Dott.ssa
Elvira Carpentieri
Psicologo
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San Giorgio del Sannio 1 indirizzo
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Sono la Dott.ssa Elvira Carpentieri, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione ad orientamento Familiare Sistemico-Relazionale. Sono inoltre Tecnico del Comportamento Certificato (RBT-Registered Behavior Technician), una figura specializzata nell'applicazione di interventi comportamentali mirati.
Lavoro con adulti, adolescenti e famiglie, offrendo uno spazio protetto dove poter comprendere ciò che si vive e scoprire nuove risorse per affrontare le difficoltà.
Credo che ogni voce meriti spazio ed attenzione.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Disturbi dell'umore
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Attacco di panico
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Recensioni
2 recensioni
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M
M.R.
Ho solo parole positive per la mia esperienza dalla Dottoressa Carpentieri.
Con il suo linguaggio professionale ma semplice riesce ad entrare nel merito della questione in pochissimo tempo. Diretta, essenziale e pratica, la Dottoressa mi ha ricevuta in uno studio molto confortevole.
Sento di aver cominciato questo percorso con la persona giusta.• Dott.ssa Elvira Carpentieri • colloquio psicologico •
Dott.ssa Elvira Carpentieri
La ringrazio per il pensiero!
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M
M.G.
La Dottoressa Carpentieri è una professionista estremamente preparata e dotata di una sensibilità fuori dal comune. Mi ha accolto in un ambiente sereno e curato, facendomi sentire fin da subito a mio agio. Grazie al suo supporto sto raggiungendo consapevolezze importanti. Consigliatissima per chi cerca competenza, empatia e puntualità.
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Dott.ssa Elvira Carpentieri
Grazie del pensiero
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Da alcuni mesi mi sento spesso senza energie e faccio fatica a trovare motivazione anche per attività che prima mi piacevano. Alterno momenti in cui mi sento agitato e in allerta a periodi in cui mi chiudo e tendo a isolarmi. Dormo male e mi capita di rimuginare molto su errori passati o su situazioni che temo possano accadere. Non ho avuto eventi particolarmente gravi di recente, ma la sensazione è che qualcosa dentro di me sia cambiato. Secondo voi potrebbe trattarsi di un periodo di stress accumulato o è possibile che sia l’inizio di un disturbo dell’umore o d’ansia? Quali aspetti sarebbe importante approfondire in un primo colloquio?
La ringrazio per aver condiviso con chiarezza ciò che sta vivendo. Quello che descrive, calo di energie e motivazione, alternanza tra agitazione e chiusura, difficoltà nel sonno e tendenza al rimuginio, sono segnali che meritano attenzione e ascolto, indipendentemente dall’etichetta diagnostica.
È del tutto comprensibile chiedersi se si tratti di stress accumulato o dell’inizio di un disturbo dell’umore o d’ansia. In questa fase, più che concentrarsi subito su una definizione, può essere utile fermarsi a osservare con calma il quadro complessivo.
In un primo colloquio psicologico sarebbe importante approfondire in particolare:
• da quanto tempo sono presenti i sintomi e quanto sono intensi;
• quanto stanno incidendo sulla vita quotidiana (lavoro, relazioni, interessi);
• la qualità del sonno e i livelli di energia durante la giornata;
• la natura del rimuginio (più centrato sul passato o sul futuro);
• eventuali cambiamenti recenti o periodi di sovraccarico;
• la presenza di episodi simili in passato.
La sensazione che “qualcosa dentro sia cambiato” è un vissuto frequente quando si attraversa una fase di vulnerabilità psicologica. Non significa necessariamente che si stia sviluppando un disturbo strutturato, ma può essere il segnale che una parte della persona sta chiedendo maggiore attenzione e cura.
Un confronto con un professionista può aiutare a dare un senso più chiaro a ciò che si sta vivendo, a distinguere tra una risposta adattiva allo stress e un quadro clinico più definito e, soprattutto, a individuare strategie concrete per gestire ansia, rimuginio e sonno.
Il fatto stesso che si ponga queste domande rappresenta già un elemento positivo, indice di consapevolezza e del desiderio di comprendersi più a fondo.
Buongiorno soffro di ansia e attacchi di panico e sto facendo un percorso terapeutico già rispetto il mese scorso, il mio umore è migliorato molto e non mi faccio prendere dal panico, ma soffro anche di somatizzazioni è possibile che anche quando io stia bene, e non ci pensi il mio corpo somatizza comunque inducendo sintomi fisici dopo quanto anche se il mio umore è migliorato e e non mi faccio prendere più dal panico il mio corpo smetterà di mandarmi questi segnali
Buongiorno,
quello che descrive è un’esperienza molto comune nelle persone che soffrono di ansia e attacchi di panico. È positivo che lei stia già notando un miglioramento dell’umore e della gestione del panico: si tratta di un segnale importante che il percorso terapeutico sta andando nella giusta direzione.
Per quanto riguarda la sua domanda, sì, è assolutamente possibile che il corpo continui a manifestare sintomi fisici anche quando a livello mentale si sente meglio o non sta pensando attivamente all’ansia. Le somatizzazioni, infatti, sono il risultato di un sistema nervoso che è stato a lungo “in allerta” e che può impiegare più tempo per tornare a uno stato di equilibrio.
Mente e corpo non sempre procedono alla stessa velocità: spesso il cambiamento cognitivo ed emotivo arriva prima, mentre il corpo ha bisogno di più tempo per “disimparare” certe reazioni automatiche.
Un aspetto importante è cercare, quando compaiono i sintomi fisici, di non interpretarli come segnali di pericolo, ma come espressioni di un sistema che si sta ancora regolando. Questo atteggiamento, nel tempo, contribuisce a ridurre il circolo vizioso tra paura e sintomo.
Lavorando sulla consapevolezza emotiva e sulla regolazione delle risposte corporee, è probabile che anche i sintomi fisici si riducano gradualmente. Non esiste una tempistica uguale per tutti: dipende dalla storia personale, dall’intensità dell’ansia e da quanto tempo questi meccanismi sono presenti.
Continui con fiducia il percorso che ha intrapreso.
Un saluto.
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