Uno specialista ortopedico mi ha refertato "patologia degenerativa a livello della sottotalare di DX
Uno specialista ortopedico mi ha refertato "patologia degenerativa a livello della sottotalare di DX con presenza di piede cavo con marcia in supinazione" consigliando, oltre a plantare minuziosamente descritto, anche magnetoterapia notturna di 6 ore. Un secondo specialista mi ha refertato "importante caduta pronatoria del retropiede con dolore seno-tarsico da conflitto piede DX". Questo secondo ortopedico, oltre a plantare anche questo minuziosamente descritto, mi ha invece prescritto la Tecarterapia. Io non riesco a reggere qualsiasi plantare ortopedico per più di una giornata. Dopo, per 3 giorni, la pianta del piede mi da talmente male da non poterlo utilizzare. Come posso fare? E tra la magnetoterapia prescritta dal primo e la Tecarterapia indicata dal secondo, secondo Lei quale mi farebbe meglio? Presumo che entrambe abbiano solo effetto analgesico con durata 6 mesi, massimo un anno. Quale scegliere? Attendo un Suo cortese consiglio. Grazie.
1 risposta
Buongiorno. Dalla descrizione emerge una situazione piuttosto complessa, con valutazioni biomeccaniche apparentemente discordanti e una scarsa tolleranza ai plantari. In questi casi è fondamentale chiarire anzitutto la diagnosi e comprendere se il dolore origini prevalentemente dall'articolazione sottoastragalica, dal seno del tarso o da un'alterazione dell'assetto del retropiede, poiché da ciò dipende l'approccio terapeutico più appropriato. Per quanto riguarda magnetoterapia e tecarterapia, entrambe possono avere un ruolo nel controllo della sintomatologia dolorosa, ma nessuna delle due è in grado di correggere la causa meccanica del problema. L'efficacia è variabile da paziente a paziente e, in generale, rappresentano trattamenti complementari piuttosto che risolutivi. Un aspetto che merita particolare attenzione è la mancata tolleranza ai plantari: se l'utilizzo provoca un peggioramento significativo della sintomatologia già dopo poche ore, è opportuno rivalutare il tipo di correzione proposta, poiché un plantare eccessivamente correttivo o non adeguatamente adattato può risultare controproducente. Spesso è necessario procedere con modifiche progressive e con un periodo di adattamento graduale. Pertanto, prima di scegliere tra magnetoterapia e tecarterapia, le consiglierei una rivalutazione specialistica con esame clinico accurato ed eventuali radiografie sotto carico, così da definire con precisione l'assetto del piede e impostare una strategia terapeutica realmente personalizzata.
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