Dott.ssa
Federica Schiera
Psicologo
·
Psicologo clinico
Psicoterapeuta
Altro
Palermo 3 indirizzi
Esperienze
Sono la dott.ssa Federica Schiera, psicologa e psicoterapeuta in formazione all’Accademia di Psicoterapia della Famiglia ad indirizzo sistemico-relazionale.
Questo approccio ci vede connessi alla nostra famiglia e storia familiare, in un modo tale da influenzare le nostre vite personali lungo tutto il percorso.
Attraverso la conoscenza della propria storia, passata e attuale, si possono trovare nuove chiavi di lettura del proprio modo di essere e far si che ciò che ci mette in difficoltà possa essere affrontato con nuovi strumenti.
Insieme affronteremo un percorso per conoscersi meglio, a livello personale e familiare. Percorreremo strade scomode per capire ciò che ci trattiene nei luoghi del dolore, trovando il modo migliore per evolvere e diventare la propria versione migliore.
Offro il mio supporto in terapia individuale, di coppia e familiare.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicoterapia sistemico relazionale
Principali patologie trattate
- Borderline
- Depressione
- Ipocondria
- Crisi
- Autostima
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 50 € -
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Colloquio psicologico di coppia
60 € -
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Colloquio psicologico familiare
65 € -
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Colloquio psicologico individuale
50 € -
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Consulenza di coppia
60 € -
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Indirizzi (4)
Via Aquileia 5, Palermo 90144
Disponibilità
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- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Emanuele Notarbartolo 23, Palermo 90141
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Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Consulenza online
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Via Riccardo Wagner 4, Palermo 90139
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Recensioni
10 recensioni
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R
RDP
Consiglio vivamente la dottoressa Schiera.
Ha dimostrato grande professionalità e preparazione fin dalla prima seduta.
Da quando ho iniziato il percorso con lei mi sono sentita subito a mio agio ,capita, ascoltata e mai giudicata. È una professionista empatica, attenta e molto competente. Mi sta aiutando tantissimo a capire me stessa e a gestire le mie emozioni. Mi trovo benissimo e non potrei chiedere di meglio.• Notarbartolo • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
Grazie mille per queste parole e per essersi fidata nell’intraprendere questo percorso.
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M
M.S.
La Dottoressa Schiera mi è stata consigliata da un'amica alla quale avevo chiesto un supporto in un periodo per me molto difficile. Mi sentivo incapace di capire ciò che stava accadendo dentro e fuori di me e mi sentivo sempre più demoralizzato, non vedevo luce. Incontrare la Dottoressa Schiera è stata una delle fortune più grandi che potessi immaginare. Mi ha accompagnato in un viaggio incredibile nel mio passato, permettendomi di comprendere azioni, scelte, emozioni e sensazioni. Mi ha aiutato a trovare serenità nonostante stessi mettendo in discussione ogni aspetto della mia vita, da quello sentimentale/familiare a quello lavorativo, facendomi finalmente vedere quella luce della quale avevo bisogno per non cadere. Sono ancora in cammino, ma sapere che in qualsiasi momento posso contattarla ed avere il suo supporto, mi è di grande conforto ed incoraggiamento.
Grazie Dottoressa Schiera per la sua competenza e professionalità.• Notarbartolo • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Federica Schiera
Leggere queste parole mi emoziona e mi rende orgogliosa del lavoro fatto da lei nel nostro percorso insieme.
Buon cammino, un caro saluto
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A
A.S.
Sto affrontando tante mie difficoltà in terapia con la dottoressa, ma sento che questa è la strada giusta per trovare finalmente un po’ di pace.
La consiglio davvero per la sua capacità di farmi sentire ascoltata e accompagnata• Notarbartolo • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
Felice di accompagnarla in questo percorso. La strada è in salita ma la motivazione è ciò che conta!
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S
S.B
Mi sono trovata bene con la dottoressa per affrontare un periodo difficile, la consiglio per la sua capacità di ascoltare e sostenere
• Aquileia • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
Grazie S., è stato un piacere poterle essere d’aiuto!
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BG
Sono stato seguito dalla dottoressa Schiera, mi ha aiutato a sentirmi più a mio agio nella mia vita quotidiana e nella mia famiglia.
Secondo me il punto di forza è il tipo di relazione che si è creata perché sapevo di poter essere sincero e di poter trovare un sostegno in un momento abbastanza difficile per me.• Notarbartolo • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
La ringrazio per le sue parole, sono felice di averla accompagnata alla scoperta di sè e delle sue potenzialità.
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C
C.D.
Per riuscire ad affrontare i propri scheletri nell’armadio spesso non basta essere forti da soli, ma serve l’aiuto di un professionista che ti guidi verso un percorso di “guarigione” e consapevolezza.
Ho scelto di affidarmi alla dott.ssa Schiera quando ho capito di avere bisogno di qualcuno con cui scavare dentro di me, e sono sempre più felice della mia scelta. Fin da subito mi sono sentita accolta, è disponibile, cordiale, attenta ed empatica, con lei mi sono subito sentita a mio agio, e fin dalla prima seduta ho percepito la passione e l’amore che mette nel suo lavoro.
Oggi inizio a vedere i risultati del lavoro fatto, la strada è ancora lunga ma so di essermi messa nelle mani giuste.• Notarbartolo • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
Come la terapia, la vita è un percorso e ci saranno sempre nuove sfide da affrontare. L’importante è saper utilizzare le proprie risorse per fronteggiarle.
Grazie per essersi affidata.
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F
FB
Non avrei potuto fare scelta migliore.
Attenta, empatica e professionale, mi ha messo subito a mio agio e mi sta accompagnando verso la consapevolezza della mia persona.
Grazie.• Wagner • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Federica Schiera
Grazie per avermi scelto nel suo percorso e buon proseguimento!
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T
T.B.
Ho iniziato la terapia con la Dott.ssa Schiera quando la fine della mia relazione ventennale ha stravolto la mia vita. Nonostante un preconcetto iniziale per la giovane età, mi sono affidata a lei, ed oggi non potrei che sceglierla e risceglierla ancora!
Professionale e preparata, ma anche infinitamente empatica e delicata. Mi sta accompagnando nella mia "rivoluzione". Non so che avrei fatto senza.
Consigliatissima!• Aquileia • Altro •
Dott.ssa Federica Schiera
Ci vuole coraggio ad iniziare la terapia e prendersi cura di sè, perchè spesso la “rivoluzione” di cui parla fa paura! Ma non affrontare tutto ciò da soli può essere un buon modo per trovare la propria strada. Grazie per avermi scelta.
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C
C.S.
La mia esperienza con la dottoressa è stata estremamente positiva. Professionale, accogliente, empatica e preparata. Mi ha permesso di confrontarmi con punti oscuri di me e insieme riuscire a scoprirli, affrontarli e migliorarli. Non posso che ringraziarla per questo percorso insieme.
• Aquileia • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
La ringrazio per le sue parole, scoprire ciò che non vedevamo di noi stessi non è sempre piacevole ma è sempre un passo importante per adottare nuovi punti di vista e affrontare le proprie difficoltà passo dopo passo.
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M
M.G.
Lavorare con la dottoressa è un’esperienza estremamente positiva, mi ha permesso di scoprire alcune parti di me stessa e superare un periodo difficile. Mi sono sentita accolta e a mio agio grazie alla sua attenzione verso le mie fragilità. Grazie davvero per la professionalità
• Studio di consulenza online • colloquio psicologico •
Dott.ssa Federica Schiera
Scoprire i propri lati oscuri è difficile e spesso doloroso. La ringrazia per essersi fidata di me e del percorso che insieme abbiamo affrontato.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Negli ultimi anni mi porto dietro delle ferite emotive che fanno fatica a rimarginarsi. Sono cresciuta in un contesto familiare complicato, dove i litigi tra i miei genitori erano frequenti, intensi e a volte anche violenti. È un tipo di dinamica che purtroppo continua ancora oggi, anche se da quando vivo fuori casa la vivo più da lontano. Questo però non ha impedito che quel clima lasciasse un segno dentro di me: soffro di ansia da anni, fatico nei posti affollati, mi riesce difficile affrontare certe situazioni come prendere un aereo, e spesso mi sento sola o abbandonata. Sto lavorando su tutto questo, e sotto alcuni aspetti mi sento migliorata, ma so che il percorso è lungo.
Nella mia relazione attuale, che è relativamente “fresca” visto che stiamo insieme da un anno, è come se tornasse a galla una parte di quelle ferite. Abbiamo una relazione a distanza, ma riusciamo a vederci quasi ogni weekend, e quando siamo insieme funziona tutto: stiamo bene, siamo in sintonia, non c’è praticamente nulla che non vada. I problemi arrivano durante la settimana in cui siamo lontani: lì iniziano spesso i litigi.
Di solito succede che io provo a spiegargli con calma qualcosa che mi ha ferito, ma lui tende a prenderla sul personale, risponde male, e da lì si innesca un meccanismo automatico che porta al conflitto. Alla fine io mi ritrovo a dire “cercherò di essere meno pesante”, ma questo non risolve davvero nulla, perché non cambia la situazione: dopo qualche giorno ritorno a sentire la stessa cosa, la esprimo, e ricadiamo nello stesso loop. Questo non vuol dire che poi lui non faccia mai nulla per venirmi in contro, però è come se si dissociasse dal litigio e si mettesse su un piano superiore al mio dando per scontato che sia io quella ad esagerare senza capire che forse il mio rimanerci male è risposta dei suoi comportamenti.
Questa dinamica mi fa stare malissimo: mi arrabbio con me stessa per non essere riuscita a trattenermi, per non aver evitato lo scontro, e allo stesso tempo mi rattrista profondamente perché vorrei davvero che noi due fossimo felici insieme… e so che possiamo esserlo anche oltre i weekend. Io vorrei, quasi pretendo da me stessa, di riuscire a costruire un rapporto diverso da quello che ho visto tra i miei genitori, ma non so bene come fare. Mi chiedo se il loro modello abbia influenzato tutto questo e soprattutto come posso, in qualche modo, disinnescare questi litigi e spezzare finalmente questo ciclo.
Buon pomeriggio, le sue sensazioni sono assolutamente corrette: inevitabilmente l’ambiente familiare ed emotivo in cui è cresciuta l’hanno influenzata e continueranno a farlo nei suoi rapporti. Ciò non significa che sbagli in qualcosa.
Ha una grande consapevolezza di quello che succede negli scontri con il suo partner e questo rappresenta una grande risorsa personale.
Mi domando quanto il suo voler provare ad evitare il conflitto, non la porti, all’opposto, ad essere una versione di se non autentica. In altre parole: cerca di essere un’altra persona per paura di diventare come i suoi genitori, per sfuggire a questa possibilità.
A proposito di ciò voglio dirle una cosa: non siamo contenitori da riempire, ne le fotocopie riproposte dei nostri genitori. Abbiamo il potere di scegliere tutti, e così anche lei e a prescindere da una qualsiasi situazione specifica. Ho fiducia nel fatto che ha già tutte le risorse per poterlo fare, basta solo affrontare il percorso per conoscerle.
A proposito del suo rapporto di coppia, credo che la cosa più genuina che possa fare sia essere sempre sincera prima con se stessa, e di conseguenza con gli altri. Arrabbiarsi non fa di lei una persona violenta, ma una che ci tiene alla propria salute mentale e al proprio benessere. Esprimere i suoi bisogni è un suo diritto, la chiave sta nei modi in cui si discute e si litiga.
Spero di esserle stata utile e di supporto.
Buongiorno,
la ragione per la quale scrivo qui è per ricevere un parere circa il mio stato d'animo.
Lavoro in un'azienda industriale da poco più di due anni. Premesso che il mio lavoro mi piace, sin dal principio ho sempre puntato all'instaurazione di rapporti dettati dalla massima collaborazione e aiuto reciproco. Tuttavia mi ritrovo spesso a scontrarmi con dinamiche comportamentali che non reputo giuste. La collaborazione non è l'obiettivo di tutti, al contrario sembra di più il polemizzare continuo. La mia indole mi spinge a ribellarmi in nome del rispetto di tutti e del lavoro degli altri, ma quando noto parecchia accondiscendenza tacita o implicita da parte degli altri colleghi a tali comportamenti tossici, dispettosi, irrispettosi, percepisco quindi di essere solo. Sento costantemente di imbarcarmi in una battaglia completamente nudo, con gli altri che si limitano ad osservare e a non prendere nessuna posizione, ciò anche da parte di persone che sostengono di essermi vicine, che mi reputano caro a loro, ma che puntualmente piuttosto che scontrarsi, preferiscono il quieto vivere, anche quando ciò significa far passare atteggiamenti che non dovrebbero passare, bensì essere ripresi. Le frasi più comuni sono: "qui è sempre stato così", "è una guerra persa", "chi te lo fa fare", "tanto vince sempre quello o quell'altro", "ne vale la pena?". A mio sfavore, devo altresì confessare che la rabbia prende il sopravvento e commetto l'errore di sfogare anche con chi dice di starmi vicino, ma che puntualmente non reagisce mai a tali soprusi, sempre in nome del "quieto vivere", sententomi ribadire sempre che "lo si dice per me, per il mio bene, per il mio benessere mentale altrimenti mi ammalo". Inizio a pensare di non aver capito niente dell'ambiente, di aver, nell'intento di collaborare ad un'armonia pura, contribuito invece a creare solo fastidi con i miei appelli, di aver rotto degli equilibri, di aver innescato il pensiero negli altri ad una mia disfatta o dimissione, ad una immagine di me disadattata. Al momento continuo a svolgere il mio lavoro, cercando di limitare i rapporti a ciò che essenziale e a costruire la mia vita fuori dall'ufficio, cercando di imparare a non aspettarmi niente da nessuno. Grazie per i professionisti che leggeranno questo topic e che avranno la gentilezza di esprimere loro impressioni e pareri. Cordialità
Buongiorno, più che darle un parere sul suo stato d’animo o rispetto alla situazione da lei descritta, mi sorge un interrogativo: dove le è già capitato di provare questo senso di ingiustizia, sopraffazione e resa da parte di altri? In quale altro rapporto ha sperimento queste sensazioni e si è sentito impotente e solo? A volte una consistente reazione ad un sistema come quello lavorativo ci rimanda ad un vissuto più privato, magari passato o ancora attuale, che ci espone allo stesso malessere e ci fa sentire più sicuri di lottare a gran voce proprio perchè (a differenza dei rapporti personali) ci sentiamo meno coinvolti emotivamente o sentiamo di aver meno da perdere.
Spero che questa riflessione le possa essere utile, tenendo conto dell’inscindibile connessione tra ciò che è la nostra storia personale-familiare e che viviamo all’esterno.
Un caro saluto
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