Dott.ssa
Luisella Piredda
Psicoterapeuta
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Psicologo
Terapeuta
Altro
sulle specializzazioni
Cagliari 1 indirizzo
Esperienze
Esplicitazioni:
Laurea in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione con voto 110/110 e Lode.
Diploma quadriennale (riconosciuta dal MIUR) in Psicoterapia Comparata con voto 50/50
cellulare :
email: psicoterapeutapiredda@gmail.com
instagram: @psicologiacagliari
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia sportiva
Principali patologie trattate
- Disturbi dell'umore
- Paure
- Dipendenza
- Crisi relazionali
- Fobie
- +16 a11y_sr_more_diseases
Prestazioni e prezzi
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Psicoterapia
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Colloquio psicologico individuale
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Consulenza di coppia
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Consulenza familiare
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Consulenza genitoriale
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Indirizzo
via Santa Maria Chiara 91, Cagliari 09134
Disponibilità
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Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
2 recensioni
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L
L.B.
Ho sofferto per anni di ansia e attacchi di panico, avevo già fatto psicoterapia esclusivamente col metodo cognitivo comportamentale ma anche se in alcuni periodi i sintomi migliorano il mio malessere sembrava crescere e poi gli stessi sintomi sono esplosi. La dottoressa mi è stata consigliata da un'amica e sin dalla prima seduta mi ha ispirato fiducia e competenza. Insomma i sintomi sono svaniti via via che capivamo profondamente il mio malessere. La terapia è conclusa ma avrà sempre la mia stima e gratitudine
• Psicologa e Psicoterapeuta Luisella Piredda • psicoterapia •
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M
Michy
Persona molto cortese e gentile e molto professionale e, altra nota a favore, nessuna attesa. Uscivo a stento di casa ed ora posso dire che ho ripreso a vivere
• Psicologa e Psicoterapeuta Luisella Piredda • ansia e attacchi di panico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve. Ho 45 anni e non riesco a costruire nessun sano rapporto di amicizia. Mi lego morbosamente alle persone a cui voglio bene e cerco nei modi più infantili e stupidi di accattivarmi il loro affetto, ottenendo come risultato di non sentirmi ricambiata, anzi, di sentirmi tenuta a debita distanza. Potrebbe trattarsi di dipendenza affettiva? Come affrontarla? Grazie
Buongiorno. Da quello che lei riporta emerge un grande malessere che sembra ripresentarsi, in modo quasi automatico, nei contesti relazionali. Le consiglio sicuramente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa aiutarla ad indagare tali meccanismi in relazione alla sua storia per potersene poi svincolare. Questo è fondamentale per comprendere le sue insicurezze e riscoprire il suo valore. A presto.
Ho 22 anni, sono a tre esami dalla laurea e non ce la faccio più.
Sto studiando Beni Culturali, ho dato un esame dietro l'altro, non mi sono mai fermata, ma ora che sono a un passo dalla fine non riesco a fare l'ultimo sforzo.
Ho sempre avuto un metodo di studio pessimo, tanto che mi son sempre sentita ripetere "si vede che studia, ma sembra non collegare/collocare bene/non sviluppa il discorso" etc.
Effettivamente passo quasi tutti i giorni sui libri, ma poi ricordo pochissimo ed espongo male.
Arrivata alla fine, la situazione è ancora più grave. Leggo per giornate intere e faccio tabula rasa. Ripeto, guardo video sull'argomento, faccio quiz, leggo articoli. Nulla sembra aiutarmi.
Questa situazione mi fa davvero male e lede la mia autostima, mi sento profondamente stupida, nonostante sia circondata da persone che apprezzano le mie iniziative, la mia voglia di mettermi in gioco e il mio lavoro. Questo aspetto sta assorbendo tutto quello che ho di buono. Perdo la voglia anche di lavorare su quello che amo, non ho desiderio di avere rapporti sessuali, mi sento solo in trappola in una situazione che nonostante odiassi (visto che i miei genitori mi obbligarono ad iscrivermi all'università), ho superato, ma ad un passo dalla fine non riesco ad uscirne completamente.
Il 30 marzo parto all'estero per il servizio civile e non so se sia il caso di lasciare tutto in stand-by per quest'anno.
Potrei essere in burnout, ma onestamente non so. Negli ultimi mesi ho rallentato parecchio, ma per tre anni ho lavorato, studiato e frequentato un'Accademia per non abbandonare i miei sogni.
Forse proprio ora che ho rallentato, il mio fisico sta presentando il conto, non lo so.
Alla fine di questo percorso mi sembra di aver ottenuto solo rogne. Ansia continua, bassa autostima e anche vari disagi fisici come mal di pancia, emicrania fortissima, nausea frequenti ed emorroidi.
Ora vorrei trovare una soluzione, ma l'unica cosa che risolverebbe tutto sarebbe solo sprofondare.
I miei genitori ancora una volta vorrebbero mettersi in mezzo, facendomi aiutare da una professoressa. Credo che purtroppo non potrebbe farlo, non ha la bacchetta magica e sicuramente la mia memoria non cambierà grazie a lei che mi ripete le stesse cose lette, ripetute, schematizzate mille volte.
Non so che fare, voglio solo partire e lasciarmi tutto questo alle spalle.
Grazie a chi mi leggerà.
Salve. Capisco sinceramente il suo malessere e il suo senso di smarrimento. Arrivare alla fine del traguardo di studi, quando forse si sono riversate un'accesso di energie su questo aspetto della sua vita, può portare alle sue difficoltà. Capita molto frequentemente. Non si spaventi,
anche se può avere delle remore ad accettare un periodo di maggiore debolezza. Non ceda allo sconforto o ad un eccesso di autocritica ma si rivolga ad uno psicoterapeuta. Abbia fiducia, vedrà che potrà aiutarla ad ascoltarsi e potrà riscoprire il reale desiderio verso ciò che ama. Un caro saluto. L.
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