Esperienze
Psicologo libero professionista a Roma,Terracina ed online. Offro colloqui di consulenza e sostegno psicologico al fine di promuovere il benessere individuale, collettivo, familiare e di coppia. Ho svolto i miei studi presso l'università LUMSA, conseguendo la laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche e la laurea magistrale in psicologia clinica. Ho svolto entrambi i semestri del tirocinio professionale presso la scuola romana di psicoterapia familiare a Roma, nella quale ho appreso molto relativamente al lavoro con coppie e famiglie.
Da marzo 2022 sono abilitato all'ordine degli psicologi del lazio e sono un libero professionista.
Lavoro come consulente tecnico di parte in cause civili e penali e come collaboratore esterno per progetti scolastici inerenti ai temi del bullismo e del cyberbullismo. Attualmente svolgo la scuola di specializzazione in psicoterapia integrata (Primo anno) presso la LUMSA Human Academy e ho svolto il tirocinio specialistico del primo anno presso la fondazione Santa Lucia IRCSS.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
- Psicologo clinico
- Psicologia clinica
- Psicologia clinica-dinamica
Principali patologie trattate
- Nevrosi
- Autostima
- Depressione
- Ipocondria
- Dolore
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Colloquio di coppia
70 € -
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Colloquio familiare
70 € -
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Colloquio psicologico età evolutiva
60 € -
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Indirizzi (3)
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Pagamento online
Accettato
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Viale Europa 229, Terracina 00143
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Pagamento online
Accettato
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Gallia 120, Roma 00183
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
35 recensioni
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G
Gaia Ferri
Ho avuto la fortuna di collaborare con il dott. Torre. Non posso che consigliare il suo intervento a chiunque ne sentisse l'esigenza.
Empatia, accoglienza e attenzione ai particolari.• Consulenza online • consulenza online •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie
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E
E.N.
Ti fa scoprire lati nascosti ed è importantissimo.
• Studio Privato Dott. Gianluigi Torre Terracina • colloquio psicologico •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie!
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M
M.P.
Il dottore è un vero professionista, attento disponibile e arriva al punto del problema per aiutarti . Lo consiglio a tutti
• Consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie di cuore
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G
GM
Ottimo professionista, consigliatissimo, attento e preparato.
• Studio Privato Dott. Gianluigi Torre • colloquio psicologico •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie mille
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F
Francesca
Ho fatto la prima seduta con il Dottore Gianluigi e fin da subito mi sono sentita a mio agio. Il Dottore è molto preparato, gentile e attento ai dettagli, riesce a farti sentire tranquilla durante la seduta anche se si parla di argomenti particolari. Inizierò un percorso insieme a lui poiché mi sono trovata molto bene.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie Francesca
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G
GT
Mi sono trovata molto bene con il dottore, è un gran professionista. Ti fa sentire a tuo agio ed ha una grande capacità di ascolto, consiglio sicuramente
• Consulenza online • consulenza online •
Dott. Gianluigi Torre
grazie !!
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D
Davide
Ascolta e e ti fa riflettere sulle tue idee senza giudicarti
• Studio Privato Dott. Gianluigi Torre Terracina • colloquio psicologico •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie Davide!!
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L
Laura
Persona gentilissima e molto preparata, sta disponibile ad aiutare ogni persona in difficoltà
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Dott. Gianluigi Torre
Grazie mille
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E
Ez
Professionista bravo ed empatico , fortemente consigliato!
• Studio Privato Dott. Gianluigi Torre • colloquio psicologico •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie mille
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U
U.S
Professionista serio , molto attento durante la seduta
• Studio Privato Dott. Gianluigi Torre • consulenza psicologica •
Dott. Gianluigi Torre
Grazie di cuore
Risposte ai pazienti
ha risposto a 235 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera,
Vorrei avere un consiglio in quanto mia figlia di 15 anni non vuole mai fare i compiti, rimanda sempre, vuole solo uscire con le amichette. La scuola è sempre al secondo posto. Mi dareste dei consigli? Grazie.
La ringrazio per aver condiviso una preoccupazione così sentita. Voglio rassicurarla subito: la situazione che descrive è estremamente comune e non la rende affatto un genitore meno capace. È naturale sentirsi frustrati e anche un po' impotenti quando vediamo i nostri figli in difficoltà con le responsabilità, specialmente in un momento così cruciale come l'adolescenza. La sua premura e il suo desiderio di trovare una soluzione mostrano quanto tenga al futuro di sua figlia.
A 15 anni, il mondo interiore di sua figlia sta subendo una vera e propria rivoluzione. È un momento in cui l'identità non è più definita dai genitori, ma inizia a costruirsi attraverso gli amici e le esperienze sociali. L'impulso ad uscire, a connettersi con le amichette, non è un capriccio, ma una profonda e necessaria spinta evolutiva verso l'autonomia e l'appartenenza. Purtroppo, questa spinta spesso cozza con le responsabilità scolastiche, che vengono percepite come noiose, imposte, e in competizione diretta con ciò che le sembra davvero importante. Il rimandare (procrastinare) è quasi sempre un segno che un compito sembra troppo difficile, troppo grande, o troppo poco gratificante nell'immediato.
In questa fase, il nostro obiettivo come genitori è quello di aiutarla a integrare queste due spinte – la necessità di autonomia e il dovere – in modo sano. Non si tratta di forzarla, ma di co-costruire una struttura che la aiuti ad avere successo.
Ecco alcuni spunti per un approccio più accogliente e collaborativo:
Ascolto Empatico (La Connessione prima del Compito): Prima di affrontare il problema dei compiti, dedichi un momento a connettersi con lei. Chieda come è andata a scuola o cosa farà con le amiche, mostrando un genuino interesse per il suo mondo. Solo dopo, in un momento di calma, apra la discussione sui compiti dicendo qualcosa come: "Capisco quanto sia difficile bilanciare lo studio con tutto quello che vorresti fare. Vedo che fai fatica a iniziare, e vorrei capire insieme a te cosa ti rende le cose così pesanti."
La Regola del "Prima-Dopo" Negoziata: Sposti la dinamica da "Io ti controllo" a "Noi stabiliamo una regola". Concordate che l'uscita non è una ricompensa che voi concedete, ma il naturale risultato (la conseguenza positiva) di aver gestito le sue responsabilità. Le dia la libertà di decidere quando fare i compiti, ma non se farli. Ad esempio: "Puoi uscire alle 17:30, ma prima dobbiamo concordare che due ore di lavoro focalizzato siano terminate." La responsabilità è sua; la struttura è vostra.
Piccoli Successi e Riconoscimento: Incoraggiatela a iniziare con obiettivi piccolissimi (es. "Fai solo l'esercizio più corto per iniziare, o studia solo 20 minuti"). Il successo nel completare una piccola parte costruisce l'auto-efficacia. Quando li completa, riconosca lo sforzo e non solo il risultato: "Vedo che ti sei impegnata molto per finire quel compito di matematica, brava. Ti sei data da fare anche quando eri stanca."
Affrontando la situazione con calore, empatia e una struttura definita, la aiuterà a sviluppare la disciplina interiore necessaria per bilanciare i suoi desideri con i suoi doveri, una lezione fondamentale per tutta la vita.
Ciao, sono una ragazza di 18 anni e sono fidanzata da due anni con un ragazzo che amo tantissimo e che spero che sarà al mio fianco per tutta la mia vita. So che semmai mi lasciassi con lui cambierebbe tutto, perché abbiamo un rapporto così forte da sembrare che manchi soltanto la convivenza e il matrimonio per ufficializzare la durata della nostra relazione.
Tuttavia, rimango comunque una ragazza di 18 anni che va ancora alle scuole superiori, ci sono stati diversi ragazzi che ci hanno provato con me mentre ero già fidanzata ma che ho sempre ignorato con facilità. C’è un ragazzo però, che continua a provarci da più di un anno nonostante sappia che io sia occupata. È un ragazzo abbastanza popolare nella scuola ed è la cotta di tante ragazze, anche se non è per nulla serio e si discosta totalmente dal mio tipo di ragazzo (che invece il mio fidanzato rispecchia perfettamente).Inizialmente lo ignoravo come tutti con facilità, però lui ha sempre insistito anche se non gli ho mai dato corda, e continuo a non farlo però ultimamente sta nascendo in me un pensiero costante verso di lui, come se in realtà non volessi che smettesse di provarci con me, non volessi che trovasse un’altra. È come se fossi io stessa a cercare le sue attenzioni a volte cercandolo con lo sguardo a scuola, anche se lui non mi piace per nulla e continuo ad amare il mio ragazzo come ho sempre fatto. Ma Ciò mi fa sentire in colpa, perché non mi capisco, non so cosa mi succede e mi sento piena di pensieri confusi che mi passano per la testa. Perché non riesco a smettere di pensare a lui? Perché questo costante pensiero mi genera un senso di confusione che si manifesta anche nella mia quotidianità? È come se stessi cambiando, quasi non mi riconosco. Sono sempre stata una persona che pensa troppo e forse dovrei solo smettere di pensarci e andare avanti, ma non capisco perché mi comporto così.
Capisco profondamente la confusione che sta provando e le sue emozioni sono assolutamente normali per una ragazza di 18 anni che si trova all'incrocio tra una relazione matura e l'espansione della propria identità: questo conflitto, lungi dall'essere un segnale di un amore insufficiente, è una manifestazione della sua mente che esplora le infinite possibilità della vita adulta, è l'ultima coda di sirena dell'adolescenza che si scontra con il progetto di vita a due. Lei non è innamorata del ragazzo popolare, lei è attratta dalla sua capacità di convalidarla socialmente e dalla sensazione di libertà non impegnativa che rappresenta, un brivido che in una relazione solida e "ufficiale" come la sua tende naturalmente a scemare, lasciando spazio alla rassicurante routine. Il senso di colpa e il non riconoscersi sono la prova più grande della sua lealtà e del valore che attribuisce al suo fidanzato: è il suo sistema di valori che funziona perfettamente, segnalandole che sta deviando dal percorso scelto, e se smettesse di provare colpa, quello sì che sarebbe un segnale preoccupante per la sua relazione. Invece di dirle di "smettere di pensarci", che è impossibile, la invito a usare questo pensiero come un potente strumento di auto-analisi e di conversione interna: si chieda con onestà cosa la figura di quel ragazzo le sta dicendo le manca nella sua vita attuale, che si tratti di eccitazione, di validazione o di un piccolo spazio di spensieratezza e superficialità, e poi si impegni a integrare consapevolmente quell'elemento mancante nella sua relazione col fidanzato o nella sua vita personale, rafforzando così il suo legame anziché minacciarlo con un'attenzione che ha il solo scopo di distrarla da un bisogno più profondo e non soddisfatto. La vera sfida non è ignorare il ragazzo, ma dare voce al bisogno che l'attenzione di lui sta mascherando.
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