Dott.
Francesco Paparo
Psicoterapeuta
·
Psicologo clinico
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sulle specializzazioni
Castel Volturno 1 indirizzo
Esperienze
Mi chiamo Francesco e sono uno Psicologo clinico e psicoterapeuta sistemico-relazionale.
Dopo aver terminato gli studi in psicologia clinica alla Luigi Vanvitelli di Caserta, ho cominciato a lavorare su un doppio fronte. Ho iniziato la pratica clinica come psicologo in studio privato e, contemporaneamente, ho cominciato il lavoro di coordinatore di comunità alloggio per Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA). Quest’ultimo incarico mi ha dato la possibilità di lavorare con adolescenti problematici con età compresa tra i 13 e i 18 anni, e di coordinare e formare un gruppo di educatori professionali. Successivamente ho ultimato l’iter di abilitazione come Tecnico del Comportamento così da poter svolgere il ruolo di psicologo RBT per i disturbi dello spettro autistico grazie alla collaborazione con il Centro La Pinetina di Castel Volturno. Sul fronte accademico tenevo i miei week end impegnati studiando la Psicoterapia Sistemico Relazionale alla scuola di specializzazione IIPR di Roma con sede a Napoli.
Dopo circa un anno divento professionista per la piattaforma online Unobravo, svolgendo terapie sia individuali che di coppia, inoltre comincio la collaborazione coi Servizi Sociali Territoriali del comune di Castel Volturno, imparando la gestione di casi in cui erano coinvolte famiglie e coppie conflittuali/problematiche arricchendo così il mio bagaglio professionale con l’apprendimento della procedura di valutazione e rafforzamento delle competenze genitoriali. Questo percorso mi ha portato dopo due anni a poter gestire il Centro per le Famiglie dell’ambito Territoriale C10 (Mondragone, Castel Volturno, Falciano, Carinola, Cancello ed Arnone), dove svolgevo il doppio ruolo di coordinatore e psicologo. Avventura durata un anno, fino alla scadenza della progettualità.
Attualmente continuo a svolgere la pratica clinica privata e ricoprire il ruolo di coordinatore della comunità alloggio per MSNA. Dall’inizio di quest’anno ho ricominciato la collaborazione col Centro la Pinetina come psicoterapeuta sia con gli adolescenti che con le famiglie, inoltre dall’aprile di quest’anno sono lo psicologo di riferimento per l’ambito territoriale C10 del Progetto P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione), progetto frutto della collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Laboratorio di Ricerca e Intervento in Educazione Familiare dell'Università di Padova, e i servizi sociali territoriali.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicoterapia sistemico relazionale
Principali patologie trattate
- Dipendenza
- Depressione
- Disturbi alimentari
- Problemi di coppia
- Attacco di panico
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Psicoterapia
60 € -
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Psicoterapia individuale
60 € -
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Colloquio individuale
60 € - 65 € -
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Colloquio psicologico
60 € - 65 € -
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Consulenza online
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Via Vittoria Colonna 18, Castel Volturno 81030
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Recensioni
1 recensione
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D
Donato Gianfrancesco
Professionista serio, empatico e molto preparato. Il Dott. Francesco Paparo sa creare un ambiente accogliente e sicuro, guidando il percorso con grande sensibilità ed efficacia. Lo consiglio vivamente a chiunque cerchi un supporto concreto e umano.
- Efficacia del trattamento
• Studio Francesco Paparo • psicoterapia individuale •
Dott. Francesco Paparo
Ti ringrazio molto per le tue parole. È proprio ciò che mi propongo di fare in terpia, sono felice che ti sia arrivato e che ti sia stato utile.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buon pomeriggio, sono una ragazza di 24 anni che a periodi alterni si sente sola e nell'abitudine di provare questo sentimento a volte "respinge" situazioni sociali. Cinque anni fa, per motivi di studio, sono trasferita in un'altra città. Mio padre lavorava qui da un pò di anni e l'ho raggiunto. Ciò che mi ha spinta a fare questo grande passo - e allontanarmi dal mio contesto sociale, amici, famiglia, abitudini - è stata sia la voglia di provare qualcosa di nuovo in una nuova città, ma anche la solitudine che mi ha sempre accompagnata silenziosamente sin da piccola. Nel mio paese di origine non mi sono mai sentita parte di una "comunità" o contesto sociale. Provo a spiegarmi meglio: abitavo nella periferia di un paesino piccolo in cui non c'era la possibilità di uscire a piedi, fare una passeggiata, andare da un'amica a prendere un caffè ... e in più la mia vita sociale e scolastica avveniva in un paese limitrofo a 10 min di macchina dal mio (i miei genitori preferirono mandarmi a scuola in un altro paese). Per questo motivo non mi sono mai sentita parte di un mondo, quel piccolo microcosmo fatto di "5 min e ti passo a prendere" o di "vieni con me al supermercato un attimo?". Spesso le mie amiche, nonostante avessi un bel gruppo di amiche (con cui con alcune ancora ho rapporti ben stretti), non mi invitavano per le cose banali come le piccole cose che si fanno quotidianamente all'interno di un paese, questo perché ero "lontana" e per fare queste piccole cose non aveva senso spostarmi. Nei weekend o per feste e compleanni invece partecipavo spesso, anzi, mi manca la mia compagnia. Il luogo fisico in cui avveniva la mia vita sociale non era quindi lo stesso in cui abitavo. Spesso per sentirmi "inclusa" nelle dinamiche sociali mi adattavo anche a situazioni che non facevano parte di me, anche solo per un'approvazione nei miei confronti e per non sentirmi diversa o quella che "veniva da lontano". Oggi però a distanza di cinque anni mi ritrovo in una nuova città (in cui si sono trasferiti anche poi mia madre e mio fratello), ho conosciuto persone nuove ma paradossalmente la situazione si è ribaltata, se prima ero lontana dal paese e vivevo in "solitudine" quotidianamente, ora abito in città ho tutto quello che desideravo, posso uscire a piedi e vivere la vita all'interno della città, ho dei vicini di casa ... ma le amiche che ho qui abitano invece fuori città e in più hanno già un loro gruppo di amici. Mi sembra un circolo vizioso. Inoltre nella città a nord Italia in cui mi trovo è raro trovare studenti fuori sede (meta poco ambita), quindi i miei colleghi universitari non sono nella mia stessa condizione da "fuori sede", ma vengono all'università con la consapevolezza di tornare a casa dalla loro cerchia di amici. in più in questo contesto fatico a sentirmi me stessa, ho partecipato spesso alla vita sociale anche di uno dei miei colleghi e dei loro amici, ma mi sento sempre fuori posto, quel fuori posto che sento provenire dal passato ... io che non faccio parte di nessun mondo. Io che non facevo parte né del paesino in cui abitavo, né di quello che frequentavo e né nella città in cui mi trovo ora. C'è da dire che sono però una persona solare e aperta a nuovi contesti sociali, ma la sensazione che sento ora è di sforzarmi continuamente e mai di essere me stessa. Ho molta confusione in testa. Da poco ho finito l'università e frequento un master in un'altra città durante i weekend ... questo mi sta aiutando molto ma quando torno il pattern quotidiano è sempre lo stesso: faccio ripetizioni, mi alleno, vado al master. La mia vita sociale da quando mi sono trasferita è un pò povera e sto iniziando a pensare che ormai mi ci sono anche abituata a stare sola e ho paura di non riuscire a togliere quest'abitudine. Il mio sentirmi fuori posto potrebbe derivare anche dal fatto che non sono mai stata fidanzata e soprattutto dalle costanti paranoie che penso nei confronti delle persone che mi stanno vicino. Credo che loro si accorgano della mia solitudine, anche se io cerco di mascherarla il più possibile e tenermi occupata spesso durante le giornate. poi quando sono sola a casa piango e mi sfogo. Mi è capitato anche di sfogarmi con mamma, papà e mio fratello ma a distanza di giorni le mie paranoie tornano. Ho anche pensato di andare in terapia per cercare un modo per vivere meglio questa situazione. Probabilmente ciò che ho scritto sarò molto confuso, ma è stato come un flusso di pensieri. Grazie a chi ha letto fin qui.
Ciao, innanzitutto grazie a te per aver condiviso la tua storia. Si percepisce il malessere che viene da un disagio, che, apparentemente, sembri credere debba essere un tuo compagno di viaggio per tutta la vita. Questa che stai attraversando è una fase in cui stai sicuramente vivendo un'importante transizione dalla vita da adolescente alla vita da giovane adulta. Sembra tardi per questo tipo di passaggio ma è giusto che accada in un percorso universitario che probabilmente sarà già molto inoltrato. La sensazione è che tu non abbia ancora trovato il tuo posto nel mondo e che non sia riuscita a trovare la chiave per Significarti all'interno dei sistemi sociali che abiti. Questo tipo di difficoltà può sicuramente essere superato attraverso un percorso di scoperta/accettazione della propria identità, provando a comprendere anche meglio cosa ti impedisce di rompere la barriera sociale che ti tiene giusto un passo fuori dal creare quelle relazioni profonde che non ti farebbero più sentire così sola. Purtroppo non ho un breve consiglio per sbloccarti come per magia, ma sono sicuro che la sensibilità espressa in questo scritto ti potrà permettere di trovare le Tue Persone, il tuo mondo.
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