Salve, vorrei chiedere dei consigli ad uno psicologo o sessuologo. Ho venti anni e sto con il mio ra
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Salve, vorrei chiedere dei consigli ad uno psicologo o sessuologo. Ho venti anni e sto con il mio ragazzo da due anni. All'inizio della relazione, per entrambi la prima, avevo molta difficoltà ad aprirmi sessualmente perché non mi sentivo pronta, poi dopo qualche mese abbiamo iniziato ad avere rapporti ma mai penetrativi, perché continuavo a non sentirmi pronta e ad avere paura. Dopo quasi un anno abbiamo avuto una fase di problemi nella relazione che ci hanno portato ad allontanarci, fortunatamente poi risolta, che però non ha fatto altro che amplificare la difficoltà sessuale. Vivendo lontani abbiamo poche occasioni per farlo e quindi ogni volta che riusciamo a vederci è come se mi sentissi molta pressione addosso, non da parte sua ma da me stessa. So che è normale avere un po' di ansia per la prima volta e non mi 'vergogno' di ciò che provo, ma mi dispiace sia per il mio ragazzo, che -pur nascondendolo- è insicuro e demotivato per questa situazione, sia perché ho paura che più aspetto e più diventerà difficile da affrontare. Cosa mi consigliate di fare? Come posso affrontare questa ansia che sta diventando così insistente? Grazie in anticipo a chi mi risponderà
Salve, non c'è un'età giusta per fare l'amore la prima volta. Ognuno di noi ha i propri tempi e i propri modi. La sessualità, non essendo solo penetrazione, può essere vissuta in tanti modi e può essere soddisfacente indipendentemente dalla penetrazione. Per quanto riguarda questa ansia e pressione che lei sente sarebbe necessario avere più informazioni a riguardo e comprendere che significato ha per lei farlo per la prima volta. Per quanto riguarda la relazione è fondamentale la comunicazione, ne avete parlato apertamente di come vi sentite?
Per ulteriori approfondimenti se ha bisogno sono disponibile ad ascoltarla.
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Ciao, grazie per aver condiviso in modo così sincero e consapevole ciò che stai vivendo. Quello che descrivi è una situazione molto più comune di quanto si pensi, soprattutto quando la relazione è la prima e coinvolge aspetti emotivi profondi, aspettative e significati importanti legati alla sessualità.
Il fatto che tu riconosca le tue emozioni, che non ti vergogni di ciò che provi e che riesca a distinguere tra la pressione che senti da te stessa e quella (che dici non esserci) da parte del tuo partner, è già un grande punto di forza. La difficoltà che stai vivendo non riguarda il “non essere pronta” in senso assoluto, ma sembra legata soprattutto all’ansia anticipatoria: ogni occasione diventa carica di aspettative, timori di deludere, paura che “questa debba essere la volta giusta”. In questo modo, però, il corpo entra in uno stato di allerta che rende ancora più difficile lasciarsi andare.
È importante ricordare che la sessualità non è una prova da superare né una tappa obbligata da affrontare entro un certo tempo. Non esiste un “ritardo” da recuperare. Più ci si impone un obiettivo (come la penetrazione), più l’ansia tende ad aumentare. Può essere utile, invece, spostare l’attenzione dal “dover fare” al “poter sentire”, tornando a vivere l’intimità come uno spazio di esplorazione graduale, senza traguardi prestabiliti.
Un altro aspetto centrale è la comunicazione con il tuo ragazzo: condividere apertamente non solo le difficoltà, ma anche le paure, i sensi di colpa e la pressione che senti, può aiutare entrambi a ridurre le insicurezze e a non vivere questa situazione come un rifiuto o un fallimento personale.
Quando però l’ansia diventa così insistente e rischia di bloccare ulteriormente, come stai notando, è consigliabile non affrontarla da soli. Un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta esperto in sessualità può aiutarti a comprendere meglio l’origine di queste paure, a lavorare sull’ansia e a ritrovare un rapporto più sereno con il tuo corpo e con l’intimità, senza forzature.
Approfondire con uno specialista può fare davvero la differenza e permetterti di vivere la sessualità in modo più libero e rispettoso dei tuoi tempi.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa
Il fatto che tu riconosca le tue emozioni, che non ti vergogni di ciò che provi e che riesca a distinguere tra la pressione che senti da te stessa e quella (che dici non esserci) da parte del tuo partner, è già un grande punto di forza. La difficoltà che stai vivendo non riguarda il “non essere pronta” in senso assoluto, ma sembra legata soprattutto all’ansia anticipatoria: ogni occasione diventa carica di aspettative, timori di deludere, paura che “questa debba essere la volta giusta”. In questo modo, però, il corpo entra in uno stato di allerta che rende ancora più difficile lasciarsi andare.
È importante ricordare che la sessualità non è una prova da superare né una tappa obbligata da affrontare entro un certo tempo. Non esiste un “ritardo” da recuperare. Più ci si impone un obiettivo (come la penetrazione), più l’ansia tende ad aumentare. Può essere utile, invece, spostare l’attenzione dal “dover fare” al “poter sentire”, tornando a vivere l’intimità come uno spazio di esplorazione graduale, senza traguardi prestabiliti.
Un altro aspetto centrale è la comunicazione con il tuo ragazzo: condividere apertamente non solo le difficoltà, ma anche le paure, i sensi di colpa e la pressione che senti, può aiutare entrambi a ridurre le insicurezze e a non vivere questa situazione come un rifiuto o un fallimento personale.
Quando però l’ansia diventa così insistente e rischia di bloccare ulteriormente, come stai notando, è consigliabile non affrontarla da soli. Un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta esperto in sessualità può aiutarti a comprendere meglio l’origine di queste paure, a lavorare sull’ansia e a ritrovare un rapporto più sereno con il tuo corpo e con l’intimità, senza forzature.
Approfondire con uno specialista può fare davvero la differenza e permetterti di vivere la sessualità in modo più libero e rispettoso dei tuoi tempi.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione. Dalle sue parole si comprende quanta ansia e "pressione" sta vivendo: la penetrazione sembra quasi sia una "prova da superare" e quando il sesso diventa un qualcosa di pressante, il corpo reagisce chiudendosi, anche se lei razionalmente sente che vuole lasciarsi andare e viversi il momento. La distanza e le poche situazioni favorevoli per gli incontri hanno fatto sì che (senza volerlo direttamente) entraste nel "questa è l'occasione giusta" e ciò non fa altro che aumentare la tensione, togliendo l'aspetto spontaneo del rapporto. La chiave è spostare l'atto della penetrazione dal focus e dall'unico obiettivo: viversi l'intimità, lasciando che sia il "qui e ora" a scorrere e ascoltarsi più nelle sensazioni può far sentire più al sicuro, che è la condizione affinché ci si possa aprire autenticamente. Ciò che lei mette in atto è un meccanismo di protezione verso se stessa, non un rifiuto verso il suo ragazzo. Potrebbe essere utile esplorare la sua situazione e approfondire questa paura attraverso un percorso psicosessuologico. Resto a disposizione, Dtt.ssa Ilaria Peroni
Buona sera. Dei colloqui con uno psicologo/sessuologo l'aiuterebbero ad esplorare e capire meglio la situazione da lei vissuta e descritta qui e, a darle strumenti adeguati per uscire dalla paura provata.
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano
Salve, quella che descrive sembra essere una situazione complessa per lei e che con il protrarsi del tempo rende le cose sempre più difficili per lei e il suo fidanzato.
Alla luce di questo potrebbe valutare un percorso psicologico per avere accesso a queste sue paure in maniera più profonda e, con il tempo, riuscire a cambiare questa situazione.
Cordiali saluti,
dott. Gabriele Boccardi
Alla luce di questo potrebbe valutare un percorso psicologico per avere accesso a queste sue paure in maniera più profonda e, con il tempo, riuscire a cambiare questa situazione.
Cordiali saluti,
dott. Gabriele Boccardi
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