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Esperienze

Psicologa clinica, Psicoterapeuta in formazione ad orientamento psicodinamico.

Ricevo presso il mio studio a Pesaro e Online. 

Ho conseguito la laurea magistrale in “Psicologia Clinica” presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo con una tesi sul trauma declinato sul soma: “Trauma incarnato: somatizzazioni, condotte narrative e simboli trauma-related”. In seguito ho svolto Servizio Civile presso la residenza sanitaria “Casa Moscati” (Ce.I.S. Pesaro), casa alloggio per persone sieropositive e/o con AIDS, confrontandomi con la tossicodipendenza e il tema del fine vita.

Successivamente ho approfondito la mia formazione clinica con corsi di perfezionamento su: ADHD, DSA e BES (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali); psicoterapia sensomotoria e psicoterapia applicata all’elaborazione del lutto oncologico.

Ho focalizzato la mia formazione sul vissuto della perdita e del lutto (perdita della propria identità precedente ad una diagnosi di malattia cronica e/o degenerativa, separazione e perdita della propria relazione, perdita del proprio bambino in gravidanza o poco dopo la nascita, etc).

In questo senso, offro uno spazio in cui poter integrare la sofferenza nella dimensione della nostalgia che ricorda e conserva ogni dettaglio e che proprio per questo, può andare avanti.

Esperienze professionali

Lavoro come psicologa presso la struttura psichiatrica “Casa Godio” di Pergola (PU), dove mi occupo della stesura di progetti riabilitativi indirizzati a pazienti psichiatrici ad alta intensità (psicosi croniche, oligofrenie, disturbi bipolari) e della somministrazione di test psicodiagnostici in ingresso e in dimissione (MMPI-II, SCL-90, BPRS). Collaboro come psicologa scolastica presso istituti di vario ordine e grado, offrendo supporto psicologico a studenti tra gli 11 e i 18 anni e – laddove è necessario e possibile – anche ai genitori degli stessi, con una particolare attenzione alla domanda e anche a fronte di diagnosi pregresse.

Approccio terapeutico

Di formazione integrata (dalla psicoanalisi alle neuroscienze, dalla psicologia clinica alla psicologia scolastica), ritengo fondamentale riflettere sull'esperienza psichica nella sua interezza: biologica, emotiva, cerebrale, antropologica e sistemico-familiare. In questo approccio ad ampio spettro, il mio lavoro resta prevalentemente orientato sulla persona e sul suo nome proprio, non solo sui suoi sintomi.

Sono dell’idea che curare prima di tutto significhi aver cura, anche del sintomo. Affinché cessi di esser identità, ma che in essa possa albergare. Aver cura del sintomo, ma soprattutto della storia che lo abita. Il sintomo non è qualcosa da abbattere, ma da interrogare. Lasciarlo abitare dentro di noi è far sì che non ci abiti in nostra sostituzione.

L'analisi non è guarire, è arrivare alla consapevolezza del limite. Ciò che deve mutare e può ancora mutare, segue il suo corso. Ciò che non deve, si comprende. In ogni caso è l'acquisizione di una possibilità di scelta. Questo non significa necessariamente uscire da una dimensione di disagio, ma lavorare all'interno di quell'esperienza soggettiva per comprendere quanto quella storia di vita ha impattato in maniera specifica e, sulla base di questo, spingersi fin dove si può, nel rispetto di ciò che può cambiare e di ciò che, invece, chiede solo di essere compreso.

Scegliere, allora, non in base a ciò che “bisognerebbe”, ma in accordo al proprio sentire. Agire in ragione al mutamento di quello, senza aggredirlo con la ragione. Attraversarlo per raggiungere la nostra parte più autentica. La remissione del sintomo non è l’obiettivo, ma uno dei prodotti del processo terapeutico. Eliminare il sintomo come obiettivo primo significa gettare nebbia sulla strada che il soggetto ha da ripercorrere per ammalarsi, ma anche per stare meglio. Se il mal-essere è uno stato dell'essere; quanto vi è ancora di noi nel restare, o altresì, nel cambiare? Il sintomo non si elimina. Vi si aggiungono altri strumenti, altri stati dell'essere che possono sostenere e che è proprio il sintomo, a mettere in luce. A quel punto, lo si può accantonare.

Gli interventi, elaborati in funzione delle specifiche situazioni, sono rivolti ad adolescenti, adulti, coppie e gruppi.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia psicoanalitica

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Jessica Servidio

Corso XI Settembre 264, Pesaro 61122

Si effettuano visite a domicilio nei comuni di Pesaro, Fano, Marotta, Mondolfo, Senigallia, Vallefoglia e Urbino.
Per quanto riguarda l'Emilia Romagna: Cattolica, Misano Adriatico, Gabicce, Riccione.
Si richiede ai gentili pazienti di indicare in fase di prenotazione l'indirizzo presso il quale è richiesta la prestazione e la motivazione.

14/10/2025

Prestazioni e prezzi

  • Visita a domicilio

    50 € - 60 €

  • Psicoterapia della depressione

    50 €

  • Test psicologici

    60 €

  • Test di personalità

    60 €

  • Superamento di eventi traumatici

    50 €

Indirizzi (3)

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Pagamento online

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Studio 1 Dott.ssa Jessica Servidio

Corso XI Settembre 264, Pesaro 61122

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Studio 2 Dott.ssa Jessica Servidio

Via Francesco Saverio Nitti, 32, Pesaro 61122

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15 recensioni

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  • Non ho mai avuto paura di un giudizio dalla sua parte, l’empatia è la prima cosa che trasmette fin dai primi incontri, ma cio che mi affascina maggiormente è la calma che le appartiene, che va oltre il ruolo che ricopre. Posso solo dire grazie a Jessica per il suo tempo e per le sue parole.

     • Studio 2 Dott.ssa Jessica Servidio consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    Grazie per le tue sentite considerazioni e per la grazia con cui le hai espresse, per il tempo e la fiducia reciproci che continueremo a concederci.


  • F

    Professionale. Umana. Puntuale. Già nel primo incontro ha fatto la diagnosi giusta.

     • Studio 1 Dott.ssa Jessica Servidio consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio per la sua fiducia.


  • C

    Molto professionale, preparata, empatica e disponibile.

     • Studio 1 Dott.ssa Jessica Servidio test di personalità  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio tanto per le sue parole "sentite".


  • T

    Professionista preparata e dedita all'ascolto con attenzione ai dettagli e cura del paziente.

     • Studio 1 Dott.ssa Jessica Servidio primo colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio per le parole.


  • E

    Già da un primo colloquio conoscitivo con la dottoressa Servidio ho constatato una professionalità fuori dal comune, oltre che una conversazione proficua c’è stato un ottimo approccio. Consiglio vivamente!

     • Studio 1 Dott.ssa Jessica Servidio colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio di cuore per le parole.


  • A

    Professionale e seria, approccio personalizzato al paziente.

     • Studio 1 Dott.ssa Jessica Servidio consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio per le sue parole.


  • F

    Molto attenta e professionale, disponibile e competente nell'analisi della domanda e proposta di lavoro

     • Studio 2 Dott.ssa Jessica Servidio colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio.


  • A

    Mi sono sentito veramente ascoltato e accolto, accorgenodmi di tante cose che mancavano alla mia narrazione.

     • Studio 2 Dott.ssa Jessica Servidio colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    Se la narrazione non può essere riscritta, può sempre essere risignificata. Grazie per averti ed avermi concesso questa possibilità.


  • S

    Come primo approccio devo dire che é stato più che soddisfacente

     • Studio 2 Dott.ssa Jessica Servidio  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio.


  • M

    Competente , professionale e attenta durante l'incontro

     • Studio 2 Dott.ssa Jessica Servidio colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Jessica Servidio

    La ringrazio.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 48 domande da parte di pazienti di MioDottore

son da molto bloccato in domande logiche autoreferenziali..
faccio un esempio: alla domanda

"se mi venisse in mente sempre questa stessa domanda e non riuscissi più ad "andare" su altro?"

ho compreso che non devo rispondere alle domande paradossali come queste che non hanno logica ma devo identificarle da fuori come pensieri, come anche questo stesso che ho detto fino ad ora ("questo e quello sono pensieri e per andare su altro devo spostare l'attenzione su altro appunto con la volontà") ;

quindi per uscire da questo loop va bene identificare questa (autoreferenzialità) e quella paradossale come due pensieri e passare ad altro giusto?

in pratica ho distinto un paradosso irrisolvibile come "maligno" (il primo) da un paradosso (anche questo stesso è un pensiero) come utile per chiudere la logica e poter passare realmente ad altro

purtroppo per vedere una via di uscita a questo pensiero che ora credo di aver trovato son stato parecchio male....chiedo, è la strada giusta?

Buongiorno,
Quello che sta descrivendo è un passaggio importante perché ha iniziato a vedere dall’esterno il funzionamento di questi pensieri. Il punto non è decidere quale paradosso sia buono o cattivo, o quale pensiero chiuda meglio "la logica", ma accorgersi che quando si entra all'interno di questo circuito viene risucchiato da un pensiero che non lo accompagna nella vita, ma che lo estrae da quest'ultima, come a cadere improvvisamente dentro ad un vortice.
Ci si può chiedere insieme non solo come uscirne, ma quando e perché questi pensieri diventano così persecutori, che cosa chiedono, che funzione hanno nella sua esperienza e quanto occupano il suo mondo interno. Il lavoro non è soltanto forzarsi a “spostare l’attenzione” (non pensare ad un cavallo bianco, a che cosa la fa pensare?), ma la difficoltà e il malessere sottostante.
Resto disponibile anche per un consulto online, Dott.ssa Jessica Servidio.

Dott.ssa Jessica Servidio

Buonasera, ho una relazione con un uomo separato e padre di un figlio, il mio disagio nasce dal rapporto del mio compagno e l'ex moglie.
Un rapporto che va oltre la gestione genitoriale, un rapporto fatto di continue interazioni giornaliere; lui gestisce i beni mobiliari e immobiliari di lei, è sempre presente e disponibile nell' aiutare l'ex per qualsiasi faccenda quotidiana (chiamare l'idraulico, mandare una mail, ecc...) dal canto suo l'ex moglie ha prestato i soldi all'ex marito per l'acquisto della casa, una cifra molto importante che lui si è impegnato a restituire vita natural durante (acquisto fatto quando io stavo già con lui e senza essere stata coinvolta nella cosa), lei ha poi un legame molto stretto con la famiglia di origine di lui fatto di chiamate giornaliere e incontri.
Entrambi frequentano le rispettive case, tra loro ci sono gesti di dolcezza, lui lo definisce un rapporto idilliaco e platonico.
La mia difficoltà sta nel gestire la cosa e soprattutto se sarò in grado di passare la mia vita condividendo un rapporto che ad oggi sembra a tre, una gestione che ad oggi mi crea malumori e irrequietudine, la sensazione di essere un ospite in una realtà familiare già presente e cementata.
Potrò mai essere felice in un rapporto così?
Grazie a chi mi legge
S.

Buonasera.
Pare che quel che le causa disagio sia non la coppia da "gestione genitoriale", ma una continuità affettiva importante. Dalle sue parole ad oggi sembra che i confini tra lui e l’ex moglie siano poco differenziati, e questo inevitabilmente incide e rischia di ferire.
Mi viene anche da chiederle se questa sensazione di essere in un rapporto a tre sia qualcosa che riconosce solo in questa relazione, oppure se in forme diverse le è già capitato di sentirsi così anche in legami precedenti.
Può essere utile allora spostare leggermente la prospettiva proprio su di lei, per non dover restare sola all'interno di questa ambivalenza.
Resto disponibile per un consulto online, Dott.ssa Jessica Servidio.

Dott.ssa Jessica Servidio
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