idea preconcetta sulla terapia, ma ogni seduta si è rivelata un'esperienza nuova, viva e trasformativa. La sua presenza è stata intensa senza mai diventare invadente, permettendomi di sentirmi accolta con attenzione e rispetto. La sua competenza e sensibilità mi hanno stimolata a mettermi in discussione in modi inusuali, aiutandomi a superare le mie resistenze e a scoprire parti di me che non conoscevo. Il suo approccio non giudicante e la sua capacità di leggermi anche nel non detto mi hanno permesso di affrontare le mie paure e di crescere. È una professionista rara, che non si limita ad ascoltare ma cammina con te con uno sguardo lucido, umano e rispettoso della tua storia e dei tuoi tempi. Le sono profondamente grata per il lavoro svolto insieme.

     • Studio di Psicoterapia psicoterapia  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie Agata per le tue parole!


  • T

    La Dott.ssa Canade' è una professionista straordinaria. Empatica, preparata capace di fare sentire a proprio agio.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie per le tue parole!


  • A

    Dottoressa molto attenta e scrupolosa, la consiglierei sicuramente

     • Studio di Psicoterapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie di cuore!


  • A

    Una persona gentile, attenta, puntuale ed empatica.

     • Studio di Psicoterapia  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie per la stima!


  • C

    Competenza, empatia e umanità fanno della Dott.ssa Canadé una professionista seria e affidabile. Consigliatissima

     • Studio di Psicoterapia Altro  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie infinite Claudio per le tue parole!


  • G

    Professionalità ed empatia, ascolto attivo durante tutto il tempo. Consiglio a chiunque

     • Studio di Psicoterapia colloquio psicoterapeutico  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie per la stima e la fiducia!


  • M

    Professionista esperta e altamente qualificata. La consiglio.

     • Studio di Psicoterapia psicoterapia  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie infinite!


  • A

    Professionale, empatica, preparata e attenta. La consiglio vivamente

     • Studio di Psicoterapia psicoterapia  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie di cuore!


  • A

    Ero alla ricerca di uno/a psicologo sul posto non essendo di qui. Sono molto contento di aver incontrato la dottoressa, mi è parsa da subito molto professionale e attenta con la quale abbiamo iniziato un percorso che per ora sta avendo i suoi frutti. È stata utile soprattutto la disponibilità nella flessibilità degli appuntamenti venendomi incontro. La consiglio sicuramente. Per fortuna esiste quest'applicazione

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Maria Canade'

    Grazie per il tuo feedback Andrea!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 11 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Ansia

Salve
Sono una ragazza di 28 anni, ho iniziato a soffrire di attacchi di ansia e panico da quando avevo 15 anni. All'epoca andai da uno psichiatra che mi prescrisse Xanax in gocce e Cipralex (ora non ricordo le dosi), e non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Tramite l'aiuto del mio medico curante abbiamo scalato tutto, e contemporaneamente ho iniziato un percorso con una psicologa. Il percorso è durato diversi anni, con discontinuità: quando vedevo che iniziavo a stare bene, mollavo. Quando ricominciavo a stare male, ricercavo la psicologa e lei è sempre stata disponibile ad accogliermi. Ho fatto grandissimi passi avanti da quando iniziai la psicoterapia, ma anche tanti passi indietro soprattutto quando lasciavo. Non avevo più problemi di ansia, nel senso che sì chiaramente è sempre rimasta ma ho imparato a gestirla e usarla nel giusto modo, ho imparato a gestire le mie emozioni.
Negli ultimi due anni avevo preso una brutta dipendenza dall'alcol, arrivando a pesare 120 kg. Bevevo di sera, quando i pensieri si facevano più insistenti. E mi aiutava a pensare meno. Questo mi ha non solo dato problemi a livello fisico per via dell'aumento di peso, ma soprattutto a livello psicologico perché cercavo di scacciare i pensieri negativi, mi dicevo "vabbè stasera bevo e non ci penso, se ne parla domani". Questo mio continuo procrastinare e cercare di godermi il momento senza pensare alle conseguenze, ha fatto riemergere i miei problemi di ansia. La mia ormai vecchia psicologa, ha deciso di non seguirmi più dopo diversi tentativi nel cercare di riportarmi sulla retta via, nonostante io abbia fatto dei passi enormi allontanandomi dall'alcol da sola. Ho smesso di bere 11 mesi fa e non ho più toccato nemmeno un goccio. Mi sono messa a dieta e ho perso 40 kg da Febbraio. Ma nonostante questo ha deciso di non seguirmi più perché continuavo a ricadere nel mio loop del "mi godo il momento e alle conseguenze ci penso dopo", sotto altri aspetti. Il lavoro ad esempio.
Sono sempre stata una ragazza responsabile, lavoro e vivo da sola da quando avevo 18 anni. E sul lavoro sono sempre stata precisa, puntuale, e mi assentavo solo se ero davvero impossibilitata. Anzi, delle volte sono andata anche con la febbre pur di non saltare un giorno.
Invece negli ultimi tempi, la mattina mi svegliavo, mi dicevo "ho paura di andare a lavoro, quindi resto a casa perché mi sento al sicuro". Da considerare il fatto che ho passato un inverno a casa in disoccupazione perché non riuscivo nemmeno ad andare al supermercato, figuriamoci lavorare. Poi, a maggio, ho deciso di ricominciare. Lavoro in un call center, non è il lavoro dei miei sogni ma mi permette di sopravvivere. Non sono diplomata né laureata, quindi in questi anni mi sono sempre dovuta accontentare di lavori precari come questo, oppure nella ristorazione.
Detto tutto questo, la mia ansia da diversi mesi è aumentata a dismisura. Soprattutto da quando ho lasciato il percorso con la psicologa per sua scelta..
Sono andata dal dottore e mi ha prescritto Tavor. Inizialmente ero molto spaventata nel prenderlo per diversi motivi; avevo paura di un possibile effetto paradosso, ho paura di diventarne dipendente. Poi l'ho iniziato, il 16 settembre. la mattina e la sera, come mi ha prescritto il dottore. Oggi siamo al 13 ottobre, è passato quasi un mese. Ho visto dei miglioramenti, non ho più avuto attacchi di ansia o panico. Ma agitazione sì. Quella mi accompagna per tutto il giorno. E da ieri pomeriggio, è ricomparsa ansia forte, come prima di iniziare il farmaco, e non sono riuscita nemmeno a mangiare. L'ansia forte mi chiude lo stomaco e a volte mi è capitato di stare anche giorni interi senza mangiare. Con il farmaco invece avevo ripreso a mangiare, andavo tranquilla a lavoro, e non facevo più fatica ad addormentarmi. Però ripeto, da ieri pomeriggio è tornata forte, con pensieri negativi annessi ovviamente e mi sembra di stare impazzendo.
Vorrei intraprendere un nuovo percorso con un'altra/o professionista, ma ho tanti dubbi tra i quali: e se stavolta non riuscirò ad uscirne? E se incappassi nello psicologo/a sbagliato/a?
Non ho una situazione economica brillante, quindi non posso nemmeno permettermi delle sedute. Ho fatto richiesta del bonus psicologo, spero me lo accettino in modo tale che almeno sul fronte economico sono più tranquilla.
Dopo tutto questo papiro, e ringrazio chiunque lo abbia letto fino a qui, vorrei porre questa domanda;
le ricadute, si possono riguarire? Tornerò mai come prima? A condurre una vita normale senza questi pensieri che mi devastano e non mi fanno stare con i piedi per terra? Si può tornare a stare bene dopo una ricaduta così?
Vorrei anche stupidamente chiedere quanto tempo ci vorrà, ma so che ogni percorso è diverso e non si può prevedere la durata. Ma sono così tanto spaventata e terrorizzata. Ora nemmeno con il Tavor riesco a stare tranquilla.
Forse dovrei parlarne con il mio dottore che me lo ha prescritto, forse ci vuole un aumento del dosaggio? Altra ansia.. ho paura di doverne avere sempre più bisogno, che il mio corpo si abitui e che ne vorrò sempre di più.
Penso siano preoccupazioni normali, non lo so
So solo che vorrei tornare ad essere quella di almeno due anni fa. E ho paura che stavolta non ci riuscirò
Grazie a tutti per aver letto fino a qui

Buonasera,
innanzitutto, grazie per aver condiviso la tua storia con così tanta sincerità e profondità. Quello che hai scritto dimostra una grande consapevolezza del tuo percorso, delle difficoltà affrontate e dei progressi compiuti, anche nei momenti più duri. Non è da tutti avere questo livello di riflessione su di sé, e il fatto che tu lo abbia fatto è già un passo importante.
Hai attraversato esperienze complesse e faticose: dall’ansia e gli attacchi di panico iniziati in adolescenza, alla relazione difficile con l’alcol, ai momenti di blocco e isolamento, fino alla forza di smettere di bere, perdere peso, rimetterti in gioco nel lavoro e cercare nuovamente un aiuto professionale. È comprensibile che tu senta stanchezza e paura, e che l’idea di ricominciare possa sembrare scoraggiante. Ma quello che racconti mostra anche una risorsa preziosa: tu non ti sei mai arresa.

Per rispondere alle tue domande:
Le ricadute si possono guarire?
Sì, assolutamente sì. Le ricadute fanno parte del processo. Non sono fallimenti, ma momenti in cui emergono aspetti ancora fragili che chiedono attenzione. Si può tornare a stare bene, e spesso dopo una ricaduta si può stare anche meglio di prima, perché si affrontano le radici più profonde del malessere. Questo vale anche per l’ansia, per la dipendenza e per le difficoltà emotive. È possibile, e succede ogni giorno a tante persone, anche se nei momenti bui sembra impossibile.
Tornerò mai come prima?
Capisco il desiderio di “tornare come due anni fa”, ma forse il vero obiettivo non è tornare indietro, bensì andare avanti verso una versione di te più consapevole, più stabile, più autentica. Non si tratta di cancellare quello che è successo, ma di integrare le esperienze per costruire una nuova solidità.
Quanto tempo ci vorrà?
Come hai già intuito, non esiste una risposta precisa. Ogni percorso ha tempi soggettivi. Ma ciò che conta è riprendere il cammino, un passo alla volta, senza pretendere risultati immediati. Il fatto che tu abbia già deciso di cercare un* nuov* professionista è un segnale di grande forza e voglia di rinascita.
E se trovassi lo psicologo sbagliato?
Questa è una paura legittima. Il legame terapeutico è fondamentale. Il consiglio è di cercare qualcuno con cui ti senti accolta e ascoltata sin dai primi incontri. Non è solo questione di “bravura tecnica”, ma anche di sintonia e fiducia. E se il primo tentativo non andasse bene, sappi che non sarebbe un fallimento, ma solo una tappa verso la persona giusta per te.
Il bonus psicologo è una risorsa importante e spero davvero che venga accettata la tua richiesta. In alternativa, esistono anche servizi pubblici (CSM, consultori, associazioni) o professionisti che offrono tariffe agevolate. Non sei sola.
Ansia e Tavor…
È molto importante che tu condivida i cambiamenti che hai notato con il medico che ti ha prescritto il Tavor. A volte è necessario rivedere il dosaggio, oppure valutare altre opzioni terapeutiche (anche non farmacologiche). La tua preoccupazione sulla dipendenza è valida, e parlarne apertamente con il medico ti aiuterà a trovare un equilibrio. Il farmaco può essere un supporto temporaneo, ma non è la soluzione definitiva: quella arriva attraverso un lavoro più profondo su di te, come già hai iniziato a fare in passato.

In conclusione, la tua storia non parla solo di sofferenza, ma anche di resilienza, forza e voglia di rinascita. E questo è il terreno più fertile per ricominciare.

Non sei condannata a stare così per sempre. Il tuo passato lo dimostra: ce l’hai già fatta una volta, e puoi farcela ancora. Forse in modo diverso, ma comunque in modo autentico.
Un saluto

Dott.ssa Maria Canade'

Domande su consulenza Sessuologica

Buongiorno, sono un uomo di 60 anni, pur amando le donne da alcuni anni ho dei rapporti omosessuali occasionali da passivo e continuo a cercarli. Questo desiderio quasi incontrollabile dipende da un fattore psicologico che può essere gestito o da una condizione di omosessualità conclamata? Grazie

Buongiorno,
I desideri e le fantasie sessuali possono essere complessi e non sempre si incasellano facilmente in categorie rigide come “eterosessualità” o “omosessualità”. È possibile che stia attraversando un momento di esplorazione o di rinegoziazione della propria identità sessuale, oppure che queste esperienze rispondano a bisogni emotivi o relazionali più profondi.
Non si tratta necessariamente di un “disturbo” o di qualcosa da correggere, ma di un aspetto della sua sessualità che merita di essere compreso e accolto senza giudizio.
Se questo vissuto la mette in conflitto o le genera disagio, un confronto con uno psicologo o sessuologo esperto in identità e orientamento sessuale potrebbe aiutarla a esplorare meglio le sue esperienze, i suoi desideri e i significati che hanno per lei, con l’obiettivo di ritrovare serenità e coerenza interiore.
L’importante è non colpevolizzarsi: la sessualità umana è varia, e capire se stessi è un percorso personale e legittimo a qualsiasi età.

Dott.ssa Maria Canade'
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