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Esperienze

Benvenut*. Sono Emiliano Perulli, psicologo e psicoterapeuta sistemico-relazionale. In quella che io definisco la mia vita precedente ero un informatico, finché non ho incontrato la psicoterapia. Incontrarla ha cambiato la mia esistenza, stimolandomi ad intraprendere un percorso molto intenso, culminato con la specializzazione. Le mie più grandi passioni, oltre alla psicologia e alla psicoterapia, sono la musica e la lettura. Trovo infatti che nelle canzoni, così come nei libri, talvolta siano presenti degli spunti di riflessione interessanti, che sembrano scritti apposta per te. Credo che la musica, la scrittura e la psicoterapia abbiano qualcosa di molto profondo in comune: un libro che ti resta nel cuore, i versi di una canzone che sembrano leggerti dentro, puoi incontrarli per caso, ma non li scegli per caso. Lo stesso, a mio modo di vedere, vale per la relazione terapeutica. C’è una cosa che ho imparato proprio in virtù del mio percorso umano e professionale e che cerco di trasmettere: nessuno è rigidamente definito da una storia e da un contesto ineluttabili, cambiare è sempre possibile. Da parte mia, ti prometto massimo impegno e determinazione: qualunque sia il problema, ne verremo fuori insieme.

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Psicoterapia
Psicoterapia sistemico relazionale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia sistemico relazionale

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Dott. Emiliano Perulli

Piazzetta Eugenio Montale 2, Lecce 73100

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01/07/2025

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    50 €

  • Psicoterapia individuale

    60 €

  • Primo colloquio psicologico

    60 €

  • Psicoterapia di coppia

    70 €

  • Psicoterapia familiare

    70 €

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Studio di Psicologia

Piazzetta Eugenio Montale 2, Lecce 73100

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Telefono

0832 178...
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45 recensioni

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  • E

    Da subito c’è stata empatia e siamo stati messi a nostro agio. Il percorso è appena iniziato ma le premesse sono ottime per una buona riuscita!

     • Studio di Psicologia psicoterapia di coppia  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • D

    Grande professionista, attento ad ascoltare e ad aiutarti nell’interpretazione dei tuoi stati d’animo. Ci siamo sentiti meglio dopo ogni colloquio.

     • Studio di Psicologia psicoterapia di coppia  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • R

    Conosco il doc da pochi mesi, ma ti mette a proprio agio, soprattutto sa ascoltare, è garbato e pure simpatico

     • Consulenza Online consulenza online  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • E

    Professionista molto empatico, ascolta e spiega in maniera chiara i concetti dando una visione diversa dei fatti.

     • Studio di Psicologia primo colloquio psicologico  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • C

    Professionalità, umanità e grande empatia contraddistinguono questo professionista che ha la capacità di entrare subito in sinergia con il paziente,mettendolo a suo agio e affrontando i temi più delicati con grande sensibilità e competenza.
    Esperienza più che positiva.

     • Studio di Psicologia psicoterapia individuale  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • L

    Un vero professionista attento a tutti gli aspetti della terapia, non manca mai di sensibilità, simpatia, gentilezza e rispetto.
    Le sedute sono sempre piacevoli e passo per passo è sempre presente nell' aiutarmi ad affrontare i miei problemi rendendo il percorso piacevole e mai forzato. Per citare un opera che ci accomuna, mi sta aiutando a ritrovare il mio "sole"!

     • Studio di Psicologia psicoterapia individuale  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • P

    Gentile e disponibile...è come indossare degli occhiali, si vede tutto in maniera più chiara!

     • Studio di Psicologia psicoterapia individuale  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • M

    Mi sono affidato al dott. Perulli alcuni anni fa e abbiamo intrapreso un bellissimo e profondo percorso di crescita personale che mi ha permesso di ritrovare me stesso e migliorare la mi persona.
    Dopo aver terminato questo percorso le nostre strade si sono separate. Successivamente ho ricontattato il dott. Perulli perché avevo nuovamente bisogno del suo aiuto e della sua professionalità.
    Consiglio il dottore a chiunque abbia necessità di aver di fronte a sé una persona professionale, cordiale e altamente empatica.

     • Studio di Psicologia psicoterapia individuale  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille


  • A

    Il dott. Perulli mi ha decisamente aiutata a superare molti momenti difficili in questo ultimo anno. Posso dire che grazie al lavoro fatto insieme, sono molto più sicura di me: affronto problematiche serie con una maggiore sicurezza e fiducia nelle mie potenzialità. Consiglio il dottore a tutti coloro che hanno bisogno di una persona empatica e professionale. L’etica del dottore supera di molto quella di tanti altri professionisti che ho incontrato negli anni passati. Se vi sentite persi…lui è la guida che vi riporterà a casa.

     • Studio di Psicologia valutazione psicodiagnostica  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    Grazie mille!


  • G

    Molto attento e cordiale... trasmette serenità...
    Mette a proprio agio...
    Molto attento e scrupoloso...

     • Studio di Psicologia Altro  • 

    Dott. Emiliano Perulli

    La ringrazio molto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 456 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su psicoterapia

Buongiorno, da circa un anno ho iniziato una relazione extragoniugale con una persona a sua volta sposata, ci siamo legati molto, raccontandoci molto di noi. Del nostro passato, con tranquillita e sinceritá. Da circa un mese ho scoperto un suo segreto passato che lei mi aveva tenuto nascosto, e che ha cambiato la realtá passata che lei mi aveva raccontanto di se e del suo vissuto. Mi è capitato di conoscere il marito della sua migliore amica, marito che è all oscuro del fatto che io la conosco, che abbiamo questa conoscenza in comune, l'amica di sua moglie.... quando ho detto alla mia amante che lho conosciuto, lei non me ne ha parlato benissimo, mi ha detto chi era e che lo conosceva. Dopo qualche giorno reincontro il tizio, andiamo insieme in auto ad un convegno, e durante il tragitto, passando nel paese di origine della mia amante, inizia a farmi delle confidenze su di lei ( esordendo dicendo " in questo paese mi sc*** una, l amica di mia moglie. descrivendola, dicendo il nome ecc ecc ) ignaro che la conoscessi, raccontando del loro trascorso, scendendo nei dettagli dei loro incontri, che sono iniziati prima del matrimonio per proseguire fin dopo il matrimonio di entrambi, incontri di natura solo sessuale, senza alcun convolgimento emotivo. Sentire parlare di lei in quei termini, mi ha ferito profondamente.adesso non so se pargliene oppure no.

Gentile, la situazione che descrive è molto delicata, e il punto centrale non è solo ciò che ha scoperto, ma l’effetto che questa scoperta ha avuto su di lei. Lei e questa donna avete costruito un legame basato su confidenze e intimità emotiva, e improvvisamente si è trovato a sentire un racconto completamente diverso, espresso da una terza persona e in termini che l’hanno ferita. Si capisce come questo abbia scosso l’immagine che aveva di lei e della vostra storia.
In questi casi non è tanto la “verità” dei fatti a creare la frattura, quanto il modo in cui due versioni diverse del passato entrano in collisione. Lei si è trovato in mezzo a una dinamica che non riguarda solo voi due, ma un intero sistema di relazioni, segreti e ruoli che esisteva molto prima che la vostra relazione iniziasse.
Il punto non è decidere se “confrontarla o no”, ma capire cosa rappresenta per lei questo bisogno: cercare chiarezza, proteggere il legame, o proteggere se stesso da qualcosa che l’ha ferito. Parlare può avere senso solo se lo scopo non è ottenere una confessione, ma capire come questa scoperta ha cambiato il modo in cui lei si sente dentro la relazione.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio a distinguere ciò che appartiene alla storia di questa donna da ciò che appartiene al suo vissuto emotivo: la ferita, la delusione, il bisogno di trasparenza. Non per giudicare la relazione, ma per permetterle di muoversi con più lucidità in una situazione che oggi la lascia sospeso

Dott. Emiliano Perulli

Salve dottori scrivo qui per una curiosità.
Volevo chiedervi
A me è stata diagnosticata una depressione reattiva qualche mese fa. Ad oggi continuo a star male, disperazione ecc tutto il giorno, ma io sento che sto più male per la diagnosi e per l'idea che io attribuisco alla depressione che per la depressione in sé. Tant è che mi sento frustrata perché vorrei fare le cose ma mi sento a terra, vorrei sentirmi come mi sentivo prima ma non riesco. Tutti i giorni piango non tanto per come mi fa stare la depressione ma per l'idea che sono depressa e che penso che non ne uscirò più. Insomma è una sofferenza "attiva" cioè non riesco assolutamente a stare nel vuoto per questo cerco rassicurazioni, piango, mi dispero, al posto di isolarmi dagli altri li cerco, chiedo aiuto, e via dicendo. A questo punto mi chiedo: siamo sempre nel campo dei disturbi dell'umore, oppure dalla depressione sono passata all'ansia ossessiva? La mia sofferenza nasce dalla depressione o semplicemente dall'idea che io attribuisco ad essa? Cioè un esempio che calza a pennello è un giocatore che si fa male la gamba, ma soffre di più per non riuscire a giocare che per il dolore alla gamba in sé per sé. Mi sento esattamente così. Insomma, spero di essermi spiegata bene... aspetto vostre risposte.
Cordiali saluti.

Gentile, grazie per aver condiviso e complimenti davvero, perché si è spiegata benissimo. L'esempio del giocatore è perfetto.
Lei condivide qualcosa di molto interessante: sta soffrendo per la sofferenza. Non sembra essere tanto la depressione in sé a farla stare male in questo momento, ma il pensiero "sono depressa e non ne uscirò più". La storia che sta raccontando a sé stessa sembra essere diventata più pesante della cosa in sé.
Questa sensazione viene spesso chiamata meta-sofferenza, ed è più comune di quanto si pensi. Il problema è che più si combatte quell'idea, più lei prende spazio. È un po' come quando si cerca di non pensare a una cosa e non si riesce a pensare ad altro.
Il fatto che cerchi le persone, chieda aiuto, pianga in modo "attivo" è il segnale che una parte di lei è ancora molto presente e combattiva. Solo che tutta quell'energia in questo momento sembra andare verso il pensiero "sono depressa", invece di andare altrove.
Sulla sua domanda: depressione o ansia ossessiva? La risposta più onesta è che queste categorie spesso si sovrappongono, e cercare l'etichetta giusta non è sempre il percorso più utile. Il "pensiero che gira", la ricerca di rassicurazioni, la sofferenza "attiva", sono probabilmente parte di una componente ansiosa che si è innestata su uno stato depressivo. Succede spesso.
Il nodo non è tanto nella diagnosi, ma nel racconto che in questa fase sta facendo su sé stessa. Ed è proprio lì che a mio parere vale la pena lavorare, insieme a un professionista

Dott. Emiliano Perulli
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