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Esperienze

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Sono la Dott.ssa Giada Petitt, psicologa clinica, e mi occupo di benessere psicologico ed emotivo accompagnando le persone in percorsi di maggiore equilibrio, consapevolezza e qualità di vita.

Il mio lavoro è orientato ad aiutarti a comprendere ciò che stai vivendo, affrontare le difficoltà con strumenti concreti e valorizzare le tue risorse personali.

Mi occupo in particolare di:

  • Ansia, attacchi di panico e gestione dello stress

  • Regolazione emotiva e miglioramento del tono dell’umore

  • Tecniche di rilassamento, respirazione e consapevolezza corporea

  • Relazione tra emozioni, alimentazione e sonno

  • Somatizzazioni (mal di testa, disturbi gastrointestinali, tensioni corporee)

  • Autostima, identità personale e crescita individuale

Il mio approccio è umanistico e bioenergetico, con una particolare attenzione alla relazione tra mente, emozioni e corpo. Lavoro inoltre utilizzando tecniche cognitive e comportamentali validate scientificamente, efficaci nel trattamento di ansia, stress e difficoltà emotive.

Credo in un ascolto profondo, empatico e privo di giudizio, che permetta alla persona di sentirsi accolta, compresa e al sicuro.

Nel lavoro clinico considero ogni individuo unico, portatore di una storia, di bisogni e di potenzialità proprie. Il percorso terapeutico è costruito insieme, nel rispetto dei tempi e degli obiettivi della persona.

Il mio studio è pensato come un ambiente riservato, sicuro e accogliente, in cui poter esplorare pensieri, emozioni e vissuti con libertà e autenticità, favorendo processi di cambiamento reali e duraturi.

Sono membro del Mensa IQ Society, associazione internazionale che promuove la ricerca, il confronto e lo scambio di idee in un contesto culturalmente stimolante.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica
Psicoterapia
Psicoterapia bioenergetica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicosomatica
  • Psicologia sportiva
  • Psicologia nutrizionale
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia medica
  • Psicodiagnostica
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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 65 €

  • Colloquio psicologico clinico

    Da 60 €

  • Test psicologici

    Da 50 €

  • Test di personalità

    Da 50 €

  • Terapia immaginativa

    60 €

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Therapy LAB

Via Benedetto Croce 19, Pistoia 51100

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Studio FIRENZE

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57 recensioni

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  • M

    Mi sono rivolto alla Dott.ssa per difficoltà nella gestione della rabbia e degli scoppi emotivi. Grazie al suo supporto ho imparato a riconoscere e regolare le emozioni, trovando nuovi modi per esprimermi senza farmi sopraffare. Mi sono sentito accolto e mai giudicato. Un percorso che ha davvero migliorato la qualità della mia vita. Sempre grazie

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

  • A

    Mi chiamo A. ed ho 42 anni, quando ho iniziato il percorso, mi sentivo come in apnea. C’erano giorni in cui mi sembrava di galleggiare senza direzione. Con la dottoressa, ho trovato uno spazio in cui poter respirare. Le sue parole non sono mai state troppo, né troppo poco. Ha saputo accompagnarmi con delicatezza ma anche con fermezza, aiutandomi a rimettere insieme pezzi che pensavo perduti. È stata per me una luce calma nel mezzo della confusione.

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giada Petitt

    Leggere quello che scrivi mi emoziona. Grazie per la fiducia che mi hai dato.


  • G

    Entrare in quello studio è stato un atto di coraggio. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma con il tempo la dottoressa è diventata un punto di riferimento. La sua capacità di ascolto, il suo sguardo gentile ma profondo, mi hanno fatto sentire finalmente vista. Grazie a lei ho imparato a darmi valore, a fare spazio alle mie emozioni senza vergogna. È un percorso che porterò sempre con me.

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giada Petitt

    Grazie di cuore per le tue parole. È un privilegio poterti accompagnare nel tuo percorso.


  • F

    Ho 36 anni ed ho sempre avuto difficoltà legate all’autostima e alle relazioni intime.
    Avevo sempre la sensazione di non essere mai abbastanza per gli altri e finivo spesso in relazioni sbagliate. Con la dottoressa ho iniziato un percorso che mi ha permesso di guardarmi con occhi nuovi. Ho imparato a riconoscere i MIEI bisogni, a dire di NO e a volermi un po’ più bene. È stata una guida preziosa in un momento delicato della mia vita.

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giada Petitt

    Ti ringrazio davvero. Il tuo messaggio mi conferma quanto sia importante il lavoro che stiamo facendo insieme.


  • D

    Collaboro con la dottoressa da diverso tempo e posso dire che è una professionista estremamente seria, preparata e attenta alla persona. Ha una grande capacità di cogliere il nucleo del problema e di accompagnare il paziente con rispetto e sensibilità. La consiglio sempre con fiducia ai miei pazienti.

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

  • M

    Mi sono rivolta alla dottoressa in un periodo molto difficile, in cui l’ansia mi impediva di vivere serenamente le giornate. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e ascoltata senza giudizio. Grazie al percorso fatto insieme, oggi riesco a gestire meglio le mie emozioni e ad affrontare le situazioni con maggiore calma.

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

  • A

    Grazie a Giada ho imparato un nuovo modo di guardarmi dentro e di guardare il mio corpo, di abitarlo ed ho imparato ad accettarlo ed amarlo per com'è. Dopo anni di DCA, ho trovato un posto dove mi sentissi altro che un sintomo. Consiglio tantissimo

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

  • S

    La sua capacità di ascolto attento e la sua profonda comprensione mi hanno colpito.

     • Therapy LAB psicoterapia  • 

  • N

    La Dottoressa Petitt è una professionista accogliente e preparata, capace di mettere subito a proprio agio. Grazie al suo supporto, ho imparato a gestire l’ansia e a lavorare sulla mia dipendenza affettiva, riscoprendo maggiore equilibrio e sicurezza in me stesso. La consiglio vivamente.

     • Therapy LAB colloquio psicologico  • 

  • G

    In passato ho provato altri professionisti, ma senza successo, con la Dottoressa Petit mi sono trovato bene, si è instaurato un buonissimo rapporto da subito, molto accogliente e preparata.
    Mi ha fatto vedere che si può uscire da situazioni che ormai non speravo più di superare
    Ottima professionista

     • Therapy LAB colloquio psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, per farmi comprendere meglio pur non essendo un esperto del settore, ho la sensazione che la ragazza che frequento stia in dissonanza cognitiva, prima spesso fantasticava proiettando su un eventuale "noi" ogni cosa io dicessi, sempre sorridente appena mi vedeva, era "amore" per chiunque ci vedesse assieme. Da qualche mese, per motivi che forse posso immaginare e volendo anche comprendere, anziché accettare il sentimento, attraversarlo, salvaguardando la nostra sincera e profonda amicizia, ne fugge e alterna momenti di ricerca, piacere manifesto di stare assieme, ad altri in cui cerca di prendere le distanze verbalmente e ultimamente anche con gesti del tipo rifiutare un pensiero di pochi euro facendomi sentire in colpa, ma accettare quelli di altri individui che per lei sono conoscenti qualunque, essere entusiasta di pranzare assieme e il giorno dopo inventare una banalità per evitare, facendolo con tono freddo e distaccato come non se ne fregasse nulla. Ho pensato lo facesse apposta per confondermi e farmi capitolare, non lo so se ne è capace, è una ragazza buona di animo e umanamente intelligente. Come fosse in dissonanza cognitiva, al punto da parlarmi di un caos interiore mai accaduto prima. Avviene questo perché si sta o sta provando a decoinvolgersi e quindi mi conviene mettere l'animo in pace e allontanarmi per sempre? Posso garantire che ci vogliamo un mondo di bene, gli occhi e i sorrisi non mentono, si è aperta su aspetti molto intimi e privati della sua vita e lo ha fatto solo con me per sua ammissione. Ho provato a darle tempo per farla riflettere ma la situazione dopo due mesi non migliora, anzi alterna ancora di più e il giorno prima era entusiasta di pranzare con me e il giorno dopo ha messo una scusa sciocca per evitare (ho pensato lo fa apposta per farmi arrabbiare?). Ultimamente non c'è l'ho fatta e sono sbottato rinfacciandole che il nostro rapporto (io che per suo dire sono stato l unico scelto in questo modo a stare nella sua vita) ne esce penalizzato, tarpato, mentre quelli con gli altri non pone limiti e confini (sostenendo che è perché di loro non si interessa minimamente). Ha ammesso (già è tanta roba) che effettivamente ha questo problema con chi tiene e si fa paranoie. Dopo il confronto mi sono allontanato deluso ma ha iniziato a rincorrermi e volendole bene dopo alcune settimane sono ritornato, lo so ho sbagliato mi direte, a considerarla perché non voglio vederla sofferente. Ciò che mi spaventa è che ho la sensazione che l'alternanza non sia ragionata ma più una reazione a stati di animo che si alternano nella stessa giornata. Prima che ci avvicinassimo era una ragazza molto equilibrata, molto più di me, e centrata. Cosa posso fare io? Quando verbalmente prende le distanze o mi rifuta un banalissimo regalo di 5 euro rimango deluso perché prima li accettava senza contenta e senza farsi problemi. O sono condannato ad attendere solo vederla fare il ciclo e arrivare a rifiutarmi del tutto prima o poi? Merci.

Carissimo,
da quello che scrive si capisce che ci tiene molto a questa ragazza e che ha investito tanto nel vostro rapporto, anche emotivamente. È comprensibile che ora si senta confuso e forse anche stanco di questi alti e bassi.

Quando una persona si comporta in modo così altalenante – prima vicina, poi lontana – può succedere che dentro di noi si accendano mille domande: Perché lo fa? cosa vuole?, sono io a sbagliare?. A volte, però, non si tratta di una mancanza di affetto, ma di una difficoltà interna: può esserci paura, insicurezza, confusione. E sì, anche quel conflitto tra ciò che si prova e ciò che si riesce a gestire.

Può darsi che per lei il sentimento sia così forte da farle perdere i punti di riferimento. Alcune persone, quando tengono davvero a qualcuno, si spaventano e si irrigidiscono. Non per cattiveria, ma per proteggersi.

Detto questo, il suo bisogno di chiarezza e stabilità è altrettanto importante. Volerle bene non significa dover sempre “tenere duro” o aspettare che le cose cambino. Forse ora potrebbe chiedersi: sto ricevendo quello di cui ho bisogno? Non solo sul piano dell’affetto, ma anche del rispetto, della coerenza, del sentirsi accolto. Anche lei ha il diritto di sentirsi bene dentro una relazione.

un caro saluto

Dott.ssa Giada Petitt

Dott.ssa Giada Petitt

Salve , sono un ragazzo di 20 anni e vorrei parlare di una cosa che mi turba molto.Negli ultimi anni durante l'adolescenza mi è successo qualche volta di provare a praticare un autofellatio ,qualche esperienza del genere, non ci sono neanche riuscito del tutto però comunque alla fine sono eiaculato in tutti i casi. Quando sono successi questi episodi io non ci ho dato molto peso , non è una cosa che ho bisogno di fare ne in realta non provo molto piacere. ma sono esperienze queste come altre che ho fatto comunque un po per sperimentare e sapevo che era una cosa che in realtà era anche frequente ma mi vergognerei comunque a parlarne con qualcuno . Ora questa cosa sinceramente mi turba molto perché la vedo come una cosa strana e mi vergogno . Non ne ho mai parlato con qualcuno , e avrei paura anche a raccontarlo alla mia ragazza che comunque è una persona molto empatica e di pensiero moderno . E questo mi fa sentire male perche la mia ragazza sa quasi tutto di me perche non mi vergogno di nulla. Ma oltre a questo ora sto male proprio con me stesso.Specifico che sono etero e non ho mai avuto dubbi né provato attrazione verso altri maschi . Vorrei aiuto per capire come vivere questa cosa che ora mi sta logorando grazie in anticipo

Carissimo,
Non è facile parlare di esperienze intime, soprattutto quando ci fanno provare vergogna o confusione. Il solo fatto che abbia trovato il coraggio di condividerlo è già un passo importante.

Quello che racconta non è affatto raro. Durante l’adolescenza è normale sperimentare, scoprire il proprio corpo, curiosare nei limiti del piacere. Alcune esplorazioni possono sembrarci strane a posteriori, ma non definiscono chi siamo, né cambiano il nostro orientamento o il nostro valore come persone. Sono esperienze, appunto, parte del percorso di crescita e il corpo è il nostro primo mezzo per conoscerci, per sentire, per esprimere emozioni e bisogni profondi.

Capisco che ora la viva con disagio, quasi come se fosse qualcosa di sbagliato, ma forse può provare a guardarla in un altro modo, non come qualcosa da condannare, ma come un tentativo –come tanti altri– di conoscersi.
Non c’è nulla di sbagliato nell’aver esplorato il proprio corpo. E se si sente eterosessuale, se non ha mai provato attrazione per altri uomini, non c’è nulla in ciò che racconta che metta in dubbio questo.
La vergogna a volte nasce più dal giudizio che ci mettiamo addosso che dall’atto in sé.
Ha tutto il diritto di vivere la propria sessualità con curiosità, rispetto e senza paura.
un caro saluto,

dott.ssa Giada Petitt

Dott.ssa Giada Petitt

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