Salve, volevo porre una domanda un po’ insolita: come mai la mastoplastica additiva sulle persone tr
Salve, volevo porre una domanda un po’ insolita: come mai la mastoplastica additiva sulle persone transessuali ha esiti generalmente poco realistici? La gran parte delle protesi hanno questa forma sferica e sono distaccate l’una dall’altra, da cosa deriva? Forse dal pettorale maschile che è insufficiente, anche dopo una terapia ormonale, ad “accogliere” un differente tipo di protesi?
4 risposte
Buongiorno La chirurgia In oggetto è a cavallo dell’aumento e della ricostruzione del seno. Non bisogna infatti dare solo volume al seno ma anche forma ad esso Per questo spesso si utilizzano delle protesi con una forma propria, le cosiddette anatomiche La distanza tra i due seni è invece un problema tecnico e non è una prerogativa: si posso infatti ottenere dei décolleté più o meno ampi a seconda del paziente Cordiali saluti Dott Andrea Manconi
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Buongiorno. La mastoplastica additiva varia da paziente a paziente e da genere a genere. Pertanto, è necessaria una visita per valutare lo stato clinico e, dunque, la tecnica chirurgica migliore per risolvere il problema. Nei transessuali, in genere, è più indicato l'utilizzo di protesi anatomiche, peraltro, non molto voluminose. Se i due seni sono molto distanziati, è dovuto sia a un difetto di tecnica (muscolo pettorale non disinserito appropriatamente dallo sterno)sia perché il muscolo pettorale nell'uomo è molto forte e, quindi, spinge la protesi verso l'esterno. Bisogna cercare di evitare queste due possibili cause. Cordialità Giuseppe Giudice
Buongiorno, esistono problematiche tecniche in questo tipo di intervento che vanno valutate sulla base della conformazione toracica ( quella maschile è differente dalla femminile). Giuste pianificazioni danno buoni risultati.
Gentile utente, la questione che pone è molto interessante e tocca diversi aspetti anatomici e tecnici legati alla mastoplastica additiva nelle persone transgender MtF (Male-to-Female). Gli esiti apparentemente meno “naturali” possono essere ricondotti a diversi fattori. Anatomicamente, la conformazione del torace maschile differisce da quella femminile per struttura ossea (torace più largo e appiattito), pelle più spessa, tessuto sottocutaneo generalmente meno sviluppato e posizione dei muscoli pettorali. Anche dopo una terapia ormonale, lo sviluppo del tessuto mammario può essere limitato, risultando insufficiente a creare un “rivestimento” adeguato per le protesi, specialmente nelle persone che non hanno accumulato un volume mammario significativo. Dal punto di vista tecnico, per ottenere un risultato naturale è necessario scegliere con cura la forma, il volume e il posizionamento delle protesi. Tuttavia, l’assenza di un solco mammario ben definito e la posizione più alta del muscolo pettorale negli uomini possono rendere più complesso replicare una forma armoniosa e naturale. Le protesi sferiche, talvolta scelte per dare maggiore volume, tendono ad accentuare un aspetto più artificiale se non ben integrate al torace. La distanza tra le protesi può essere un altro elemento rilevante: il torace maschile è più largo e il posizionamento delle protesi deve rispettare le caratteristiche anatomiche di base, per evitare complicanze come la sinmastia (protesi troppo ravvicinate). Questo può contribuire alla percezione di uno spazio innaturale tra le mammelle. Tuttavia, con una pianificazione accurata e tecniche chirurgiche avanzate, è possibile ottenere risultati molto naturali anche in pazienti transgender. Questo include la scelta di protesi anatomiche o ergonomiche, un’attenta valutazione del posizionamento (sotto-muscolare o dual-plane) e, se necessario, l’uso di innesti di grasso autologo per migliorare la morbidezza e il contorno del seno. In definitiva, il risultato dipende dalla combinazione di anatomia individuale, competenza del chirurgo e realismo nelle aspettative. Se ha altre curiosità o desidera approfondire, non esiti a chiedere.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




