Uomo, 40 anni. Soffro da Ottobre 2023 di bruciore durante minzione. Dopo due settimane di bricio
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Uomo, 40 anni.
Soffro da Ottobre 2023 di bruciore durante minzione.
Dopo due settimane di briciore durante minzione, sono esordite perdite uretrali inodori e trasparenti.
Effettuato numerose visite urologiche, esami colturali sperma e urine, test di stamey, tampone uretrale etc... numerose volte e tutte le volte negativi.
Ho effettuato anche numerose ecografie, uroflussometrie etc. e diagnosticata prostatite abaterica.
In cura con pelvilen, perla prost etc... e anche con due cicli di antibiotici (ciprofloxacina e un altro che non riscordo).
Il bruciore e le perdite erano sparite da Febbraio.
Ma da Marzo ritornati fastidi durante minzione, via via peggiorati con forti bruciori e dolore pelvico per tutta la giornata.
Urologo ha prescritto cistoscopia, effettuata due settimane fa.
Esito: sub-stenosi uretrale, per il resto utto ok, inclusa vescica.
Durante l'esecuzione della cistoscopia (effettuata senza profilassi antibiotica, nonostante avessi chiesto piu volte se fosse necessaria) il dottore ha ritenuto opportuno cercare di 'aprire'la substenosi con endoscopio.
Oggi, a distanza di due settimane dalla cistoscopia, ho ancora forti bruciori durante la minzione, dolore pelvico costante e senzazione di avere aghi nell'uretra.
Inoltre, ho avuto episodio di ematuria visibile (mai avuta prima).
Ripetutto analsi urine e sangue, no infezione.
Ho contattato il mio urologo e ha detto solamente di inizare un cclo di flevoxacina per 10 gg.
Sono perplesso e contrario, perche mi sembra che non si stia trattando e capendo il problema.
Inoltre, non capisco la necessita' di un antibiotico quando tutti esami risultano negativi per infezione.
Sono molto preoccupato che vi sia dianno uretrale e vi chiedo come procedere gentilemente.
Grazie mille!
Soffro da Ottobre 2023 di bruciore durante minzione.
Dopo due settimane di briciore durante minzione, sono esordite perdite uretrali inodori e trasparenti.
Effettuato numerose visite urologiche, esami colturali sperma e urine, test di stamey, tampone uretrale etc... numerose volte e tutte le volte negativi.
Ho effettuato anche numerose ecografie, uroflussometrie etc. e diagnosticata prostatite abaterica.
In cura con pelvilen, perla prost etc... e anche con due cicli di antibiotici (ciprofloxacina e un altro che non riscordo).
Il bruciore e le perdite erano sparite da Febbraio.
Ma da Marzo ritornati fastidi durante minzione, via via peggiorati con forti bruciori e dolore pelvico per tutta la giornata.
Urologo ha prescritto cistoscopia, effettuata due settimane fa.
Esito: sub-stenosi uretrale, per il resto utto ok, inclusa vescica.
Durante l'esecuzione della cistoscopia (effettuata senza profilassi antibiotica, nonostante avessi chiesto piu volte se fosse necessaria) il dottore ha ritenuto opportuno cercare di 'aprire'la substenosi con endoscopio.
Oggi, a distanza di due settimane dalla cistoscopia, ho ancora forti bruciori durante la minzione, dolore pelvico costante e senzazione di avere aghi nell'uretra.
Inoltre, ho avuto episodio di ematuria visibile (mai avuta prima).
Ripetutto analsi urine e sangue, no infezione.
Ho contattato il mio urologo e ha detto solamente di inizare un cclo di flevoxacina per 10 gg.
Sono perplesso e contrario, perche mi sembra che non si stia trattando e capendo il problema.
Inoltre, non capisco la necessita' di un antibiotico quando tutti esami risultano negativi per infezione.
Sono molto preoccupato che vi sia dianno uretrale e vi chiedo come procedere gentilemente.
Grazie mille!
Un quadro da forte congestione infiammatoria pelvico-prostatica o al valutato o troppo minimizzato: manca infatti una adeguata valutazione delle ragioni generali di tale stato (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale). Quel dato endoscopico potrebbe anche solo derivare dallo stato comprimente prostatico. A nulla, in assenza di una crescita batterica significativa rilevata con la coltura differenziale, serve imbottirla di antibiotico che la sottopone solo ai rischi del farmaco. Occorre riprendere in mano il problema, rivedere con cura e senso critico quanto ha fatto e nel caso ripetere le cose fondamentali, svolgere le adeguate valutazioni generali sopracitate e poi impostare una strategia terapeutica causale.
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