Salve, vorrei spiegare la mia situazione

1 risposte
Salve, vorrei spiegare la mia situazione e avere un vostro parere.
Io ho perdite giallastre con odore forte (non sempre l’odore è forte) da quando mi è venuto il primo ciclo, sono andata dalla ginecologa fine 2025 per questo (si, tardi ma ne avevo vergogna) e mi ha prescritto una settimana di ovuli e lavande, tutto bene da fine cura a una settimana dopo, ma purtroppo sono comparse. Mi ha prescritto anche il tampone cervicale (micoplasmi, clamidia trachomatis) e quello vaginale (candida, neisseria gonorrhoeae, germi comuni, ureaplasma) tra cui sono risultati entrambi negativi. Inoltre A VOLTE quando ho rapporti con il mio compagno, sotto mi bruccia e sento “secco”, ma per questo la ginecologa mi ha fatto prendere un detergente apposito (Lubrigyn).
La mia dottoressa guardando il quadro della situazione e del risultato delle analisi, mi ha detto che può essere semplicemente la mia mucosa vaginale che è fatta così, e che il bruciore è dato dalla secchezza vaginale (usavo un detergente aggressivo, marca Luxury) ma secondo me quelle perdite non mi sembrano normali, quindi vorrei sentire anche altri pareri. Ho fatto in tutto con lei due visite normali, quindi senza ecografia, e la visita nella quale lei usa una specie di monitor per guardare se dentro è tutto apposto, anche lì è risultato tutto buono. Ho chiesto se si potesse migliorare con qualcosa questa situazione, e lei mi ha proposto (non mi ha detto che la situazione migliora di sicuro, ma possiamo provare) di iniziare a prendere per 30/40 gg il Crispact (capsule).
Che ne pensate di questa situazione?
Ringrazio in anticipo chi risponderà.
Buona giornata.
Buongiorno,
i tamponi negativi escludono infezioni specifiche, ma non bastano a spiegare perdite croniche, odore alterato o bruciore nei rapporti. In questi casi, oltre all’esame obiettivo, è necessario valutare anche la cervice con un esame colposcopico, perché molte condizioni cervicali — come l’ectropion — non sono diagnosticabili semplicemente “guardando”. L’ectropion è una alterazione congenita o acquisita dell’epitelio cervicale:
una parte dell’esocervice, invece di essere rivestita da epitelio malpighiano, presenta una esteriorizzazione dell’epitelio cilindrico endocervicale, spesso superiore a un terzo della superficie cervicale.
Si osserva anche nel post–partum o in fasi estrogeniche elevate. L’epitelio cilindrico produce muco più abbondante e con pH alcalino, che può causare perdite persistenti, variazioni dell’odore, irritazione vaginale, bruciore nei rapporti.
E' necessari dire che “guardare” non basta; dire che una cervice è arrossata non è fare diagnosi. In situazioni come quella che descrive solo la colposcopia permette di confermare o escludere un ectropion e valutarlo correttamente.
Mi permetta un punto importante: anche la paziente deve sapere quale esame sta facendo il medico ... vedere la cervice su un monitor ! Cioè, si sta usando un sistema ottico ingrandente (un colposcopio in modalità visualizzazione, cioè collegato al monitor) , o eseguendo una colposcopia completa, cioè con l'applicazione dell' acido acetico, del Lugol, per una valutazione corretta e completa?
Sono due cose molto diverse. Se il ginecologo ha eseguito una colposcopia vera, con acido acetico e Lugol, dovrebbe comunicarlo chiaramente alla paziente. Se invece si è limitato a osservare la cervice ingrandita su un monitor, quella NON è una colposcopia completa e non permette una diagnosi definitiva. È importante quindi che anche la paziente chieda al medico quale esame sta facendo e si informi se è stata realmente eseguita una colposcopia per comprendere se c'è stata una valutazione completa oppure un approccio preliminare. Questa partecipazione consapevole evita equivoci e permette di arrivare ad una diagnosi più corretta, prima di archiviare i sintomi come “fisiologici”. Chiarisca quindi se la visita precedente includeva una colposcopia completa (è un esame per il quale si rilascia un referto, come per esempio per l'ecografia).
Se non è stata fatta, è opportuno farla eseguire per valutare la presenza dell’ectropion e della sua estensione.
Solo dopo, se tutto è regolare, considerare l’ipotesi di variabilità fisiologica.
Le terapie con detergenti delicati, probiotici o riequilibranti del pH sono utili, ma devono seguire una diagnosi precisa.
Resto a disposizione

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