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Esperienze

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento cognitivo neuropsicologico. Esperta in neuropsicologia clinica dell’adulto e dell’anziano

Sono la dottoressa Ilenia Zilio, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo neuropsicologico.

Mi occupo di sostegno psicologico e psicoterapia con adolescenti (+16), adulti e terza età. La mia formazione in neuropsicologia e la mia esperienza in Neurologia mi consente di affrontare tutte le tematiche relative alle patologie neurologie acquisite (sclerosi multipla, disturbo neurocognitivo acquisito, traumi cranici, ecc...), sia da un punto di vista di valutazione e riabilitazione cognitiva sia da un punto di vista di supporto alla patologia sia al paziente che al familiare.

Con lo svolgimento della mia esperienza nei centri di salute mentale adulti ho acquisito competenze nella psicoterapia di paziente psichiatrici, compreso il trattamento dei disturbi di personalità.

Il mio approccio parte dalla visione della persona come individuo unico e irripetibile, con una sua storia e dei suoi modi di essere specifici, senza inquadrarlo in maniera rigida dentro una etichetta diagnostica, e sempre orientato allo sviluppo della propria progettualità futura.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia forense
  • Psicoterapia
  • Psicoterapia cognitiva neuropsicologica
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
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  • Psicoterapia

    Da 70 €

  • Psicoterapia individuale

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  • Training per disturbi cognitivi

    70 €

  • Test psicologici

    Da 50 €

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Studi Talea

Piazza Palmiro Togliatti, 50, Scandicci 50018

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328 208...

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5 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • M

    La Dott.ssa Ilenia è molto professionale, empatica, pratica, diretta e riesce a metterti a tuo agio da subito anche trattando temi non semplice

     • Studi Talea primo colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Ilenia Zilio

    Molto contenta che tu ti sia trovato bene Matteo. Faremo un buon lavoro insieme. A presto


  • A

    Consiglio senza ombra di dubbio la dott.ssa Zilio. Avevo già tentato un percorso terapeutico con una psicologa ma senza successo. Trovo che la dott.ssa Zilio sia profondamente empatica e molto concreta. Mi ha aiutato a superare un momento molto difficile della mia vita e continua a sostenermi riuscendo sempre a farmi vedere le cose sotto una luce diversa.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Ilenia Zilio

    Davvero molto contenta di essere di aiuto e di aver potuto dare un giusto spazio alle tue necessità. Un caro saluto


  • M

    In un momento di grande confusione la dottoressa Zilio mi ha aiutato a capire meglio molte cose. Mi sono sentito subito a mio agio e dopo poco ho iniziato ad avere più facilità nel gestire le situazioni critiche che mi capitavano. Un grazie di cuore per tutto l'aiuto che mi ha dato

     • Centro Artemide psicoterapia  • 

    Dott.ssa Ilenia Zilio

    Felice di averti aiutato. Non sempre i percorsi di psicoterapia devono essere lunghi. L'importante è che si trovi il giusto modo di lavorare insieme e raggiungere i nostri obiettivi terapeutici. E se questo succede in poco tempo, tutto di guadagnato. Ti auguro un buon proseguimento


  • Y

    La mia esperienza con la Dott.sa Zilio è stata fantastica.
    Ho avuto tre psicoterapeuti in passato e non mi ero mai trovata bene. Ha saputo guardarmi dentro e farmi notare cose che neanche io conoscevo di me; è empatica, professionale e gentile. Il suo aiuto, nel mio benessere, è stato determinante. Stare di nuovo bene è possibile, anche dopo eventi catastrofici, se si è seguiti dal terapeuta giusto. Consigliatissima!

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Ilenia Zilio

    Felice che il nostro percorso terapeutico sia stato d'aiuto. Molto del lavoro come sai è merito del tuo impegno. Un caro saluto


  • B

    Persona molto competente e disponibile sia nell’ascolto che nel consiglio per vedere dentro se stessi.Non si finisce mai di conoscersi e Lei questo lo sa bene ed aiuta veramente tanto se il problema spesso è non voler comprendere se stessi.A me ha aiutato tanto per cui La consiglio vivamente se capita un periodo brutto nella vita è capace di sostenerti aiutandoti a trovare la forza dentro di te.Sicuramente non è da tutti.Brava davvero

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Ilenia Zilio

    Grazie BM contenta di esserti stata d'aiuto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve a tutti, studio alla magistrale all'Università. Quando ero al triennio, ho conosciuto una ragazza, siamo diventati subito amici oltre che colleghi.
L'amicizia andava avanti, lei è entrata a fare parte del mio gruppo di amici, uscivamo tutti insieme ecc.
A me lei piaceva, piano piano è diventata una ossessione e avevo sviluppato una sorta di dipendenza affettiva nei suoi confronti.
Mi arrabbiavo se mi rispondeva in ritardo, se andava in auto con altri colleghi e non come me e per tante altre cose.
In quel periodo non stavo bene, avevo un malessere generale che riversavo su di lei. Non stavo bene con me stesso, con i miei genitori, con l'università.
Mi arrabbiavo spesso con lei, lei cercava di aiutarmi ma inutilmente.
Così ci siamo allontanati.
L'ultimo messaggio lei mi disse, prenditi questo tempo per riflettere, poi ci sentiamo ecc.
Ora sono passati due anni, nel frattempo ho iniziato un percorso psicoterapeutico, mi sono laureato, ho iniziato la magistrale, ho iniziato un corso di teatro.
Non ho più avuto contatti con questa ragazza, fino a quando non ho iniziato la magistrale e i corsi. Ho scoperto che adesso lavoriamo con la stessa professoressa, abbiamo fatto dei seminari insieme, una visita tutti insieme a Roma ecc.
In queste occasioni lei non mi saluta e io nemmeno. Mi evita, abbassa lo sguardo, a Roma ho notato che mi ha guardato e sorriso due volte poi niente più.
Questo mi dispiace, perché ormai dopo due anni di totale silenzio, mi sto comportando benissimo, pensavo che potevamo almeno avere un rapporto di normalità, fatto di saluti e magari scambiare due chiacchiere come con altri colleghi. Certamente non riavere l'amicizia del passato.
Oggi mi sento meglio, va molto bene con i miei genitori, con me stesso, ho una certa stabilità.
Ma aver rivisto questa ragazza mi ha provocato molta paura, ansia, imbarazzo, vergogna.
Ci evitiamo a vicenda.
Probabilmente questa ragazza mi odia così tanto da non salutarmi nemmeno, da evitarmi del tutto, perché la mia presenza le dà fastidio.
Ora ho fatto un guaio, ho scritto alla mia professoressa, chiedendo aiuto per un lavoro, e lei mi ha risposto così:
"Ciao caro. Vieni in laboratorio la settimana prossima. Ci sono tizio e Caio.
Li avviso"
Non era mia intenzione avvicinarmi a questa ragazza, ora che faccio?
Con che coraggio entro nel laboratorio?
E soprattutto, non ci salutiamo, lei non ha piacere nel vedermi, figuriamoci nel darmi una mano con questo lavoro. Grazie per i vostri pareri.

Gentilissimo dal suo racconto emerge un percorso personale fatto di difficoltà ma anche di tentativi di miglioramento, che lei stesso riporta. È molto significativo che lei abbia intrapreso un lavoro psicoterapeutico e che oggi riesca a guardare alla situazione con maggiore lucidità e responsabilità emotiva.
Potrebbe essere utile, innanzitutto, condividere con la sua terapeuta ciò che sta provando nel rivedere questa persona, se il percorso è ancora in corso. Questo tipo di esperienza può diventare un’occasione preziosa per riflettere su come le relazioni passate continuino a risuonare nel presente. Se invece il percorso si è concluso, può essere comunque utile chiedersi se questi vissuti meritano uno spazio di ascolto e approfondimento.
La vita, e le relazioni in particolare, non si muovono in modo lineare: attraversiamo fasi diverse, e ogni fase porta con sé nuove consapevolezze. È possibile che le esperienze fatte con questa ragazza abbiano modificato il suo modo di relazionarsi, ma è altrettanto vero che anche lei, in questi due anni, avrà vissuto un proprio cambiamento. Se per lei fosse piacevole ristabilire un rapporto sereno, anche solo di cordialità, può iniziare da piccoli gesti, come un saluto o una conversazione semplice legata al contesto universitario o lavorativo. Questo tipo di interazione neutra può aiutarla a non restringere i propri spazi di esperienza e a vivere con più naturalezza gli ambienti condivisi.
Allo stesso tempo, sarà importante che nel suo desiderio di ristabilire un contatto resti attento e rispettoso anche delle modalità con cui lei si pone. Potrebbe darsi che per questa ragazza la distanza resti ancora necessaria, e in tal caso il rispetto dei suoi tempi e dei suoi confini rappresenterà un atto di maturità e autenticità da parte sua.
Se dovesse accorgersi che la situazione continua a generare ansia, imbarazzo o difficoltà, non esiti a parlarne con la sua terapeuta o a rivolgersi a un professionista: affrontare questi vissuti con supporto può aiutarla a consolidare il benessere che ha faticosamente costruito.
Le auguro tutto il meglio

Dott.ssa Ilenia Zilio

Salve,
Vi scrivo in quanto vorrei capire se certe aspetti che ho notato negli ultimi tempi, e che mi sembrano essere peggiorati, siano, secondo il vostro giudizio, da sottoporre all'analisi di un medico.
È normale mentre si parla avere dei momenti in cui ci si dimentica una parola, ma a me sembra che succeda un po' troppo di frequente. La cosa che mi preoccupa è che tali dimenticanze avvengono anche con parole normali, di uso comune. Certe volte impiego veramente tanti secondi per ricordare la parola esatta.
Altra cosa che reputo molto strana (e che non mi era mai sembrato di avere durante l'infanzia e l' adolescenza), è che quando leggo, spesso leggo frasi o parole diverse rispetto a quelle riportate effettivamente per iscritto su di una pagina o su di uno schermo. Per esempio: se su un foglio c'è scritto "il gatto dorme", io potrei tranquillamente leggerci invece "il gatto morde". Molte volte impiego tanto tempo per rendermi conto dell'errore e per capire cosa veramente c'è scritto. È come se la mia mente fosse convinta che ci sia scritta una cosa e i miei occhi vedono quella.
Anche scrivere sta diventando faticoso. Come nel parlare, anche quando scrivo faccio fatica a trovare (o ricordare) le parole giuste e mi perdo nella sintassi. Spesso ho l' impressione di scrivere periodi brevi e scollegati tra di loro.
Potrebbe anche essere che tutte queste cose siano dovute alla stanchezza e all'ansia, però mi preoccupa la frequenza con cui avvengono e il fatto che alcune di queste (le ultime due), sembrano essere esordite di recente.

Gentile utente, capisco la preoccupazione che sente nei confronti di queste difficoltà. Se ritiene che ci siano delle differenze sostanziali rispetto al passato e che queste difficoltà le rendono difficile adempiere ai suoi compiti quotidiani può essere utile fare degli approfondimenti neuropsicologici che le consentano di capire se queste difficoltà cognitive sono reali o dipendano da altri fattori. Ci sono, infatti, diverse condizioni, anche legate ad ansia e fatica, che possono mimare deficit cognitivi ma che poi ad una analisi più attenta non vengono rilevati. Le nostre prestazioni cognitive non sono sempre uguali a se stesse e eventi personali, fattori ambientali o fattori interni possono alterare il normale svolgimento di tutti quei compiti cognitivi che siamo soliti svolgere durante le nostre giornate. Le auguro di trovare presto risposta ai suoi dubbi nella speranza di esserle stata di aiuto per capire come muoversi.

Dott.ssa Ilenia Zilio
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