Salve, volevo porre una domanda un po’ insolita: come mai la mastoplastica additiva sulle persone tr

4 risposte
Salve, volevo porre una domanda un po’ insolita: come mai la mastoplastica additiva sulle persone transessuali ha esiti generalmente poco realistici? La gran parte delle protesi hanno questa forma sferica e sono distaccate l’una dall’altra, da cosa deriva? Forse dal pettorale maschile che è insufficiente, anche dopo una terapia ormonale, ad “accogliere” un differente tipo di protesi?
Dott. Andrea Manconi
Chirurgo plastico, Medico estetico
Milano
Buongiorno
La chirurgia In oggetto è a cavallo dell’aumento e della ricostruzione del seno. Non bisogna infatti dare solo volume al seno ma anche forma ad esso
Per questo spesso si utilizzano delle protesi con una forma propria, le cosiddette anatomiche
La distanza tra i due seni è invece un problema tecnico e non è una prerogativa: si posso infatti ottenere dei décolleté più o meno ampi a seconda del paziente
Cordiali saluti
Dott Andrea Manconi

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Prof. Giuseppe Giudice
Chirurgo plastico, Chirurgo maxillo facciale
Bari
Buongiorno. La mastoplastica additiva varia da paziente a paziente e da genere a genere. Pertanto, è necessaria una visita per valutare lo stato clinico e, dunque, la tecnica chirurgica migliore per risolvere il problema. Nei transessuali, in genere, è più indicato l'utilizzo di protesi anatomiche, peraltro, non molto voluminose. Se i due seni sono molto distanziati, è dovuto sia a un difetto di tecnica (muscolo pettorale non disinserito appropriatamente dallo sterno)sia perché il muscolo pettorale nell'uomo è molto forte e, quindi, spinge la protesi verso l'esterno. Bisogna cercare di evitare queste due possibili cause.
Cordialità
Giuseppe Giudice
Dr. Vincenzo Perchinunno
Chirurgo plastico, Chirurgo estetico, Medico estetico
Sava
Buongiorno, esistono problematiche tecniche in questo tipo di intervento che vanno valutate sulla base della conformazione toracica ( quella maschile è differente dalla femminile). Giuste pianificazioni danno buoni risultati.
Dr. Federico Coppola
Chirurgo plastico, Chirurgo estetico, Medico estetico
Palermo
Gentile utente, la questione che pone è molto interessante e tocca diversi aspetti anatomici e tecnici legati alla mastoplastica additiva nelle persone transgender MtF (Male-to-Female). Gli esiti apparentemente meno “naturali” possono essere ricondotti a diversi fattori.

Anatomicamente, la conformazione del torace maschile differisce da quella femminile per struttura ossea (torace più largo e appiattito), pelle più spessa, tessuto sottocutaneo generalmente meno sviluppato e posizione dei muscoli pettorali. Anche dopo una terapia ormonale, lo sviluppo del tessuto mammario può essere limitato, risultando insufficiente a creare un “rivestimento” adeguato per le protesi, specialmente nelle persone che non hanno accumulato un volume mammario significativo.

Dal punto di vista tecnico, per ottenere un risultato naturale è necessario scegliere con cura la forma, il volume e il posizionamento delle protesi. Tuttavia, l’assenza di un solco mammario ben definito e la posizione più alta del muscolo pettorale negli uomini possono rendere più complesso replicare una forma armoniosa e naturale. Le protesi sferiche, talvolta scelte per dare maggiore volume, tendono ad accentuare un aspetto più artificiale se non ben integrate al torace.

La distanza tra le protesi può essere un altro elemento rilevante: il torace maschile è più largo e il posizionamento delle protesi deve rispettare le caratteristiche anatomiche di base, per evitare complicanze come la sinmastia (protesi troppo ravvicinate). Questo può contribuire alla percezione di uno spazio innaturale tra le mammelle.

Tuttavia, con una pianificazione accurata e tecniche chirurgiche avanzate, è possibile ottenere risultati molto naturali anche in pazienti transgender. Questo include la scelta di protesi anatomiche o ergonomiche, un’attenta valutazione del posizionamento (sotto-muscolare o dual-plane) e, se necessario, l’uso di innesti di grasso autologo per migliorare la morbidezza e il contorno del seno.

In definitiva, il risultato dipende dalla combinazione di anatomia individuale, competenza del chirurgo e realismo nelle aspettative. Se ha altre curiosità o desidera approfondire, non esiti a chiedere.

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.