Solo da qui a Natale ti offro un percorso online a soli 50€ a colloquio anziché 60€...per sempre! :)
Leggi di più18/11/2025
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Accettato
6 recensioni
Fin dal primo incontro, mi sono sentita accolta e ascoltata con una sensibilità rara. Elisa ha saputo mettermi subito a mio agio, creando uno spazio sicuro in cui potermi esprimere senza il timore di essere giudicata. La sua empatia e il suo rispetto nei miei confronti mi hanno permesso di aprirmi con naturalezza, cosa che per me non è mai stata semplice. Ogni colloquio è stato ricco di spunti di riflessione profondi e mai scontati. Elisa mi ha aiutata a guardare aspetti di me che non riuscivo più a vedere e a dare un nome a emozioni che per anni avevo tenuto in silenzio. La consiglio caldamente.
La dottoressa Bruscaglia ti accoglie con gentilezza e ti fa sentire a tuo agio.
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Grazie mille Renata per l'ottimo feedback. Accogliere ogni persona con gentilezza e rispetto per me è fondamentale: è da qui che nasce l’alleanza terapeutica, il cuore di ogni percorso di crescita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Il percorso che ho effettuato con la Dott.ssa Bruscaglia è stato per me di grande aiuto. Mi ha permesso di fare luce su molte dinamiche che mi creavano difficoltà. Inoltre, mi ha trasmesso diversi strumenti utilissimi che utilizzo quotidianamente. Sono molto soddisfatto del percorso di terapia fatto insieme. La consiglio vivamente.
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Grazie mille Francesco. Sono felice che abbia trovato utile il percorso svolto insieme e che ne conservi strumenti validi per la quotidianità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Ho avuto recentemente la mia prima seduta con la Dott.ssa Elisa Bruscaglia e mi sono trovata benissimo.
È una professionista molto empatica, accogliente e attenta, capace di mettere a proprio agio sin dal primo incontro. Mi ha ascoltata con grande disponibilità e sensibilità, facendomi sentire compresa e sostenuta. La consiglio vivamente a chi cerca una psicologa competente e capace di creare un clima sereno e di fiducia.
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Grazie Erica per il feedback. Mi fa piacere sapere che si sia sentita accolta e a suo agio: creare un clima di fiducia e ascolto è per me un aspetto fondamentale del lavoro terapeutico.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Con Elisa sono entrata subito in sintonia, riesce a bilanciare perfettamente professionalità e ascolto empatico, consigliatissima
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Grazie di cuore Federica per queste parole; L’equilibrio tra ascolto empatico e professionalità è molto importante in un percorso terapeutico, nonché è quello che contraddistingue una normale conversazione da una conversazione terapeutica. Sono contenta che tu ti stia trovando bene. Un caro saluto.
Ci siamo rivolti alla Dott.ssa Elisa per nostra figlia che da un po' di tempo aveva crisi di ansia. Mia figlia si è trovata da subito molto bene e nel giro di qualche settimana anche la sua ansia è migliorata notevolmente. Inoltre la dottoressa si è da subito rivelata molto gentile e disponibile, nonché, a detta di nostra figlia, anche molto brava. Consiglio.
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Grazie Daniele. Vi ringrazio di cuore per le vostre parole. Sono felice che tua figlia si sia sentita accolta e che abbia trovato beneficio nel percorso. Vi mando un caro saluto.
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, dopo 20 anni di matrimonio ho vissuto una separazione che non ho scelto. Sono passati due anni, ma ho la sensazione di non vivere più: mi limito a sopravvivere. Resisto solo per mio figlio di 16 anni, ma dentro provo un forte senso di tristezza e soprattutto di totale fallimento.
Non soffro per amore: quello che mi manca è la mia famiglia, la mia casa, la vita che avevo costruito con tanto impegno. E non voglio assolutamente crearne una nuova. Ho un buon lavoro e con il mio ex marito ho rapporti cordiali, non abbiamo mai litigato. Ma questo non toglie il fatto che io mi senta vuota e smarrita. Anzi, non mi sento neanche più una persona. Da fuori sembro serena, ma dentro sono come morta. Non riesco – e non voglio – andare avanti. Credo di aver sempre vissuto cercando di accontentare gli altri, e ora mi è rimasto mio figlio. Inoltre vivo con molti rimorsi: anche solo dedicare un pomeriggio a me stessa mi fa sentire in colpa, come se tradissi una famiglia che in realtà non esiste più.
Buongiorno. Le parole che utilizza raccontano quanto questa separazione abbia rappresentato per Lei non solo la fine di un rapporto, ma la perdita di una struttura di vita nella quale ha investito energie, cura e identità per molti anni. È comprensibile che oggi si senta vuota, smarrita e in qualche modo “sospesa”: quando un cambiamento così grande non è scelto, il tempo emotivo per riorientarsi può essere molto più lungo e complesso di quanto ci si aspetti.
Ciò che prova non è un segno di fallimento, ma il modo in cui la sua mente e il suo corpo stanno cercando di adattarsi a una frattura dolorosa. La tristezza, il senso di colpa e la difficoltà a concedersi spazi personali parlano del ruolo che ha avuto per anni: quello di chi si prende cura, di chi tiene insieme, di chi mette gli altri al centro. Ora che quella struttura non c’è più, è naturale che emergano domande profonde su chi sia Lei al di fuori della famiglia che ha costruito.
Vorrei però sottolineare un aspetto importante: il fatto che Lei riesca a descrivere con tanta lucidità ciò che sente è già un punto di forza. Significa che, anche dentro questa sofferenza, una parte di Lei osserva, riflette e desidera comprendere ciò che sta accadendo.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista (me o chi che sia) il quale, tra i vari aspetti, potrebbe lavorare proprio anche su questo: su come ritrovare un senso di continuità con se stessa, su come dare spazio ai suoi bisogni senza viverli come un tradimento, e su come costruire (con i suoi tempi e modi) una vita che non sia soltanto una “sopravvivenza”, ma un terreno nel quale poter tornare a sentirsi presente e viva.
Non c’è alcuna pressione ad “andare avanti” come se nulla fosse. Ci muoveremo insieme, passo dopo passo, rispettando ciò che prova e cercando di alleggerire il peso che sta portando da sola da molto tempo.
Se vuole, sono disponibile anche online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Buongiorno,ho bisogno di urgentemente ricevere un consiglio o incoraggiamento.
Sono una nuova addetta alle vendite di un negozio di abbigliamento e durante il mio turno in cassa ho commesso un grave errore.
Durante l’ultima ora di lavoro,la responsabile del negozio mi ha chiamata chiedendomi se sapevo fare i resi in cassa e io ho prontamente risposto di sì,ma la responsabilità mi ha detto di NO.
La ragione è stata che ho perso 400 euro in cassa,perché non ho selezionato bene le opzioni di pagamento per i resi,ho cliccato io la dicitura per i resi nello schermo invece di seguire quella già indicata.
Purtroppo i soldi ai clienti che sono venuti a fare i resi non riceveranno indietro il loro denaro e questi purtroppo potranno accorgersene dopo un mese.
La responsabile mi ha poi detto che per questa volta lo fa passare l’errore che secondo lei è stato di distrazione in quanto ho fatto “formazione”,ma se ricapita di nuovo mi verrà inviata una lettera a casa.
Io mi sento di non poter continuare più il lavoro e mi sento male a pensare di aver fatto un errrore importante. Piango continuamente,ma non riesco a vedere una via d’uscita.Il lavoro da contratti determinato rinnovati ogni mese e dopo questo errore credo che cambieranno idea e non mi rinnovano più il contratto.
Mi sento stupida e ho paura di andare a lavoro perché questa cosa la sapranno tutti e anche gli altri manager del negozio che mi guarderanno male da ora in poi.
Segnalo anche che la formazione ricevuta da un’altra collega non è stata fatta su tutti i possibili pagamenti,resi o altre operazioni in cassa. La formazione si è svolta costantemente e ogni volta che facevo cassa c’era sempre qualcosa di nuovo che non sapevo e non so ancora adesso fare.
Ormai lavoro da quasi un mese,ma chiedere ogni volta come si fa una cosa sopratutto quando c’è molta gente a volte sembra di disturbare o dare fastidio ai colleghi perché non so fare ancora niente bene. A volte sembra che mi trattino male apposta perché sono nuova. Il primo giorno poi quando ho fatto il corso di sicurezza con altre nuove ragazze i colleghi non sono stati molto accoglienti e ci sono certe situazioni che mi fanno pensare che non sono all’altezza per fare questo lavoro,ma resisto e sopravvivo come faccio sempre.
Ma ora andare a lavoro è più difficile per l’errore.
Cosa mi consigliate di fare?
Gentile utente, intanto le sono vicina per questo difficile momento: quando si è in un nuovo ambiente e si tiene al proprio lavoro e al proprio valore anche un singolo errore può sembrare enorme. Ma quello che le è successo non definisce il suo valore, né la sua capacità di lavorare. Gli errori capitano a tutti, soprattutto quando la formazione è incompleta: Lei stessa racconta che non le erano state mostrate tutte le procedure o che si era trovata a dover gestire situazioni nuove da sola. Questo non è un problema che riguarda la sua persona: appare più un problema organizzativo. Forse lei ha semplicemente fatto del suo meglio con le informazioni che aveva a disposizione. Il fatto che la responsabile stessa abbia riconosciuto che si sia trattato di un errore di distrazione e che rientra nel percorso di formazione dimostra che gli errori dei nuovi arrivati come lei sono previsti e contemplati. Ognuno di noi penso abbia fatto almeno un piccolo errore. Il timore di essere giudicata è una paura comprensibile, ma non significa che accadrà davvero: molte delle sensazioni che prova come vergogna, paura e senso di inadeguatezza derivano da come si sente ma non necessariamente da come gli altri la vedono o la vedranno. Non lasci che questo episodio cancelli tutto il suo impegno. Chiedere aiuto non la rende più debole ma è segno di forza. Imparare nuove mansioni richiede tempo e pazienza, nessuno sa fare tutto subito. Se tuttavia questa cosa continua a destarle preoccupazione o a causarle malessere in generale il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista che sappia aiutarla e guidarla a comprendere tutte le variabili in un contesto e con un tempo adeguato.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
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