Salve, sono uomo.Ho 56 anni e da circa 10 anni assumo -per disturbo bipolare-depakin 500 mg mattina

Salve, sono uomo.Ho 56 anni e da circa 10 anni assumo -per disturbo bipolare-depakin 500 mg mattina e sera e,attualmente venlafaxina 75 mg la mattina e 75 mg la sera.A questa terapia (unica veramente funzionante) sono arrivato dopo molteplici cambi di medicinali e pschiatri. La venlafaxina viene dosata dallo pschiatra a secondo di come mi sento.Purtroppo nell' ultimo mese avverto stanchezza, spossatezza e gran sonno, tale che il pomeriggio devo dormire almeno 2/3 ore svegliandomi ancora assonnato.Per aiutarmi nella stanchezza sto anche assumendo del carnityn a bustine, senza aver concreti risultati.A cosa può essere attribuito cio' e cosa posso fare in attesa che rientri lo psichiatra dalle ferie? Grazie.

4 risposte


Un tentativo che può fare e che non dovrebbe interferire troppo con il programma del suo specialista è modificare l'orario di assunzione della prima dose a pranzo o alla sera insieme all'altra dose. La venlafaxina a rilascio prolungato ha un tempo di picco di 7 ore (più o meno 2) per cui la dose del mattino potrebbe essere responsabile della sua sonnolenza pomeridiana. Se già da tempo assumeva queste dosi al mattino e alla sera varrebbe la pena di verificare anche altre possibili cause di sonnolenza pomeridiana, indipendenti dalla venlafaxina, ad es. un peggioramento del sonno notturno o un'ipoglicemia dopo pranzo. In particolare se in famiglia ha precedenti di diabete o iperinsulinismo e la modifica dell'orario della venlafaxina non risolve il problema non trascuri quest'ultima eventualità.

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Anche indipendentemente dalle sue oscillazioni dell'umore ci potrebbe essere una interferenza metabolica del valproato di sodio a lungo termine, cosa che può capitare ad alcune persone. Escluso questo andrebbero valutate terapie alternative alla velafaxina.


A mio avviso, occorre che veda il suo psichiatra per valutare la sua condizione psichica e l'influenza dei farmaci specie il valproato. Per es. differenziare se è in corso un calo del tono dell'umore o una sedazione farmacologica, o se vi sono altri fattori organici. per fare ciò e nel frattempo può idratarsi adeguatamente, evitare alcool, valutare con il suo MMG alcuni parametri come pressione, effettuare esami ematochimici (funzionalità epatica, renale, tiroidea, valproatemia, etc), esame urine, visita cardiologica con ECG.


Buongiorno, il consiglio che posso darle è di rivolgersi ad uno psichiatra ed in seguito ad un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato. Cordiali Saluti

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