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D.ssa Denaro Francesca Psicologa
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Esperienze

Su di me

Laureata a Firenze nel 2014 svolgo la libera professione sin da subito. Ho avuto esperienze in comunità terapeutiche per tossicodipendenti, e in liber...

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Formazione

  • Università degli studi di Firenze
  • C.s.a.p.r. Prato
  • C.i.s.s.p.a.t. Padova

Specializzazioni

  • Psicologia Clinica
  • Psicologia sportiva
  • Psicologia dell'età evolutiva
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Tirocini

  • Ospedale maggiore della carità di Novara
  • Misericordia Prato

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D
Profilo verificato
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa Altro

Conosco Francesca da tanti anni, abbiamo collaborato insieme per alcuni progetti e posso garantire la grande professionalità e cura che mette in ogni rapporto! Non sono le tecniche che fanno guarire, è il professionista che fa' funzionare le tecniche, per chi cerca uno spazio empatico e sereno , è la psicologa giusta!

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie mille cara collega.

M
Profilo verificato
Visita prenotata su MioDottore.it
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa colloquio psicologico

Molto professionale dialoghi scorrevoli e arriva al dunque grazie

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie mille. Sono felice di averla aiutata e di continuare a essere presente nel suo percorso. Potrà sempre contare su di me.

S
Profilo verificato
Visita prenotata su MioDottore.it
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa sostegno psicologico adolescenti

Esperienza eccellente!!La Dottoressa Francesca Denaro è veramente una professionista di alto livello,una vera psicologa.Mi ha aiutata a trovare la serenità di mio figlio adolescente. È riuscita a portare un equilibrio sano nella mia famiglia!!La Dottoressa è inoltre cortese, puntuale e disponibile!
È IMPORTANTE AFFIDARSI A UN PROFESSIONISTA COME LA DOTTORESSA DENARO!!
VERAMENTE BRAVISSIMA!!

Dott.ssa Francesca Denaro

Sono felice di avervi aiutato, grazie infinite per la vostra fiducia.


S
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa sostegno psicologico adolescenti

Conosco Francesca da un paio d’anni e devo dire che mi ha sempre dato la fiducia che cercavo.É sempre stata molto disponibile con me, facendomi riflettere ed aiutandomi in alcune mie “mancanze”. Francesca é una persona professionale ed allo stesso modo molto carina e gentile nei modi di fare.

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie mille, sei speciale. A presto.


G
Profilo verificato
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa Altro

Una cara amica e collega molto in gamba e attenta alla cura del paziente.

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie


A
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa colloquio psicologico

Per me non solo come dottoressa mah anche come una eccellente persona . Fa il suo lavoro con tanta pazienza e premura. Mi piace tanto dialogare con lei.

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie mille


E
Profilo verificato
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa colloquio psicologico

Empatia e grande disponibilità. Ti senti a tuo agio fin dai primi momenti della seduta

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie! È un piacere e una responsabilità.


M
Presso: D.ssa Denaro Francesca Psicologa consulenza psicologica

Consiglio di affidarsi alla dottoressa Denaro, è discreta, molto professionale. Mi sono trovata bene.

Dott.ssa Francesca Denaro

Grazie


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentili Dottori,
Sono un ragazzo di 30 anni, convivo ormai da dieci anni con il disturbo bipolare e assieme ad esso sopporto il peso delle mie disfunzioni sessuali (calo della libido e disfunzione erettile).
Per quanto riguarda il disturbo bipolare, sono in trattamento sin dalla scoperta della malattia e posso dire che da un paio di anni sono abbastanza stabile. Mi ci sono abituato e ci convivo. Il vero problema, quello che mi reca sofferenza e che più mi mortifica, è l'impossibilità di avere una vita sessuale; non vivo momenti di intimità d'allora e la mia impotenza mi condiziona a tal punto da farmi rinchiudere nella mia stanza e mollare tutto, compresi il lavoro e gli affetti. Ho fatto tutti gli accertamenti dall'urologo, ho effettuato delle sedute presso un sessuologo ma non ho ottenuto nessun risultato. Ora la mia domanda è: come posso mettere da parte la sessualità per il resto della mia vita? Io sono stanco di soffrire e vorrei vivere serenamente coltivando le mie passioni, ma appena incrocio solo lo sguardo di una ragazza carina mi sento una nullità e parte il rimuginio. Non voglio false speranze, preferisco la verità nuda e cruda.

Grazie per aver ascoltato il mio sfogo.

Cordiali Saluti

Caro utente, dalle poche informazioni che ho posso dire con quasi certezza che disturbo bipolare e disfunzione sessuale sono collegati in qualche modo. Se iniziasse un percorso di terapia con un indirizzo sistemico è possibile ridare un senso al suo vissuto, trovare le origini e il perché di questo disturbo e a cosa serve. Sicuramente esistono delle motivazioni molto profonde e la sua disfunzione sessuale seppur dolorosa e frustrante ha sicuramente una funzione. Quale? C'è bisogno di lavorarci. Per qualsiasi cosa sono disponibile a rispondere ad altre domande.
In bocca al lupo non si abbatta, c'è sicuramente un alternativa.

Dott.ssa Francesca Denaro

Buonasera,
sono una ragazza di 29 anni e mi trovo in una situazione di conflitto interiore, ansia e confusione.
Premetto che i miei genitori hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, a causa di mio padre la situazione in famiglia era molto pesante e non ho avuto buoni esempi relazionali o grande appoggio emotivo fin da bambina. Mi trovavo sempre molto meglio fuori casa o, in ogni caso, al di fuori dell'ambiente famigliare. Mio padre non ha mai avuto rispetto di mia madre ed era molto assente fisicamente e dal punto di vista affettivo.

La mia prima relazione non è andata molto diversamente purtroppo, ero molto giovane (12 anni) e mi sono ritrovata ad entrare subito a contatto con la famiglia di lui, nonostante purtroppo lui ne combinasse di tutti i colori (tradimenti, comportamenti provocatori con altre ragazze anche sotto ai miei occhi, ripensamenti repentini, ecc.). La storia si è trascinata per 4 anni tra vari tira e molla, finché finalmente sono riuscita ad uscirne.

A 25 anni ho conosciuto il mio ex fidanzato, ha 8 anni più di me. Con lui le premesse erano ottime, si è sempre dimostrato disponibile nei miei confronti, mi ha fatta sentire come una sua priorità fin da subito, mi ha sempre capita nonostante a volte le mie reazioni fossero "condizionate" da eventi passati e non mi ha mai fatto pesare nulla. Credevo di non essere in grado di condividere spazi e tempo prolungato con un'altra persona, ma con lui è stato facilissimo. Causa Covid ho trascorso fin dall'inizio molto tempo da lui, ero arrivata a stare da lui 5 giorni su 7 e mi sono per la prima volta sentita a casa. L'unica cosa che mi metteva in difficoltà, era il fatto che spesso esagerava con il bere quando usciva, e gli ho sempre fatto presente che questo aspetto innescava in me una sorta di sfiducia causata dal fatto che anche mio padre ha sempre bevuto molto, troppo, inconsciamente si riaccendeva in me una brutta sensazione. Dopo due anni di relazione ho iniziato piano piano a perdere l'entusiasmo, è subentrata di nuovo l'apatia, e la mia attenzione ha iniziato a spostarsi su un collega che ha iniziato a darmi qualche attenzione in più ed ha 5 anni meno di me.

Morale della favola: non accettavo il fatto di essermi innamorata di questo collega a sua volta fidanzato, mi sentivo in colpa da morire nei confronti del mio ex che non si sarebbe mai meritato una cosa del genere da parte mia e sono finita in una specie di vortice. Esattamente un anno fa ho deciso di interrompere la relazione con il mio ex (che per mesi mi è comunque rimasto vicino nonostante il mio comportamento) e ho iniziato una frequentazione con questo mio collega, con il quale attualmente ho una relazione piuttosto complessa. Per come sono andate le cose, non percepisco questa relazione come stabile, sono piuttosto sfiduciata ed insicura, vivo in uno stato di ansia che non mi permette di percepire bene i suoi gesti. Sono capitate 3 occasioni in cui non è stato sincero con me per questioni di poco conto, e questo mi ha resa ancora più restia pur avendone discusso ed essere riusciti a chiarire la questione. Ho paura che possa ricapitare, ho paura che il rapporto sia superficiale, che alla prima occasione potrebbe rivolgere la sua attenzione verso un'altra persona come ha fatto in passato con me mentre era fidanzato (cosa che so benissimo di aver fatto anche io).
Lui cerca di rassicurarmi, dice di voler stare con me e costruire un futuro, ha espresso anche la volontà di convivere con me il prossimo anno o non appena sarà sistemato con la casa, ma più si comporta così più io mi chiudo. Le nostre discussioni sono spesso pesanti, entrambi gestiamo male l'insicurezza e lui dice di sentirsi sempre messo alla prova da me e vede un continuo peggioramento da parte mia. Provo un sentimento forte per lui ma mi sento bloccata, sto cercando un modo per gestire la cosa sapendo che le problematiche di base sono mie, so molto bene che in un rapporto di coppia può capitare di ferirsi a vicenda in maniera non intenzionale a causa di ciò che ci portiamo dietro dal passato, ma sono giunta alla conclusione di non riuscire ad accettare la possibilità di stare male per lui o per noi, quasi come se come coppia non ci meritassimo una mia eventuale sofferenza emotiva.
Non riesco a vivermi bene la relazione, o riesco a farlo per periodi di tempo molto limitati. Alla minima cosa storta, fosse anche solo una parola, tendo a chiudermi.

Chiedo scusa per il messaggio lungo, che sembra quasi uno sfogo o una richiesta di aiuto un po' disperata, ma non riesco a capire come posso fare per sanare queste ferite che mi porto dietro da sempre e che non riesco a guarire in alcun modo. La mia mente cerca il pelo nell'uovo per potersi convincere che nessun rapporto farà mai al caso mio nella quotidianità, riesco a vivermela bene solo quando penso di poter "scappare" o quando ho una via di fuga, ma in un certo senso pretendo che l'altra persona sia sempre lì per me. Così facendo non riuscirò mai a costruire un rapporto vero.

Cara utente, da quello che racconta e da come presenta la situazione lei sembra una donna molto consapevole di sue dinamiche interne che intervengono e si riattivano quando vive determinate situazioni, esempio il bere del fidanzato che riattiva il ricordo del babbo. Non è per niente scontato questo processo di consapevolezza che lei porta e questo è l'inizio se si vuole di quella che potrebbe essere una sua terapia personale per cercare di fare pace con quelle parti di lei antiche che non vengono ancora accettate per fare spazio alla fiducia di potersi creare una vita nuova. Il bisogno di fuga è una forma per lei di difesa e questo è faticoso a lungo andare ecco perché i suoi sintomi di ansia. Le consiglio di iniziare un percorso di terapia in modo tale da poter snocciolare ancora di più queste dinamiche . Per qualsiasi altra info mi trova disponibile anche per una prima consulenza online o in presenza

Dott.ssa Francesca Denaro

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