Uomo 42 anni, il 28 febbraio dopo una serata alcolica importante, successiva all'assunzione di un mo

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Uomo 42 anni, il 28 febbraio dopo una serata alcolica importante, successiva all'assunzione di un momendol per cervicale, al risveglio ebbi bocca secchissima ed ematuria che continuo ancora oggi nel finale della minzione con bruciore perineale a volte fino al glande. Ho eseguito esame sangue, stick urina, ecografia, tac senza contrasto e tac con contrasto ed è tutto negativo (prostata nei limiti), esame psa totale 1,27 e libero 0.38, urinocoltura negativa. Eseguito citologia urinaria che dice campione inadeguato per scarsità di cellule uroteliali, ma comunque le cellule trovate sono prive di atipie, cellule pavimentose, batteri e leucociti, emazie, granulociti. Mentre assumevo deltacortene per 5gg l'ematuria era sparita per poi ritornare quando ho interrotto la cura poichè il medico non mi aveva detto di terminare la cura gradualmente, poi mi è stato prescritto deflan per 7gg, ciproxin 7gg, e cistalgan per 3gg e invece l'ho preso per 9gg. toale 32 gg, urinato limpido per circa 7 gg a fasi alterne. Urologo sostiene probabile congestione prostatica. Non ha guardato tutti gli esami ma si è basato solo sulla tac con mdc negativa e psa. Io guardando il primo esame sangue vedevo unica anomalia bilirubina oltre il limite ( tralasciando eventuale sindrome di Gilbert) con alt e ast in perfetta regola compresa creatinina, da cosa potrebbe dipendere? sto assumendo permixon e daflon 1 cp/die, leggero miglioramento, talvolta qualche mini filamento di coagulo, tra 30 gg pensano di farmi fare cistoscopia, gradirei qualche gentile parere in merito alla vostra esperienza. Grazie infinite
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Come minimo è il caso di riprender ein mano il quadro e quanto ha fatto senza che ci sia una reale logica esecutiva e soprattutto in assenza totale di una diagnosi di causa. la attenta revisione degli esami svolti consentirà di rivalutare tutti i dati, anche ove questi non siano stati realmente utili o sufficienti a definire il quadro. Resta poi il fatto di sicuri squilibri dettati da quelle non logiche assunzioni di farmaci anche forti che alla fine è possibile abbiano generato più problemi di quanti ne abbiano risolti. Fatto ciò con un buon urologo/andrologo si deciderà nel merito.

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