Esperienze
Spesso i momenti più difficili con i nostri figli sono quelli in cui ci sentiamo più soli.
Come Psicologa dell’Età Evolutiva, ho scelto di specializzarmi nel sostegno genitoriale per la fascia 0-7 anni perché so che, sebbene non esista un manuale d'istruzioni, esiste la possibilità concreta di costruire un legame profondo, capace di resistere anche alle tempeste.
Il mio lavoro è essere un ponte. Da una parte c’è il mondo del tuo bambino, fatto di emozioni, bisogni e comportamenti che a volte sembrano indecifrabili; dall’altra c’è il tuo mondo di genitore, fatto di amore, ma anche di stanchezza, dubbi e fatiche quotidiane. Attraverso percorsi di sostegno mirati e personalizzati, ti accompagno ad attraversare questo ponte per incontrare i tuoi figli a metà strada, nel luogo della vera connessione.
Il mio obiettivo non è insegnarti a essere un genitore perfetto, ma aiutarti a far emergere le risorse che già possiedi per diventare quella guida sicura e consapevole che avresti voluto avere tu da bambino. Lo faremo insieme, utilizzando strumenti pratici e strategie concrete, pensate per essere sostenibili e rispettose dei tuoi tempi e delle tue energie.
Immaginate il vostro bambino come una piantina in crescita. Se la pianta fatica a sbocciare, non interveniamo direttamente sui petali, perché sono troppo delicati. Interveniamo sul terreno, sulla luce e sull'acqua.
Nel mio lavoro con i bambini tra gli 0 e i 7 anni, parto da questo presupposto: voi genitori siete il terreno e il clima. Per questo motivo, i miei percorsi di sostegno non prevedono necessariamente la presenza del bambino in studio, ma si focalizzano sulla coppia genitoriale, per darvi gli strumenti necessari a far fiorire la vostra famiglia.
Chiedere aiuto non significa arrendersi, ma scegliere di non farlo.
È il primo passo per trasformare la fatica in un nuovo piacere di stare insieme.
Io ci sono, per dirti che puoi farcela.
Aree di competenza principali:
- Psicodiagnostica
- Psicologia dell'età evolutiva
Principali patologie trattate
Presso questo indirizzo visito
Tipologia di visite
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
50 € -
-
Consulenza online
50 € -
-
Colloquio psicologico di coppia
50 € -
-
Consulenza genitoriale
50 € -
-
Sostegno alla genitorialità
50 € -
-
-
-
Indirizzo
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
2 recensioni
-
F
Federica amici
Brava, empatica e attenta ci ha fornito da subito tanti strumenti per affrontare il "problema"
• Studio di consulenza online • consulenza genitoriale •
-
G
Giulia
Mi sono rivolta alla Dottoressa Letizia perché necessitavo di un parere esterno per sintonizzarmi al meglio con i bisogni di mio figlio. La Dottoressa è stata molto accogliente, ha compreso la mia richiesta e ci ha guidato con la sua esperienza verso una lettura dei bisogni di nostro figlio più funzionale e maggiormente ancorata alla realtà. Io e il mio compagno siamo molto grati per il suo supporto che ha permesso di riconnetterci con i bisogni emotivi del nostro piccolo
• Studio di consulenza online • consulenza genitoriale •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, mia figlia di 3 anni da che amava disegnare ora non vuole più farlo e quando disegna il volto lo fa al contrario ovvero la bocca al posto degli occhi e gli occhi al posto della bocca, cosa vuol dire?
Buongiorno.
Perché disegna "al contrario"?
A questa età, il disegno non è una riproduzione fedele della realtà, ma un gioco di esplorazione. Ecco le ipotesi più probabili:
Sperimentazione e Gioco del "Cosa succede se...": I bambini di 3 anni iniziano a capire che possono manipolare i simboli. Invertire gli occhi e la bocca può essere un esperimento consapevole per vedere l'effetto che fa o per testare la reazione dell'adulto.
Orientamento Spaziale in costruzione: La percezione "alto-basso" e "destra-sinistra" sul foglio è ancora fluida. Non è raro che i bambini ruotino il foglio mentre disegnano, perdendo il punto di riferimento iniziale.
Affaticamento o "Blocco del Pittore": Il fatto che non voglia più disegnare potrebbe indicare che l'attività è diventata "troppo carica" di aspettative (magari sente la pressione di dover fare qualcosa di "bello" o "giusto").
Se prima amava disegnare e ora si tira indietro, potrebbe aver associato il disegno a un senso di frustrazione o a una valutazione esterna. A volte, i bambini smettono di fare qualcosa quando si rendono conto che il risultato non corrisponde a ciò che hanno in mente, oppure se sentono che il loro "stile" viene corretto troppo spesso.
Spero di aver risposto alla sua domanda.
Nel caso voglia sapere cosa fare e come rispondere in questo caso, mi contatti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Letizia Cavallo
Quali sono le conseguenze di punire un bambino da parte di adulti che reagisce quando viene bullizzato da un gruppo ? Quel bambino crescerà con la paura di reagire e magari non imparerà a difendersi ? Come affrontare questo ?
Buongiorno.
Se puniamo un bambino che si è solo difeso, gli stiamo dando un 'doppio schiaffo'. Il primo glielo hanno dato i compagni, il secondo noi che dovremmo proteggerlo. Il messaggio che riceve è: "Oltre al danno, la beffa: se provi a salvarti, sbagli".
La reazione è un segno di salute mentale, non di cattiveria.
Le faccio un esempio pratico per capire meglio: se pesti la coda a un gatto, lui soffia o graffia. Non lo fa perché è cattivo, ma perché ha paura e sente dolore. Se noi puniamo il bambino perché ha 'soffiato', gli stiamo dicendo che deve restare immobile mentre qualcuno gli pesta la coda. Questo lo renderà una persona insicura che non saprà più dire di no ai soprusi.
C'è una grande differenza tra chi attacca per fare del male (bullismo) e chi colpisce per farlo smettere (difesa). Se puniamo entrambi nello stesso modo, stiamo dicendo al bullo che ha vinto e alla vittima che non ha scampo. Dobbiamo insegnare al bambino modi migliori per difendersi, ma non possiamo punirlo perché ha avuto il coraggio di non soccombere.
Se continuiamo a punire?
Il bambino smetterà di reagire, ma non perché è diventato "buono", solo perché è diventato terrorizzato. Da grande potrebbe avere difficoltà a farsi rispettare sul lavoro o nelle relazioni, perché avrà imparato che "difendersi è pericoloso".
In sintesi, i tre punti chiave:
La difesa è un diritto: Sentirsi autorizzati a proteggersi è la base dell'autostima.
La punizione crea confusione: Il bambino non capisce più cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma solo che "il più forte vince sempre".
Insegnare, non reprimere: Invece di una nota o un castigo, serve un allenamento: "Ho visto che eri disperato e ti sei difeso, la prossima volta proviamo a fare così..."
Come Affrontare la Situazione?
Il focus deve spostarsi dalla punizione della reazione alla comprensione del contesto.
1. Validare l'Intento, Correggere la Modalità
Bisogna spiegare al bambino che il suo desiderio di proteggersi è sano e legittimo, ad esempio dicendo:
"Hai fatto bene a voler fermare chi ti faceva del male, la tua rabbia era giusta. Dobbiamo però trovare un modo per farlo che non metta te dalla parte del torto."
2. Educare all'Assertività (non alla Passività)
Difendersi non significa necessariamente restituire un colpo.
Significa:
- Saper usare la voce in modo fermo.
- Saper uscire dalla situazione fisicamente.
- Sapere a chi rivolgersi senza sentirsi una "spia".
Il nostro compito non è reprimere la sua difesa, ma fornirgli strumenti più efficaci (sociali e verbali) affinché non debba arrivare alle mani. Ma ricordiamoci: se la punizione arriva dopo un'ingiustizia subita, stiamo confermando il potere del bullo.
Spero di aver risposto alle sue domande.
Cordiali saluti
Dott.ssa Letizia Cavallo
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.