Salve. Un paio di mesi fa circa, mentre guidavo, sono stato colto da un dolore improvviso al testico

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Salve. Un paio di mesi fa circa, mentre guidavo, sono stato colto da un dolore improvviso al testicolo sinistro. Tale dolore e' andato via via crescendo durante la notte, al punto che il mattino seguente, avvertendo un enorme fastidio anche durante la deambulazione, mi sono dovuto rivolgere immediatamente a un urologo, che ha eseguito la palpazione e prescrittomi un'ecografia, ma da entrambe non si e' evidenziato alcunche' di rilevante, eccetto un lievissimo gonfiore del testicolo e una modesta idrocele a entrambi. La diagnosi e' stata di epididimite, ed ho eseguito una cura con levoxacin e supposte di topster. La cura ha avuto pienamente effetto. In questi giorni il dolore e' improvvisamente ritornato, anche se meno acuto del primo episodio ma comunque fastidioso: medesima cura (di testa mia), stesso risultato. Solo che, per mia natura, ho pensato di rivolgermi ad un secondo urologo, e anche quest'ultimo non ha rilevato nulla, sempre sia da palpazione che da ecografia, anzi dicendomi che magari ci sarebbero stati in alternativa altri farmaci da poter assumere, ad azione maggiormente localizzata, del topster e soprattutto del levoxacin. Dopo neanche una settimana ora il fastidio si e' ripresentato. Noto, toccandomi, come esso risulti concentrato soprattutto sul lato sinistro del testicolo sinistro (il lato adiacente all'interno coscia), difatti il dolore sorge soprattutto durante la notte quando involontariamente chiudo le gambe, e sulla parte posteriore, che invece da noie soprattutto quando sto seduto o all'atto della seduta. Premetto che faccio un lavoro d'ufficio e che soprattutto di questi periodi (smart working) risulto spesso, nell'arco della giornata, seduto. In precedenza accavallavo spesso le gambe (dopo il primo episodio mi sono imposto di perdere quest'abitudine), ora tendo comunque a tenerle "incrociate" (gamba su ginocchio). Grazie mille per un qualsiasi ulteriore contributo, come scrivevo purtroppo sono di indole molto paranoica e questo problema mi sta preoccupando non poco.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
QUalcuno ha valutato lo stato pelvico-prostatico? Il quadro descritto sembra molto derivare da una congestione infiammatoria pelvico-prostatica che ha alti e bassi. Ovvio che una terapia aspecifica con un antibiotico (che peraltro andrebbe impiegato con molta cautela) e il cortisone porti ad attenuazione del problema, ma non è nel suo potere risolvere la questione. Occorre rivalutare con i dovuti esami (in via preliminare almeno un ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, una analisi spermatica, la coltura del secreto prostatico estratto) il quadro e poi decidere nel merito.

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