Maturità Classica al Liceo Lagrangia di Vercelli nel Luglio 1978 , con votazione 43/60, mi iscrivo alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino, per i primi tre anni presso la sede staccata di Vercelli, poi trasferito a Torino per continuare gli studi nel 1983. Frequento le lezioni a Torino e inizio il mio periodo di internato presso la Clinica Medica B dell’Università di Torino, dove da poco era diventato Direttore il professor GianMichele Molinatti. Il Direttore era infatti uno dei primi endocrinologi italiani, in particolare per i suoi studi sull’ipofisi, aveva effettuato infatti i primi interventi in Italia di infissione di ittrio ipofisaria per via transnasale, sotto la guida del suo maestro Prof. Dogliotti. A Dogliotti è oggi dedicato il corso che fiancheggia l’Ospedale Molinette di Torino, come riconoscimento per la sua attività scientifica negli anni 50 e 60 per i suoi interventi pionieristici di chirurgia generale ed in particolare sul cuore, sul rene, a livello addominale e sugli organi endocrini. Frequentando quotidianamente l’Istituto di Medicina Interna seguito dal Prof. GM Molinatti, ho conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia nel Luglio 1985 con votazione 108/110 e dignità di stampa, per la tesi sulla Densitometria Ossea nello studio del Matabolismo fosfo calcico. Mi iscrivo quindi alla Specialità di Andrologia e conseguo la specializzazione con 70/70 e lode e la tesi Metabolsimo fosfo calcico nel maschio ipogonadico nel 1989. Inizio quindi tre anni titolare di Assegno di Studio della Regione Piemonte di Ricerca Finalizzata allo Studio del Metabolismo Minerale osseo in vivo dal 1989 al 1991 , entrato nel 1989 nella Specialità di Medicina Interna del Prof. Gavosto. Già dalla tesi di Laurea mi sono occupato della misurazione della densità ossea in vivo prima con isotopi radioattivi come il Gadolinio ( DPA ) poi con Raggi X ( DEXA ), collaborando con il Prof. G.C. Isaia alla messa a punto di uno dei primi centri di Studio del Metabolismo Osseo, riconosciuto non solo in Italia ma anche all’estero in particolare USA , Francia e Paesi Bassi, con i quali il Prof GC Isaia era in stretto contatto. E quindi alla nascita della Specializzazione di Endocrinologia sul Metabolismo Osseo. Ritorno quindi a Vercelli , dove mio padre Andrea, medico reumatologo, era appena andato in pensione e inizio a visitare, prima come Continuità Assistenzale per 7 anni presso l’Ospedale S. Andrea di Vercelli ( fino al 1997 ), poi come medico di famiglia dal 1993 ad oggi, presso il mio studio medico sito in Vercelli, Piazza Solferino 3. Tra gli insegnamenti che il mio tirocinio ha lasciato indelebili, ricordo di essermi sempre sentito dire che l'ARTE MEDICA non è un lavoro come un altro, è una sorta di SACERDOZIO, o meglio un LAVORO TOTALIZZANTE. Ci si deve dedicare anima e corpo, e sacrificare qualsiasi altro aspetto, seppur importante, della vita per ottenere gli obbiettivi che ogni medico si propone, vale a dire perseguire la salute del malato. La FAMIGLIA spesso purtroppo passa in secondo piano e bisogna aver accanto persone che capiscano cio' che il medico deve fare ogni giorno della sua vita, e siano disposte a sacrificarsi insieme a lui. Gli obbiettivi per il medico , non devono necessariamente essere eclatanti, ed arrivare alle luci della cronaca. Anzi quelli che rimangono impressi nella nostra memoria e ci lasciano un segno indelebile sono quelli dai più misconosciuti. Possono essere la gratitudine dimostrata dai parenti di un paziente ammalato che hai seguito nelle ultime fasi della sua vita fino al suo spegnersi, il cambiamento del modo di vita di un paziente ammalato che sei riuscito a convincere che cambiare era importante, una lettera inviata ad una rivista scientifica per esprimere le proprie opinioni su una nuova ricerca pubblicata, l'essere accettato da una società scientifica internazionale, cose che per lo piu' sono " obiettivi " personali, che non concernono spese monetarie, ma spese in termini di energie personali ( cerebrali ) avendo bisogno di ( tempo ) perseveranza, dedizione e sacrificio, i cui risultati , nella maggior parte dei casi, non puoi neppure condividere con altri. Non per nulla i primi medici egiziani e greci, vivevano isolati da tutti nei templi dedicati agli DEI della SALUTE ed i pazienti venivano portati loro alle porte del tempio e lasciati li, affinché i medici se ne prendessero cura. Da qui la necessità di crescere come medici isolati ,negli Istituti Universitari o in Ospedale o a casa propria, vivendo degli insegnamenti del loro tutore, abbandonando le abitudini di vita che avevano nel passato, fino ad ottenere la maturità necessaria per gestire, senza troppi danni , quella che alcuni di noi chiamano nei tempi moderni " La licenza di Uccidere " degli 007 Holliwoodiani.