Via dei Mutilati 3, Verona 37122
Per informazioni e prenotazioni contattare il numero seguente: 348 8308254.
Leggi di più16/05/2025
Verona 2 indirizzi
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63 recensioni
Il dottore ascolta e interviene quando necessario.
Centro Clinico MetaLogica
Grazie per la recensione. Siamo ancora nelle fasi iniziali del percorso, ma i primi tre incontri ci hanno già permesso di individuare insieme i punti centrali su cui lavorare. Il lavoro che sta facendo è solido. Avanti così.
Molto disponibile e gentile. Mette a proprio agio sentendosi liberi di dire tutto senza sentirsi giudicati. Valuta e ascolta con molta attenzione e professionalità quello che il/la paziente spiega e racconta discutendone insieme e aiutando a comprendere il problema dando ottimi consigli. Io faccio sedute da Marco da agosto e non mi sono mai sentita così bene. Mi sono sentita a casa,ben accolta e sempre ascoltata nei minimi dettagli, e ad ogni mio dubbio o preoccupazione mi ha da sempre sostenuta facendomi vedere le cose in un altro aspetto sollevandomi e facendomi stare meglio fin da subito. Grazie a Marco ho imparato anche ad essere più sicura di me, mettendo via ansia e agitazione provocatami da una brutta situazione subita. Ogni mese mi sono sentita sempre meglio, e questo è sempre piú in evoluzione perché sto riacquistando tantissima forza e positività. Lo consiglio vivamente e con tutta la mia più profonda sincerità.
Centro Clinico MetaLogica
Grazie per la recensione e per aver condiviso la tua esperienza. È bello sapere che il percorso sta dando i risultati che cercavi. Stai facendo un ottimo cammino e un ottimo lavoro
La mia esperienza con il percorso di terapia di coppia con il Dott. Scopel purtroppo non è stata positiva.Io e il mio compagno ci eravamo rivolti a lui nella speranza di ricevere un supporto equilibrato e utile per comprendere meglio le nostre dinamiche di coppia,ma il percorso non ha soddisfatto le nostre aspettative.Le sedute avevano una durata di circa 50 min,in seguito ho scoperto che solitamente la terapia di coppia prevede tempi più lunghi.Questo ci ha dato la sensazione di avere poco spazio per approfondire davvero gli argomenti.Inoltre durante gli incontri ho notato che il terapeuta guardava spesso l’orologio alle nostre spalle,cosa che mi ha fatto sentire poco a mio agio.
Un altro elemento che ho percepito é stata una certa mancanza di equilibrio nel l’approccio: in più occasioni ho avuto l’impressione che si schierasse dalla parte del mio compagno,questo non mi ha fatto sentire pienamente accolta e compresa.
É solo la mia esperienza personale, ma non mi sento di consigliarlo
Centro Clinico MetaLogica
Buongiorno, mi spiace leggere queste parole, perché mi sembrava che in seduta avessimo chiarito quale fosse la mia posizione, e che fosse volta al solo raggiungimento dei vostri obiettivi di coppia. La durata di questa tipologia di colloquio inoltre non è standard, ma dipende dall'orientamento teorico del professionista. Se fossi stato al corrente dell'esigenza di maggiore spazio saremmo sicuramente potuti venirci incontro. Mi spiace che la sua esperienza sia stata negativa, sono disponibile per chiarire eventuali ulteriori perplessità
Il Dott. Scopel mi ha accompagnato in un periodo delicato con empatia, simpatia (che aiuta) e concretezza, cercando risultati concreti e solidi miglioramenti tangibili, senza rivoluzioni. Dal punto di vista organizzativo è molto preciso nelle comunicazioni e nella prenotazione delle sedute.
Parlare con lui é stato molto piacevole e rilassante
Marco mi segue da più di un anno ormai, mi trovo molto bene, mi sta aiutando tantissimo e vedo molti progressi
Cercavo qualcuno competente con cui parlare del mio problema. Ed ho trovato ascolto, competenza ed umanità.
Molto professionale e piacevolmente cordiale, mi sono sentito assolutamente a mio agio.
Ha dimostrato empatia e senso pratico, mettendomi a mio agio e trovando le risposte opportune.
Professionista empatico, competente e sempre attento all'ascolto. Lo consiglio a chi cerca un supporto psicologico.
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, io e la mia ragazza stiamo per lasciarci dopo 7 anni di gioie e dolori...
Non è la prima volta, sarà la 3 o la 4 volta, però ogni volta prima che ci lasciassimo quando tutto andava male entrambi ci chiudevano in noi stessi e non parlavamo per settimane, io riprendevo i miei vizi per gioco d'azzardo e lei nel frattempo si trovava un altro, io la becavo, la lasciavo, dopo 1 mese o 2 la cercavo perché stavo male senza lei e non sopportavo l'idea che qualcun'altro la toccasse e facevo di tutto per riconquistarla e ci riuscivo. Ora siamo nella stessa situazione, conviviamo abbiamo la casa di proprietà, lei è andata in vacanza nel suo paese ver visitare il suo nipote neonato, io avendo smarito i documenti non sono potuto andarci, ho appena scoperto che sta già uscendo con 1 ragazzo, e ha già pianificato 1 altro appuntamento con una sua vecchia fiamma.. io ora non mi sento più come una volta, non ho chiesto tante spiegazioni al riguardo perché da una parte sono contento perché così posso lasciarla andare via e farmi la mia vita, da un altra parte l'idea di essere rimpiazzato mi pesa molto...
La nostra relazione è iniziata bene, ho sempre avuto problemi con i suoi cugini e suo padre che non mi volevano perché la tenevano stretta.
Io avevo una reputazione da festaiolo, sempre in giro per i locali / discoteche, ero un tossicodipendente con una passione per il poker ma nel arco di 6 7 mesi io ho lasciato il mondo delle feste, non uscivo più con la mia vecchia compagnia. Nei casino e circoli di poker andavo meno spesso, e sono riuscivo a mettere in testa a suo padre e i suoi cugini che io sto cambiando e che non ho intenzione di lasciar stare la relazione. Dopo circa 1 anno la mia ragazza è andata nel suo paese di origine a visitare i nonni/ etc, e abbiamo iniziato a sentirci di meno, le davo meno attenzioni, rispondevo poco la chiamavo poco e ad oggi non riesco a capire il motivo. Dopo 1 mese di vacanza e rientrata e le cose sono tornate in normalità. Quando è rientrata 3 gg dopo siamo andati al cinema e per sbaglio ho visto che c'era un ragazzo che gli scriveva sempre, gli ho chiesto chi era e di farmi vedere i messaggi e a quel punto ho trovato che lei mentre era nel suo paese aveva già trovato un ragazzo perché dai messaggi era evidente ma lei continuava a negare raccontandomi ogni genere di bugia e io la lasciai. Per circa 1 mese ogni giorno mi chiamava, piangeva, mi scriveva che le manco, di tornare assieme che non ga fatto nulla, la conversazione non era quello che sembrava etc, io sono tornato assieme a lei perché stavo male anche io, ma non mi fidavo più di lei, la fiducia era andata via ma comunque ho deciso di provarci. A quel punto è iniziato l'inferno, io non mi sentivo bene con lei, la amavo , ma non era come prima, fingeva che tutto andava bene, non mi ricordo esattamente quando ma per la prima volta in vita mia avevo provato di giocare ale slot macchine. le prime volte avevo vinto e la sensazione era piacevole ma dopo avevo iniziato a perdere e a esagerare, dopo un po di tempo non avevo più soldi per portarla fuori, non mi prendevo più cura di me come una volta le confessai il mio problema, lei non lo aveva preso bene e ha detto che devo smetterla da solo perché lei non riesce a capire come una persona può essere dipendente del gioco d azzardo... ma non ci siamo lasciati, le avevo promesso che avrei smesso e ma era una bugia perché non avevo mai smesso. A sto punto siamo arrivati a circa 2 anni di relazione è le cose andavano male, ci parlavamo poco, l'amore lo facevamo si e no, l'attrazione era svanita e sentivo che per lei non contavo più nulla. Quel giorno abbiamo litigato, e io le ho proposto di fare una pausa. Dopo neanche 2 settimane ho iniziato a cercarla e abbiamo fissato un appuntamento, nel giorno del appuntamento io ho scoperto che lei stava già uscendo con un altro, e che si sentiva con lui ancora prima di prendere la pausa. Abbiamo discusso molto nel giorno dell'appuntamento però alla fine ci siamo messi insieme. Io ero cambiato, mi era passata la voglia di giocare ma una volta rimessi insieme ripresi a giocare e fare debiti. Quello che ho descritto sopra è successo altre 2 volte, lei si trovava un altro , io giocato, ci lasciavano, io cambiavo non giocavo più mi rimetrevo apposto, sistemato i debiti , poi ci rimettevamo assieme cadevo di nuovo nel gioco, non le davo attenzione, l'ultima volta che abbiamo fatto pace io ero convito che non avrei mai giocato a avrei dato di tutto per far sì che le cose andassero bene, e le cose stavano andando bene, abiamo comprato una casa, siamo andati a convivere, abbiamo saldato completamente la casa facendo grandi sacrifici, ho quasi chiuso i debiti. Ora ci troviamo nella stessa situazione di quanto sopra descritto, abbiamo problemi economici e mi sono chiuso in me, non facevo altro che andare al lavoro, tornavo la sera , se avevo soldi giocavo se no mi ci mettevo al computer a giocare ai vari giochi. Lho trascurata molto me ne rendo conto, ma era più forte di me comportarmi diversamente visto il passato.. non sentivo più affetto da parte sua come una fidanzata... io ora mi rendo conto che abbiamo combattuto entrambi per questa relazione, ma secondo me è finita quando mi ha tradito la prima volta. Mi scuso se ho scritto un romanzo ma per avere una risposta alla mia domanda volevo raccontare la mia storia un po nel dettaglio. Ora la mia domanda è, io non la amo più come fidanzata, la relazione è tossica e contro producete per entrambi non mi sento motivato, vado sempre nella mia zona di confort, non riesco più a relazionarmi con le persone e non ho amici né voglia con qui uscire, ma sono determinato a cambiare e da quando ho scoperto cosa sta facendo mentre io sono qui ho già preso iniziative per cambiare. Ora sto litigando con me perché nonostante io non la amo più continuo a star male perché l'idea che lei mi rimpiazza mi uccide. Ho iniziato ad avere incubi dove mi suicido, incidenti auto, etc non gli voglio più, voglio solo andare avanti con la mia vita senza pensare a lei. Cosa mi consigliate ? Cosa devo fare e perché continuo a sentirmi così?
Scusate per gli errori grammaticali ma sono straniero pure io.
Grazie a chi mi risponderà e avrà pazienza di leggere tutto ciò
Buongiorno, credo che dal suo racconto emergano delle risorse che lei in vari momenti della sua vita è riuscito a mettere in atto. Queste risorse vanno considerate come indipendenti dalla storia con la sua ragazza, e ritengo siano la chiave di partenza per un percorso di potenziamento e di strategie per affrontare le difficoltà di queste situazioni.
Cordialmente, Dr. Marco Scopel
Buongiorno, sono un ragazzo di 27 anni non sono mai stato fidanzato e sono ancora vergine, in passato ero più timido e introverso, questa situazione mi crea un immenso disagio e frustrazione, praticamente ho preso le redini del negozio da quando mio padre è venuto a mancare, e purtroppo l' attività è molto impegnativa 6 giorni su 7 per 13 ore al giorno, ora indubbiamente non dico che sia stata solo questa la causa però ho paura che questo lavoro sia un ulteriore aggravante alla mia situazione estrema, quindi vorrei decidere al più presto se togliere di mezzo e trovarmi un posto di lavoro con orari normali, comunque dicevo che questa situazione ormai mi soffoca perché mi sento inferiore e inadeguato rispetto ai miei coetanei, non è tanto il fatto del tempo perso e che mi sento tanto indietro, mi sento male da mattina a sera per questo motivo, da piccolo fino a 2 anni fa ero estremamente chiuso, però sto lavorando su me stesso e parecchie cose sono migliorato, ovviamente sono comunque introverso, ho molta paura che il tempo passa e rimango così a vita, vorrei riuscirci prima dei 30 anche se è tardi, spero non troppo, mi viene da piangere al pensiero che a 20 anni hanno già esperienze, non per gelosia per carità, o mi lascio morire o prendo in mano la situazione, grazie per chi vorrà darmi un consiglio
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza in modo così aperto. È comprensibile sentirsi condizionati dalle aspettative sociali, che spesso sembrano imporre tappe prestabilite in base all’età. Tuttavia, è fondamentale ricordare che ogni individuo ha il proprio cammino, fatto di tempi, scelte e priorità personali.
Se sente che la sua attività lavorativa sta avendo un impatto negativo su più aspetti della sua vita, potrebbe essere utile valutare delle alternative. Questo potrebbe significare delegare alcune responsabilità assumendo un collaboratore, e se necessario, considerare un cambiamento più radicale.
Come giustamente lei ha osservato, gli aspetti legati alla sua attività lavorativa non è detto che siano gli unici da tenere in considerazione.
Per esempio, il senso di inadeguatezza e inferiorità che descrive potrebbero richiedere più attenzione.
Resto a disposizione.
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