Via Gaetano Alberti 27, Catanzaro 88100
Si effettuano test diagnostici
Leggi di più16/04/2024
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Accettato
19 recensioni
Tutto eccellente! Esaustiva per ogni argomemto trattato.
Già da un primo colloquio si é dimostrata un ottima professionista, molto disponibile e affidabile.
La dottoressa mi sta accompagnando in un percorso di crescita personale profondo e costruttivo. Con il suo approccio empatico e professionale mi aiuta a comprendere meglio me stessa e a gestire con maggiore consapevolezza le difficoltà. È una presenza equilibrata e rassicurante, che trasmette fiducia fin dal primo incontro.
La Dottoressa Scarpino è semplicemente fantastica perchè è una persona che mi sta aiutando a riprendere in vita la mia vita e a capire finalmente chi sono. Grazie mille per tutto.
Mi sono rivolto alla Dott.ssa scarpino in un momento molto delicato della mia vita, e sin dal primo incontro ho percepito empatia, professionalità e profondo ascolto. È riuscita a mettermi a mio agio, creando uno spazio sicuro in cui potermi esprimere senza giudizio. Consiglio vivamente
Una professionista che ti ascolta sin da subito, che capisce le problematiche ed a cui bastano poche parole per dare sollievo. Consigliatissima
Molto carina ed empatica, solare e molto professionale, puntuale ed accogliente
Persona competente ,molto empatica, disponibile con i pazienti.
Professionista molto competente, seria ed empatica a cui rivolgersi con totale fiducia
Preparata, empatica, puntuale e sempre disponibile. Consiglio la dottoressa perché mi sta aiutando tantissimo a ritrovare serenità e consapevolezza.
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, ho conosciuto un ragazzo da un anno e mi ha chiesto di sposarlo ma non riesco a fidarmi di lui! Quando siamo per strada guarda sempre le altre donne o cerca il loro sguardo, in altre occasioni dicendo di essere "un credente" si è ritrovato a prendere un caffè con un'altra ragazza giustificando di essere con un altra coppia nel bar. Lui mi dice che lui è un bel ragazzo e per questo lo guardano e che "voi donne siete malate e non è colpa sua". L'ho invitato a riflettere sul matrimonio perché è un passo importante e se vuole continuare a fare una vita da single che la facesse ma non con me! Mi ha detto che sono una gelosa possessiva e io non riesco a vedere questa gelosia così esagerata ma più una mancanza di rispetto nei miei confronti. Altre persone si sono accorte di questi atteggiamenti di sguardi con altre donne.... Non so cosa fare e non vorrei portarmi anche dopo il matrimonio questo problema
Buonasera, lei ha rappresentato e analizzato la sua situazione ma forse mettere bene in chiaro vantaggi e svantaggi del proseguire questa relazione sarebbe utile in questo momento. Dott.ssa Giovanna Scarpino.
cari dottori,
sono una ragazza di 18 anni, è da un bel po’ di tempo che questa storia va avanti. diciamo che ‘non mi lamento’, anche perché, nonostante sia una vera e propria dipendenza, farlo mi fa sentire felice e mi fa provare emozioni che nella vita reale non provo. di cosa sto parlando, vi starete chiedendo.. sto parlando del mio mondo immaginario in cui mi ci rifugio in qualsiasi momento della giornata quando ne ho voglia e di cui non posso fare a meno; ecco perché la chiamo dipendenza, per me è come una droga.
mi spiego meglio: la mia vita è piena di delusioni e fallimenti, non ho amici da anni e non ho alcuna relazione sociale con nessuno. mi rifugio in questo mio mondo immaginario da anni, c’era anche quando ero più piccola, ma un po’ più inesplorato, e quando mi ci immergo ecco che trovo i ‘protagonisti’ delle mie storie: in primo luogo ci sono io, io vera e propria, svolgendo sempre il ruolo di protagonista e con un carattere completamente differente da quello che ho nella realtà. sono sempre stata una ragazza timida ed introversa, molto silenziosa e taciturna e che fa fatica ad aprirsi con gli altri, mentre nelle mie fantasie, invece, sono tutto il contrario, sono spumeggiante, sono lodata ed invidiata da tutti, sono aperta e sopra le righe.
fantastico molto sul mio successo, a sognare di essere la migliore e di auto convincermi di esserlo anche nella realtà.
comunque, apparte me, ci sono anche altre persone che ovviamente svolgono la parte di personaggi secondari, ci sono anche antagonisti e aiutanti, di tutto e di più.
il mio non è semplicemente un innocuo film mentale che tutti si fanno, ad esempio, prima di andare a dormire immaginando una scena di massimo 10-15 minuti; la mia è una vera e propria storia, un film che dura almeno un anno intero con una storia strutturata che io metto in pratica scrivendo, e quando scrivo, tutto davanti a me si materializza e si vengono a creare le situazioni che io immagino in quel momento, facendomi provare emozioni vere e proprie e che io non provo nella vita quotidiana.
in pratica, per farla breve, utilizzo la scrittura come ‘innesco’ per immergermi ancora di più nella mia fantasia e immaginarmi come se io fossi lì veramente a recitare una parte per un film, per una soap opera, o quello che è.
mi piace molto accompagnarmi con della musica, mi fa entrare ancora di più in contatto con la mia fantasia e mi viene più facile immergermici.
qualche volta è capitato che io perdessi l’ispirazione per le mie storie, che quando finiscono, devo subito idearne un’altra, pertanto non sto starci senza. mi aiuto prendendo spunto guardandomi film e prendere l’idea da lì, per poi immetterla nella mia storia personale, e di conseguenza farla recitare ai miei ‘personaggi’.
ci tengo a sottolineare che io so perfettamente distinguere la realtà dalla mia immaginazione, pertanto non mi è mai capitato di confondermi nella realtà con le mie fantasie ne altro.
un’altra cosa importante, è che io, mentre fantastico, ho uno sfrenato bisogno di andare in camera mia, luci spente, porta chiusa, e immergermi per ore, ore ed ore.. le mie fantasie occupano all’incirca 8 ore al giorno, facendomi trascurare qualsiasi cosa, addirittura l’igiene personale.
da quando ho deciso di ritirarmi socialmente non ho fatto altro che pensare e dedicare tempo infinito al mio mondo interiore, dato che durante il giorno non ho niente da fare (ho anche lasciato la scuola).
fatto sta che non appena tutto si materializza davanti a me, comincio a mettere in atto le cose da far dire ai vari personaggi, a fargli fare quella certa cosa, a farli comportare in un certo modo, arrivando addirittura ad imitarli involontariamente tramite espressioni facciali, risatine, sospiri.. a volte mi faccio paura da sola, perché mi viene totalmente spontaneo.
in pratica, se in quel momento il mio personaggio sta recitando una parte triste, confusa e offuscata, mi viene naturale accigliarmi, scuotere la testa oppure sospirare. se invece sta recitando una parte in cui è arrabbiato e furioso, la mia faccia cambia immediatamente espressione, faccio respiri profondi, inarco le sopracciglia, dilato le narici, ecc.. tutte cose che, se le persone mi vedessero fare al vuoto, a caso, mi prenderebbero per pazza, ecco perché prediligo stare in ambienti dove non c’è anima viva per dedicarmi al mio mondo immaginario.
quando poi l’effetto finisce, tutto torna come prima. per questo, il mio problema, è che quando devo staccare dal mio mondo per esempio per andare a pranzo o a cena, mi sento immediatamente in colpa, frustrata per aver speso tutte quelle ore a fantasticare e ad illudermi in cose che sono solo nella mia testa.
le mie storie durano all’incirca 9/10 mesi. quando una storia finisce, devo immediatamente spendere del tempo per idearne un’altra al più presto, perché senza non so starci, devo in tutti i modi allontanarmi dalla realtà.
per concludere, purtroppo, dico con tutta la sincerità del mondo che io non voglio guarire, e so che potrà sembrare sbagliato e inaspettato da parte mia, ma sul serio, farlo mi fa stare troppo bene e questo mondo tutto mio in fin dei conti è mille volte meglio del mondo esterno.
mi scuso per il papiro, ma mi chiedevo … quello che faccio ha un nome? sono veramente pazza?
Buonasera ,leggendo il suo racconto mi sono soffermata su questa frase: "utilizzo la scrittura come ‘innesco’ per immergermi ancora di più nella mia fantasia e immaginarmi come se io fossi lì veramente a recitare una parte per un film" e credo che proprio la scrittura sia una risorsa interessante all'interno di un percorso di sostegno psicologico. Dott.ssa Giovanna Scarpino
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