Uomo di anni 71 e mezzoAssumo quotidianamente Enalapril, Rabeprazolo, Alfuzosina, Finas
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Uomo di anni 71 e mezzo
Assumo quotidianamente Enalapril, Rabeprazolo, Alfuzosina, Finasteride.
Interventi subiti : Appendicectomia, Colicistectomia – Non ho avuto altre patologie importanti.
Non ho contezza di familiarità né per IPB e né per malattie oncologiche.
L'esordio dei disturbi della minizone risale al 2017, con una prostatite curata e regredita, che si ripresenta però nel 2019 con sintomatologia più accentuata.
Al 2020 risale la prima misurazione del PSA (totale 4,35 / libero 2,7 / Ratio 29,195).
L'Urologo effettua sia ecografia che esplorazione rettale e diagnostica l'insorgenza della IPB. Prescrive Alfuzosina abbinata a Finasteride.
Mi attengo a questa terapia per più di 2 anni anche se la Finasteride sin da subito ha inibito completamente la libido.
Nell'aprile 2022 controllo il PSA che risulta 1,59 il Tot./ 0,55 quello libero e 34,59 il Ratio.
Nel maggio 2023 mi sottopongo a nuova visita urologica. Il medico prescrive numerosi esami ematologici nonché una ecografia.
Sulla base dei valori del PSA registrati l'anno prima (aprile 2022: 1,59 / 0,55 / 34,59) mi autorizza ad interrompere l'assunzione della Finasteride.
A luglio 2023 effettuo ecografia addome inferiore. L'internista referta che la prostata è tanto piccola da non poter essere adeguatamente apprezzata, e consiglia approfondimento endoscopico.
A novembre 2023 il PSA risulta essere risalito a 4,9 / 1,02 / 20,8.
Nel frattempo a causa di liste di attesa molto lunghe, in luogo dell'ecografia prostatica la Asl mi propone una RM multiparametrica con mezzo di contrasto, che ho effettuato in febbraio 2024.
Sempre nel febbraio 2024 controllo anche la Uroflussimetria (nonché la presenza di eventuali residui dopo la minzione). La Flussimetria risulta nella norma e non risultano residui dopo la minizone.
La RM rivela invece che la prostata è piuttosto voluminosa (ed affatto "piccola"). Presenta un volume di 93.47 ml e presenta due aree focali con PIRADS-3 ed una con PIRADS-4.
A marzo 2024 effettuo nuovamente esami ematologici ed il PSA totale risulta in leggero aumento (5,2 / 1,2 / 23,1) mentre il valore del PSA Ratio risulta migliore rispetto agli esami del novembre 2023.
A marzo 2024 ho ripreso ad assumere Finasteride, con la speranza di contenere l'aumento di volume della ghiandola.
Mi reco in vista all'ospedale il 3 aprile 2024. L’urologo esamina questo referto (insieme a tutta la documentazione di quanto ho esposto) effettua anche l'esplorazione rettale digitale (nel corso della quale mi spiega che incontra difficoltà dovute alla mia obesità ed al mio soma) e referta “per quanto possible” un apice adenomatoso.
Suggerisce come "utile" una biopsia prostatica con metodo fusion.
Vorrei sapere se alla luce dei dati disponibili è effettivamente urgente sottoporsi ad un esame così invasivo oppure se non sia possibile (senza correre rischi) attendere 6 mesi per effettuare una nuova RM e valutare come si è evoluta la situazione alla luce della riassunzione di Finasteride, e della severa attenzione ad una dieta alimentare.
Assumo quotidianamente Enalapril, Rabeprazolo, Alfuzosina, Finasteride.
Interventi subiti : Appendicectomia, Colicistectomia – Non ho avuto altre patologie importanti.
Non ho contezza di familiarità né per IPB e né per malattie oncologiche.
L'esordio dei disturbi della minizone risale al 2017, con una prostatite curata e regredita, che si ripresenta però nel 2019 con sintomatologia più accentuata.
Al 2020 risale la prima misurazione del PSA (totale 4,35 / libero 2,7 / Ratio 29,195).
L'Urologo effettua sia ecografia che esplorazione rettale e diagnostica l'insorgenza della IPB. Prescrive Alfuzosina abbinata a Finasteride.
Mi attengo a questa terapia per più di 2 anni anche se la Finasteride sin da subito ha inibito completamente la libido.
Nell'aprile 2022 controllo il PSA che risulta 1,59 il Tot./ 0,55 quello libero e 34,59 il Ratio.
Nel maggio 2023 mi sottopongo a nuova visita urologica. Il medico prescrive numerosi esami ematologici nonché una ecografia.
Sulla base dei valori del PSA registrati l'anno prima (aprile 2022: 1,59 / 0,55 / 34,59) mi autorizza ad interrompere l'assunzione della Finasteride.
A luglio 2023 effettuo ecografia addome inferiore. L'internista referta che la prostata è tanto piccola da non poter essere adeguatamente apprezzata, e consiglia approfondimento endoscopico.
A novembre 2023 il PSA risulta essere risalito a 4,9 / 1,02 / 20,8.
Nel frattempo a causa di liste di attesa molto lunghe, in luogo dell'ecografia prostatica la Asl mi propone una RM multiparametrica con mezzo di contrasto, che ho effettuato in febbraio 2024.
Sempre nel febbraio 2024 controllo anche la Uroflussimetria (nonché la presenza di eventuali residui dopo la minzione). La Flussimetria risulta nella norma e non risultano residui dopo la minizone.
La RM rivela invece che la prostata è piuttosto voluminosa (ed affatto "piccola"). Presenta un volume di 93.47 ml e presenta due aree focali con PIRADS-3 ed una con PIRADS-4.
A marzo 2024 effettuo nuovamente esami ematologici ed il PSA totale risulta in leggero aumento (5,2 / 1,2 / 23,1) mentre il valore del PSA Ratio risulta migliore rispetto agli esami del novembre 2023.
A marzo 2024 ho ripreso ad assumere Finasteride, con la speranza di contenere l'aumento di volume della ghiandola.
Mi reco in vista all'ospedale il 3 aprile 2024. L’urologo esamina questo referto (insieme a tutta la documentazione di quanto ho esposto) effettua anche l'esplorazione rettale digitale (nel corso della quale mi spiega che incontra difficoltà dovute alla mia obesità ed al mio soma) e referta “per quanto possible” un apice adenomatoso.
Suggerisce come "utile" una biopsia prostatica con metodo fusion.
Vorrei sapere se alla luce dei dati disponibili è effettivamente urgente sottoporsi ad un esame così invasivo oppure se non sia possibile (senza correre rischi) attendere 6 mesi per effettuare una nuova RM e valutare come si è evoluta la situazione alla luce della riassunzione di Finasteride, e della severa attenzione ad una dieta alimentare.
La sintesi: come gestire malissimo un problema e farsi sommergere dal suo aggravamento. 1) la congestione infiammatoria pelvico-prostatica data da molti anni e da ben prima che lei ne prendesse atto e pensasse di averla risolta... tanto è che si è immediatamente riaccesa non avendo risolto le ragioni da lei citate in fondo al quesito di sfuggita (obesità, possibile sindrome metabolica, ipertensione e forse questioni cardio--coronariche). Lei ha assunto e assume la finasteride che poco o nulla ha fatto sulla IPB (mal definita) tanto da aver dato un notevole aumento del volume (93.5 ml: chi fece quella ecografia in cui la definì piccolissima ne ha perso la gran parte, forse per la massa adiposa addominale che rende sempre difficile l'esame) e in fatto ha nascosto, tenendo basso o facendo abbassare, lo stato del PSA per cui quei valori vanno almeno moltiplicati per 2.5 volte. Per fortuna casuale la ASL le ha fatto fare la mpRMI che ha evidenziato due aree PI-RADS 3 e una PI-RADS 4 a discreta-consistente probabilità (tra il 70% e il 85%) di presenza di cancro prostatico. Stante la storia occorre eseguire subito la biopsia fusion sulle aree citate e meglio anche ai loro contorni e, come altamente probabile, in caso di positività per il cancro agire rapidamente previa esecuzione della PET/CT con 68 Gallio-PSMA. Ovvio che poi il suo i ero organismo debba essere rimesso a posto, ma per i dettagli dovrei vederla in studio. Altro che procrastinare.... ha già sperperato diversi anni... non prosegua ancora così.
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